-  Ithaginis cruentus : focus & examination  -

Illustrazione  1-3  Ithaginis cruentus holoptilis di:  Yang Ensheng    -    2  di: Henrik Grönvold  ( Ibis 1915 )

Ithaginis cruentus, 11 sottospecie riconosciute più 3 in contestazione. Alcune delle quali, come vedremo nel proseguo della disamina, vengono mantenute forse per leggerezza, incompetenza o interesse, in una sorta di comune errore letterario. 

Nota: In relazione alle ricerche eseguite, I. c. holoptilus non dovrebbe essere contestato o considerato sinonimo di I. c. rocki in quanto presenta, a mio avviso, alcune caratteristiche distintive che lo differenziano da quest'ultimo, ne più ne meno importanti rispetto a quelle che separano altre sottospecie dai relativi congenere ritenuti validi. Per contro, I. c. clarkei potrebbe, anzi, a mio avviso è, solo un ibrido occasionale che nell'area identificata come tipica (  Jade Dragon Snow Mountain nella Prefettura di Lijiang o Likiang - Yunnan Cina ), potrebbe essere il risultato dell'incrocio tra I. c. geoffroyi e I. c. holoptilus. Tuttavia, alcune indiscutibili prove fotografiche, confermano la presenza di I. c. clarkei anche nell'estremo nord-centro-est dello Yunnan ( area Sangri-La City ), quindi, considerando che questa sottospecie parrebbe essere rappresentata da un numero estremamente esiguo di esemplari, è poco probabile che dall'area tipica possa aver intrapreso una difficile migrazione, comunque non da escludere, in quanto le distanze non sono proibitive. Tuttavia l'ipotesi più plausibile è quella dell'ibrido occasionale e che, come nel precedente caso, i pochi esemplari di Sangri-La siano il risultato dell'incrocio tra I. c. geoffroyi e I. c. rocki dato che le gamme delle due sottospecie, oltre ad essere molto vicine, probabilmente si sovrappongono. Base, nonché fenotipicamente dominante, resta I. c. geoffroyi, alternando, a seconda della località I. c. holoptilus o I. c. rocki che, essendo molto simili, non apportano variazioni significative, e soprattutto distintive, alla colorazione del piumaggio di I. c. geoffroyi inizialmente e I. c. clarkei  come ibrido che rimane comunque più somigliante al primo.

Le sottospecie riconosciute di Ithaginis cruentus sino ad oggi classificate:

Ithaginis cruentus cruentus…........( fagiano insanguinato himalaiano – nominale ).......Hardwiche……..............1821 

Ithaginis cruentus geoffroyi..........( fagiano insanguinato di Geoffroy ) ...........................Verreaux J. P. ..........….1867 

Ithaginis cruentus sinensis............( fagiano insanguinato di David )………………................David............................1873 

Ithaginis cruentus michaelis..........( fagiano insanguinato di Bianchi )..............................Bianchi.........................1903

Ithaginis cruentus berezowskii.....( fagiano insanguinato di Berezowski ).......................Bianchi.........................1903 

Ithaginis cruentus kuseri................( fagiano Insanguinato di Kuser ).................................Beebe..........................1912

Ithaginis cruentus tibetanus.........( fagiano insanguinato del Tibet )................................Baker E.C.S..................1914

Ithaginis cruentus clarkei...............( fagiano insanguinato di Clarke )................................Rothschild...................1920

Ithaginis cruentus rocki..................( fagiano insanguinato di Rock )...................................Riley.............................1925

Ithaginis cruentus beicki.................( fagiano insanguinato di Beick ).................................Mayr e Birckhead........1937

Ithaginis cruentus marionae..........( fagiano insanguinato di Lady Vernay )......................Mayr.............................1941

 

Sottospecie in contestazione:

* Ithaginis cruentus affinis…..........( fagiano insanguinato del Sikkim ( India )....................Beebe…….…..................1912

Dalla maggior parte degli autori non considerata valida, e integrata alla forma nominale.

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Da molti autori non considerata valida, e integrata a I. c. rocki.

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* Ithaginis cruentus annae..............( fagiano insanguinato di Sage )...................................Mayr e Birckhead.........1937

Dalla maggior parte degli autori considerata non valida e integrata a I. c. berezowskii  

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Un’altra sottospecie fu descritta da Thayer & Bangs nel 1912 e denominata I. c. wilsoni, ma venne subito contestata e la maggior parte degli autori concorde nel trattarla come variazione di  I. c. geoffroyi.

Il maschio è simile a quest’ultimo, ma è di circa un terzo più piccolo, mentre le caratteristiche della femmina non sono note. La classificazione era basata su due maschi adulti catturati sul Wa-San ( Sichuan centro-meridionale ) nel novembre 1908 durante una spedizione inviata dall'Università di Harvard.  

 

Breve sunto tratto dalla monografia di William Beebe: “si può presumere che questi due maschi “nani” rappresentino effettivamente una specie isolata. Che siano adulti è attestato dalle dimensioni dei due speroni completamente sviluppati su ciascun tarso, rosso corallo, per entrambi i soggetti, così come la cera del becco ed il rosso aranciato della porzione di pelle nuda che circonda le aperture oculari. Confrontati con una nutrita serie di I. c. geoffroyi, non presentano caratteristiche legate al colore che separano le due forme, ma le misurazioni mostrano una notevole differenza delle dimensioni. Pur ammettendo I. c. wilsoni come una specie valida alla luce delle nostre attuali conoscenze, è importante sottolineare il fatto che gli I. c.  geoffroyi residenti nella parte occidentale della loro gamma sono di dimensioni notevolmente maggiori rispetto a quelli di Tatsienlu ( Prefettura autonoma tibetana di Garzè – Sichuan – Cina ) e aree circostanti”.  

                      

Nota: In base all’attuale letteratura, delle 14 sottospecie, tra riconosciute ed in contestazione, 9 si trovano esclusivamente in Cina. Le 5 rimanenti  < I. c. cruentus – I. c. tibetanus – I. c. affinis – I. c. kuseri >  vivono solo, anche, o soprattutto in altri Paesi, occupando marginalmente, oppure in profondità, le aree confinanti con la Cina. Dalle ricerche, parrebbe che I. c. kuseri, in contrasto con la letteratura, sia, e probabilmente lo è da sempre, perlopiù isolato in alcuni territori, come vedremo anche successivamente, del solo Tibet.

Curiosità: Nella letteratura cinese, perlomeno quella da me citata, vengono solitamente riconosciute 12 sottospecie: I. c. cruentus - I. c. affinis - I. c. tibetanus - I. c. sinensis - I. c. geoffroyi - I. c. beicki - I. c. michaelis - I. c. berezowskii - I. c. kuseri – I. c. rocki - I. c. clarckei - I. c. marionae.

 

Precisazione: E’ importante sottolineare che per effetto della variabilità all’interno della stessa specie/sottospecie, luce, iridescenze, periodo dell’anno, condizione del piumaggio, età del/dei soggetti fotografati, bravura del fotografo, ritocchi fotografici, nostra percezione dei colori ecc, ecc, gli esemplari in esame, per quanto appartenenti alla stessa specie/sottospecie, possono apparire molto diversi. In non pochi casi il rosso di macchie, bande e/o strisce su fronte, testa e lati della stessa, per questioni legate alla fotografia, possono apparire nere o nerastre.

 

Nella letteratura sia classica che moderna non è specificato, ma prendendo in esame le gamme descritte, la sottospecie di Ithaginis che alberga nelle aree più meridionali ( parallelo più o parallelo meno ) è I. c. marionae. Tuttavia ciò, alla luce di quanto ultimamente appurato, e che vedremo di seguito, non è più corretto in quanto I. c. geoffroyi ha palesemente ampliato la sua gamma sino a raggiungere lo Yunnan centrale ed è quindi da considerarsi, senza ombra di dubbio, la sottospecie che attualmente vive più a sud rispetto a tutti i conspecifici. 

La distribuzione complessiva di questa specie, in base sia alla classica, quanto moderna letteratura, comprende il Nepal settentrionale, Bhutan nord occidentale, Sikkim - nord Arunachal Pradesh - nord Nagaland ( India ) e nord ovest Myanmar. Ma anche, Tibet meridionale e sud orientale, Yunnan nord occidentale, Sichuan, Qinghai, Shaanxi meridionale e Gansu ( Cina ). Per  alcune sottospecie la distribuzione non era, ne è, affatto chiara ( Per approfondimenti vederealla pagina:  Ithanis cruentus sottospecie ).

Ciò premesso e, come ho potuto constatare, non solo nei riguardi di questa specie, le gamme  storiche andrebbero per lo più ridisegnate in quanto molte di esse, per innumerevoli cause, comunque principalmente imputabili a cattiva o frettolosa determinazione dei territori da parte degli autori,  migrazioni più o meno forzate, drastici cambiamenti naturali dell’habitat, desertificazione, espansione antropica, imponenti opere ingegneristiche correlate ha profonde quanto devastanti mutazioni ambientali, hanno ampliato i loro areali, ed in alcuni casi sostituito i conspecifici, e non solo questi, nei territori originali. Ithaginis cruentus geoffroyi, per fare un esempio, che da qualche anno, perlomeno dal 2016 ( anche se è presumibile che lo fosse già da tempo ), cioè da quando risalgono le prime testimonianze confermate da immagini e articoli di giornalisti locali,   però stranamente ignorato sia dagli autori cinesi, che da quelli occidentali, si è stabilito anche nello Yunnan centrale ( sud Cina ). Quindi, oltre a quanto già indicato nella letteratura, attualmente si dovrebbe tener conto del fatto che la sottospecie ha ampliato la sua gamma sino a raggiungere le aree centrali di questa Provincia occupando le Jiaozi Mountain, appena a nord di Kunming, che ne determinano, da quanto è dato, per ora, conoscere, il suo nuovo confine meridionale. Molto probabilmente l'espansione è avvenuta partendo dalla Contea di Muli e/o Liangshan ( Sichuan meridionale – Cina ), approfittando del "corridoio" formato da una vasta area del Sichuan che si "incunea" in profondità nella Provincia dello Yunnan. Da li, le Jiaozi Mountain e territori circostanti non sono lontani. Oppure, in relazione anche ad un'altra sottospecie che vedremo nel proseguo, dalle aree nord-occidentali dello stesso Yunnan, dove è da sempre presente. Gli esemplari delle Jiaozi Mountain, perlomeno fotograficamente, appaiono un poco diversi dai conspecifici che vivono nel nord ovest del Sichuan. Più simili agli I. c. geoffroyi che si trovano nelle aree sud-orientali di questa provincia, e probabilmente anche a I. c. wilsoni. Infatti la cresta, cosi come i ciuffi auricolari, sembrano molto più corti e quasi sicuramente anche la taglia è minore, ma ovviamente attraverso le immagini non è possibile stabilirlo con certezza.

La breve presentazione è stata necessaria ad introdurre all’argomento principale di questa disamina, sintesi, non facile, del lavoro di ricerca svolto negli ultimi mesi, riguardante 5 sottospecie per certi aspetti definibili emblematiche < I. c. kuseri – I. c. marionae – I. c. holoptilus – I. c. clarkei > e, se pur solo come riferimento, I. c. rocki. Studio, che pur non essendo ancora arrivato ad una conclusione, mi ha dato già modo di formulare diverse ipotesi così come ad avere qualche certezza, in forte contraddizione con la letteratura sia storica che attuale. Teorie certo, ma supportate da ricerca approfondita e prove fotografiche. Del resto, volendo essere critici, gran parte della letteratura, è costituita da teorie. Soprattutto nei secoli scorsi, cioè sino alla metà del 1900, le pratiche descrittive si basavano quasi esclusivamente sull’analisi visiva correlata alla bravura dell’autore. Spesso il lavoro non veniva eseguito sul campo, ma in qualche museo, studio o laboratorio privato utilizzavano, all’occorrenza, i lavori di altri colleghi, così come per determinare le gamme, non di rado, si basavano sulle testimonianze delle genti locali ecc, ecc. Con questo non voglio certo sminuire il grande e minuzioso lavoro fatto dagli autori del passato, per i quali nutro grande ammirazione, stima e rispetto, ma ho trovato, e non solo in riguardo agli Ithaginis, parecchie incongruenze tra i testi e l’attuale realtà. Probabilmente questi sono anche parte dei motivi per i quali ai nostri giorni molte specie/sottospecie risultano in accertamento o contestazione. Nulla di strano, a mio avviso, stiamo semplicemente assistendo al processo evolutivo, sia esso riguardante le caratteristiche fisiche o ambientali delle specie, anche se in quest’ultimo caso l’espansione antropica, in tutti i suoi aspetti, ha contribuito ad accelerarne, e di molto, i ritmi. Tuttavia, la scelta di un criterio univoco e universalmente riconosciuto atto all’identificazione degli esseri viventi, siano essi animali o vegetali potrebbe, in un certo qual modo, non essere del tutto corretto, soprattutto se parametrato ad epoche diverse in quanto il meccanismo evolutivo, in continuo fermento,  non si arresta nel tempo, ad uno specifico momento. Pertanto, ciò che è stato osservato, studiato e classificato nei decenni o secoli scorsi, appartiene ad una frazione di questo inarrestabile processo naturale in costante mutazione che ai nostri occhi potrebbe anche sembrare parzialmente o profondamente diverso.

   

nuca; parte superiore del corpo uniformemente blu-grigio, con vistose strisce bianche sul rachide senza alcuna sfumatura di verde; copritrici alari uniformemente in verde chiaro luminoso; copritrici medie e maggiori  molto lunghe con punte ricurve e decomposte. Sulla parte visibile di queste copritrici, il nero manca del tutto, l'unica caratteristica di rilievo, è la striscia verde leggermente più chiara. Le basi nascoste mostrano una sfumatura bruno-rossastra, mentre ancora più basalmente le piume diventano grigio-blu con strette linee nere che delimitano il rachide; frange nascoste e della coda cremisi sono ben sviluppate con copritrici inferiori cremisi brillante.

La descrizione è dell'esemplare designato come tipo ed è un uccello maschio completamente adulto . No. 179A nella collezione montata del Musee Nationale d'Histoire Naturelle. È contrassegnato con "Yunnan. Prince H. d'Orleans, 1896. "Le misure di questo esemplare sono: culmen, 12; ala, 215; coda, 132; tarso, 64; dito medio e artiglio, 53 mm. Ci sono due speroni sulla gamba destra e un unico a sinistra, ciascuno lungo circa mezzo pollice. L'esemplare è notevolmente tarlato e in cattivo stato di conservazione. 

Un secondo esemplare di Ithaginis kuseri è il n. 179B della stessa collezione. È un giovane soggetto nel suo primo anno di vita con speroni che si presentano come semplici noduli piatti. Corrisponde in tutto e per tutto al tipo, tranne per il fatto che c'è un'infusione di nero ancora maggiore in tutto il piumaggio. La coda, più perfetta che nell'altro uccello, è leggermente più lunga.

Sull'etichetta è riportato '' Tsekon, Yunnan. R. P. Soulie, 1897. "Questa località si trova nel "dito" nord- occidentale dello Yunnan, sul fiume Mekong, a 28 ° di latitudine nord e longitudine di circa 99 ° est, dando così una posizione precisa per la specie.

Dopo aver denominato la specie, il signor Eagle Clarke è stato così gentile da mandarmi un Ithagis  maschio piuttosto giovane in piena muta, che sull'etichetta recava la località "Yunnan" . Dopo un attento esame sono giunto alla conclusione che si trattava senza dubbio di I. kuseri, ma un individuo anormale. In nessuna specie di questo genere vi è normalmente un aumento dello scarlatto pettorale dopo la prima muta post-giovanile, ma in due o tre sub-adulti avevo già riscontrato una condizione anormale di pigmentazione sotto forma di macchie color ruggine sul piumaggio del petto, sostituite da cremisi nella muta successiva.

Questo uccello è un maschio in piumaggio eccessivamente consumato che subisce la muta autunnale del secondo anno. La gola e il petto sono un misto di pelle di bufalo e grigio-blu, con numerose macchie cremisi semi nascoste sulle nuove piume in crescita. La metà delle primarie è stata liberata, mentre la coda mostra qualche mutilazione, restano solo due timoniere destre. Per cattiva alimentazione o per qualche altra causa, l'uccello è entrato nella sua muta post- giovanile con una colorazione molto impura e sembra che stia recuperando in parte i colori normali nella muta attuale. Due giovani uccelli maschi del Nepal che ho esaminato mostrano la stessa cosa, un eccesso di buff al posto del cremisi.

La femmina di I. c. kuseri differisce dalla conspecifica I. c. cruentus per essere generalmente più scura. Il rossiccio della forma nominale è sostituito dal marrone, ed il petto, invece di essere semplicemente marrone ruggine o rossiccio, è vermicolato con marrone e color cuoio. L’ardesia di testa e nuca è molto più scuro, quasi nero, ed il castagno di fronte e lati della testa è molto più ricco e profondo.

 

Ithaginis kuseri..... Beebe, Zoologica, I. 191 2, p, 190. Ithagenes cruentus kuseri Baker, Bull. Brit Orn. Club, XXXIII, 191 3, p. 83.

Ithagenes kuseri... Baker, Bull. Brit Orn. Club, XXXV. 1914, p. 18; Baker, Ibis, 1915, pagg. 122; Baker, Jour. Bomba. Nat His. Soc, XXIV. 1916, p. 395.

 

 

Sintesi della descrizione originale di I. c. marionae pubblicata di Mayr nel 1941 e considerazioni inserita in questo punto, ma che troveremo anche più avanti, in quanto estremamente importante per comprendere la conoscenza che all'epoca avevano delle varie sottospecie di Ithaginis: “Simile a I. c. kuseri di Beebe ma, con sopracciglia interamente rosse, o rosse con alcune macchie nere; gorgiera nera più o meno interrotta al centro della gola, ed anche le penne nere sparse di quella regione sono in parte rosse; striature bianche sul dorso più strette e quasi obsolete sulla parte superiore della schiena; petto maggiormente rosso; ala più corta, 190-200, contro 200-208 mm. Si differenzia dai conspecifici per avere i ciuffi auricolari completamente neri e la notevole quantità di rosso nel piumaggio.

Un confronto della presente serie di pelli con l’illustrazione dell’esemplare tipo di I. c. kuseri ( Beebe, "Monograph of Pheasants, vol. io. pl. i.) e con illustrazioni aggiuntive ( Ibis, 1915, tav. iii. ) e descrizioni ( Greenway, 1933, Bull. Mus. Comp. Zool. lxxiv. p. 115 ) evidenzia che due diverse forme sono state incluse in "kuseri ". Un esemplare con sopracciglia prevalentemente nere e l’altro con sopracciglia prevalentemente rosse. La descrizione originale di I. c. kuseri purtroppo non è molto dettagliata, ma le illustrazioni mostrano chiaramente che l’esemplare tipo presenta sopracciglia più o meno nere. Un soggetto quasi topotipico ( la tipologia è Tseku – Località del nord-ovest Yunnan ) raccolto da Rock sul Mt. Uombala presenta sopracciglia completamente nere, ed è quindi ovvio che l'esemplare con le sopracciglia rosse è senza nome. Un solo maschio adulto della valle di Adung è esattamente intermedio tra I. c kuseri e I. c. marionae.  Una serie più ampia deve essere esaminata, in considerazione della variazione individuale riscontrata in questa specie, prima che la popolazione della valle di Adung ( nord Myanmar al confine con il Tibet ) possa essere assegnata a una delle due forme.  Nel colore del viso sembra più simile a I. c, marionae, ma con larghe strisce dorsali tipiche di I. c. kuseri di Beebe. Gli Ithaginis delle colline di Mishmi sembrano appartenere a I. c. kuseri, a giudicare dall’illustrazione iii. in "L'Ibis", 1915 (p. 122).]”.

Alcune interessanti note di Mayr, riguardanti i due esemplari ( pelli originali ) descritti da Beebe come “kuseri” raccolte e donate al M.N.H.N de Paris, da R. G. Soulie: La descrizione è dell'esemplare designato come tipo ed è un maschio adulto  No. 179A della collezione montata del Musee Nationale d'Histoire Naturelle di Parigi. Contrassegnato con "Yunnan”. Prince H. d'Orleans, 1896. "Le misure di questo esemplare sono: culmen, 12; ala, 215; coda, 132; tarso, 64; dito medio e artiglio, 53 mm. Presenta due speroni sulla zampa destra e solo uno sulla sinistra, ciascuno lungo poco più di un centimetro. L'esemplare è notevolmente tarlato e in cattivo stato di conservazione.

Un secondo esemplare di Ithaginis c. “kuseri” è il n. 179B della stessa collezione. Si tratta di un giovane maschio di circa un anno, con speroni che appaiono come semplici noduli piatti. Corrisponde in tutto e per tutto al tipo, tranne per il fatto che c'è un'infusione di nero ancora maggiore in tutto il piumaggio. La coda, più perfetta che nell'altro esemplare, è leggermente più lunga. L’ etichetta riporta '' Tsekon, Yunnan. RP Soulie, 1897. "Questa località si trova nel “dito” nord- occidentale dello Yunnan, sul fiume Mekong, a 28 ° di latitudine nord e longitudine circa 99 ° est, dando così una posizione precisa per la specie. 

Mayr, nel corso delle sue osservazioni, a mio avviso, ha frainteso alcuni aspetti del lavoro di Beebe. Aveva intuito che la descrizione di “kuseri” poteva essere il frutto di un errore, pur non avendolo completamente compreso. Infatti  pensa che la pelle con sopracciglia nere, per quanto lo stesso Beebe la definisca come appartenente ad un esemplare giovane, sia quella utilizzata per la descrizione di “kuseri”, mentre l’altra, con sopracciglia più o meno rosse, secondo lui, sarebbe senza nome. In realtà dovrebbe essere esattamente l’opposto, in quanto Beebe, sia dalla illustrazione che dalla stessa descrizione, deve aver esaminato l’esemplare ( adulto ) con sopracciglia più o meno rosse, cioè, con tutta probabilità, quello che oggi conosciamo come I. c. holoptilus, accentuando, seppur di poco, solo il colore della striscia sopraorbitale che in quest’ultimo è nera e rossa.  Soprattutto la pelle dell’esemplare adulto era vecchia ed in pessime condizioni, quindi è probabile che nel descrivere e illustrare certe parti, l’autore si sia affidato un poco alla fantasia, oppure abbia fatto una sorta di piccolo collage da entrambe.

 

Il “kuseri” che conosciamo oggi corrisponde alla sottospecie di Ithaginis ritenuta più bella e colorata, con caratteristiche particolarmente distintive riguardanti soprattutto le bande sopraorbitali e ciuffi auricolari completamente neri; ampio ed evidente “collare” bianco quasi puro;  larga gorgiera nera mai interrotta al centro della gola; petto in un esteso quanto marcato rosso cremisi. Quindi tutte particolarità facilmente riscontrabili anche attraverso le immagini. Mayr, descrive I. c. marionae con sopracciglia rosse o macchiate di nero ( I. c. kuseri interamente nere ) e ciuffi auricolari neri ( come in I. c. kuseri ), aggiungendo un particolare importantissimo: < “quest’ultima caratteristica e la notevole quantità di rosso nel piumaggio, distingue I. c. marionae da tutti conspecifici” >. Come si evince anche dall’illustrazione raffigurante il kuseri di Beebe i ciuffi auricolari sono biancastri e la quantità di rosso è tutt’altro che notevole. Inoltre, la descrizione di I. c. marionae è avvenuta nel 1941, cioè quando tutte le altre sottospecie di Ithaginis erano state già descritte, perciò è evidente che Mayr, e probabilmente anche gli altri autori, sino ad allora non si fossero ancora accorti dell’esistenza del vero I. c. kuseri, fors’anche perché apparentemente molto simile, per quanto sia fondamentalmente diverso da I. c. marionae. Quindi ad oggi, e se le mie teorie fossero confermate, la forma che conosciamo come “kuseri”, in realtà sarebbe innominata. Purtroppo, nella maggior parte delle descrizioni gli autori, Delacour compreso, sembrano volutamente ignorare, oppure è passata inosservata, la colorazione dei ciuffi auricolari, quando in realtà risulta di fondamentale importanza nella differenziazione delle sottospecie, ed in particolare quelle in esame.

 

Qualche passaggio riguardante le osservazioni del Capitano F. M. Baily in cui vengono menzionati alcuni uccelli, ed in particolare un maschio che potrebbe essere il vero kuseri, com’anche marionae:

“Gli esemplari descritti da Beebe, entrambi maschi, vennero collezionati nello Yunnan ( Cina ), ad  una considerevole distanza dalle Mishmi Hills, ed il maschio inviatomi da quest'ultimo luogo differisce da loro in diversi particolari. In generale, i colori sono più profondi e vividi, il grigio è ovunque più scuro e il cremisi più ricco e ancora più esteso nelle parti inferiori. Le strie bianche sul dorso sono più strette e meno cospicue, mentre quelle sulle penne delle ali sono più larghe. Quest’ultime sembrano ancora più scure, mentre le secondarie, specialmente quelle più interne, presentano bordi meno larghi in color cuoio biancastro. Nel kuseri di Beebe, le penne interne sono molto screziate, mentre nel presente esemplare sono immacolate tranne che per le ampie strie bianche, mentre le screziature color cuoio sono generalmente più scure. Il bruno rossastro di I. c. cruentus in I. c. kuseri è sostituito da brunastro e, il petto è vermicolato da un instabile marrone e cuoio quasi un semplice color ruggine. L’ardesia di testa e nuca è molto più scuro, quasi nero, e il castano della fronte e lati del capo di un colore più ricco. 

Nella pelle fresca le zampe del maschio sono di un vivido scarlatto con due corti speroni neri su ciascun tarso; becco brunastro quasi nero. Nella femmina le zampe sono marrone corno opaco, forse più color carne in vita; becco praticamente nero”.

La dimensione di entrambi i sessi ( delle pelli da Mishmi Hills ) sembra essere la stessa di I. c. cruentus.

Nota: La descrizione, o meglio, le osservazioni del Capitano Bayli, parrebbero riferite a I. c. kuseri, perlomeno per quanto concerne le parti superiori, che tuttavia sono piuttosto simili anche in I. c. marionae, ma non nelle dimensioni, in quanto I. c. kuseri  è molto più grosso, circa il doppio, della forma nominale, cioè I. c. cruentus.

Sintesi delle osservazioni d E. Baker:

Ithaginis cruentus kuseri (Beebe). [ da: 1.91 3.] E. C. S. BAKER: Birds from the· Mishmi Hills. ]  No. 25380. is, Upper l\1atlln Valley, Mishmi Hills 2500 metri - 28-iii-I3.

“Questo bellissimo fagiano è stato recentemente descritto da W. Beebe da due pelli, una conservata al Museum d'Histoire Naturelle de Paris e l’altra nella collezione del British Museum di Londra. Rispetto a quest'ultima pelle il presente esemplare è notevolmente più luminoso, il nero è più intenso, il cremisi sia del petto che delle altre parti è più vivo e forse più esteso sull'addome, il verde è più ricco, il grigio della schiena più profondo ed in tinta più chiara. Tutte queste difformità, tuttavia, sono probabilmente dovute solo al fatto che la pelle in esame è fresca mentre quelle studiate da Beebe sono, un poco, sbiadite.  Un'altra differenza, richiede un'attenta osservazione, e riguarda le striature bianche sulle parti superiori. Nella pelle dalle Mishmi Hills, queste, sono molto strette, larghe poco più del fusto, mentre nelle pelli dello Yunnan, le striature, sono decisamente più ampie, in alcuni casi fino a mezzo centimetro. Un esame della serie di Ithaginis c. cruentus conservati nel Museo ( non specificato quale ) mostra che la specie è caratterizzata da  una notevole variabilità in riguardo alle sopracitate striature, quindi non sono in grado di asserire che  questa caratteristica sia tutt'altro che individuale. Comunque, se in futuro verranno esaminati altri esemplari e le striature saranno costantemente strette come nel presente uccello, combinate alla colorazione generalmente più intensa, sarà sufficiente dividerlo sottospecificamente da I. c. kuseri. È notevole, ed al tempo stesso molto interessante, che la specie o sottospecie si trovi in un’area tanto vasta da comprendere Mishmi Hills e Yunnan”.

Breve descrizione di I. c. kuseri di Delacour: Il maschio è simile al conspecifico I. c. tibetanus, ma ne differisce nei colori rosso e nero ancora più estesi; fronte, gola e petto rosso cremisi quasi puro; sopracciglio, copritrici auricolari, lati della testa e del collo completamente neri con una larga fascia, sempre, nera tra il rosso della gola e del petto.

           

Riflessioni personali in riguardo a I. c. kuseri: Dalle osservazioni/descrizioni sia del Capitano Bayli che di Baker traspare la fisionomia piuttosto incerta di una forma che potrebbe sì, essere il vero I. c kuseri, come anche I. c. marionae. Purtroppo entrambi si sono concentrati soprattutto sui cromatismi dorsali, importanti sicuramente, però al fine di differenziare gli esemplari da loro esaminati, dalle pelli descritte da Beebe, ma che a noi risultano di poco aiuto per determinare, con una certa sicurezza, a quale sottospecie appartenessero. Comunque, pur se in base alle attuali conoscenze, la classificazione di I. c. kuseri, sarebbe da considerare come un evidente sbaglio, quindi andrebbe rivisto e corretto, il “mondo” delle autorità in materia sembra non considerarlo. Anzi, tra le altre cose, continuano ad indicare lo Yunnan come gamma di questa forma. Probabilmente, troppo impegnati nel pubblicare libri o monografie, dispensare consigli e giudizi, non se ne sono neppure accorti. Quindi, gli stessi errori verranno immancabilmente ripetuti nelle varie pubblicazioni.

Conclusione personale: In riferimento ai sopracitati motivi, e ad altri, che per ragioni di spazio non posso elencare, l’illustrazione ecc., è a me palese, ma a questo punto, credo lo sia a tutti, che la descrizione di Beebe è riferita alla forma successivamente denominata da Greenway < holoptilus >, quindi, oltre al fatto che I. c. holoptilus in realtà dovrebbe essere riconosciuto come kuseri, spetterebbe a Beebe l’assegnazione di descrittore. Questo significa, come già sottolineato in precedenza, che il “vero” kuseri ad oggi è senza nome. Inoltre, la gamma di questa sottospecie, perlomeno in base alle descrizioni originali, non è mai stata accertata con chiarezza, quindi la mia ipotesi, supportata da prove fotografiche e ricerche, che in realtà si trovi pressoché circoscritta in alcune aree del Tibet sud-orientale assume una certa veridicità. 

 

 

 

Sintesi della descrizione originale di I. c. marionae pubblicata di Mayr nel 1941 ( già sopra citata ): “Simile a I. c. kuseri di Beebe ma, con sopracciglia interamente rosse, o rosse con alcune macchie nere; gorgiera nera più o meno interrotta al centro della gola, ed anche le penne nere sparse di quella regione sono in parte rosse; striature bianche sul dorso più strette e quasi obsolete sulla parte superiore della schiena; petto maggiormente rosso; ala più corta, 190-200, contro 200-208 mm. Si differenzia dai conspecifici per avere i ciuffi auricolari completamente neri e la notevole quantità di rosso nel piumaggio.

Un confronto della presente serie di pelli con l’illustrazione dell’esemplare tipo di I. c. kuseri ( Beebe, "Monograph of Pheasants, vol. io. pl. i.) e con illustrazioni aggiuntive ( Ibis, 1915, tav. iii. ) e descrizioni ( Greenway, 1933, Bull. Mus. Comp. Zool. lxxiv. p. 115 ) evidenzia che due diverse forme sono state incluse in "kuseri ". Un esemplare con sopracciglia prevalentemente nere e l’altro con sopracciglia prevalentemente rosse. La descrizione originale di I. c. kuseri purtroppo non è molto dettagliata, ma le illustrazioni mostrano chiaramente che l’esemplare tipo presenta sopracciglia più o meno nere. Un soggetto quasi topotipico ( la tipologia è Tseku – Località del nord-ovest Yunnan ) raccolto da Rock sul Mt. Uombala presenta sopracciglia completamente nere, ed è quindi ovvio che l'esemplare con le sopracciglia rosse è senza nome. Un solo maschio adulto della valle di Adung è esattamente intermedio tra I. c kuseri e I. c. marionae.  Una serie più ampia deve essere esaminata, in considerazione della variazione individuale riscontrata in questa specie, prima che la popolazione della valle di Adung ( nord Myanmar al confine con il Tibet ) possa essere assegnata a una delle due forme.  Nel colore del viso sembra più simile a I. c, marionae, ma con larghe strisce dorsali tipiche di I. c. kuseri di Beebe. Gli Ithaginis delle colline di Mishmi sembrano appartenere a I. c. kuseri, a giudicare dall’illustrazione iii. in "L'Ibis", 1915 (p. 122).]”.

Tutto ebbe inizio qualche mese fa quando, controllando il mio archivio fotografico, ritrovai una illustrazione di I. c. kuseri tratta dalla Monografia di William Beebe ( descrittore della sottospcie ). Qualcosa che prima non avevo notato attirò la mia attenzione e nel contempo a formulare una sorta di esclamazione mentale, “questo non è kuseri” !. Stavo disquisendo sul lavoro di uno degli autori più conosciuti, quindi avevo bisogno di prove. In seguito scoprii che anche Mayr, nella sua descrizione di I. c. marionae ( sottospecie simile a I. c. kuseri ), mise, senza però rendersene quasi conto, in dubbio la validità di I. c. kuseri, e questo mi fece capire di essere sulla giusta strada, che i miei dubbi avevano fondamento. Per quanto la descrizione di Mayr riguardante I. c. marionae, sia piuttosto stringata, risulta, in alcuni passaggi, basilare alla determinazione del livello di conoscenza che all’epoca avevano di queste sottospecie, ed in particolare alcune considerazioni assumono un ruolo fondamentale.

Descrizione originale di William Beebe:   

Nome Specifico: kuseri in onore del colonnello Anthony R. Kuser di Bernardsville, New Jersey.

Località tipo: "Vicinity of Tsekon, Yunnan", Beebe, Zoologica, I. 191 2, p. 190. Il tipo si trova al Musee Nationale d'Histoire Naturelle di Parigi.

Distribuzione geografica. - Estremo nord-ovest dello Yunnan sino a raggiungere le Mishmi Hills ( Nord est India )

Considerazioni generali: Un anno e mezzo dopo, mentre studiavo gli esemplari di fagiani nel museo del Jardin des Plant es di Parigi, mi sono imbattuto in due esemplari montati che hanno cancellato e ha mostrato che la Blood Partridge dall'estremo nord-ovest dello Yunnan è una forma molto ben marcata, di gran lunga la più bella e brillantemente colorata del suo genere. In mancanza di dati sugli esemplari intermedi, gli ho concesso un rango specifico completo .

La conferma di questa decisione e un'estensione della gamma della Blood Partridge di Kuser è stata resa possibile dal Capitano FW Bailey, che ha trovato la specie molto a ovest della mia località nelle Mishmi Hills, tra otto e dodicimila piedi di altitudine. In totale sono stati assicurati altri dieci esemplari, sette maschi e tre femmine. Tutti questi sostengono la validità dei caratteri su cui io basato la specie. Sono state ottenute anche tre uova, abbastanza simili a quelle del geoffroyi. Sono stati trovati a dodicimila piedi all'inizio di maggio, adagiati sulla nuda terra sotto un ciuffo di bambù, con la neve nelle vicinanze.

                                                                                                                                                                                                                          Sempre da Beebe: Ho avuto un grande piacere nel nominare questa bellissima Blood Partridge in onore del colonnello Anthony R. Kuser, il cui interesse e generosità hanno reso possibili queste ricerche. 

                                                                                                                                                                                                                      Nel maschio, la fronte, mento, gola e lati della testa sono cremisi; parte superiore del petto attraversata da uno “stretto” collare di piume nere con frange cremisi che ai lati si unisce al blu-grigio del mantello; parte bassa del petto, quella superiore del ventre e le corrispondenti del corpo sono cremisi intenso, marcato solo sul rachide da linee verde chiaro molto strette; parte inferiore del ventre ed i fianchi, fino alla coscia, sono in verde mela brillante e chiaro. L'intera testa è principalmente nera, senza  colore bianco o  crema tranne qualche traccia  sulla

Ithaginis c. geoffroyi fotografati sulle Jaozi Mountain Yunnan Cina - Foto da: www.birdnet.cn Autori 1-3  Chu Tianshu - 2 Zhonghe Peak. Come si evince dalle immagini, gli esemplari delle Jaozi Mountain ( città-prefettura di Kunming Yunnan Cina ) sembrano, perlomeno fotograficamente, più piccoli rispetto ai loro conspecifici che vivono più a nord e con ciuffo ( cresta ) notevolmente più corto. Più simili all'I. c. wilsoni sopra menzionato.

Ithaginis c. geoffroyi definibile tipico del Sichuan ( Cina ) - Foto da: www.birdnet.cn Autori  1  Blow shadow  -  2   Leshan - Xuefeng  -  3  Henry Koh 

Ithaginis cruentus kuseri: 

Pelle olotipo, originalmente montata,  di Ithaginis descritta e denominata Ithaginis c. kuseri  da Wlliam Beebe. ( Museo d'Histoire Naturelle de Paris - Francia ) 

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Targhette identificative della pelle, originalmente montata, descritta e denominata Ithaginis c. kuseri  da Wlliam Beebe. ( Museo d'Histoire Naturelle  Paris - Francia ) 

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Kuseri descritto da Beebe 1912 -  5 ( ba
Kuseri descritto da Beebe 1912 -  6 ( ta

Da considerare con attenzione il maschio esattamente intermedio tra I. c. kuseri e I. c. marionae  della valle Adung ( nord Myanmar ) menzionato nella descrizione di Mayr in quanto, nel proseguo delle ricerche, potrebbe rivelare qualche sorpresa. Certo, non è da escludere che possa trattarsi di semplice variazione di una o dell’altra forma, com’anche interpretare il ruolo di anello di congiunzione tra loro. Ma a questo punto, e per ora, entriamo nel campo della pura ipotesi. Congetture, ma terribilmente intriganti. Per ora sono riuscito solo a trovare le foto di un esemplare dalle caratteristiche perfettamente intermedie, non è molto, lo so, ma serve pure cominciare da qualche parte, e del resto anche con le altre sottospecie esaminate in questo articolo, e non solo, l’inizio è stato più o meno simile.

Nonostante lo studio sia ancora da completare, sembrerebbe che sulle  Mishmi Hills non vi sia, e sia stato, il “kuseri” tibetano, quello vero. Forse una forma intermedia, o più verosimilmente che nel nord dell’Arunachal Pradesh ( Mishmi Hills ) e aree circostanti da sempre alberghi I. c. marionae, come alcune immagini di esemplari intrappolati parrebbero confermare. Ciò significherebbe che gli autori del passato confusero le due sottospecie oppure che, successivamente, ma senza aver mai visto il vero kuseri tibetano, si siano basati sulle differenze cromatiche riscontrabili tra il "kuseri di Beebe e marionae. In ogni caso, è evidente che ci furono dei palesi errori di valutazione e riconoscimento. Ciò detto, non è neppure da escludere che I. c. marionae possa essere una variante geografica dell'I. c. kuseri tibetano. Questo in qualche modo giustificherebbe, tra l’altro, anche la difficoltà di reperire immagini di I. c. marionae, sintomo di una popolazione limitata ed estremamente frammentata. Comunque sia, merita un attento approfondimento sperando di poter giungere ad una conclusione, anche se so che ci vorrà parecchio tempo, fortuna e pazienza. Per ora sono riuscito solo a trovare le foto di un esemplare dalle caratteristiche perfettamente intermedie, non è molto, lo so, ma serve pure cominciare da qualche parte, e del resto anche con le altre sottospecie esaminate in questo articolo, e non solo, l’inizio è stato più o meno simile.

Esemplare apparentemente intermedio tra I. c. kuseri e marionae  - Autore: Dong Lei

Illustrazione di I. c. marionae  da: © Anil DaveDinodia Photo  Dinodia Photo 

Ithaginis cruentus marionae:

Molto interessante, e non meno complesso, anche quanto è emerso dalle ricerche riguardanti Ithaginis c. marionae, che in molti testi della letteratura classica ( Delacour, per citare uno dei più famosi autori ) è ritenuto, seppur con punto interrogativo, distribuito solo nel nord-est Myanmar ( Nyetmaw Pass - nei pressi del confine con lo Yunnan - Cina  ), mentre è molto probabile, se non quasi certo che, oltre al Myanmar settentrionale, la sottospecie si trovi anche nel Nagaland ( Nord-est India ) lambendo, se non occupando parte delle aree storiche attribuite a I. c. kuseri nel nord dell’Arunachal Pradesh ( Mishmi Hills - Nord-est India ), come alcune immagini parrebbero indicare. Così come in quella più recente o moderna nella quale, oltre alle località appena sopra citate, viene menzionato anche l'ovest dello Yunnan ( Cina ). Ubicazione cinese che, per molte ragioni troppo lunghe da spiegarsi in questa sede, è sicuramente riferita alla Prefettura di Nujiang < attraversata dall’omonimo fiume. Salween nel tratto tibetano > e il nord della Prefettura < città > di Baoshan, nelle attuali Nu Jiang Reserve e National Nature Reserve Gaoligong-Shan ( Shan, in cinese = monte – monti - montagne ). Ma non si fa menzione, se non in qualche testo cinese, di una forma molto simile a I. c. marionae, che vive nella Contea di Dali e soprattutto sui Chang-Shan ( Prefettura di Dali Bai nello Yunnan nord- occidentale ), quindi non lontano dall’area storica di I. c. holoptilus.

Ithaginis c. kuseri - Foto da:  1 Jianlong Tourism Company Jon's Private Tours  - 2  www.birdnet.cn Autore:  Shanjin parrot - 3  www.cnbird.org-cn Autore: Zhang Guolao 

Ithaginis c. marionae - Foto da: Njal Bergè

marionae -  06-12-2018 Baihualing Bird S
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Ricapitolando: Sulla targhetta della prima pelle descritta da Beebe è riportato solo Yunnan ( comesi evince anche dalla foto sopra poste ), mentre sulla seconda Tsekon o Tseku ( nord-ovest Yunnan ) che, guarda caso, è in piena area I. c. rocki. L’esemplare ritratto nell’illustrazione di Beebe, per ovvi motivi fenotipici non può essere l’I. c. kuseri che conosciamo attualmente, né tantomeno I. c. marionae o I. c. rocki . Tra l’altro, all’epoca della descrizione del presunto “kuseri”, queste forme non erano ancora note. Nell’illustrazione, la colorazione in generale del piumaggio come pure la linea sopraorbitale, i ciuffi auricolari biancastri, il “colletto” biancastro striato ( non bianco quasi puro ) e poco evidente così come il petto non marcatamente rosso cremisi, fanno pensare, ma personalmente ne sono certo, come anche sopra citato, che l’esemplare ritratto, prendendo spunto dalla pelle del Musee Nationale d'Histoire Naturelle di Parigi, fosse I. c. holoptilus, mentre l’altra, attualmente conservata nel Museo di Londra, considerando anche la provenienza indicata sulla targhetta, è sicuramente di I. c. rocki. Oltretutto, ed a maggior conferma di quanto appena asserito, non ho mai trovato la benché minima traccia della presenza di I. c. kuseri. nello Yunnan. Quest’ultima considerazione mi da modo d’allacciami ad un'altra questione, per quanto non ancora del tutto chiarita, riguardante la gamma di questa sottospecie che storicamente dovrebbe comprendere le Mishmi Hills ( Arunachal Pradesh nord-orientale – India ), sud est Tibet ( Cina ) ed estremo nord-ovest dello Yunnan ( Cina meridionale  ). Non considerando lo Yunnan, dalle ricerche, supportate da prove fotografiche, sembra, perlomeno sino ad ora, che la sottospecie viva solo, o soprattutto, in alcune aree della Prefettura di Nyingchi, ed in particolare nel Grand Canyon del fiume Yarlung Zangbo. Probabilmente lo stesso Yarlung ne delinea il confine sud-occidentale, mentre i fiumi Nujiang e Lanchang  quellosud-orientale, oltre i

In verde l’area della Prefettura di Nyingchi, meglio conosciuta come Linzhi, compresa tra i fiumi Yarlung Zangbo, Nujiang e Lanchang dalla quale provengo tutte le immagini, certe, di I. c. kuseri trovate sino ad oggi

quali, tra l’altro, si trova I. c. geoffroyi. Con questo non escludo la possibilità che possa verificarsi anche sulle Mishmi Hills e territori intermedi, ma ad oggi non sono riuscito a trovare prove che lo possano confermare. Le Mishmi Hills e aree circostanti, sono piuttosto frequentate da turisti, fotografi di ogni livello e birdwatching, ma gli Ithaginis che vengono molto spesso immortalati sono I. c. cruentus – I. c.affinis e I. c. tibetanus, di kuseri neppure l’ombra. In effetti un paio di foto, proprio da questa località esistono; una raffigurante un esemplare non più in vita, probabilmente caduto in qualche trappola perciò di difficile identificazione avendo il piumaggio fradicio e la testa che, essendo piegata da un lato, risulta seminascosta, quindi potrebbe anche essere I. c. marionae, mentre l’altra è di una femmina che sembrerebbe, sottolineo il condizionale, I. c. kuseri. Il riconoscimento fotografico, per la maggior parte delle femmine di Ithaginis, è reso alquanto difficoltoso dalla loro somiglianza, differenziandosi in particolari e cromatismi che, solo attraverso l’analisi visiva ravvicinata possono essere riscontrati.

Illustrazione di I. c. kuseri  descritto da Wlliam Beebe 

Innanzitutto dobbiamo considerare che I. c. marionae e I. c. holoptilus sono fenotipicamente molto simili e, fors'anche per questo che si è fatta molta confusione. Inoltre, ed a mio avviso, contrariamente a quanto indicato in gran parte della letteratura, quest’ultimo non dovrebbe essere considerato sinonimo di I. c. rocki che, come si evince sia dalle descrizioni, quanto dalle immagini, è piuttosto diverso. Secondo Delacour ( descrizione nella parte relativa a questa sottospecie ), I. c. holoptilus,  è del tutto identico nelle parti inferiori a I. c. marionae che per contro in quest’area del corpo, e non solo, risulta piuttosto diverso da I. c. rochi.  Inevitabile dunque, per quanto solo come riferimento, curiosità o parere personale, il fare un certo tipo di ragionamento riguardante le date in cui furono scoperti o descritti ( Ithaginis. c. holoptilus – descrizione del 1933 - scoperto però nel 1931, come da riferimento/pelli collezionate -  I. c. marionae descritto nel 1941, cioè 10 anni dopo ). Quindi, posso accettare che inizialmente, perlomeno fin quando I. c. marionae non venne descritto, che lo si potesse considerare sinonimo di I. c. rocki, ma non successivamente. Così come non comprendo ( basterebbe leggere attentamente le descrizioni ) come alcuni autori, testi e siti web, possano ritenere I. c. holoptilus una variante geografica di I. c. marionae.  Probabilmente, e come spesso succede, è dovuto allo spirito di “gregge”, al “seguire” una certa linea comune, una sorta di copia incolla, per utilizzare termini attuali, che per superficialità ed incompetenza porta a dare tutto per scontato, a non preoccuparsi più di tanto in riguardo alla correttezza e veridicità di quanto pubblicato. Tuttavia, considerando le descrizioni, non so voi, ma io potrei a malapena cercare di capire il sinonimo, senza però condividerlo, sapendo quanto le due forme sono diverse in non pochi particolari, ma categoricamente rifiuto che una specie ( I. c. holoptilus - 1931 ) venga considerata variante geografica di un conspecifico ( I. c. marionae - 1941 ) descritto dieci anni dopo. Mi sembra funambolico come concetto. La logica impone, sempre e comunque, che il primo ad essere scoperto debba considerarsi specie o sottospecie, e non la forma descritta successivamente, che tuttalpiù ne diverrebbe la variante. In questi anni mi sono trovato altre volte di fronte ad incongruenze di questo tipo, quindi il mio stupore è comunque contenuto, ed ho imparato a trattare la letteratura e soprattutto quanto trovato sul web, con la dovuta cautela senza mai dare nulla per scontato.

Ora, nel procedere con la disamina, diviene necessaria una breve, quanto doverosa, cronistoria dello studio dal quale, ovviamente, deriva anche tutto quanto precedentemente citato in relazione a I. c. geoffroyi - kuseri e marionae. Essendo stato uno dei primi, se non il primo, perlomeno da quello che si evince dai risultati, ad interessarsi attivamente a questa specie, intenzionato, come nel caso di altre, a dare un “volto” a sterili nomi scientifici o comuni, iniziai la non facile ricerca. Per alcune, le più note, non fu troppo complicato, per le altre invece, potendomi basare solo su descrizioni spesso troppo sintetiche ed approssimative, quindi non adatte alla formulazione di valutazioni o confronti attendibili, non è stato affatto semplice. Anzi, ho impiegato circa tre anni per completare la serie di immagini riguardanti tutte le sottospecie di Ithaginis, ed alla fine del 2017 potevo affermare che il mio sito gbp.bio era l’unico a poterle mostrare fotograficamente. Tutte, tranne I. c. holoptilus, ma ero per così dire tra l’incudine ed il martello, tra la mia voglia di chiarire il mistero ed i “corridoi” del web, sempre stracolmi di pseudo saggi, che mi facevano capire di non perdere tempo nella ricerca dell’inesistente.

Per fortuna, mia, sono una persona piuttosto indipendente, soprattutto mentalmente, e la contrarietà, quando reputo ingiustificata, è per me un ulteriore stimolo a perseverare. Nonostante tendessi a voler concentrare la ricerca sui Gaoligong-Shan ( Nujiang - Yunnan ), il più delle volte trovavo immagini di soggetti, che in un primo momento ritenetti fossero di Ithaginis c. marionae, sui Chang-Shan cioè nella Prefettura di Dali Bai - Yunnan nord-occidentale, geograficamente confinate con il sud del Distretto di Lijiang indicato nella letteratura sia classica che moderna, come area, anche, di I. c. holoptilus  e, piuttosto lontano dai Gaoligong-Shan della Prefettura di Nujiang. Immagini che, aimè, pubblicai sui vari canali Web senza troppo approfondire come I. c. marionae. Tuttavia nessuno, neppure gli autori e/o allevatori più conosciuti, ebbe da obiettare. A dire il vero, mi accorsi di alcune differenze di colorazione del piumaggio e dei ciuffi auricolari biancastri, ma li considerai come naturale variazione. Solo quando, come menzionato nella parte dedicata a I. c. kuseri, notai la difformità tra l’illustrazione di Beebe ed il kuseri che attualmente conosciamo, qualcosa si accese nella mia mente, ed in un attimo tutto, o quasi, mi fu chiaro. Certo, a voler essere pignoli, la gamma storica di I. c. holoptilus si trova più a nord, nel Distretto di Lijiang, ma come avevo, ed ho, potuto constatare in molte altre occasioni, sono distanze non certo proibitive. Particolari che possono sembrare di poco conto, ma che mi sono bastati a formulare una serie di ragionamenti in netto contrasto con la letteratura, ed a concentrare le ricerche proprio nell’area menzionata. 

 

 

Un successivo ed importantissimo ritrovamento di numerose immagini, proprio dall’area storica di I. c. holoptilus, mi convinse definitivamente che anche gli esemplari dei Chang-Shan e territori circostanti ( Dali ) appartengono a questa sottospecie e non a I. c. marionae, come erroneamente avevo sempre ritenuto. Ma anche di essere finalmente al cospetto ( fotografico ) di una sottospecie, sconosciuta, per certi versi quasi mitica, già fotografata, ma mai riconosciuta come tale, quindi le immagini ( solo alcune per ragioni di spazio ) correlate a quest’articolo sono da considerare come una sorta di piccola, per quanto assoluta, anteprima. 

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            Ithaginis cruentus holoptilus:

Descrizione di Delacour: Il maschio è intermedio tra i conspecifici I. c. marionae e I. c. rocki ( N.b, per altri autori assomiglia a I. c. kuseri ). Differisce da I. c. rocki nell'avere la banda sopraccigliare e redini neri e rossi anziché solo neri; piume dei lati e del collo bianche delineate da stretta orlatura grigia, piuttosto che grigie con linee del fusto bianco scamosciato caldo; lati della parte superiore del petto più luminoso, di colore rosso e verde, senza la presenza di colore scamosciato; cresta composta da piume corte e lunghe più o meno come le circostanti. Somiglia molto anche al conspecifico I. c. marionae, al quale è del tutto identico nelle parti inferiori; ma se ne distingue per la barratura delle copritrici alari striata di bianco, non completamente nera, le strie sopraccigliari più mescolate al nero; macchia color cuoio sull'occipite che posteriormente sbiadisce in biancastro. La femmina è simile alla conspecifica I. c. kuseri. 

Nota: In riferimento ad una certa approssimazione che traspare dalla descrizione, verrebbe da pensare che Delacour non sia mai stato sul posto o abbia avuto modo di vedere e descrivere I. c. holoptilus attraverso esemplari vivi o pelli fresche, dovendosi quindi basare sul lavoro di altri colleghi. Ciò è possibile, ma il tema del lavoro è comunque confermato anche da altri autori.

Un’altra questione, alla quale non sono ancora riuscito a dare una esauriente spiegazione, riguarda proprio gli esemplari del Chang-Shan ed al, da quando, si trovano in quest’area. La Prefettura di Dali Bai, e Contea di Dali nello specifico, è stata a lungo il quartier generale di molti esploratori, ornitologi, botanici ecc. Lo stesso Rock < scopritore di I. c. rocki >, nonostante fosse un botanico, per le sue spedizioni nello Yunnan sceglieva spesso questa località come base, ma ne lui, o Clarke < scopritore di I. c. clarkei >, così come altri esploratori o autori hanno mai, da quanto mi è dato sapere, accennato ad una forma di Ithaginis con le caratteristiche di holoptilus nell’area dei Chang-Shan. Solo alcuni testi cinesi, non certo storici, ne fanno menzione. Quindi l’espansione potrebbe essere avvenuta in epoca relativamente recente. Serve anche considerare che, come evidenziato dalle non poche immagini, la sottospecie è caratterizzata da una certa variabilità, a volte anche rilevante, riguardante soprattutto gli esemplari che vivono nell’area tipica ( Ninety-nine Dragon Lakes – Distretto di Lijiang o Likiang ) che possono presentare la gorgiera nera, come esserne del tutto sprovvisti o che comunque risulta solo accennata, mentre nei conspecifici del Chang-Shan è sempre presente ed anche piuttosto evidente. Variabilità o processo evolutivo in corso? 

Ithaginis cruentus rocki:

Qualche breve commento e considerazione in riguardo ad un’altra sottospecie sino a qualche anno fa pressoché sconosciuta, perlomeno in riguardo alle caratteristiche fisiche, I. c. rocki. Questa tra l’altro, e come già menzionato, è sicuramente una delle due forme ( pelle di un esemplare giovane, attualmente conservata a Londra ) esaminate da Beebe per la descrizione di I. c. kuseri. Da allora, l’essere riuscito a trovare un buon numero di immagini, mi ha dato modo di comprendere la variazione, talvolta anche notevole, che può presentare questa sottospecie, nonostante nella maggior parte dei casi vi sia una certa uniformità fenotipica. Ed in qualche modo confermano quanto già avevo supposto, cioè che fosse sostanzialmente diverso da I. c. holoptilus, considerato dalla maggior parte degli autori, sinonimo di I. c. rocki. D’accordo, come già accennato, la sottospecie presenta una certa variazione individuale ma, perlomeno dalle immagini, mai da potersi sinonimizzare a I. c. holoptilus. Alcuni esemplari mostrano una tonalità del piumaggio simile a quest’ultimo ma, oltre ad essere generalmente più chiaro, il rosso sul petto, spesso aranciato, è meno marcato e distribuito, come pure la colorazione della testa è completamente diversa. Quindi, posso capire la somiglianza, ci mancherebbe, ma la sinonimia tra le due forme, è per me un mistero. Oltre a quanto appena citato, seppur in maniera estremamente succinta, non sembra vi siano altre questioni in sospeso o poco chiare che la riguardano. Da segnalare che la vicinanza, se non la sovrapposizione della sua gamma nella parte più nord orientale dei suoi areali con il conspecifico I. c. geoffroyi, sembra, secondo alcuni autori cinesi, possa aver dato origine a degli ibridi, affermazioni che però sino oggi non hanno trovato conferma. Questo tuttavia non lo si deve escludere a prescindere. Proprio questo tipo di considerazione mi ha dato modo di formulare alcune ipotesi che esporrò nella disamina riguardante la successiva, ed ultima, sottospecie in esame.

Descrizione originale di J. F. Rock:

Type, adult male, U.S. National Museum, Nà 296085-Hofiping Mountains Mekong Valley Yunnan – November 1923. Collected by J. F. Rock ( Original N° 1351 ) - Simile a I. c. kuseri -Beebe, ma con copritrici auricolari largamente striate di bianco grigiastro e redini nere non rosse.

Maschio, fronte rosso cremisi e cresta delimitata posteriormente da alcune penne grigie striate di cannella;  cresta complessivamente grigio neutro con striature bianco grigiastre bordate di nerastro su ogni lato; parti superiori, copritrici delle remiganti minori e mediane grigio neutro con striature bianche lungo il rachide delimitate da nerastro su ogni lato; mento gola rosso cremisi; redini e piume che circondano la porzione di  pelle nuda attorno all'apertura oculare nere; copritrici auricolari nere con  ampie striature grigiastro biancastre lungo il rachide che, anteriormente, assumono una colorazione cannella chiaro; gorgiera nera che si estende da dietro le copritrici auricolari sino alla parte anteriore del collo con alcune striature molto fini sui lati dello stesso; collo anteriore e parte alta del petto con alcune striature rosse e cannella; petto rosso cremisi, con striature cannella sulla parte anteriore delle penne e verde chrysolite  bordate da una sfumatura dello stesso colore su quella posteriore; parte centrale del petto verde erba ( crescione ) chiaro con striature verde chrysolite lungo il rachide; piume della parte inferiore del petto basalmente grigio neutro con striature lungo il rachide delimitate da nerastro su ogni lato; ventre grigio neutro chiaro; fianchi grigio neutro con striature bianche lungo il rachide mentre posteriormente risultano bordate di nero su ogni lato, con alcune sfumature e centrate di biancastro; copritrici sottocaudali rosso cremisi con rachide e apici bianchi; porzione esposta delle copritrici alari maggiori e scapolari più lunghe verde erba ( crescione ) con striature lungo il rachide in verde chrysolite, posteriormente bordate di nerastro su ogni lato; primarie e loro copritrici, grigio topo profondo con rachide bianco; secondarie grigio topo profondo con vessillo esterno fulvo dorato e rachide bianco; copritrici caudali superiori grigio neutro con striature bianche lungo il rachide bordato, su ciascun lato, da nerastro, e vessillo esterno ampiamente delimitato da rosso cremisi; coda grigio fumo pallido screziato di grigio topo scuro che, basalmente, diventa di questo colore, vessillo esterno orlato di rosso cremisi ad eccezione della coppia più esterna; cosce grigio neutro con striature bianche ; becco nero con cere salmone ocraceo; zampe rosso corallo ( nella pelle ); iris rosso pesca. La femmina assomiglia alla conspecifica I. c. clarkei, ma la parte posteriore del collo non è così ampiamente contraddistinta da grigio neutro; fronte, guance e gola color cannella rossastra, non fulva oliva; becco rosso più piccolo, e nero solo basalmente.

Osservazioni: il dottor Rock ha ottenuto tre maschi e tre femmine di questo interessante forma. Un maschio assomiglia al tipo, tranne per il fatto che il rosso sul petto presenta più piume centrate sul verde mentre l'altro non ha il nero che si estende lungo la parte anteriore del collo, ma il rosso della gola continua senza interruzione a raggiungere il petto con alcune penne della coda che si presentano grigio fumo senza screziature, diventando biancastre agli apici. L’esemplare tipo e il secondo maschio hanno due speroni sul tarso, il terzo, senza nero sulla parte anteriore del collo, ne è privo; altrimenti sono essenzialmente simili.

Descrizione di Delacour: Nel complesso il maschio assomiglia a I. c. tibetanus, ma con colorazione generalmente più chiara, con meno rosso sul petto, più verde sull'ala; cresta moderatamente lunga e disintegrata, grigia, rossastro fulvo alla base; fronte rossa; redini e sopracciliari neri; copritrici auricolari nere con rachidi bianchi e fulvi, mentre il rosso di gola e guance risulta striato con colorazione fulvo-cannella; copritrici alari interamente verdi con rachide chiaro; parte superiore del petto verde grigiastro con rosso, più fulvo che in I. c. tibetanus; piume del dorso e della groppa grigie senza sfumature verdi, con margini grigio scuro fino a rachide bianco; coda grigio chiaro. La femmina è simile alla conspecifica I. c. tibetanus ma più chiara, più grigiastra e più maculata.

Nota: Ho incluso anche la descrizione di Delacour, ma potrei allegarne anche altre, per far meglio comprendere quanto queste possano essere individualizzate a seconda della bravura non solo scientifica dell’autore, ma anche dalla sua preparazione, convinzione, percezione dei colori, capacità di cogliere i particolari, grammaticali ecc, ecc.

Itahginis cruentus clarkei:

Per ultima ho lasciato quella che per me è forse la più emblematica, nel senso stretto del termine, cioè  I. c. clarkei, probabilmente anche la “meno” sottospecie, della quale sono riuscito a recuperare solo quattro immagini, e neppure troppo buone, di una femmina e tre maschi che, ad oggi, potrebbero essere le uniche di questa forma. Da notare che le Yulong Xue-Shan meglio conosciute come Jade Dragon Snow Mountain ( Contea Autonoma di Yulong Naxi nel nord di Lijiang – Yunnan - Cina ) gamma storica di I. c. clarkei, sono molto frequentate da turisti e fotografi di ogni tipo e livello, quindi sembra quantomeno strano, secondo la mia esperienza in merito, che vi siano così poche foto. Proprio in merito a quest’ultima considerazione, alla ridottissima gamma e notevole variabilità che la contraddistingue, credo, ma per ora è solo una semplice ipotesi, che possa essere un ibrido occasionale naturale elevato, per sbaglio al rango, di sottospecie. Non sarebbe il primo, ne sarà l’ultimo, riscontrabile nella letteratura. Probabilmente, considerando anche della posizione geografica, tra I. c. geoffroy e I. c. holoptilus, ma potrebbe essere avvenuto, e avvenire tuttora, anche tra I. c. rocki e I. c. geoffroy. Infatti questa forma, volendo banalizzare, ma non troppo, riassume in se alcune caratteristiche dei tre conspecifici citati. Una sorta di collage compiuto dalla natura che, senza l’ostacolo antropico potrebbe, come nel caso di “storie simili”, o avrebbe potuto evolversi in vera sottospecie. Ma ovviamente solo un approfondita analisi del DNA potrebbe chiarire questi dubbi. Per ora resta pura ipotesi per quanto, a mio parere, non troppo lontana dalla verità.

Sintetica descrizione di Delacour:   

“Il maschio assomiglia a I. c. rocki ma con colorazione generalmente più chiara, con meno rosso e cresta più lunga; parte superiore maggiormente marcata, con strie bianche che presentano bordi più larghi, pesanti e neri; fronte nera; gola e guance in rosso-fulvo, più pallido e meno brillante; copritrici auricolari e collo, grigi striati di bianco sfumato di rossastro alla base; parte superiore del petto con meno rosso rispetto a I. c. rocki; coda grigio biancastro. In generale la colorazione rossa è leggermente meno brillante rispetto a quest’ultimo.

La femmina è marcatamente grigia su cresta e collo, l'intero piumaggio è minuziosamente sfumato di grigio, ma completamente vermicolato di nerastro e marrone grigiastro chiaro; viso più pallido e colore generale meno fulvo rispetto alla conspecifica I. c. rocki”.

A questo punto era ormai evidente che gli uccelli di Dali non appartenevano alla sottospecie Ithaginis c. marionae. Supposizione dovuta sia alle differenze fenotipiche quanto al convincimento che per questioni geografiche e barriere naturali, non sia mai scesa dai Gaoligong-Shan e oltrepassato i fiumi Nu-Jang e Lancang per poi dirigersi verso est a raggiungere Dali ed i Monti Chang-Shan. Esaminando la mappa dello Yunnan ( al destra ) si evince una topografia piuttosto regolare sviluppatasi pressoché solo in verticale ( Longitudine ) con imponenti catene montuose intercorse da estese vallate nelle quali scorrono ampi ed impetuosi fiumi. Quindi, difficile pensare che esemplari appartenenti ad una specie adattata alle alte ed altissime quote, poco inclini al volo, il cui limite a eventuali migrazioni è probabilmente dato proprio da questa loro attitudine o alla possibilità di poter utilizzare per gli spostamenti dei “corridoi” in quota, scendano a valle ed attraversino vasti corsi d’acqua per raggiungere località ignote. Qualche soggetto potrebbe aver utilizzato ponti o altre costruzioni umane similari, ma sarebbero eccezioni, non certo la regola. Perciò uno spostamento lo ritengo molto difficile, per quanto non impossibile.

Oltre a tutto ciò dobbiamo considerare, perlomeno dalla difficoltà di reperire immagini, che un altro ostacolo potrebbe essere stato, ed è, l’esiguo numero di esemplari costituenti popolazioni piccole e certamente molto frammentate, quindi difficilmente in grado di cimentarsi in lunghe quanto incerte migrazioni. Ammesso che I. c. marionae sia una sottospecie a pieno titolo, e non la variante geografica di un conspecifico. Proprio in merito alla letteratura classica, per quanto relativamente recente, diari e resoconti di viaggio, che iniziarono a sorgermi dubbi in riguardo alla distribuzione di Ithaginis c. marionae. L’area dello Yunnan interessata, cioè dal confine col Myanmar ( ex Birmania ) ai Chang- Shan e viceversa, è stata più volte percorsa da esploratori, ornitologi e botanici ma, per quanto mi è dato sapere, non esistono testimonianze riguardanti osservazioni o catture di Ithaginis provenienti dalle terre “di mezzo” ( aree intermedie ). Tuttavia, chi conosce questa stupenda Provincia ( Yunnan ) con una biodiversità probabilmente unica al mondo sa che la scarsità di notizie o dati provenienti da questi luoghi potrebbero essere messi in relazione alla problematicità nell’esplorare un territorio estremamente difficile dal punto di vista sia topografico quanto per all’aggressiva ostilità dimostrata dalle genti locali, l’imperversare del banditismo organizzato e le violente lotte tribali che all’epoca rendevano l’area estremamente pericolosa, ed in particolare per gli stranieri. Non per nulla definita, con gran parte del Tibet, zona proibita. Considerazione necessaria ma, è altresì vero che anche attualmente dalle aree intermedie sopra citate non è, perlomeno sino ad ora, giunta testimonianza di avvistamenti o catture di Ithaginis.

Ciò premesso, ed a tale proposito è doveroso rilevare che nel 1925 e 1926 Geoge Forrest raccolse alcuni esemplari che classificò erroneamente come I. c. kuseri, essendo palesemente attribuibili a I. c. marionae, in un area dello Yunnan occidentale compresa tra i fiumi Salween e Sweli ( Salween/Sweli divide ) non ben precisata che potrebbe far parte sia della Prefettura di Nujiang che trovarsi più a sud di quest’ultima. Ciò nonostante la prima ipotesi risulta essere la più credibile. Ovviamente, e per complicare ulteriormente le cose il ritrovamento di alcune immagini con esemplari dagli evidenti ciuffi auricolari bianchi sui Gaoligongshan/Nujiang hanno mescolato non poco le carte aprendo nuovi scenari ed altre ipotesi. Relativamente all’esiguo numero di foto trovate, pur essendo località molto frequentate da fotografi e turisti, gli Ithaginis, con ciuffi auricolari bianchi, immortalati nelle immagini, potrebbero appartenere ad una variante geografica/regionale di I. c. marionae. Questo in qualche modo giustificherebbe il perché, sino ad ora, siano state tutte scattate nella parte occidentale del fiume Salween ( o Nujiang ). A nord, non molto lontano dalla zona in questione, il Nyetmaw Pass ( nord-est del Myanmar ) costituisce l’area tipica attribuita a I c. marionae e, poco più ad est il passo di Pianma collega il Myanmar con lo Yunnan ( Cina ) è stato sicuramente utilizzato anche da qualche esemplare di I. c. marionae per entrare in territorio cinese per poi, utilizzando il “corridoio” in quota offerto dai Gaoligong-Shan, propagarsi verso sud e favorire, nel contempo, la leggera variazione fenotipica di qualche soggetto senza però mai oltrepassare il fiume Salween a “conquistare” la sponda orientale. Anche la possibilità che I. c. holoptilus possa aver raggiunto le zone dello Yunnan occupate da I. c. marionae per quanto difficile, non è del tutto da rigettare. Come già sopra citato, I. c. holoptilus, supportato da popolazioni apparentemente piuttosto numerose, dall’area storica compresa nel Distretto di Lijiang, dopo aver raggiunto  la Contea di Dali stabilendosi soprattutto sui Cangshan, o dal Distretto di Lijiang stesso, relativamente vicino ai Gaoligongshan, ma che avrebbe comunque comportato l’attraversamento di due grandi fiumi come il Mekong e Salween, potrebbe essersi diretto prima ad ovest e poi a sud raggiungendo Nujiang. Tuttavia ciò sembrerebbe, sia per quanto già sopra menzionato in riguardo a possibili migrazioni “Longitudinali”, che per il fatto di non aver mai trovato foto, di una o l’altra sottospecie, nelle aree di mezzo, alquanto improbabile o perlomeno difficile da attuare.

Una migrazione di tale portata non dovrebbe essere, perlomeno secondo logica, affrontata solo da qualche individuo, bensì da piccole o grandi popolazioni che allargando continuamente il raggio d’azione, probabilmente senza mai arrestarsi,  colonizzando nel contempo anche le terre di mezzo. Questo, apparentemente, non è avvenuto in quanto, e come già menzionato più volte in questa disamina, non ho mai trovato, perlomeno sino ad ora, immagini di esemplari nelle aree intermedie che ne giustificherebbero la migrazione. Lo studio riguardante questa sottospecie, e non solo, è tuttora in corso e quindi alcuni punti della disamina potrebbero cambiare sia di poco che radicalmente.

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 thaginis c.  holoptilus  - Foto da:  1-3   www.birdnet.cn Autori  Mingge 1962 e cxm天堂鸟   -   2   www.tuchong.com  Autore  Wang Jian 

thaginis c.  holoptilus  - Foto da:  www.birdnet.cn Autori 1-2   All empty  -  3  Comandante 

Ithaginis c. rocki  - Foto da:  1-2 Autore Dong Lei    -   3   Autore  Peng Jiansheng 

Ithaginis c. rocki  - Foto da:  1  Autore   Staffan Widstrand   -   2     www.flickr.com   Autore Ugly 

Rocki -1 By Peng Jiansheng - Località Me

 Ithaginis c. clarckei  -  Foto da:  1-3   www.163.com    -   2   www.swild.cn  Authorr  Guo Liang 

Nota: Probabilmente I. c. kuseri, marionae, holoptilus e rocki sono uniti da uno stretto legame che, la stessa somiglianza fenotipica pare indicare. Del resto anche la distribuzione di queste sottospecie sembra volerci suggerire qualcosa in quanto geograficamente le loro gamme partendo dal Tibet all’estremo nord ovest dello Yunnan, attraverso l’Arunachal Pradesh, Nagaland e Myanmar, completano una sorta di cerchio, con il conspecifico I. c. geoffroyi, o meglio parte della sua gamma, ad unire i territori occidentali di I. c. rochi a quelli orientali di I. c. kuseri o viceversa.

  

 

Principali differenze tra le sottospecie di Ithaginis cruentus menzionate:  

Precisazione:   Nel proporre I particolari  di testa e collo delle sottospecie esaminate, si è cercato di selezionare le immagini di esemplari che più corrispondono alle descrizioni originali, tuttavia non bisogna dimenticare che I. c. rochi e I. c. holoptilus sono caratterizzati da una notevolissima variabilità ( vedere alla pagina: Ithaginis c. sottospecie, ed in alcuni casi, risultano, perlomeno fotograficamente, distinguibili con una certa difficoltà.

Foto da: 1 www.birdnet.cn   Autore:  Henry Koh    -    2    www.163.com    -    3   Jianlong Tourism Company Jon's Private Tours 

1 - Ithaginis c. geoffroyi                                                                     2 -  Ithaginis c. clarkei                                                                        3 - Ithaginis c. kuseri

Foto da: 1  Njal Bergé    -    2   Autore:    Peng Jiansheng     -    3   www.tuchong.com  Autore:  Wang Jian  

1 - Ithaginis c. marionae                                                                     2 -  Ithaginis c. rocki                                                                           3 - Ithaginis c. holoptilus

Precisazione:   Come già precedentemente menzionato, il riconoscimento fotografico delle femmine Ithaginis e, nello specifico, le sottospecie considerate in questo studio, è piuttosto difficoltoso se non illusorio. Condizioni di luce diverse e/o angolazione della fotografia, possono far apparire la livrea cromaticamente diversa rispetto a quella che dovrebbe essere in realtà, come si evince dalle immagini sottoposte. Oltre a ciò, può anche dipendere dal periodo dell'anno, stato delle piume, bravura del fotografo, eventuali ritocchi alle immagini, nostra percezione dei colori e, altro ancora.  

Foto da: 1   Autore:   Henry Koh   -   2  www.birdnet.cn Autore:  Hometown Has Treasures   -   3   www.birdnet.cn   Autore:  Shanjin parrot

1 - Ithaginis c. geoffroyi                                                                     2 -  Ithaginis c. clarkei                                                                        3 - Ithaginis c. kuseri

Foto da: 1  Njal Bergé     -    2   Autore:  Staffan Widstrand     -    3   Autore:   Wang Jian < www.tuchong.com  >    

1 - Ithaginis c. marionae                                                                     2 -  Ithaginis c. rocki                                                                           3 - Ithaginis c.holoptilus