Illustrazioni :   1-2  Pucrasia m. macrolopha e Pucrasia m. xanthospila da :  Elizabeth Gould and John Gould  < The birds of Asia >  non dl tutto corrette.  P. m. macrolopha appare come troppo scura e  P. m. xanthospila è stata raffigurata con la cresta non corrispondente allo standard di questa sottospecie.                  

Precisazione : In riguardo alle sottospecie P. m. nipalensis - P. m. castanea ( eccetto una foto di quest'ultima ), non avendo trovato, per ora, altre immagini di esemplari allo stato naturale, sono state utilizzate quelle di soggetti in cattività la cui purezza andrebbe comunque accertata dato che nel corso degli anni le sottospecie sono state più volte incrociate e re-incrociate tra loro.                                                                             

Illustrazione di Pucrasia macrolopha dalla  Monografia di William Beebe:  1 in alto a sinistra Pucrasia m. castanea  -  2 al centro Pucrasia m. biddulphi  -  3  il alto a destra Pucrasia m. nipalensis.

James Pfarr - Copia - Copia (1).jpg

Pucrasia macrolopha distribuzione:

A : Pucrasia m. castanea  -  B : Pucrasia m. biddulphi  -  C : Pucrasia m. biddulphi < bethelae>  ( sottospecie non riconosciuta )   D : Pucrasia m. macrolopha  -  E : Pucrasia m. nipalensis  -  F : Pucrasia m. meyeri  -  G : Pucrasia m. rufucollis  -  H : Pucrasia m. xanthospila  -  J : Pucrasia m. joretiana  -  I   : Pucrasia m. darwini 

Pucrasia m. macrolopha ( Fagiano koklass )......................................Lesson.................................1829

Luoghi di origine:  Aree centrali dell'Himachal Pradesh,  Uttarakhand e da est ad ovest del Nepal. 

Descrizione:   Vedere la pagina < PUCRASIA MACROLOPHA >

Foto da : 1-2  Autore:  Nikhil Varma    -   3   www.instagram.com/in.birdsforlife

1 -  Pucrasia m. macrolopha                                                              2 - Pucrasia m. macrolopha                                                             3 - Pucrasia m. macrolopha

Pucrasia m. macrolopha ( Fagiano koklass )......................................Lesson.................................1829 

Foto da : 1  Autore:  -@ Chopta UK  -  2  Autore:  Hemant Dhadnekar‎CLaW - Conservation Lenses & Wildlife

Pucrasia m. nipalensis ( Koklas del Nepal )........................................Gould ...................................1854 

Luoghi di origine:  Endemico nel Nepal occidentale ( aree occidentali centrali ).  Gli esemplari dalle caratteristiche più estreme sono quelli provenienti dalle aree più orientali, sebbene queste siano solo nel Nepal centrale, a ovest di Khachi. È certo che non si verifica a est dei torrenti che si trovano neo pressi della vetta del Dhaulagiri e scorrono verso sud-est nel Gunduck. Da qui, procedendo verso ovest, troviamo i fagiani Koklass che assumono sempre più le caratteristiche di P. m. macrolopha. Molti esemplari raccolti tra Jemlah e il confine orientale di Kumaon sono indistinguibili dalla forma nominale dal mantello scuro del Garhwal orientale. Questa regione colma lo iato delle valli che separa il Tragopan melanocephalus dal Tragopan satyra.

Descrizione e osservazioni da William Beebe:  Nel Maschio adulto la testa ed il collo sono molto simili al conspecifico P. m. macrolopha, differenziandosene per la corona e la parte più corta della cresta caratterizzati da colorazione rossiccio caldo; lati posteriori di collo e mantello  castagno scuro, con il nero limitato agli apici delle piume e due sottili linee laterali al centro dei vessilli. Sulla parte superiore della schiena il castagno si dissolve in una stretta striscia del rachide; dorso nero, con appena una traccia di bordo bianco, tuttavia, sulla parte inferiore della schiena persiste un leggero margine che su groppa e copritrici superiori aumenta in larghezza tingendosi di marrone rossiccio. Il castagno del mantello prosegue senza interruzioni  su scapolari, terziarie e secondarie interne; sul primo sotto forma di striscia luminosa del rachide e vessillo interno che aumenta ed impallidisce posteriormente, fino a quando, sulla parte interna delle copritrici secondarie la maggior parte della piuma assume una tonalità rossiccio nebuloso, però ancora ricco. Riducendosi ad una striscia lungo il rachide sulle successive secondarie mentre, sulle copritrici delle primarie gli stretti vessilli esterni si presentano color camoscio rosso caldo; copritrici alari minori nero corvino, le maggiori, marrone scuro uniforme per la maggior parte, ma con qualche sparsa stretta frangia evanescente bianca sulle minori, ruvida sulle copritrici maggiori. La coda è completamente priva di colore grigio o sabbia. Solo le copritrici caudali superiori più corte mostrano anche la frangia bianca camoscio della groppa. Quelle più lunghe presentano una colorazione, castana con linea di mezzeria  nera, simile alle timoniere centrali. Il castagno persiste fortemente anche sulle penne esterne dove pure la sottile frangia bianca è più evidente ma svanisce prima di raggiungere le timoniere centrali.

Sulle parti inferiori il castagno scuro si sviluppa nella stessa misura riscontrabile in P. m. macrolopha, tranne, ovviamente, sui lati del collo dove si unisce a quello del mantello.

Beebe sottolinea di aver osservato esemplari di P.m. macrolopha, altrimenti tipici, caratterizzati da colorazione castagno sul ventre più ricca di qualsiasi altro P. m. nipalensis esaminato. I lati di petto e ventre in P. m. nipalensis non mostrano traccia di cinereo, risultando in nero corvino opaco, con, come sulle copritrici alari, accenni avventizi di frangia biancastra più ampie e distinte sui fianchi: copritrici sotto caudali in ricco marrone chiaro.

Il P. m. nipalensis mostra una leggera ma costante diminuzione delle dimensioni, rispetto alla forma nominale, verso l’est della sua gamma. Mentre nelle regioni centrali del Nepal si trovano esemplari di P. m. nipalensis estremamente melanici.

La Femmina adulta, seppur con le debite proporzioni, mostra una certa variabilità come nei maschi, raggiungendo  l'estremo, attraverso una transizione graduale, con un deciso eritrismo, sia sulla superficie dorsale che su quella ventrale. I colori bianchi di P. m. macrolopha diventano camoscio e le tonalità camoscio rossiccio dei conspecifici più occidentali in P. m. nipalensis mutano in caldo bruno rossiccio. 

 

La forma estrema di P. m. nipalensis differisce  dal tipico P. m. macrolopha in quanto il piumaggio dorsale, invece di rimanere grigio, scurisce fino a quando il nero diviene dominante. In questi soggetti il piumaggio sui lati del ventre è nero anziché grigio cinereo pallido, il mantello principalmente color castagno e le rimanenti parti superiori prevalentemente nere anziché cenere. Ma i collegamenti che uniscono gli esemplari  “estremi”, da ovest ad est della loro gamma, sono talmente graduali che non è possibile identificare luoghi e tracciare una sorta di linea; non ci sono interruzioni improvvise sia nel colore quanto nel disegno del piumaggio.  C'è una leggera ma graduale diminuzione delle dimensioni generali da P. m. macrolopha al P. m. nipalensis “estremo”.

La presenza o meno del castagno sul mantello non è decisamente dovuta all'età ed il suo maggiore o minore sviluppo, è correlato alla corrispondente area geografica. In giovani maschi, dopo il completamento della prima muta autunnale, il colore può essere assente in alcuni e molto sviluppato in altri. E’ stata esaminata una serie di sei esemplari provenienti dal Nepal centrale che mostra il castagno sul mantello al suo massimo sviluppo mentre la maggior parte degli soggetti raccolti a Jemlah e dintorni ( Nepal occidentale ) sono privi del castagno sul mantello, o, se presente, si verifica solo in punti irregolari non più di quanto si riscontra sporadicamente nei singoli macrolopha del Garhwal. Quindi le prove mostrano che gli uccelli dal mantello color castagno sono i più lontani geograficamente per colore e motivo dalla forma centrale.

Ciò elimina del tutto la teoria secondo la quale P. m. castanea e P. m. nipalensis, geograficamente contigui, a causa del mantello color castagno siano tra loro più strettamente correlati rispetto alla forma nominale. In P. m. castanea, l’evidentissimo aumento del castagno ventrale  è un altro carattere che separa in modo assoluto queste due forme, ad eccezione del loro probabile antenato comune P. m. macrolopha.

Per definire questa sottospecie con una certa chiarezza o determinatezza, serve ignorare completamente i molti individui intermedi, ciascuno molto variabile, raccolti nella parte occidentale del Nepal, nelle vicinanze di Jemlah. La serie esaminata, proveniente dalle aree più orientali, mostra un tipo di colorazione più uniforme e del tutto estremo, che deve sostituire gli esemplari sia di Gould che di altri..

La descrizione fornita da Grant, nel suo complesso, può essere applicata agli esemplari provenienti da Jemlah, come primo passo verso est allontanandoci da P. m. macrolopha ed avvicinandoci a P. m. nipalensis. La descrizione originale di Gould ci avvicina ancora un poco, ma è lontana dal tipo estremo, che, dovrebbe, essere riconosciuto come P. m. nipalensis. Non esistono caratteristiche che che contraddistinguono questi ultimi non riscontrabili in tutte le condizioni di gradazione, dal più scuro al più pallido de P. macrolopha. Troviamo quindi il maschio di P. m. nipalensis caratterizzato da un intenso melanismo generalizzato, con aumento dell'eritrismo solo sulla superficie superiore.

 Foto da : 1  Hugo Barbosa   -   2   Hubert Fryca   -   3  www.flickriver.com  ( Per i soggetti raffigurati nelle immagini non è dato conoscere il grado di purezza )

1 - Pucrasia m. nipalensis                                                                  2 - Pucrasia m. nipalensis                                                                 3 - Pucrasia m. nipalensis 

I due tipi di Gould variano tra di loro quasi quanto la forma nominale si discosta dal P. m.  biddulphi tipico. Testa, schiena e copritrici sono simili alla media generale dei P. m. macrolopha, tranne per il fatto che in P. m. castanea le piume posteriori presentano centri neri più larghi rispetto alla maggior parte dei P. m. macrolopha più scuri. La groppa è marcata in modo molto indistinto da centri neri che sulle secondarie sono meno grossolani, di tono più sabbioso, sebbene nessuna di questi caratteri sia uniforme nei diversi soggetti esaminati. Penne della coda sulle quali  gran parte del castano è sostituito da un'estensione del marrone scuro, tranne vicino alla base delle piume.

Nel soggetto più "estremo" dei due tipi esaminati da Gould, l'intera parte superiore del collo, il mantello e tutta la superficie ventrale è castano scuro uniforme, ad eccezione della parte inferiore dei fianchi, più tipicamente simili a quelli di P. m. macrolopha. Le basi di queste piume castane sono marrone scuro che, sulla parte inferiore di petto e ventre diviene dominante, essendo il castano limitato al solo apice delle piume; copritrici sotto caudali radicalmente diverse da quelle dei due tipi di Gould. In uno di queste, ed in un esemplare di Beebe, sono in castano quasi uniforme; nell'altra pelle di Gould metà della porzione visibile delle piume e bianca.

L'illustrazione di Gould ( "Birds of Asia", VII. 1854, tav. 54 ) rappresenta molto bene il tipo più estremo. Elliot ( "Monografia dei Fasianidi", I. 1879, tav. 29 ) considera P. m. castanea sinonimo di  Pucrasia duvauceli  ( Temminck ), mentre Grant lo include in P. m. nipalensis. Uno sguardo all'illustrazione di Elliot, mostra che in realtà è raffigurato P. m. biddulphi.  La descrizione di Elliot delle parti superiori posteriori "nere con piume bordate di bianco", non corrisponde affatto all'illustrazione. 

Nota supplementare: Pucrasia duvauceli  altro non è che  P. m. biddulphi scambiato per P. m. castanea.

Pucrasia duvauceli ( Temminck ) by: J. Wolf e Joseph Smit per Daniel Giraud Elliot

Foto da : 1  Njal Bergè  ( esemplare selvatico catturato e fotografato nei luoghi di origine )  -   2-3  Marco Robijns  ( Probabili ibridi )  

1 - Pucrasia m. castanea                                                                    2 - Pucrasia m. castanea                                                                   3 - Pucrasia m. castanea 

Marco Robijns 1.jpg

Pucrasia m. biddulphi  ( Koklas del Kashmir ).....................................Marshall..............................1879

Luoghi di origine:  La gamma della forma nominale si sovrappone leggermente a quella del conspecifico P. m. castanea nei distretti Swat e Kohistan ( nord-ovest Pakistan ), estendendosi poi verso est attraverso le valli Siran e Kaghan nel Jammu & Kashmir.   

La sottospecie è suddivisa in due sub-specie. Tuttavia, P. m. b. bethelae non è riconosciuta da tutti gli autori:

* Pucrasia macrolopha biddulphi............................... Marshall.......1879  Vive nel Jammu & Kashmir ( India ) e  nord Pakistan.

* Pucrasia macrolopha biddulphi < bethelae >....... Fleming........1947 -  Si trova solo nella Kullu Valley ( Himachal Pradesh, India ).

Descrizione: Il nome specifico biddulphi gli fu attribuito in onore al suo scopritore, il maggiore John Biddulph. Il Maschio assomiglia al conspecifico Pucrasia m. macrolopha, ma presenta il color castagno sulla parte anteriore del collo che continua in maniera più o meno uniforme anche sulla parte posteriore di quest'ultimo andando a formare un colletto quasi, o del tutto, completo. Il castagno del piumaggio inferiore è solitamente più scuro e mescolato al nero. la Femmina è molto simile alla conspecifica Pucrasia m. macrolopha

Secondo William Beebe, questa forma sembrerebbe non meritare distinzione ne classificazione subspecifica se non fosse perché nel Kashmir alberga una popolazione apparentemente stabile con esemplari dall’aspetto piuttosto uniforme. Tuttavia la notevole variazione che contraddistingue questa forma, fa si che procedendo verso l'est, della loro gamma, tendono ad assomigliare al conspecifico P. m. macrolopha ( da considerare che all’epoca in cui W. Beebe, fece queste considerazioni, Pucrasia m. biddulphi bethelae non era ancora stata descritta, per quanto la classificazione sia molto dubbia e  non accettata da tutti gli autori ), mentre ad ovest assumono caratteristiche più simili a P. m. castanea. I requisiti distintivi si riscontrano solo nei maschi che, tra l’altro, nella fase del massimo sviluppo mostrano il castagno della superficie ventrale decisamente più scuro, più marrone rossiccio con piume nettamente marginate di nero, mentre alla loro base il nero diviene dominante sul marrone. In alcuni individui il marrone rossiccio sulla parte inferiore del petto si riduce ad una striscia terminale del rachide molto poco appariscente. In questi esemplari il castagno sulla coda è sostituito da camoscio rossiccio. Inoltre, il colore marrone, pur mantenendo ancora la sua tonalità scura, si estende schiarendo intorno alla parte posteriore del collo sotto forma di uno stretto colletto, ma con punte irregolari in rosso scuro causate dalla forma lanceolata delle piume. Non sono evidenti altri caratteri costanti, mentre le femmine sono pressoché identiche tra loro.

Come già menzionato, in questa forma la variabilità è al massimo grado ( non dimentichiamo che Beebe, molto probabilmente, considerava P. m. b. bethelae come P.m. biddulphi ). In alcuni esemplari, quasi l'intera superficie inferiore è marrone e nera, con le piume grigie limitate ad una stretta striscia lungo i lati. In tali soggetti il marrone rossiccio della superficie dorsale si presenta irregolarmente su tutto il mantello che conduce in maniera diretta a P. m. castanea.

Questa linea occidentale di P. m. biddulphi che conduce a P. m. castanea, mentre mostra sia un aumento che oscuramento del colore castagno, mantiene la superficie dorsale compreso il mantello inferiore, schiena, groppa, scapolari e copritrici alari, dalla tonalità leggera come in P. m. macrolopha che sono identiche nelle due forme, eccetto per il rossiccio nascosto su secondarie e coda che tende a sminuirsi e obliterarsi in P. m. biddulphi. Tuttavia, la maggior parte degli esemplari di P. m. biddulphi sono più simili a P. m. castanea che a P. m. macrolopha.

Da quando il capitano Marshall descrisse questa forma, poco è stato registrato sulle sue abitudini. Baker osservò che, come la forma nominale, il Koklass del Kashmir nidifica in foreste di pini e abeti; il rudimentale nido, perlopiù costituito da ramoscelli e foglie, viene di norma approntato ai piedi di un grosso albero o sotto ad un fitto cespuglio; generalmente la deposizione consiste da cinque o sei uova.  

Foto da :   1  Mohebullah Naveed   -   2  www.indianwildlifeclub.com   -   3    Irfan jeelani

1 - Pucrasia m. biddulphi                                                                    2 - Pucrasia m. biddulphi                                                                  3 - Pucrasia m. biddulphi  

Pucrasia m. biddulphi < bethelae >  ( Sottospecie non riconosciuta dalla maggior parte degli autori )

Foto pelli da :  1 Vinay Kumar   -   2  Aditya Roy  < Soar Excursions >   -  3   Suresh Rana

1 - Pucrasia m. biddulphi bethelae                                                  2 - Pucrasia m. biddulphi bethelae                                                3 - Pucrasia m. biddulphi bethelae 

Pucrasia m. biddulphi < bethelae > Pelli

Foto pelli da :  1-2-3  James Pfarr  -   2   Suresh Rana

1 - Pucrasia m. biddulphi maschio < bethelae >                          2 - Pucrasia m. biddulphi maschio < bethelae >                        3 - Pucrasia m. biddulphi maschio < bethelae > 

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Pucrasia m. biddulphi < bethelae >  

Foto pelli da :  1-2-3  James Pfarr

1 - Pucrasia m. biddulphi femmina < bethelae >                         2 - Pucrasia m. biddulphi femmina < bethelae >                      3 - Pucrasia m. biddulphi femmina < bethelae > 

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Pucrasia m. darwini   ( Fagiano koklass )..............................................Swinhoe..... ..........................1872

La sottospecie è monotipica in quanto P. m. d. styani non è riconosciuta e inglobata nella forma nominale:

* Pucrasia macrolopha darwini darwini............................ Swinhoel.............1872 -  Hubei - sud Anhui - Zhejiang - nord Fujian - Jangxi  e Guangdong settentrionale ( Cina )

* Pucrasia macrolopha darwini < styani >........................ Ogilivie-Grant.....1908 -  Distribuito nei dintorni di Ichang  ( Hubei - Cina )   

Descrizione: Il nome specifico gli fu attribuito in onore a Charles Darwin.  Nel Maschio la testa ed il collo si presentano come nel conspecifico P. m.  macrolopha tranne per il fatto che l'iridescenza verde metallico ricopre maggiormente la corona, il mento e la gola, mentre la zona occipitale risulta piuttosto olivacea; in quasi tutto il piumaggio dorsale la complessità del modello è evidente, ed eleva questa forma a specie distinta, con ogni piuma caratterizzata da quattro linee longitudinali nere a formare una sorta di disegno a "V", che li distingue da tutti i congenere; copritrici caudali superiori molto simili a quelle  di P. m. xanthospila. Sulle timoniere laterali, rispetto a quest'ultima, il bordo nero che circonda il grigio centrale aumenta mentre la barra trasversale obliqua scompare lasciando un debole punto ed una linea del rachide corta oppure nessuna traccia. Il nero sulle copritrici inferiori occupa quasi tutta la parte basale delle penne, ed anche la porzione terminale bianca è più grande con il color castagno ridotto ad una piccola macchia laterale su ogni su ogni vessillo. La superficie ventrale offre una commistione di caratteri molto interessante con rappresentato il fenomeno di concentrazione e diffusione correlate. La zona mediana castagno è pura in tutte le condizioni e stati di degenerazione, così come dove più abbondante; tutto il sotto piumaggio si tinge fortemente di camoscio che ricorda un color castagno diluito. Nessuna traccia di bianco o addirittura grigio, tranne che sui lati della parte superiore del petto. Il castagno sulle parti inferiori è individuale e del tutto indipendente dall'età. Questa zona può essere continua e formare una lunga e larga barra che attraversa gran parte della zona inferiore, così come sotto forma di barra irregolarmente spezzettata,  essere rappresentata solo da deboli tracce di castagno oppure, in casi estremi, non esserci affatto, mantenendo comunque una buona quantità di marrone rossiccio su ali, coda e parti inferiori, nonostante vi siano molte varianti intermedie.   

Nelle Femmine adulte la variazione è relativamente grande, sebbene entro limiti molto più contenuti rispetto ai maschi, con esemplari caldamente soffusi di ricco camoscio su tutta la parte inferiore. Le due linee laterali sulle marcature della gola appaiono nel complesso più dense e di estensione maggiore che in qualsiasi altra femmina Pucrasia macrolopha, tuttavia è sulla coda, e più precisamente le timoniere laterali, che si trova l'unico importante carattere diagnostico. Come nel maschio, la distinzione da P. m. xanthospila riguarda l'assenza della barra trasversale obliqua nera, mentre l'area grigia uniforme, eccetto la macchia o breve striscia, è tutto cioè che rimane di simile alla barra di P. m. xanthospila.  Non mancano soggetti che, attraverso una serie di gradazioni,  arrivano ad assomigliare alle conspecifiche P. m. d. styani

Foto da : 1-2-3  www.birdnet.cn  Autore: 8341

1 - Pucrasia m. darwini  ( tipico )                                                      2 - Pucrasia m. darwini ( tipico )                                                     3 - Pucrasia m. darwini ( tipico )

Pucrasia m. darwini  

Foto da :  1 www.chinawildtour.com   -   2  www.cnbird.org    -   3   www.birdnet.cn   Autore:  Chen Lin Photography 

1 - Pucrasia m. darwini  ( tipico )                                                      2 - Pucrasia m. darwini ( tipico )                                                     3 - Pucrasia m. darwini ( tipico )

Pucrasia m. darwini  

Foto da :  1 www.birdnet.cn   Autore: Autore:  Chen Lin Photography 

1-2  Pucrasia m. darwini  meno tipico e, senza banda color castagno sulle parti inferiori           

Pucrasia m. darwini < styani > .................( Ogilvie-Grant 1908 ) - Sub-specie non riconosciuta e inglobata in P. m. darwini.

Descrizione:  Il nome specifico gli venne attribuito in onore dell'ornitologo inglese F. W. Styan.  

Questa specie è conosciuta solo da due pelli raccolte nei dintorni di Ichang lungo il fiume Yangtze nella provincia di Hubei ( Cina ). L'affermazione ( Ibis, 1899, p. 298 ) riguardante il castagno ventrale che sarebbe assente solo negli esemplari giovani e si formerebbe col finissaggio del piumaggio da adulto, non corrisponde alla verità in quanto il colore castagno sui Pucrasia macrolopha è un carattere del tutto individuale.

Il descrittore di questa forma fu piuttosto sfortunato nella scelta del soggetto deputato come tipo della specie,  in quanto era assolutamente indistinguibile da diversi esemplari di P. m. d. darwini del Fujian ( Cina ) che mancano del castagno ventrale pur provenendo dalla località designata come tipica per P.m. d. darwini. La forma styani, tra le altre cose, corrisponde esattamente all'esemplare di P. m. d. darwini conservato nel British Museum ed etichettato, 1905, 12-24, 1000, Kuatun, Ex. Museo, C. B. Rickett. Entrambi hanno la stessa età, anche se in quest'ultimo il piumaggio un poco consumato.

Rappresenta una forma molto più estrema è l'esemplare descritto (Boll. Brit. Orn. ​​Club, XXIII. P. 32) come un "secondo maschio"  rappresenta una forma molto più estrema e, secondo quanto annotato, "a, evidentemente, vissuto in cattività". Nonostante l'ala sinistra sia stata certamente bloccata, quasi recisa, ma non per impedire il volo, il piumaggio in generale è troppo perfetto per essere stata in cattività anche solo un giorno.

Questo individuo rappresenta l'estremo delle caratteristiche di P. m. d. styani per la totale assenza di castagno che, comunque, dovrebbe essere tipico per questa forma. Non solo questo colore è stato eliminato come barratura ventrale, ma estirpato da tutto il resto del piumaggio del corpo, lasciandolo nel suo insieme in un tono nero e grigio pulito, che nel tipico P. m. d. darwini è riscontrabile solo sul mantello. I deboli bordi color camoscio sulle piume di alcune delle parti inferiori, così come tracce più distinte sul piumaggio decomposto del ventre inferiore e tra le zampe, sono gli unici rimanenti accenni di questo colore.

Un altro carattere non evidente nel maschio di P. m. d. styani è la distinta lucentezza verde sulle marcature nere terminali, come alcune delle piume del mantello superiore. 

Illustrazione da :  Autore:  George Edward Lodge per William Beebe  

1 - Pucrasia m. darwini  styani

Pucrasia m. joretiana  ( Fagiano koklass )............................................Heude...................................1883 

Luoghi di origine:  Vive nelle aree montuose della contea di Huoshan  ( Anhui  occidentale - Cina ) ad altitudini comprese tra  600 e 1500 metri. La gamma di questa forma si sviluppa a circa metà strada tra quella dei conspecifici P. m. xanthospila a nord e P. m. darwini nelle province più meridionali.  

Descrizione e osservazioni:  Le caratteristiche di questa forma furono osservati per la prima volta dal Rev. P. Heude, che, provvisoriamente la denominò in riferimento ad uno dei "fratelli" missionari, il Rev. H. Joret, che procurò il primo esemplare. In una lettera del 20 gennaio 1883, inviata all'Ibis, "Padre Heude scrive:" Ho una nuova specie di Pucrasia. Propongo di classificarlo con il nome di P. joretiana. Si differenzia dai conspecifici già descritti in quanto è privo del colore marrone e rosso su nel piumaggio in generale cosi come su collo, testa e copritrici sotto caudali. Presenta le dimensioni di P. m. xanthospila ".

Nessun ulteriore accenno fu fatto sino a quando, trent'anni dopo la lettera del Rev. P. Heude, l'uccello venne raffigurato in "Ibis" con una descrizione delle caratteristiche.

Questa forma parrebbe strettamente correlata ai conspecifici dal colletto e mantello giallo, con forti indicazioni, riguardanti l'aspetto generale e la posizione geografica, che portano verso P. m. darwini.  Le due caratteristiche principali che maggiormente lo discostano da P. m. xanthospila riguardano a brevità della cresta e l'assenza della zona nucale gialla. Entrambi questi caratteri sono fortemente accennati in P. m. xanthospila, che, comunque, all'osservazione di una vasta serie di esemplari presenta la cresta di lunghezza e compattezza molto variabile, ed il collare/mantello giallo che può esprimersi in giallo paglierino intenso e brillante a solo qualche debole giallastro striature sulla parte superiore del mantello stesso. P. m. joretiana  presenta una vera cresta, per quanto sia breve, e non solo ciuffi, più o meno lunghi, di piume ", che  spesso vengono erroneamente delineati eretti e separati. Tra P. m. joretiana e P. m. darwini le differenze sono molto più evidenti. Sicuramente la più importante riguarda il modello doppio, non quadruplo, del mantello e dei fianchi, un carattere che, nella classificazione adottata da Beebe, lo pone nel gruppo P. m. xanthospila. Il castagno ventrale è più scuro e più ricco che in P. m. darwini, mentre le copritrici caudali inferiori e le timoniere centrali non presentano un ampio margine color castagno essendo interamente bianche e nere.

La Femmina è pressoché simile alla conspecifica P. m. xanthospila.                                                                                                                                                                                                

Foto da :  1 - 2 - 3   www.birdnet.cn   

1 - Pucrasia m. joretania                                                                    2 - Pucrasia m. joretania                                                                   3 - Pucrasia m. joretania 

Pucrasia macrolopha dal collare e mantello giallo.

Pucrasia m. xanthospila  ( Koklas dal collo giallo o dello Shanxi )...............................Gray....................................1864

Luoghi di origine:  Distribuito nel Shaanxi settentrionale - Shanxi - Hebei - Mongolia Interna - ovest Liaoning e sud-ovest Mantchuria ( Cina ). William Beebe menziona la sottospecie anche  a Kanding ( o Tatsienlu ) città contea nella prefettura autonoma tibetana di Garzê ( Sichuan centro-occidentale Cina )

Descrizione:  Nel Maschio tutta la corona è grigiastra; cresta allungata lucida rossastra chiara e “ciuffo” occipitale ancora più lungo, quasi nero opaco con bordi verdi brillanti; macchia bianca molto ampia che si estende dall'apertura auricolare e copertura della stessa, lungo la parte laterale del collo; restanti porzioni di testa e collo si presentano in uno splendente verde cangiante; mento e gola principalmente nero opaco; parte posteriore del collo e mantello superiore color cuoio chiaro giallastro con margini più scuri e ruvidi. Una sottile linea di piume lungo la linea mediana del collo mostra il nero basale, che si insinua vicino al bordo dei vessilli, e dove il colore giallo si spegne sulla parte centrale del mantello, il nero raggiunge l’apice a forma di due larghi linee affusolate. Questo è la tipica caratteristica del piumaggio dorsale di questa forma.

Quando il giallo svanisce, il grigio screziato lo sostituisce estendendosi uniformemente all'indietro fino alla groppa, dove si tinge di marrone rossiccio. Lo stesso motivo e la stessa colorazione di grigio e nero caratterizzano l'intera superficie delle parti inferiori ad eccezione della zona mediana della banda color castagno, identica a quella di P. m.  macrolopha. Per contro, lati inferiori e fianchi, mostrano il giallo nucale fortemente sviluppato.

Scapolari e le ali sono contrassegnati da sfumatura olivastra, con le due linee laterali nere ben sviluppate su tutte le copritrici. Sulle terziarie e secondarie interne nero è limitato a due grandi macchie subterminali irregolari, l'interno delle quali è marcato o sostituito con rossiccio. Le secondarie mostrano progressivamente sempre meno screziature marrone oliva sul vessillo esterno sino a divenire marrone scuro ( normale ) su secondarie e primarie esterne, ad eccezione del netto margine color cuoio chiaro.

Le tre o quattro paia più lunghe delle copritrici caudali superiori e la coppia di timoniere centrali, mostrano un altro  tipo di schema. La parte centrale è bianco pallido grigiastro definita da due linee nere quasi oscurate, la cui superficie è quasi interamente occupata dal castagno opaco, che impallidisce in oliva chiaro all'estremità. Tutte le rimanenti penne della coda mostrano grandi punte bianche, seguite da un'ampia area di colore nero. La maggior parte della restante porzione delle penne è grigio chiaro attraversata, a metà, da una barra nera irregolare ( In parecchi esemplari del provenienti dal Sichuan ( Cina ), le penne della coda variano fortemente in direzione del fenotipo P. m. meyeri, e quindi verso P. m. macrolopha ); copritrici sottocaudali che si presentano in un ricco tricolore, castano brillante basalmente, seguite da una barra nera e da una grande macchia bianca rotonda terminale.

La Femmina, eccetto alcune caratteristiche, è pressoché identica alla conspecifica P. m. macrolopha; testa e collo non presentano caratteri distintivi rispetto a quest’ultima, mentre le parti superiori mostrano un’minor sviluppo nero ed una corrispondente enfasi di camoscio rosato, specialmente sulla parte superiore di collo e mantello. La distinzione più evidente riguarda la maggiore uniformità di colorazione di dorso e groppa, per contro il modello riscontrabile sul mantello, subisce un brusco cambiamento sulla schiena. I segni neri e la striscia del fusto svaniscono, lasciando il piumaggio grigio camoscio e indefinito marrone scuro finemente screziato. Sulla groppa una “curiosa” stria singola di piume nere si estende lungo la linea mediana. Le ali non offrono zone distintive importanti da P. m. macrolopha, tuttavia le penne della coda, tranne la coppia centrale, sono molto diverse. Essendo principalmente grigie, risultano identiche a quelle del maschio, attraversate da una barra nera obliqua, con un'ampia zona subterminale nera e larga frangia bianca. La maggior parte degli esemplari, è caratterizzato da tracce più o meno distinte di castagno, principalmente sotto forma di macchie marginali irregolari lungo i vessilli esterni. La superficie ventrale è identica nelle due specie, eccetto che nella P. m. xanthospila l’ estremità delle penne è nettamente più bianca.

Note dell'epoca: La sottospecie ( P. m. xanthospila ) è sempre stata rara in cattività quanto il conspecifico P. m. macrolopha ( Koklass comune ). Diversi esemplari di entrambi i sessi furono portati in Inghilterra ed uno, in particolare, è sopravvissuto per quattro mesi nei Giardini Zoologici di Londra. In Francia gli avicoltori ottennero risultati migliori come si può evincere dalle, per quanto succinte, seguenti note.  È un vero peccato che non siano state tenute note dettagliate sulle uova o sui pulcini.

"Mr. Vekemans [" Bull. Soc. d'Acclim. "1872, p. 384], direttore del Giardino Zoologico di Anversa, scrive che nel corrente anno è riuscito, per la prima, a far riprodurre il P. m. xanthospila. Questa bella specie di fagiano cinese, raramente importata fino ad ora, non si era mai riprodotta in Europa ".

"Possiedo [" Bull. Soc. d'Acclim. "1878, p. 663] dal 1876 una coppia di Pucrasia xanthospila: è una specie molto robusta. La prova di ciò è che su 7 soggetti, inviatimi dal Tibet in tre diverse occasioni, tutti giunsero in buone condizioni, mentre la maggior parte dei Tragopani, Crossoptilon e Ithaginis morirono durante il viaggio.

"La mia unica femmina ha deposto  7 uova, 5 delle quali feconde. Sono stato in grado di allevare solo 2 soggetti, un maschio ed una femmina; Quindi è solo un successo relativo, ma un buon risultato che cercherò di continuare e migliorare perché questi esemplari sono cresciuti molto rapidamente. Consumano una quantità insignificante di formiche e loro uova solo nel periodo iniziale della loro vita, in locali o gabbie con fondo non naturale ed era fornita in maniera discrezionale. Il giovane maschio ha già indossato il suo piumaggio adulto. Quindi è probabile che questa si riproduca nel corso primo anno, e se si dovesse riuscire a renderla un poco più produttiva, avrebbe seri titoli  per essere designata, o perlomeno provata, come specie cacciabile.  Non teme né la neve, né le rigide temperature invernali nelle nostre regioni ".

L'unico resoconto definitivo rimasto, riguardante l'allevamento di questa forma, è il seguente ("Bull. Soc. D'Acclim." 1881, p. 583): "Nel mese di marzo 1880 abbiamo ricevuto cinque uccelli importati, due dei quali non vissero dopo l'arrivo, e nella primavera del 1888 rimanevano solo un maschio e due femmine. In aprile una femmina fu uccisa. Il 23 aprile l'unica femmina sopravvissuta depose il suo primo uovo in un angolo, continuando a deporre con intervalli di tre giorni, fino al 1 luglio. In totale depose ventiquattro uova fertili, delle quali ne schiusero giovani, che ancora sopravvivono, mentre due pulcini morirono all'interno delle uova, un altro fu schiacciato dal chioccia ed un quarto, già ben cresciuto, fu ucciso da una gallina alloggiata nella voliera attigua.

"Riassumendo, l'allevamento dei giovani Koklass non presenta difficoltà maggiori rispetto a quello di altre specie e la dieta è la stessa. Si distinguono per la loro natura selvaggia, in quanto, mentre i giovani Tragopani e L. impeyanus mangiano fiduciosi dalla mano, i piccoli Pucrasia cercano di nascondersi appena si apre la porta del loro recinto. 

Storia antica:  Due esemplari, maschio e femmina, di P. m. xanthospila furono inviati al British Museum da Sir F. W. A. Bruce nel 1864 che vennero descritti da G. R. Gray e figurati negli Atti della Zoological Society dello stesso anno. Entrambi i tipi si trovano nel South Kensington Museum.

Due anni prima, questa specie era stata menzionata dal Dr. Lamprey nella stessa pubblicazione (Proc. Zool. Soc. 1862, p. 221), dove menziona i Koklass definendoli "un altro tipo di fagiano trovato nel mercato di Tien Tsin", congelato e messo in vendita. Lo stato imperfetto del piumaggio lo indusse a confonderlo con P. m. macrolopha. In un altro scritto, Padre David afferma(Proc. Zool. Soc. 1868, p. 210): "Sono io che ho inserito e segnalato (nel 1862) la prima nuova specie di Pucrasia che il Sig. Gray ha il denominato P. xanthospila. È stato introdotto in Francia dal nostro ministro M. Berthemy nel 1864".

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Pucrasia m. xanthospila   

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Pucrasia m. xanthospila 

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Pucrasia m. ruficollis   ( Koklas dal collo arancio-marrone o del Gansu ).............David & Oustalet.................1877

Luoghi di origine:  Distribuito nel sud Gansu - Ningxia - nord-ovest Sichuan e sud Shaanxi ( Cina ).

Descrizione e osservazioni:  La sottospecie parrebbe differire dal conspecifico P. m. xanthospila per avere il collare in un deciso rossiccio arancione anziché invece di camoscio giallo più o meno intenso. Tuttavia, questa caratteristica, essendo piuttosto variabile sia per estensione quanto grado di colorazione, non è da considerarsi distintiva tra le due sottospecie. Nel Maschio la testa appare frontalmente nero metallico, mentre posteriormente marrone molto scuro; macchie guanciali bianche mediamente piccole se paragonate a quelle dei congenere, ed in particolare a P. m. xanthospila; collare e mantello rossiccio arancione con ciascuna piuma contraddistinta da una sottile striscia di colore giallo dorato. In soggetti ben marcati circa metà del mantello è inclusa in questa zona di colore mentre il colletto si estende intorno al collo fino a raggiungere il castagno che si trova sulla parte mezzana del petto ciò nonostante i due colori, pur entrando in contatto, non si fondono; parti inferiori attraversate sino alla zona ventrale da una larga bando di colore rosso ruggine mogano ( castagno ); il castagno della superficie ventrale è più scuro rispetto a quello presentato dal conspecifico P. m. xanthospila, e vi è una corrispondente "radura" con aree grigie screziate, e linee nere che si stagliano molto distintamente contro lo sfondo più chiaro. Il giallo sui fianchi e lati inferiori è molto pronunciato. Ovunque troviamo un aumento del nero a scapito del castano o del rossiccio, come sulle copritrici sia superiori che inferiori;  coda visivamente grigio nerastra  con disegno simile a quello del conspecifico P. m. xanthospila

Nota: Questa forma venne esaminato per la prima volta da David e Oustalet in” "Les Oiseaux de la Chine", e la loro caratterizzazione è la seguente: "Pucrasia xanthospila, var. ruficollis ( Shanxi <Chensi> ). Lato del collo rossiccio molto scuro; macchia laterale bianca poco sviluppata e circondata su tutti i lati da nero metallico; copritrici sotto caudali nere, assenza di striscia marrone e macchia terminale bianca arrotondata , non angolare; banda mediana marrone meno estesa sul ventre rispetto a Pucrasia xanthospila; tinte nere più sviluppate su dorso e ali.  L'holotipo descritto si trova nel Museo di Storia Naturale di Parigi.

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Pucrasia m. ruficollis 

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Pucrasia m. ruficollis  

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Pucrasia m. meyeri   ( Fagiano koklass ).................................................Madarasz.... .......................1886     

Luoghi di origine:  Principalmente distribuito nelle aree tibetane  ( Contee di Lhaorang e Jiangda nella Prefettura di Qamdo - Contee di Chayu - Medong  e Gongjiue nella Prefettura di Nyingchi a altre ancora ) -  sud-ovest Sichuan e nord-est  Yunnan. 

Descrizione e osservazioni: Il nome specifico gli venne attribuito in onore al Dr. A. B. Meyer, Direttore del Museo di Dresda ( Germania ).  Nel Maschio adulto il centro della corona è nero, con apici marrone che aumentano di estensione sino ad invadere tutta la cresta molto lunga e sottile della corona posteriore con penne posteriori nere, ancora più lunghe, che scaturiscono dall'occipite, mentre i margini risultano in blu acciaio metallico, così come le piume di fronte, viso, corona laterale, copritrici auricolari, collo posteriore, mento; gola verde bluastra. Una grande macchia bianca inizia appena sotto le copritrici auricolari estendendosi verso il basso e all'indietro sul lato del collo, separando il piumaggio metallico della gola laterale da quello del collo posteriore. Un ampio e ben evidente collare dalla colorazione cuoio-giallo pallido si estende intorno ai lati e collo posteriore, con la sfumatura che si spegne nel giungere sul mantello.

Il tipo del piumaggio dorsale, pur essendo più chiaro, è simile a quello di P.m. xanthospila, con una larga striscia grigio-rosato sul rachide che separa due bande laterali nere ancora più ampie, mentre lo stretto margine rimanente è grigio. Questo è lo schema che si trova su tutto il piumaggio, parti superiori ed inferiori ad eccezione della banda ventrale centrale che si propaga dalla iridescente gola al ventre inferiore, che è ricco di colore castagno; i colori delle copritrici alari si presentano meno chiari e distinti, il grigio è screziato e offuscato di marrone e marrone scuro; secondarie interne marrone scuro, screziate sul vessillo interno di bruno rossiccio mentre sul vessillo esterno e suo margine con camoscio grigiastro; secondarie esterne uniformemente scure, fatta eccezione per una stretta striscia del rachide screziata e margine esterno grigio; primarie presentano le punta biancastra e vessillo esterno color cuoio chiaro.

La colorazione della coda è come quella di P. m. macrolopha, ma con sfumatura molto più nera e screziature su timoniere centrali e copritrici caudali superiori. Le penne laterali si presentano  ricche di rossiccio, soprattutto sul vessillo esterno, con una fascia nera subterminale molto ampia e generosa punta bianca; copritrici sotto caudali nere e ruvide, con punte bianche molto larghe.

La Femmina adulta è pressoché simile alla conspecifica P. m. xanthospila, eccetto per la sfumatura molto più rossiccia su mantello e petto, mentre le timoniere laterali rossastre, che sono come quelle del maschio.

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Pucrasia m. meyeri  

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        - pucrasia macrolopha : sottospecie -

Descrizione: Il nome specifico < castanea >, deriva dall'abbondanza e ricchezza del colore castano nel piumaggio. In generale il Maschio è simile al conspecifico P. m. macrolopha, tuttavia se ne distingue per il colore castano scuro che si estende su tutto il piumaggio ventrale così come sull’intero mantello e lato posteriore del collo; parti superiori sulle quali il pigmento nero aumenta leggermente mentre il colore castagno sulle timoniere diviene quasi obsoleto; testa verde scuro, marrone e nero con iridescenze che assumono iridescenze metalliche; ciuffi laterali dello stesso colore tra i quali spicca una lunga cresta castana; macchie guanciali biancastre ben evidenti; livrea generalmente molto scura con parti inferiori contraddistinti da una larga banda marrone-ruggine mogano scuro che attraversa il petto sino ad arrivare alla zona ventrale. Fianchi grigio-nerastro piuttosto lucido; coda generalmente marrone scuro.  La Femmina, per ora, è sconosciuta ma, probabilmente, è simile alla conspecifica P. m. macrolopha con un accentuato aumento del melanismo.

Nota: I due tipi di maschi adulti smontati ( riportati a pelle ), però molto imbottiti, dai quali Gould ha descritto questa forma, sono ora conservati( cioè all'epoca delle osservazioni di Beebe ) nel British Museum of Natural History. Beebe, nel corso di un viaggio nell'India orientale in compagnia del Dr. William Griffith riuscì ad ottenere da un privato una singola pelle quasi completamente tarlata e due esemplari maschi mal montati raccolti, con la prima pelle nel Kafiristan orientale ( Afganistan ). I tre esemplari somigliavano sufficientemente a P. m. castanea da poter essere ascritti a questa forma e non classificati come P. m. biddidphi.  

Secondo quanto asserito da Beebe, anche in relazione fatto di aver potuto esaminare una serie molto più ampia di campioni, Gould sbaglia quando scrive che P. m. castanea è più grande rispetto alla media dei congenere. Le misure sono approssimativamente le stesse, seppur P. m. macrolopha, di norma, sia leggermente più grande.

Luoghi di origine:  Distribuito dalle regioni  nord-orientali dell'Afghanistan ai distretti di Swat e Kohistan nel Pakistan nord-occidentale.

Gran parte delle descrizioni, osservazioni ed alcune note, sono tratte da: "A Monograph of the Pheasants -  Vol. 3 of 4" di William Beebe, quindi alcuni passaggi, soprattutto relativi ad osservazioni e considerazioni dell'autore, attualmente sono in parte o del tutto superati ma, comunque, un importante riferimento. 

 Pucrasia m. castanea   ( Koklas occidentale )......................................Gould....................................1854

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