-  coturnix - perdicula - anurophasis - orphisia : specie e sottospecie  -

Illustrazioni 1-3  Coturnix novaezelandiae ( Maschio in primo piano, femmina dietro ) da: Walter Lawry Buller    -   2  Perdicula asiatica da: Hume & Marshall 

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Generi trattati in questa pagina: COTURNIX - PERDICULA - ANUROPHASIS - ORPHISIA

Genere Coturnix  ( introdotto nel 1764 dal naturalista francese François Alexandre Pierre de Garsault - in seguito attribuito, da alcuni autori, a Laurent Bonnaterre.....1791 )

Il genere Coturnix comprende 6 o 8 specie, non considerando Coturnix novaezelandiae ormai estinta, a seconda dei testi citati, più un certo numero di sottospecie. Considerate vere quaglie, vengono correlate ai generi Pternistis ( Perdicula asiatica ), Tetraogallus e Alectoris  in quanto appartenenti ad un unica linea monofilettica ( Coturnixininae ), sub-famiglia all'interno dei Phasianidae

Specie e sottospecie del genere Coturnix sono presenti in tutti i continenti eccetto le Americhe, ed una in particolare, la Coturnix coturnix è l'unica a migrare all'approssimarsi dei mesi invernali.

Da questa deriva la forma domestica, per quanto sia incrociata anche con la Coturnix japonica,  o quaglia giapponese, arrivata nell'impero del sol levante verso XII secolo dalla Cina, dove già venivano allevate come animali domestici e da canto. In ogni caso sembrerebbe che il processo di addomesticazione della Coturnix c. coturnix  avvenne in Oriente e non in Medio Oriente come affermato da alcuni autori. Sebbene migrino attraverso il Mediterraneo per raggiungere le regioni costiere Africane e sud-sahariane dove da sempre vengono catturate e/o cacciate dalle popolazioni locali, non sono pervenute testimonianze attraverso gli egizi o bibliche, relative a tentativi di addomesticamento e conseguente allevamento in cattività.

In riguardo alla Coturnix japonica, le prime testimonianze relative all'addomesticamento di quaglie in Giappone risalgono al XII secolo, cioè appena dopo il loro arrivo dalla Cina, quando venivano allevate soprattutto per il canto. In seguito se ne iniziò la selezione per arrivare a soggetti che producessero più uova, e con una maggiore massa corporea. Tra il primo decennio del 900 ed il 1940 il numero di capi allevato aumentò notevolmente andando sempre più verso una produzione di tipo intensivo, e dato che questo corrispondeva con l'espansione dell'impero giapponese e conseguente occupazione di Paesi limitrofi, si diffuse anche in Asia sud-orientale, mentre in Italia arrivò alla fine degli anni 60, inizio 70 del secolo scorso, ed in pochi decenni soppiantò pressoché del tutto la specie Coturnix c. coturnix a quel tempo comunemente mantenuta in cattività. Tuttavia in seguito ne fu ripreso l'allevamento ( inizialmente incrociandola con la selvatica ) per ottenere soggetti da volo più agili e leggeri, in grado di soddisfare le esigenze sia di ripopolamento quanto venatorie, dato che la giapponese da secoli selezionata per altri scopi ha perso quasi completamente l'attitudine al volo, nonché l'istinto alla cova e cura della prole. Eventuali incroci tra quaglia domestica e selvatica pura, danno buoni risultati solo quando la femmina è selvatica ed il maschio domestico, mentre viceversa la prole risulta infeconda. 

Alcune note generali:   Piccolo Galliforme (16-18 cm di lunghezza e 32-35 cm di apertura alare), dalla colorazione particolarmente criptica, marrone dalla tonalità più o meno scura sul dorso, con numerose striature più chiare, e biancastro-beige sul ventre.  Presente e nidificante nell'area della Macaronesia alle Azzorre, Madeira, Isole Canarie e Capo Verde, occupando tutte le isole, mentre allo stato selvatico ed in alcuni isolotti si verifica solo nei periodi della migrazione. È una specie che predilige le praterie ed i campi aperti, siano essi prati, coltivazioni di cereali o ortaggi, vigneti, terreni incolti, pianure terroso-sassose, sistemi sabbiosi (“jables”), ecc.; solitamente non penetra nelle aree boschive, sebbene a volte si avvicini molto ai suoi limiti inferiori e occupi persino piantagioni di conifere. Durante il passaggio migratorio può comparire in habitat atipici, come aree di vegetazione alofilo-costiera. Si nutre principalmente di semi e insetti, anche se può consumare anche frutti di certi arbusti, indubbiamente quando cadono a terra o sono bassi, trattandosi di un animale dalle abitudini prettamente terragnole. La stagione riproduttiva in Macaronesia ( eccetto Capo Verde ) si protrae da dicembre a settembre, anche se gran parte della deposizione ( 7-13 uova ) avviene in primavera ed inizio estate. A Capo Verde nidifica prevalentemente nel periodo compreso tra settembre-dicembre, coincidente con il regime locale delle piogge monsoniche, potendo deporre fino a 15 uova. Nidifica a terra, tra piante erbacee, graminacee e viti. La tassonomia della quaglia in Macaronesia è stata molto controversa.  

Illustrazione genere Coturnix da: Herbert Goodchild   

Sono state descritte tre sottospecie endemiche, una delle Azzorre ( C. c. conturbans ), un'altra di Madeira e delle Isole Canarie ( C. c. confisa) e un'altra di Capo Verde ( C. c. inopinata ), ai quali  si aggiungono esemplari migratori, tradizionalmente assegnati alla forma nominale ( C. c. coturnix ). Tuttavia, è stato suggerito che le sottospecie C. c. confisa e C. c. inopinata non siano valide, e lo stesso potrebbe essere dedotto per C. c. conturbans. Pertanto, sono necessari nuovi studi per chiarire questa situazione. La specie è molto comune in alcune isole delle Azzorre, Canarie e Capo Verde, particolarmente abbondanti in quest'ultimo arcipelago. Tuttavia, in altri casi, come Tenerife ( Isole Canarie ), la sua attuale distribuzione è molto ristretta ed è diventata piuttosto rara, anche a causa della frammentazione del suo habitat.  

Coturnix coturnix   ( Linnaeus........ 1758  )

Testo integrale su:                                                                                                                                                                                                                                                     https://www.researchgate.net/profile/Jose-Rodriguez-  Teijeiro/publication/288829276_The_problem_of_the_subspecies_in_Coturnix_coturnix_quail/links/568a46f708ae051f9afa3c16/The-problem-of-the-subspecies-in-Coturnix-coturnix-quail.pdf

THE PROBLEM OF THE SUBSPECIES IN COTURNIX  QUAIL

Da: M. PUIGCERVER (*), J.D. RODRIGUEZ-TEIJE IRO (**) e S. GALLEGO (***)

(*) Strappare. di Didattica delle Scienze Sperimentali e della Matematica {Biologia). Fac. di Formazione Insegnanti, Univ. de Barcelona, ​​​​Passeig Vall d'Hebron 171, 08035 8arcelona, ​​​​Spagna.

E-mail: emm po05 d@d5.ub.es

(**) Dep.de Biologia Animale (Vertebrati), Fac. di Biologia, Univ. de 8arcelona, ​​​​Avida Diagonal 645, 08028 Barcellona, ​​​​Spagna.

(***) C / Ricard Gùell 1, 31 20, 08950 Espluguos de Liobregat, Spagna.

Sei sottospecie comunemente accettate di Cotumix coturnix (Linnaeu, 1758) sono state descritte:                                                                                                                                               1 ) Cotumix c. coturnix.................Linneus.............................1758                                                                                                                                                                                                                          2 ) Coturnix c. africana.................Temmink & Schlegel ......1849                                                                                                                                                                                                                            3 ) Coturnix c. erlangeri...............Zedlitz...............................1912                                                                                                                                                                                                                          4 ) Coturnix c. confisa..................Hartert..............................1917                                                                                                                                                                                                                          5 ) Coturnix c. conturbas.............Hattert..............................1917  

6 ) Coturnix c. inopinata............. Hartert..............................1917 

La classificazione si basa, oltre che sulla distribuzione geografica, sui parametri di stazza e colorazione del corpo.  la sottospecie africana insieme alle sue simili conspecifiche conturbans, confisa ed erlangeri, è più piccola e scura tra le sottospecie Coturnix subspedes e C. c. inopinata. In questo studio, sono stati confrontati un totale di 134 esemplari di Cotumix c. coturnix catturati nel nordest della Spagna con un stock di 48 pelli, comprendente il resto delle sottospecie, ottenuto in prestito dal British Museum ( 26 C. c. africana, 9 C. c. conturbans, 6  C. c. confisa, 5  C. c. inopinata e 2  C. c. erlangeri ), mediante misure biometriche ( becco, ala, lunghezza delle primarie ) e analisi della colorazione ( con analizzatore di immagini Kontron IBAS). Sia  per i maschi, quanto per le femmine, la sottospecie C. c. coturnix è risultata essere la più grande rispetto al  resto delle sottospecie. Tuttavia, non si sono evidenziate differenze in riguardo alla colorazione delle parti superiori e del petto. Inoltre, un'analisi discriminante basata su 2 misure biometriche e 2 colorazioni ha fornito una funzione discriminante che ha corretto giustamente solo il 56% dei casi. A causa del fatto che la percentuale di diagnosi univoche è lontana da quelle proposte da diversi ricercatori (75,95%) e tenendo conto che nella maggior parte dei casi l'apparente isolamento geografico della sottospecie è fortemente in dubbio, si conclude che la nomenclatura trinomiale in Coturnix coturnix non è sufficientemente supportato per giustificare la sua continuazione. 

La sottospecie C. c. africana risulta essere il morfotipo più piccolo; i maschi adulti presentano la gola marrone-rossiccia; parti superiori e inferiori del corpo più scure rispetto a tutti i conspecifici  ( Witherby et al., 1941, MacKworth-Praed e Grant, 1957; Benson e Irwin, 1966; Glutz et al., 1973; Kovach, 1974 ). I limiti della sua distribuzione geografica rimangono ancora poco conosciuti, tuttavia, parrebbe essere confinato al Sud dell'Africa, Kenya, Uganda, Angola, insieme a Maurrtius, Comoro e le isole del Madagascar ( Vaurie, 1965; Benson e Irwin, 1966; Curry-Lindhal, 1981 ).

Come varianti della sottospecie C. c. africana, sono state descritte le sottospecie C. c. confisa ( isole Canarie e Madera ) e C. c. conturbans ( Azzorre ). Anch'esse caratterizzate dalla gola rossastra e colorazione generale del corpo che è più scura del morfotipo Coturnix, pur essendo più chiara di quella della C. c. africana ( Witherby et al., 1941; Dementev e Gladkov, 1952; Vaurie, 1965 ). La sottospecie C. c. erlangeri, discutibile per alcuni autori ( Vaurie, 1965; Espana, 1969; Howard e Moores, 1980 ) è strettamente legata al morfotipo Coturnix c. africana. Tuttavia, la colorazione del corpo è ancora più scura di quest'ultimo ( Glutz et al. , 1973; Cramp e Simmons, 1980 ) con i maschi presentano una gola bruno-nerastra ( Zedlitz, 1912 ). La sua distribuzione comprende Abissinia, Kenya, Monti Usambara in Tanzania e Malawi.

All'estremo opposto della gamma di colorazione, con una maggiore dimensione rispetto alla C. c. africana e alle sottospecie affini ( Mackworth-Praed e Grant, 1957; Bannermann, 1963; Glutz, et al., 1973; Cramp e Simmons, 1980 ), troviamo il Coturnix coturnix morfotipo più chiaro, che si riproduce in Nord Africa, Europa e Asia centrale, sverna nel Nord e nelle zone tropicali dell'Africa, dove probabilmente occupa le savane ( Curry-Lindhal, 1981 ). Tuttavia, è stato citato anche in Etiopia, Zaire, Uganda, Kenya, Tanzania e Madagascar, insieme a Madeira, Canarie, Azzorre e Capo Verde. Sebbene i maschi possano presentare una gola marrone rossastra, hanno tipicamente guance bianche separate da una macchia centrale a forma di ancora ( Warga, 1931; Bannermann, 1963; Cramp e Simmons, 1980 ). L'ultima sottospecie descritta è Cotumix c. inopinata, delle isole di Capo Verde. È considerato strettamente legato alla sottospecie nominale per la colorazione molto simile, nonostante sia più piccola di quest'ultima ( Witherby et al., 1941; Vaurie, 1965; Espana, 1969; Glutz, et al., 1973; Cramp e Simmons,  1980 ).

Nonostante tutte le spiegazioni di cui sopra, i tre criteri (distribuzione geografica, dimensioni del corpo e colorazione) sui quali si basa la separazione di Coturnix coturnix in sei sottospecie non sembrano essere sufficientemente supportata.

Per quanto riguarda la distribuzione geografica, l'isolamento tra le sottospecie è, in alcuni casi, dubbio e in altri casi inesistente, ed anche se le specie insulari sono considerate sedentarie ( Vaurie, 1965 ), è risaputo che la sottospecie nominale visita le isole Azzorre, Canarie e Capo Verde nel corso delle migrazioni.

È stato anche suggerito che può verificarsi l'ibridazione tra soggetti delle diverse sottospecie ( Bannermann, 1963; Vaurie, 1965 ). Moreno ( 1988 ) descrive il morfotipo C. c. confisa come un visitatore/migratore estivo, ma aggiunge che una parte della popolazione può rimanere nelle isole Canarie tutto l'anno. Esistono anche alcune prove di contatti tra le sottospecie di C. c. africana e C. c. coturnix, sebbene sia generalmente accettato che quest'ultima non attraversi l'equatore, Courtenay-Latimer e Clancey ( 1960 ) hanno segnalato la presenza di individui svernanti nel Natal e province del Capo ( Sudafrica ), suggerendo inoltre che il morfotipo C. c. africana sverna nell'Africa equatoriale, grazie al fatto che può migrare localmente ( Mackworth-Praed e Grant, 1957 ). Le sottospecie C. c. erlangeri e C. c. coturnix possono anche entrare in contatto tra loro dato che alcuni individui di quest'ultima possono svernare in Abissinia per riprodursi ( Vaurie, 1965 ), tuttavia, secondo Benson e Irwin ( 1966 ), anche C. c. eralngeri e C. c. africana entrano in contatto.

In relazione alle dimensioni del corpo, la letteratura consultata ( Warga, 1931; Dementev e Gladkov, 1952; Courtenay-Latimer e Clancey, 1960; Bannermann, 1963; Vaurie, 1965; Benson e Irwin, 1966; Glutz et al., 1973; Cramp e Simmons, 1980; Kubik, 1982 ) riporta solo misure riguardanti la lunghezza delle ali che, per le sei sottospecie, mostrano notevoli sovrapposizioni nei loro valori e anche notevoli differenze nelle misure di ogni sottospecie a seconda delle fonti consultate.

Infine, per quanto concerne il criterio di colorazione, già nel 1855 Brehm ( in Madarasz, 1896 ) descrisse un individuo europeo, che denominò Coturnix baldami, la cui descrizione della colorazione coincide con quella della sottospecie C. c. africana. Un altro autore, Cavazza ( 1911 ), afferma che ogni anno si trovano in Italia individui con le stesse caratteristiche del morfotipo C. c. africana. Inoltre, Bernaldo de Quiros (in Bernis, 1966) descrive anche un piccolo biotipo scuro in Spagna. Per quanto riguarda la colorazione della gola, Ghigi el al. ( 1934 ) suggerisce che le differenze riscontrate tra le sottospecie potrebbero essere in realtà dovute a variabilità individuale dovuta all'età, considerato che i giovani hanno la gola bianca mentre gli adulti sono contraddistinti da guance bruno-rossastre o nere con un punto di ancoraggio centrale.

Lo scopo di questo studio è di chiarire questa confusione. A tal fine, è stata realizzata un'analisi quantitativa biometrica e di colorazione di un campione delle sei sottospecie di Coturnix coturnix per chiarire se tra di loro esistono differenze abbastanza significative da giustificare l'uso di una nomenclatura trinomiale nella quaglia comune.

Il materiale studiato consisteva in 134 individui della sottospecie Coturnix c. coturnix  ( 109 maschi e 25 femmine ), catturati in quattro siti di riproduzione in Catalogna ( Spagna nord-orientale). Abbiamo anche utilizzato 48 pelli di individui appartenenti al resto delle sottospecie ( in prestito dal British Museum ) 26 esemplari di C. c. africana ( 16 maschi e 10 femmine ); 9 esemplari di C. c. conturbans ( sei maschi e tre femmine ); 6 esemplari di C. c. confisa ( tutti maschi ); 5 esemplari di C. c. inopinata ( tre maschi e due femmine ); 2 di C. c.  erlangeri ( un maschio e una femmina ). Purtroppo, a causa del fatto che i campioni del British Museum sono stati forniti solo come pelli, è stato possibile rilevare solo tre misure biometriche: becco, ala e lunghezza delle primarie.

Esistono differenze nella lunghezza di ali e primarie sia nei maschi quanto nelle femmine. Da confronti tra coppie di sottospecie diverse la forma nominale è generalmente più grande delle conspecifiche. Tuttavia, sono state rilevate alcune inaspettate difformità, tra le sottospecie che, nella letteratura, sono riassunte come molto simili per dimensioni. Questo è il caso della C. c. confisa, C. c. conturbans e C. c. africana, oppure il confronto tra C. c. coturnix e C. c. inopinata e somigliante non previste tra C. c. africana e C. c. inopinata.  

           

Conclusioni:  Cirer (1987), riassumendo le menzioni di diversi autori, definisce il concetto di sottospecie come sotto forma di gruppo formato da alcune popolazioni locali, tutte con lievi differenze genetiche e fenotipiche tra loro, ma con caratteristiche comuni che consentono di fare un inequivocabile diagnosi. Per definire una sottospecie, non possiamo né utilizzare le caratteristiche individuali né quelle che variano gradualmente tra le popolazioni in modo clinico.

La diagnosi univoca implica che una larga proporzione di individui (75% secondo Mayr, 1969, 95% secondo O'Neill, 1982 ) debba essere identificata dalle caratteristiche della sottospecie stessa.

Come affermato nell'introduzione di questo studio, la distribuzione geografica è un criterio che non sembra essere adatto a separare le sottospecie di Coturnix coturnix in quanto non esiste un chiaro isolamento tra loro. Tuttavia, sembra esserci una differenziazione nelle sottospecie insulari, soprattutto in quelle i cui le gamme sono lontane dalla costa ( come nel caso di C. c. conturbans ) e/o dall'areale di riproduzione delle sottospecie Coturnix  ( C. c. inopinata ). Non essendoci un isolamento fisico, il grado di ibridazione tra queste tre sottospecie può prospettarsi piuttosto  basso a causa della ridotta sovrapposizione nel corso dei loro cicli biologici: quando le sottospecie Coturnix raggiungono le Isole, femmine stanziali di C. c. confisa e C. c. conturbans sono impegnate nella cova o allevamento della prole, quindi non disponibili per i maschi migratori. In tal caso, solo femmine Coturnix coturnix sarebbero disponibili per questi ultimi che, trovandosi in queste condizioni,  potrebbero lasciare le Isole nel giro di pochi giorni, a seconda della loro elevata mobilità durante la stagione riproduttiva ( Rodriguez-Teijeiro et al., 1992 ), e questo potrebbe impedire l'ibridazione.

Inoltre, l'analisi discriminante non prende in considerazione le variabili di colorazione corporea. Seleziona la lunghezza delle primarie, ma con una percentuale inequivocabile di diagnosi ( 56% ) che è notevolmente al di sotto dei limiti stabiliti ( 75-95% ). Inoltre, bisogna tener presente che in quest'ultima variabile si ha un andamento clinale crescente in latitudine, sebbene le sottospecie insulari possano esserne parzialmente indipendenti.

Tutto sommato, tenendo conto di questi risultati, riteniamo che la nomenclatura trinomiale in Coturnix coturnix, basata sulla distribuzione geografica, colorazione e dimensioni del corpo, non sia sufficientemente supportata per giustificarne l'accettazione al giorno d'oggi. Si consiglia l'uso della nomenclatura binomiale e che le differenze dovrebbero essere interpretate come i risultati di variabilità individuale e clinica. Infine, suggeriamo caldamente la necessità di completare questo studio con altri in cui verranno effettuati il ​​sequenziamento del DNA e l'analisi del canto, con particolare attenzione all'insularità, al fine di risolvere il problema delle sottospecie in Coturnix coturnix.

E' specie migratrice dalla distribuzione geografica estremamente vasta con aree riproduttive ubicate in Europa centrale e meridionale, Asia occidentale e Africa nord-occidentale comprendendo anche le AzzorreMadeira, isole Canarie, isole di Capo Verde, nord EgittoIsraele e le aree settentrionali di Iraq e Iran. In Asia i territori di nidificazione si estendono fino al lago Baikal ( Russia ), ai piedi dei monti Altai ( Mongolia ), ovest Cina, Pakistan, Afghanistan, Kashmir e nord-est India compreso l'Assam occidentale, Nepal, Bhutan e nord Bangladesh. Gli esemplari propensi a migrare raggiungono l'Egitto, la Libia, l'Africa equatoriale fino al nord del Kenya, l'Angola, lo Zambia, l'est della Repubblica Democratica del Congo, nonché la metà settentrionale dell'India. Alcuni degli uccelli che svernano nel Nord Africa si riproducono, o comunque sono in grado di farlo, prima di raggiungere l'Europa. Venne introdotta anche sull'isola di Mauritius, dove però è probabilmente estinta.

* Coturnix c. coturnix..............................Linnaeus........................1758 -Ampiamente diffusa, dall'Europa alle regioni centro-orientali di Russia e Mongolia,  nell'Africa nord-occidentale e regioni settentrionali e centrali dell'India, forse anche al Bangladesh, a sud; sverna soprattutto nella fascia del Sahel in Africa e nelle regioni centrali e meridionali dell'India.

* Coturnix c. africana.............................Temminck e Schlegel..1849 -Diffusa nell'Africa sub-sahariana, dall'Etiopia e Uganda al sud Namibia sino alle province del Capo Occidentale e Orientale nel Sudafrica, nonché Madagascar e Comoro. Nei mesi invernali  gli esemplari che solitamente dimorano nel Sudafrica possono compiere migrazioni sino a raggiungere: Angola, sud della  R, D. del Congo , nord Namibia e Zambia meridionale. Introdotta a Reunion e  Mauritius, dove è però probabilmente estinta.  

* Coturnix c. erlangeri...............................Temminck......................1912 - Abissinia, Kenya, Monti Usambara in Tanzania e Malawi. 

* Coturnix c. confisa ..................................Hartert E. J. O. ..............1917 - Isole Canarie e Madeira

* Coturnix c. conturbans...........................Hartert E. J. O. ..............1917 - Presente in tutto l'arcipelago delle Azzorre, nonostante sia raro a Flores e non abbondante a Corvo, Pico e Santa Maria. A São Jorge, Faial e São Miguel sono localmente comuni ed abbondanti a Terceira e Graciosa. Si trova anche a Madera e Canarie.  

* Coturnix c. inopinata...............................Hartert E. J. O. ..............1917 - Endemica delle isole del Capo Verde.  Ultima sottospecie ad essere stata descritta.

*** Coturnix c. orientalis........................... Bogdanov…..............……1884 - Quaglia grigia siberiana ( Siberia - Russia )

Descrizione sintetica: Tutte piuttosto simili, tanto che il riconoscimento attraverso le immagini è spesso molto difficoltoso, si differenziano soprattutto per la colorazione di gola, petto e parti superiori.

* Coturnix c. coturnix........:  Per la descrizione, sommaria, vedere alla pagina Coturnix e Odontophoridae.

* Coturnix c. africana.......:   I maschi adulti presentano la gola marrone-rossiccia; parti superiori e inferiori del corpo più scure rispetto a tutti i conspecifici

* Coturnix c. erlangeri....: Presenta la colorazione più scura tra tutte le conspecifiche;  gola bruno nerastra; parti inferiori  di colore rosso. Discutibile per alcuni autori  è strettamente legata al morfotipo Coturnix c. africana.  

* Coturnix c. confisa..........:  Si differenzia dalla conspecifica Coturnix c. conturbans, nella quale è spesso inclusa, per il piumaggio generalmente più scuro; testa e gola ( rossa ) molto scuri; petto  e parte alta dello stesso rosso grigiastro; zona ventrale biancastra. 

* Coturnix c. conturbans...:  Presenta la gola rossastra e colorazione generale più scura della forma nominale pur essendo più chiara  della C. c. africana.    

* Coturnix c. inopinata......:  Simile alla conspecifica Coturnix c. coturnix.

Coturnix c. coturnix   ( Quaglia comune ) ....Linnaeus................ 1758  

Foto da :  1   www.tatzpit.com   -   2   www.overthelimit.info   -   3   www.birdsofkuwait.com  

1 - Maschio                                                                                              2 - Coppia                                                                                              3 - Femmina 

Coturnix c. africana ( Quaglia comune  africana  )...........Hartert E. J. O. .......1849 

Foto da :  1  www.larsfoto.se   -   2  Autore: Alan Manson   -   3   Autore:  Charles Davies 

1 - Maschio                                                                                               2 - Femmina                                                                                         3 - Maschio 

Coturnix c. erlangeri   ( Quaglia comune abissina  )............Temminck...........1912 

Foto da :   www.flick.com   Autore:   Dave Appleton    -   2   www.birding.safari.com   Autore:   holmen   -   3   www.africanbirdclub.org   Autore:  Peter Ginn   

1 - Maschio                                                                                              2 - Femmina                                                                                         3 -  Femmina

Coturnix c. confisa  ( Quaglia comune confisa )..................Hartert E. J. O. .......1917

Foto da:  1  Autore:  Gerby Birding    -   2  www.birdsandcompany.com    -   3   www.inaturalist.org   Autore:  Greg Lasley  

1 - Maschio                                                                                             2 - Femmina                                                                                         3 - Maschio 

Foto da :  Autore:  1   Carlos Pereira   -   2    Autore:  Carlos Bettencourt    -   3   Autore:  Carlos Ribeiro 

1 - Maschio                                                                                              2 - Femmina                                                                                          3 - Maschio 

Coturnix c. inopinata   (  Quaglia comune di Capo Verde )......... Hartert E. J. O. ....1917 

Foto da :  1  Birds of the Cape Verde Islands  Autore:  Uwe Thom‎   -   2   www.alamy.com   -  3   Autore:  Stephen Dunstan 

1 - Maschio                                                                                              2 - Femmina                                                                                          3 - Maschio 

Un altro interessante studio riguardante le specie Coturnix coturnix ed in particolare le africane che, in parte, contraddice il precedente:

NOTE TASSONOMICHE VARIE SUGLI UCCELLI AFRICANI XLVI  da: P.  A. CLANCEY (Direttore del Museo di Durban, Durban South Africa) E QUAGLIA COTURNIX COTURNIX (LINNAEUS) NELLA SOTTO-REGIONE SUDAFRICANA - Testo integrale qui: ttps://journals.co.za/doi/pdf/10.10520/AJA0012723X_2188

Coturnix coturnix è rappresentata nella regione sudafricana da un gruppo di popolazioni visitatrici estive, che si riproducono localmente dal Capo sud-occidentale, a nord-est verso il Natal e lo Zululand, il Lesotho, lo Stato Libero di Orange, lo Swaziland ed il Transvaal, e da una piccola popolazione residente presente negli altipiani lungo il confine tra Zimbabwe e Mozambico. Le prime popolazioni citate sono presenti nelle zone di riproduzione tra settembre e aprile, con alcuni ritardatari che si fermano  fino a giugno/luglio ed anche agosto. Le zone di svernamento di queste popolazioni sono ancora in gran parte congetturali, ma quasi certamente si trovano nell'Africa sud-occidentale e centrale, dal nord dell'Africa sud-occidentale e dall'Angola (Humpata) alle praterie dello Zaire meridionale e dello Zambia occidentale. Registrazioni abbastanza numerose dall'Africa sud-occidentale ( dove la specie è stata trovata nidificante a Koreib ), alcune da Huila nell'Angola sud-occidentale, oltre che dallo Zambia occidentale e centrale (Liuwa Pl in e Kafue Flats, e, probabilmente, Lealui e Lusaka), e due da Kananga (Luluabourg) nel Kasai Occidentale, Zai:re, testimoniano la correttezza delle gamme invernali provvisorie come delineato sopra. Nell'est del sud dell'Africa, gli uccelli, presumibilmente schiusi in sudafricano,  sono registrati da Beira (Haagner) e Inhambane (Peters), in Mozambico, ma praticamente nulla è stato registrato di questa specie nell'Africa meridionale centrale tra 18° e 32° E. ed a nord del Tropico del Capricorno, suggerendo, soprattutto in considerazione del numero relativamente elevato di individui coinvolti, che gli uccelli sudafricani sorvolano grandi tratti del paese nel corso dei loro spostamenti tra la gamma di riproduzione e quella invernale. Quanto siano grandi queste popolazioni è attualmente incerto, anche se il numero di coppie deve essere a sei cifre, a giudicare dai grandi sacchi di uccelli sparati occasionalmente in aree molto limitate nel Capo e nel Natal all'inizio della nidificazione. Attualmente la maggior parte del lavoro è riferito alle popolazioni di Quaglia "africana" Coturnix cotitrnix africana Temminck e Schlegel, 1849: Provincia del Capo, Sudafrica. 

In relazione al secondo gruppo di C. coturnix nella sotto-regione sudafricana, è interessante notare che quando Smithers et al., Check List Birds of South ern Rhodesia, 1957, p. 49, si occuparono di questa specie non trovarono alcuna prova concreta della sua occorrenza o presenza stagionale nel territorio, affermando che "non esiste materiale dimostrante la presenza di questo migratore nello Zimbabwe meridionale" . Tuttavia, nello studio dettagliato della specie nell'Africa etiope riportato da Benson e Irwin , Arnoldia Rhod. , vol. ii, 13, 1966, pp. 1 - 14, una popolazione residente putativa è registrata nelle Highlands orientali dello Zimbabwe,  dai Monti Chimanimani, a nord di Inyanga e Salisbury (p. 13). Questi ultimi autori attribuiscono questi residenti montani ( C. coturnix ) dello Zimbabwe a C. c. erlangeri Zedlitz, 1912: Cunni, vicino a Harar, Etiopia orientale, che è visto, nel risultato del loro lavoro, come comprendente una catena di praterie montane, che si estende dall'Etiopia al sud del Kenya, Uganda, Zaire nord-orientale, Tanzania meridionale, Malawi e gli altopiani lungo la frontiera  Zimbabwe/Mozambico.

 

Oltre al visitatore nidificante estivo C. c. africana ed al residente delle praterie montane nord-orientali C. c. erlangeri in Africa meridionale c'è il dibattito riguardante lo status degli esemplari indistinguibili dal migratore paleartico C. c.coturnix (Linnaeus), come affermato da Courtenay-Latimer e Clancey, Ostrich, vol. xxxi, 4, 1960, pp. 169 -172. In questa comunicazione, i due autori in questione riferiscono  che le collezioni sia dell'East London che del Durban Museum contenevano numerosi esemplari di "africana" che non potevano essere differenziati dagli esemplari europei e dell'Asia centrale di C. c. coturnix (incluso C. c. orientalis Bogdanov, 1884: Siberia). Courtenay-Latimer e Clancey hanno espresso l'opinione che gli individui simili a C. c . coturnix erano probabilmente di immediata origine paleartica, nonostante fino a quel momento ( 1960) si ritenesse che la suddetta specie non superasse l'Equatore nel corso del suo soggiorno non riproduttivo in Africa.

Nel loro studio sulla Quaglia in Africa, Benson e Irwin, loc. cit . Benson e Irwin, loc. cit., presero in considerazione la questione della presenza di soggetti simili a C. c. coturnix in Africa meridionale, liquidando arbitrariamente le scoperte di Courtenay-Latimer e Clancey, affermando nel loro riassunto che questi autori non avevano correttamente identificato gli esemplari di C. c. africana. Eppure il riferimento al documento di Courtenay-Latimer e Clancey del 1960 mostra che questi autori trassero le loro conclusioni basandosi su una serie di esemplari di C. c. coturnix  provenienti da Germania, Danimarca, Spagna, Grecia, Isole Baleari, Turchia e Afghanistan. Inoltre, le due fotografie adeguate che appaiono a p. 170 (aspetto dorsale) e a p. 172 (aspetto ventrale) di esemplari selezionati indicano che i suddetti autori non ebbero alcuna difficoltà a discriminare tra gli uccelli che mostrano i caratteri generalmente attribuiti a C. c. africana e quelli inseparabili dai C. c. coturnix europei.

Che i risultati ponderati di Courtenay-Latimer e Clancey su serie raggruppate di C. coturnix sudafricane in riproduzione fossero in qualche modo legati a precedenti osservazioni di altri lavoratori sulle stesse popolazioni è stato completamente trascurato da Benson e Irwin, loc. cit. Il riferimento a Hartert, Vog.pal.Fauna, vol. iii, 1921 - 1922, p. 1941, mostra che questo esperto, pur esprimendo fiducia nella prontezza con cui la C. c. africana poteva essere differenziata dalla C. c. coturnix, la qualificò affermando "Poiché tutte le quaglie sono così altamente variabili, non è sorprendente che esemplari (di africana) si presentino di tanto in tanto, così simili alla C. c. cotitrnix cda essere difficilmente distinguibili. Considerare gli esemplari meno tipici di C. c. africana come ibridi tra essa e C. c. coturnix è una teoria totalmente infondata e senza alcuna prova a sostegno". La parte finale di questa citazione di Hartert allude presumibilmente alle osservazioni di Ogilvie Grant, Cat.Birds Brit.Mus, vol. xxii, 1893, pp. 237 - 239, e Hand Book to the Game-Birds, vol. i, 1895, pp. 180 - 184, dove quest'ultimo afferma (1895) "la Quaglia Migratoria (C. c. coturnix) si incrocia liberamente anche con la forma dalla gola rosso-castagno (C. capensis=C. c. africana) che si trova in Sudafrica e nelle isole che circondano la costa africana, ed i risultati si possono vedere in molti maschi del S. Africa e dell'Europa meridionale... ". Sulla base delle caratteristiche da lui utilizzate per mantenere C. c. africana, esemplari che concordano con essa o che sono ritenuti intermedi tra essa e la tipica C. coturnix sono stati elencati nel Catalogo, pp. 238, 239, provenienti da paesi lontani come il Sud Africa, Madeira, Inghilterra (Croydon e Cambridgeshire), Gibilterra, Svizzera, Austria, Ungheria, Grecia e India. Da questo è chiaro che i caratteri con cui Ogilvie-Grant differenziò una razza dell'Africa meridionale erano principalmente varietali piuttosto che sub-specifici nel senso moderno. Nel respingere l'opinione espressa da Benson e Irwin, lac.cit., che Courtenay-Latimer e Clancey avevano erroneamente identificato esempi di C. c. africana come C. c. coturnix, Clancey, Durban Mus.Novi., vol. vii, 11, 1966, p. 463, afferma: "Molti uccelli raccolti in Sudafrica, incluse brevi serie prese nello stesso periodo, non possono essere distinti su nessun carattere dal C. c. coturnix paleartico occidentale e centrale. Ora sembra che gli uccelli attribuibili alla razza nominata possano riprodursi in Sudafrica (vide Clancey, Birds of Natal and Zululand, 1964, p. 118)". Questo è stato seguito in Durban Mus.Novi!, vol. vii, 13, 1966, pp. 626, 627, da un ulteriore pronunciamento dello stesso autore come segue: "La maggior parte degli uccelli che si riproducono nella Repubblica del Sudafrica sono ora trovati sub specificamente inseparabili da C. c. coturnix, l'intero complesso della popolazione nidificante è di carattere ibrido". Questo ha effettivamente riportato il problema così come esiste alla comprensione di esso in voga prima che Hartert scrivesse nel 1921 - 1922. Questa questione è stata nuovamente trattata in modo leggermente più dettagliato nel mio Gamebirds of Southern Africa, 1967, pp. 146 - 151.

Dall'ultima volta che lo status delle forme di C. coturnix presenti nella sotto-regione sudafricana è stato trattato nel 1967, molto materiale aggiuntivo è stato assemblato e conservato dal Durban Museum, e sembra opportuno rivedere la situazione ancora una volta dopo il trascorrere di circa dieci anni con l'obiettivo di risolvere finalmente l'impasse tassonomica presentata dal ritrovamento di uccelli simili a C. c. coturnix in Africa meridionale.

Variazione in Coturnix coturnix:  Nella quaglia i maschi sono polimorfi, mostrando una considerevole variazione nel colore di fondo e nel disegno di testa, mento e parte superiore della gola anteriore. Altrimenti, la variazione nella specie non è palpabilmente estensiva, interessando la forma delle piume della gola nei non riproduttori, i livelli di saturazione del colore e la quantità di nero visualizzato nel piumaggio dorsale criptico e le ali in entrambi i sessi, il grado di macchiatura del petto nelle femmine, e nella lunghezza dell'ala. Attualmente sono ammesse circa "otto" sottospecie, anche se la questione della validità di alcune delle forme insulari trovate negli arcipelaghi al largo della terraferma africana è ancora oggetto di dibattito. Peters, Check-List Birds of the World, vol. ii, 1934, pp. 92, 93, riconosce  C. c. coturnix (Linnaeus)C .c. ussuriensis Bogdanov, 1884: Ussurilandia al lago Baikal, C. c. japonica Temminck e Schlegel, 1849:  Giappone (vedi sotto), C. c. conturbans Hartert, 1917: San Pedro, Santa Maria, Azzorre, C .c. confisa Hartert, 1917: Ponto do Pargo, Madeira, C. c. inopinata Hartert, 1917: Sao Nicolao, Isole di Capo Verde, C. c. erlangeri Zedlitz, 1912: Cunni, vicino a Harar, Etiopia orientale, e C. c. africana Temminck e Schlegel, 1849: Provincia del Capo, Sudafrica. Vaurie, Birds Palearctic Fauna, vol. ii, Non Passeriformes, 1965, pp. 290 - 293, mise in dubbio la validità di C. c. inopinata, fuse C. c. conturbans con C. c. confisa, diede a C. Japonica un riconoscimento specifico, e incluse C. c. ussuriensis nella forma nominale. A causa della natura dei problemi coinvolti nella risoluzione della sistematica sottospecifica delle specie attuali, non mi sento qualificato per esprimere un parere sulla solidità di queste ultime proposte, anche se si potrebbe discutere sul fatto che Vaurie possa aver avuto sufficiente materiale riguardante due o più sottospecie insulari.   

Per quanto riguarda il polimorfismo del colore della testa e del modello nei maschi di C. coturnix, sessantuno maschi, da una serie di centocinque esemplari di C. c. "africana" dal Sud Africa si raggruppano in tre grandi categorie, ogni morfo a sua volta mostra una gamma relativamente ampia di variazione individuale, come mostrato sotto nella tabella I. Von Bl t zheim et al., toe.cit., che citano Warga (1931), forniscono dati comparabili derivati da una grande serie di C. c. coturnix ungheresi.

Morfotipi - serie di  61 maschi di C. coturnix del Sud Africa.

(a) - Viso e gola color cannella rossastro opaco, oppure più ocraceo com'anche biancastro, con chiazza sulla gola assente o solo lievemente sfumata.

(b) - Viso e gola laterale in gran parte rossastro cannella, senza o con mescolanza variabile di bianco;  modello scuro a forma di ancora sulla gola.

(c) - Come in (b) ma viso e gola laterale più bianchi; con modello a forma di ancora scura e marginata posteriormente da una barra variabile di bianco.

Fig. 1 - Sotto, a destra, illustrazione con teste di maschi adulti Coturnix coturnix (Linnaeus) esemplari da Natal a mostrare il polimorformismo. 

A. Durban Bay, Natal. 17 November, 1961 (morph c).                                                                                                                                                                                                                                              B. Elandskop, Natal, 17 November, 1963 (morph a).                                                                                                                                                                                                                                                C. Bisley, Pietermaritzburg, Natal. 3 November, 1971 (morph b).                                                                                                                                                                                                                          D. Elandskop, Natal. 12 November, 1961 (morph a)

Variazione Tassonomicamente significativa nell'Africa meridionale: Studio critico di una serie con112 esemplari di C. coturni x dalla sotto-regione sudafricana rivela che sulla base delle due variabili, necessarie a suddividere le popolazioni in sottospecie genericamente accettabili, si possono differenziare tre gruppi distinti come segue:

Fig. 2 - Sotto a destra: Vista dorsale di quattro maschi Coturnix coturnix ( Linnaeus ) da Natal nella collezione del Museo di Durban, che mostra le caratteristiche a due colori presenti nella popolazione.
Coppia di sinistra: caratteristiche simili a C. c. coturnix  dell'ovest e centro Paleartico.
Coppia di destra: caratteristiche corrispondenti alla forma C. c. africana.
Foto: W. S. Yerbury

Poiché la C. (iii) è in gran parte riferita alla popolazione residente delle praterie montane ubicate sugli altipiani lungo il confine  Zimbabwe /Mozambico, e correttamente riferita a C. c. erlangeri, presenta poche difficoltà, potendosi differenziare in modo soddisfacente da C. c. coturnix per le parti superiori e le ali molto più scure e ricche, con aree nere più ampie, striatura sul rachide più chiara e brillante con forte soffusione ocraceo-ruggine in entrambi i sessi;  femmine più rosate o vinaccia-cannella lavate sulle parti inferiori, petto più pesantemente marcato e striature laterali  Separazione di alcuni esemplari del Natal di C.  (ii) da C. c. erlangeri è, a volte, una questione di buon senso, mentre due femmine del Natal (Durban) nella collezione del Durban Museum sono altrettanto eritristiche (prevalenza della pigmentazione rossa) ventralmente e ruggine su parti superiori e ali come negli esemplari più tipici di C. c. erlangeri, anche se mancano della pronunciata barratura nera sub-terminale sulle terziarie, ben sviluppata in detta sottospecie.

 

Mentre C. (iii) (C. c. erlangeri) presenta difficoltà minime, lo stesso non vale per C. (i) e C. (ii), che insieme comprendono le popolazioni sudafricane e il taxon C. c. africana auctorum. C. (i) e (ii), che insieme comprendono le popolazioni di origine sudafricana e il taxon C. c. africana.  Benson e Irwin consideravano quest'ultima una sottospecie relativamente omogenea, presumibilmente intermedia nel colore tra C. c. erlangeri, dai colori molto ricchi, e C. c. coturnix più pallido, più fulvo e dal disegno meno delineato. Supposizione relativamente verosimile per C. (ii), con parti superiori decisamente più scure e fredde, meno tinte di fulvo, con maggiore  nero sottostante rispetto a C. (i), certamente non si addice agli esemplari raggruppati nelle caratteristiche di cui sopra. Della serie sudafricana studiate (106 pelli), quarantasette, ossia il 44,34 per cento, si raggruppano nella C. (ii), mostrando i caratteri stabiliti per C. c. africana da Benson e Irwin.

 

I cinquantanove esemplari raggruppati in C. (i) cioè il 55,66 per cento della serie, collettivamente non possono essere differenziati dagli esemplari della sottospecie nominale provenienti dall'Europa occidentale. Molti di loro sono pallidi e fulvi come due esemplari  ( austriaco e ungherese ) datati e fotografati nel 1890 prima che il Sig. Irwin redigesse l'Arnoldia Rhod del 1966. Recentemente, sono stati collezionati altri esemplari, ancora più chiari, nell'ovest dell'areale della sottospecie nominale nel Paleartico. Inoltre, non sono costantemente più piccoli degli esemplari paleartici, come confermano le misure di 24 maschi e femmine di C. (i) del Durban.

Fu sulla base di altri materiali che Courtenay-Latimer e Clancey, Loe. cit., suggerirono che esemplari di C. c. coturnix raggiungessero il Sudafrica, sia come migranti oppure per essere stati in contatto con C. c. "africana" nelle zone di svernamento, di quest'ultima, nell'Africa tropicale. Tuttavia, come chiaramente indicato dal materiale raccolto dal 1960, i soggetti più somiglianti alla sottospecie nominale si riproducono in Sudafrica assieme ai conspecifici più scuri raggruppati in C. (ii) che mostrano i caratteri di C. c. africana come inteso da Benson e Irwin.

Mentre le misure di conservazione irragionevolmente restrittive attualmente in vigore nel Natal non permettono di indagare in profondità, i campioni in entrambi i musei di East London, Durban e nelle collezioni del National Museum of Rhodesia ( attuale Zimbabwe ) suggeriscono che gli uccelli dalle caratteristiche chiare C. (i)) e più scure C. (ii)) del Natal e Capo sono in misura maggiore o minore isolati riproduttivamente gli uni dagli altri. Come mostrato nell'articolo di Courtenay-Latimer e Clancey, 13 maschi e femmine dall'East London distretto del Capo scattate il 12 dicembre 1958, sono tutte scure e riconducibili a C. (ii). Nel caso di una serie da Elandskop, Natal, collezionata in due stagioni nel novembre 1961 e 1963, tutti, tranne uno sono di C. (i), in questo somigliante a C. c. coturnix, mentre nel caso di una breve serie da Durban Bay head, Natal, presa il 17 novembre 1961, tutti sono C. (ii). È stato in gran parte come risultato di questo studio la scoperta (  per la prima volta ) che le quaglie migranti europee  raggiungessero il Sud Africa nel corso del loro soggiorno non riproduttivo in Africa etiope.

Come è stato dimostrato sopra, una buona parte delle quaglie che si riproducono in Sudafrica a metà del ventesimo secolo sono identiche o non si differenziano tassonomicamente dalle C. coturnix nominale. La composizione delle popolazioni della stessa regione in epoca coloniale - quando la maggior parte delle collezioni europee di uccelli sudafricani sono state formate - probabilmente differiva notevolmente da quella attuale, con una maggiore incidenza di morfologie maschili con testa di cannella e una preponderanza di uccelli dal dorso scuro C. (ii)). Un confronto tra una serie raccolta cento anni fa ed una attuale produrrebbe probabilmente risultati gratificanti. Le innumerevoli affermazioni, già contrastanti, nella letteratura, non concordano con le prove materiali concrete acquisite suggerendo, che un cambiamento nella composizione delle suddette popolazioni ha avuto luogo, con ogni probabilità, nel corso dell'ultimo secolo o comunque in gran parte di esso.

 

Si sostiene spesso che le quaglie sudafricane sono di dimensioni inferiori a quelle del Paleartico. Mentre questo è vero per quanto riguarda le gamme di lunghezza delle ali e le medie osservate, le differenze sono relativamente piccole. Quarantotto adulti accuratamente misurati dal Sud Africa forniscono i seguenti risultati - By:  P. A. Clancey :

 

(N.B. Gli esemplari con ali fino a 96 sono quasi certamente remiganti giovanili, poiché il normale spettro di lunghezza delle ali per le popolazioni di C. coturnix è di 6,5 - 9 e le deviazioni standard sono di circa 2,0 - 3,0 mm).

I riscontri dati da questi autori sono, da quanto si può determinare, troppo bassi per gli uccelli sudafricani:  ( Vedere link sopra allegato )

CONCLUSIONI SULLE POPOLAZIONI AFRICANE INDIGENE ETIOPI

Come apprezzato da molto tempo e recentemente evidenziato dal lavoro di Courtenay-Latimer e Clancey (1960), le popolazioni di C. coturnix che si riproducono in Sud Africa, cioè nell'Africa meridionale a sud del Limpopo R., e che svernano in gran parte nelle savane tropicali occidentali e centrali del continente, mostrano, a parte il polimorfismo nei soli maschi, un ampio spettro di variazioni di colore. Nonostante le opinioni ponderate dei nostri colleghi, i signori Benson e Irwin (1966), un riesame della questione, utilizzando nuovo materiale ottenuto dal 1960, conferma che le popolazioni in esame non hanno apparenza uniforme e che i caratteri da loro enunciati come quelli di C. c.africana sono mostrati solo da circa il 44,5 per cento del campione studiato precedentemente. Il rimanente 55,5% degli esemplari rientra facilmente nella gamma di variazione di C. c.coturnix, molti sono pallidi come gli esemplari più chiari della sottospecie nominale. Poiché la maggior parte degli uccelli simili a C. c. coturnix a portata di mano erano in fase di riproduzione quando sono stati fotografati, non sono chiaramente di immediata origine paleartica, sostenendo l'opinione che i migranti paleartici probabilmente non attraversano normalmente l'Equatore durante il loro soggiorno in Africa. Moreau, Palaearctic African Bird Migration Systems, 1972, pp. 190- 192, ha concluso che il C. c. cotttrnix del paleartico sverna tipicamente nella fascia molto arida lungo il bordo meridionale del Sahara, non essendo, apparentemente, dipendente dell'acqua superficiale o rugiada. Benson e Irwin ritenevano che, nelle condizioni attuali, non si potesse parlare di contatto tra i riproduttori sudafricani nelle loro zone di svernamento e i migranti paleartici, nonostante il prelievo di esemplari di tipo africano fino al nord Kananga (Luluabourg), Zaire. Tuttavia, poiché gli areali di molti migranti paleartici tendono a spostarsi in relazione a fattori ambientali, non si può categoricamente affermare che in nessun momento del recente passato esemplari di C. c africana e C. c. coturnix siano venuti in contatto tra loro nelle praterie tropicali dell'Africa etiopica. La chiara influenza di C. c. coturnix nell'attuale composizione delle popolazioni sudafricane non può essere contestata, e credo che la conclusione raggiunta quando scrissi nel 1966...., "sembra che C. c. africana sia una forma altamente instabile di origine ibrida, formatasi in qualche data recente come risultato di una colonizzazione da parte di immigrati di C. c. coturnix delle praterie dell'Africa australe già allora occupate. nella stagione della riproduzione da C. c. erlangeri" sia con ogni probabilità indiscutibilmente corretta. Tuttavia, nella mia successiva comunicazione in Durban Mus.Novit., voL- vii, 13, 1966, pp. 626, 627, quando, per conservare il nome, C. c. africana l'ho inclusa nel valido C. c. erlangeri ( perdendo il suo status ), ho sbagliato; doveva essere considerata come come sinonimo di C. c. coturni  mentre C. c. erlangeri  doveva mantenere il suo status.

Alla luce di queste conclusioni, le due sottospecie di quaglia che si riproducono nell'Africa continentale etiopica saranno così:

In riguardo alle quaglie dell'Africa meridionale, C. c. africana, proposta come Coturnix vulgaris africana da Temminck e Schlegel, in Schlegel's Fauna jap., Aves, 1849, p. 103 (nel testo), e come generalmente interpretata da allora, si applica ai maschi del morfotipo (a), con faccia, mento e gola anteriore color cannella, e poca o nessuna traccia del modello scuro a forma di ancora. I maschi che mostrano caratteri riferibili alla C. c. africana si verificano naturalmente in popolazioni di incerta attribuzione sub-specifica, in Madagascar, isole Mascarene e Comore, ma anche in sottospecie dell'Africa meridionale e orientale, a nord dell'Etiopia, nei gruppi di isole al largo dell'Africa occidentale e nord-occidentale, così come in parti dell'areale della sottospecie nominale in Europa meridionale e altrove. Come si può apprezzare dai dati presentati nella tabella I, si stima che meno di un quarto dei maschi che appartengono alle popolazioni sudafricane C. c. africana mostra effettivamente i principali criteri generalmente utilizzati per discriminarli da altri conspecifici individuali o gruppi di popolazioni. La diagnosi di Hartert della forma nel suo Vog.pal. Fauna, sembra essere basata in gran parte su esemplari di C. c. erlangeri, e sul relativo colore rosso di faccia, testa e gola dei maschi ma, probabilmente, gli mancava un'adeguata figurazione delle popolazioni che si riproducono a sud della Limpopo R. in Africa. Come asserito da Benson e Irwin, lac.cit., il colore e modello della testa nei maschi non possono essere usati per organizzare le popolazioni di quaglie in soddisfacenti sottospecie. Anche nel caso della lunghezza delle ali, il grado di sovrapposizione tra le popolazioni è tale da rendere inadeguato anche questo parametro ai fini tassonomici. Solo i livelli di saturazione del piumaggio e la quantità di nero visualizzata sulle parti dorsali possono essere presi in considerazione con una certa sicurezza. Quasi venticinque anni fa, Mackworth-Praed e Grant, Birds Eastern and North Eastern Africa, vol. i, 1952, pp. 264, 265, arrivarono a conclusioni esattamente simili nel loro trattamento degli elementi dell'Africa orientale e nord-orientale. 

Caratteristiche:

(i) -  Striature coronali laterali color seppia, fortemente scalate con terra d'ombra o più rosso; crema per striature coronali mesiali; dalla base al collo posteriore fulvo-oliva o bianco-roseo-bruno opaco (tav. xxix); resto del dorso variegato fulvo-olivastro chiaro, nero e grigio chiaro, l'asta lanceo tardiva crema. Ali con copritrici e terziarie spiccatamente ocracee. Ali di 12  maschi 101 - 108 (103,8), SD 1,99, di 12 femmine 99 - 111 (105,1), SD 3,35 mm

(ii) - Come in C. (i), ma le strisce coronali laterali sono quasi nere alla base, le scalature più scure con striscia centrale della corona più bianca; dalla base al collo posteriore la colorazione è più vinosa,  meno giallastra, quasi cannella; resto del dorso con aree nere più estese a motivo variegato; rachide striato di bianco più pesantemente e puro con le singole striature più largamente bordate lateralmente di nero, motivo, questo, che ben marca anche collo e mantello posteriore. Aree nere sulla parte bassa della schiena e sulla groppa particolarmente ben sviluppate. Ali meno ocracee, un poco più scure e grigie su copritrici e terziarie. Ali di 12 maschi 100 - 106,5 (103,4), SD 2,34, di 12 femmine 102 - 111 (105,9), SD 2,96mm.

(iii) - Non particolarmente ben differenziato da C. (ii). Generalmente un poco più scuro, saturo e ricco; collo posteriore con colore di fondo più rosso, ed aree nere sul dorso ancora di più estese in esemplari ben marcati, col rachide striato più giallo e più nettamente contrastato con terra d'ombra. Ali più scure, più brunastre, ocracee, con barratura più rossa e sub-terminale nero salvo che sulle terziarie ancor più sviluppati. Mediane dei maschili più estesamente rossastre alla base, ancor più marcato nelle femmine, nelle quali risulta più vinaccia ventralmente che in C. (ii), con petto e striature ventrali laterali più pesantemente marcate. Becco spesso più piccolo. Ali di 7 maschi 100- 107 (102,0), SD 2,58, 2 femmine 100,5, 103 mm.

 Foto da: W. S. Yerbury

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(a) - Coturnix coturnix coturnix (Linnaeus) - Sinonimo: Coturnix vulgaris africana Temminck e Schlegel, 1849. Nell'Africa etiope nidifica nel Capo, Natal e Zululand, Le sotho, Swaziland, Mozambico meridionale (Lebombo Range), e il highveld del Transvaal. Occasionalmente nell'Africa del sud-ovest. Gran parte dell'inverno nelle savane erbose del nord Africa sudoccidentale, Angola, Zambia occidentale e Zaire meridionale. Presente in massa nelle aree di riproduzione nei mesi di settembre - aprile. Tuttavia alcuni stazionano fino a luglio ed anche agosto

(b) - Coturnix coturnix erlangeri  - Zedlitz, 1912: Cunni, vicino a Harar, Etiopia orientale. Residente nelle praterie montane dallo Zimbabwe  orientale e dell'adiacente altopiano del Mozambico (incluso il monte Gorongosa), al Malawi, alla Tanzania meridionale, allo Zaire orientale, all'Uganda, al Kenya, probabilmente alle montagne del Sudan meridionale e all'Etiopia. L'influenza di questa forma ricca di colori è visibile nel materiale del Natal.

Le sottospecie locali non ben supportate proposte da Hartert nel 1917 dai gruppi di isole al largo dell'Africa occidentale e nord-occidentale dovrebbero essere rivalutate alla luce delle decisioni qui prese sulla classificazione delle popolazioni della sotto-regione sudafricana. Queste, più i riproduttori sudafricani e gli isolati insulari dell'Oceano Indiano, sono apparentemente popolazioni relitte risultanti da una seconda incursione da regioni a sud-ovest e molto a sud della gamma artica principale, alcune delle quali erano già state colonizzate con successo durante una precedente fase di espansione. La disposizione curiosamente disgiunta e periferale così come la sotto-specializzazione scarsamente sviluppata in questi isolati australi danno a priori credito a tale visione.

La mappa mostra le gamme di riproduzione di due sottospecie di Coturnix coturnix in Africa meridionale e parte della gamma provvisoria non riproduttiva di uno di loro.

A - Range di riproduzione di C. c. coturnix ( C . c. africana ) in Africa meridionale.

B - Distribuzione provvisoria non riproduttiva delle popolazioni della gamma A.

C - Range di riproduzione di C. c. erlangeri in Africa meridionale.

Coturnix japonica   ( Quaglia comune giapponese )...Temminck e SclegelL....1849             Coturnix c. coturnix  e Coturnix japonica a confronto     

Distribuzione: Asia orientale, dalla Mongolia settentrionale al sud Siberia sino a raggiungere l'isola di Sakhalin  ( Russia ), sud Giappone, Corea ed est Shandong ( Cina ); presumibilmente si trova anche in Bhutan e durante il periodo riproduttivo può riscontrarsi nel Myanmar.  Migrazioni invernali possono avvenire verso l'ovest e nord-ovest Thailandia e dal nord Myanmar al nord-est Assam ( India ) e Bhutan. Rilasciata con successo nelle Hawaii, isola di Reunion ed Italia. 

Questa forma ha svolto un ruolo molto attivo nella vita dell'umanità dal XII secolo e continua a svolgere un ruolo importante sia nell'industria quanto nella ricerca scientifica. 

Descrizione e note:  La quaglia giapponese venne formalmente descritta dallo zoologo olandese Coenraad Jacob Temminck e dall'ornitologo tedesco Hermann Schlegel nel 1848 che le attribuirono l’appellativo trinomiale di Coturnix vulgaris japonica.  Precedentemente ritenuta una sottospecie della quaglia comune ( Coturnix coturnix ), è ora considerata come specie separata ( Genere Coturnix introdotto nel 1764 dal naturalista francese François Alexandre Pierre de Garsault )sulla base della sua presunta coesistenza, senza ibridazione ( simpatria ), con la forma nominale nella regione del Lago Baikal ( Russia ) e quella del Kentei ( Mongolia ). Inoltre differisce dalla congenere Coturnix coturnix nella biometria, canto, struttura delle piume e strategia migratoria. Esemplari catturati nel nord-est dell'India appaiono come intermedi tra le due specie ma, probabilmente, ed in relazione a quanto appena sopra citato, si tratta solo di variazione. Le popolazioni che vivono nelle aree siberiane ( Russia ), venivano  a volte considerate come specie  separata Coturnix ussuriensis       

Foto da :  1 www.czzs.org   -  2   www.birdnet.cn  Autore:   A rain plow 

1 - Coturnix c. coturnix maschio                         2 - Coturnix  japonica maschio

Misura mediamente 17-19 cm di lunghezza per 85-100 g di peso nei maschi e 88-105 g nelle femmine. La specie è sessualmente dimorfica, e ciò consente una facile distinzione dei sessi che presentano un piumaggio prevalentemente bruno-marrone con marezzature camoscio sulle parti superiori e marrone chiaro su quelle inferiori con striscia biancastra sopracciliare. Tuttavia, le marcature su gola e petto, così come la tonalità di marrone, possono variare molto. Nel maschio le guance, ed il petto sono contraddistinti da colorazione bruno-rossastro scuro uniforme, privo di macchie scure mentre nelle femmine risultano disseminate di macchie scure tra le piume generalmente pallide, con piume delle guance color crema. Alcuni maschi, possono evidenziare una sorta di collare biancastro che non viene mai mostrato dalle femmine. 

Tuttavia il piumaggio presenta una grande variazione nelle tonalità e marcature con esemplari che presentano una colorazione biancastra o camoscio con marezzature rossicce o castane sulle parti superiori, mentre altri sono caratterizzati da una livrea pressoché completamente marrone scuro, privo o quasi di screziature.

Rispetto alla congenere Coturnix coturnix, la quaglia giapponese presenta parti superiori più scure, più contrastanti nelle tonalità, nonché maggiormente rossastra sulle parti inferiori. Inoltre, durante la stagione riproduttiva la gola del maschio assume la particolare colorazione bruno rossastra sostituita, nei periodi di riposo, da lunghe piume pallide, caratteristica, questa, che non si osserva nella quaglia comune. 

È stato dimostrato che l’eccessiva aggressività di alcuni maschi nei confronti delle femmine durante i rituali di accoppiamento, ne riduce il successo dell'accoppiamento stesso.

Tendono a deporre, giornalmente, nelle ore che precedono il tramonto. Mediamente la covata è costituita da 5-18 uova ( solitamente 8-10 ). Tuttavia ciò parrebbe correlato a latitudine e durata del periodo di illuminazione giornaliera ( fotoperiodo ). L’incubazione, che si protrae per 16-18 giorni ( sino a 19-20 in alcuni casi ), ed inizia appena dopo aver deposto l’ultimo uovo, è un’incombenza svolta per la maggior parte del tempo dalla femmina che, col passare dei giorni, diviene sempre più intollerante nei confronti del maschio che, prima della schiusa, verrà scacciato.  Quindi anche l’allevamento della prole viene condotto dalla sola femmina

Foto da :  1-2-3    www.birdnet.cn  Autore:   A rain plow  

1 - Maschio                                                                                             2 - Femmina                                                                                         3 - Maschio                                                                          

Coturnix delegorguei   ( Quaglia arlecchino ).........Delegorgue..........1849                                   

La specie è suddivisa in 3 sottospecie:

* Coturnix d. delegorguei...............Delegorgue..................1847 - Diffusa nell'Africa a sud del Sahara  (  Liberia , Costa d'Avorio, est e sud  Etiopia, Sud Africa e Madagascar.

* Coturnix d. arabica.......................Bannerman.................1929 - Endemica delle regioni che si trovano nel sud-ovest dell'Arabia. Questa sottospecie presenta una colorazione leggermente più chiara rispetto ai conspecie 

* Coturnix d. histrionica.................Hartlaub........................1849 - Endemica di São Tomé e Golfo di Guinea. Questa è forse la più scura ( soprattutto la testa ) tra tutti i conspecie.

Originaria del continente africano, a sud del Sahara. Nidifica dalla Costa d'Avorio fino al sud del Sudan ed è stanziale in un'ampia fascia di territorio che dall'Etiopia si spinge fino all'Angola ed al Natal. Tuttavia non sono presenti nelle foreste equatoriali Gabon, nord della Repubblica Democratica del Congo ), in Namibia e nelle province occidentali del Sudafrica Provincia del Capo ). La validità della Coturnix d. arabica è, per alcuni autori, piuttosto dubbia.

Descrizione e note:  Prende il nome dal naturalista francese Louis-Adulphe Delegorgue  Adulphe Delegorgue ). Piccolo Galliforme che raggiunge la lunghezza di 16-19 cm, con un peso  di 40-95 g di peso per i  maschi e 60-100 g le femmine.

Il maschio presenta la testa ( faccia, gola, linea sopracciliare ecc. ) contraddistinta da evidenti  motivi bianchi e neri; fronte e vertice sono bruno-nerastri con vertici delle piume bruno-camoscio; parti superiori possono essere di colore variabile, dal grigio-bruno al marrone scuro con numerose  macchie nerastre, barre camoscio e caratteristiche strisce camoscio-crema bordate di nero; copritrici alari marrone scuro con sottili strie e barre camoscio; primarie e secondarie contraddistinte da una colorazione marrone uniforme; parti inferiori parti  nere e castano chiaro;  coda, appena visibile, marrone scuro barrata di camoscio.

La femmina non presenta il nero sulle parti inferiori ed i motivi facciali sono meno evidenti e più stretti. Nel complesso potrebbe essere confusa con la congenere Coturnix coturnix, tuttavia se ne distingue per la colorazione dei fianchi più rossiccia mentre il petto è caratterizzato da una marcatura piuttosto evidente che conferisce all'insieme un aspetto vagamente squamato. 

Coturnix c. arabica.......- Presenta una colorazione leggermente più chiara rispetto ai conspecifici, mentre la femmina è simile a quelle della forma nominale.

Coturnix c. histrionicaQuesta è forse la più scura, ed in particolare la testa, tra tutti i conspecifici, mentre la femmina è simile a quella della forma nominale.    

Le abitudini non  sono dissimili da quelle della quaglia comune. E' specie gregaria che, anche fuori dalla stagione riproduttiva, vive riunita in piccoli gruppetti costituiti da un massimo di 20-25 esemplari. Tuttavia, dopo periodi di abbondanti piogge, condizione molto apprezzata da queste quaglie, possono dar vita a vere e proprie invasioni con stormi costituiti anche da oltre 200 esemplari. Nidifica pressoché subito dopo l'arrivo non prima però che vi siano stati numerosi e violenti scontri tra maschi. Non tutte le quaglie arlecchino conducono uno stile di vita nomade, ed alcune popolazioni, essendo più resistenti alla siccità, stanziano nello stesso luogo tutto l'anno.

Di norma è monogama, anche se non sono rari i casi di femmine che depongono nello stesso nido. La deposizione, che favoriti dalle condizioni climatiche, può verificarsi nel corso di tutto l'anno, consiste in 4-8 a volte fino a 10 uova ( media 5 -6 ) di colore camoscio-crema con macchie o spruzzi bruno-violaceo. l'incubazione, che si protrae per 14-18 giorni, è un incombenza della sola femmina mentre il maschio parteciperà nelle cura e allevamento della prole.

Coturnix d. delegorguei   ( Quaglia arlecchino ).........Delegorgue..........1849                      

Foto da :  1  www.onlineresize.club  -  2   Autore:  Holger Teichmann   -   3   Autore:  Joel Trick

1 - Maschio                                                                                              2 - Femmina                                                                                          3- Maschio 

Coturnix d. arabica  ( Quaglia arlecchino ).........Bannerman..........1929                       Coturnix d. histrionica  ( Quaglia arlecchino )......Hartlaub..........1849   

Foto da : 1-2  Autore:  Jem Babbington www.ocusingonwildlife.com                                     Foto da :  1 www.flickr.com  Autore: Klaus Ewald -  2  Autore: Paul van Giersbergen

1 - Maschio                                                                 2 - Maschio                                                                 1 - Maschio                                                                2 -  Femmina

Coturnix pectoralis   ( Quaglia delle stoppie )......................Gould...................1837 

Monotipica: 

Distribuzione: Australia, ed in particolare nel sud-est e sud-ovest del paese; in passato si trovava in tutta la Tasmania, dove ora estremamente raro o quasi estinto. Introdotto senza successo nella Nuova Zelanda e  Hawaii. 

Descrizione e note: Misura 15-20 cm di lunghezza con un peso di 80-120 g per i maschi e 75-125 g le femmine. Nel  maschio la fronte e il vertice della testa sono bruno-nerastri; sommità del capo contraddistinta da una lunga e sottile striscia centrale biancastra del tutto simile al sopracciglio che si spingono verso il basso oltrepassando la zona nucale; redini e area circostante marrone scuro; viso dello stesso colore che inizia dietro l'occhio per poi continuare fino alla parte posteriore del collo; mento, gola e copritrici auricolari ricoperti caratterizzati da una macchia di colore variabile dal cannella al camoscio-rossastro; petto, parte superiore del ventre e fianchi sono biancastri con delle strisce scure che convergendo si fondono formando una sorta di macchia irregolare nera sul petto; basso ventre e copritrici sotto-caudali bianchi; dorso con tonalità variabile dal grigio-brunastro al marrone scuro con numerose macchie nere, bande camoscio e lunghe ed evidenti strisce color crema; coda molto corta grigio-brunastra barrata di rosso. Becco bluastro o grigio-oliva, con apice e culmen più marroni; l'iride varia dal bruno-rossastro al marrone; zampe e piedi biancastri, rosei o rosa-brunastri. Dimorfismo sessuale evidente, 

La femmina è priva della macchia rosso brunastra sottogulare sostituita da biancastro pesantemente striato di nero: redine nero e mustacchio bianco; parti inferiori meno striate di nero ed assenza della macchia scura pettorale. 

Specie migratrice, vive sola o riunita in piccolo gruppi famigliari costituiti da 3-5 individui e raramente superano le 10-15 unità. E' monogama, con alcune coppie che rimangono unite durante tutto l'anno. Il nido, costituito da una cunetta raschiata direttamente sul terreno, è approntato e rifinito con materiale vegetale dalla sola femmina.  La deposizione è costituita da 5 a 14 uova ( mediamente 6-7 ) di colore giallo-crema con puntini e macchie bruno-rossastri e verde oliva. L'incubazione, che si protrae per 18-21 giorni, è  un incombenza della sola femmina mentre il maschio la aiuterà nell'allevamento della prole. 

Di norma vengono approntate due o tre covate a stagione, anche quattro, se le condizioni si prospettano adeguate. Tutto dipende dalle condizioni atmosferiche e disponibilità di cibo.   

Foto da :  1-2  Autore:  Kevin Bartram      -   3    Autore:  David Adam    

1 Maschio                                                                                                2 - Femmina                                                                                         3 - Maschio 

Coturnix  coromandelica   ( Quaglia delle piogge )........Gmellin..........1789   

Monotipica:  

Distribuzione: Nel subcontinente indiano. La  gamma comprende il Pakistan orientale, India , Nepal , Sri Lanka , Bangladesh , Myanmar ,  nord e centro Thailandia, Cambogia e Assam meridionale ( Vietnam )

Descrizione e note: Misura 16-18 cm di lunghezza con un peso di  65-85 g.  Nel maschio le piume di fronte e vertice sono nerastri punteggiati di camoscio chiaro; una sottile striscia camoscio, divide visivamente quest'ultimo in due parti delimitate su entrambi i lati da un lungo sopracciglio biancastro che scende su ciascun lato del collo, mentre una larga banda brunastra parte dalla regione lorale ( redini ), propagandosi sotto all'apertura oculare giunge al livello della spalla. Un'altra sottile striscia biancastra attraversa le guance, arriva fino al centro della gola e proseguendo si piega risalendo fino alle copritrici auricolari; parte bassa della regione auricolare, lati della gola e collo sono bianchi, separati dal petto da una sottile linea nera che si propaga sotto; lati del collo e petto cannella rosato; fianchi cannella con strisce nerastre molto evidenti e strie bianche meno definite; centro del petto e parte alta del ventre neri, mentre i fianchi risultano visivamente punteggiati da lunghe strisce nerastre discontinue. La quantità di nero sulle parti inferiori è molto variabile e gli esemplari meno contrassegnati, risultano anche appena macchiati al centro del petto; parte bassa del ventre biancastra; parti superiori bruno-cannella scuro, con intense macchie nerastre, barre camoscio e strie camoscio bordate di nero; ali marrone opaco, ma ricoperte di sottili strie e deboli barre camoscio; primarie e secondarie di colore brunastro uniforme; coda marrone è debolmente barrata di camoscio. Durante il periodo riproduttivo il becco è nerastro, mentre successivamente si presenta bruno fuligginoso con base più chiara; iride marrone; zampe con tonalità variabile, dal color carne al grigio rosato, maggiormente rosa durante la riproduzione. Il dimorfismo sessuale è accentuato.                                                                                                                                                                                                                                                                                   La femmina non presenta gola e petto nerastri con i motivi del viso complessi rispetto a quelli del maschio. In generale assomiglia molto alla congenere Coturnix c. coturnix, tuttavia se ne distingue per la colorazione del petto che spesso è grigia con macchie irregolari nere striate di bianco.

Considerata monogama, nidifica  in una piccola depressione creata razzolando il terreno e rifinita con vegetali trovati nelle immediate vicinanze. La deposizione è mediamente costituita da 4-8 uova biancastre o camoscio chiaro, chiazzate oppure macchie bruno-cioccolato più o meno pesantemente, ma possono arrivare anche a 18-20 uova, Tuttavia, in questo caso, è probabile che il nido sia frequentato, contemporaneamente,  da 2 o 3 femmine.  L'incubazione, che di norma si protrae per 18-19 giorni, è un incombenza della sola femmina mentre il maschio l'aiuta nell'allevamento della prole. Generalmente viene approntata una sola covata all'anno 

Foto da :  1  www.orientalbirdimages.org  Autore: Siddharth Damle    -   2-3  www.ayuwat.wordpress.com   Autore:  Ayuwat Jearwattanakanok                                        

1 Maschio                                                                                                2 - Femmina                                                                                         3 - Maschio 

Coturnix ypsilophora ( Quaglia di palude o marrone )..........Bosc......1792  (  A seconda dei casi viene collocata all'interno dei generi Synoicus o Excalfactoria )

La specie è suddivisa in 10 sottospecie:                                                                                                                                                                                                                                                                    * Coturnix y. ypsilophora..................Bosc..................................1792 - Endemica della Tasmania. Introdotta con successo in Nuova Zelanda e isole Fiji.                                                        * Coturnix y. australis.......................Latham.............................1801 - Endemica dell'Australia. Introdotta con successo in Nuova Zelanda e isole Fiji.

* Coturnix y. raaltenii .......................Müller S. ...........................1842 - Diffusa a FloresTimor, Tanimbar e isole vicine ( Piccole Isole della Sonda ). 

* Coturnix y. plumbea.......................Salvadori...........................1894 - Endemica delle pianure nord-orientali della Nuova Guinea.

* Coturnix y. pallidior........................Hartert..............................1897 - Diffusa a Sumba e Sawu ( Piccole Isole della Sonda ).

* Coturnix y. saturatior.....................Hartert..............................1930 - Endemica delle pianure settentrionali della Nuova Guinea.

* Coturnix y. dogwa...........................Mayr e Rand.....................1935 - Endemica delle pianure meridionali della Nuova Guinea.

* Coturnix y. monticola......................Mayr e Rand....................1935  - Endemica delle regioni alpine della Nuova Guinea meridionale.

* Coturnix y. mafulu...........................Mayr e Rand.....................1935 - Endemica delle regioni montuose che si trovano ad est e sud-est della Nuova Guinea.  

* Coturnix y. lamonti......................... Mayr & Gilliard.................1954 - Si trova sulle montagne,ad altezze moderate, delle regioni centrali della Nuova Guinea. 

Descrizione sommaria: Lunga da 17 a 22 centimetri  con un peso di 75 -140 grammi, con una certa variabilità di colore che contraddistingue le varie sottospecie. Il maschio è bruno-rossastro principalmente su schiena e ali, con macchie nere su testa, collo  posteriore e parti superior;  parti inferiori dal castano rossiccio al fulvo marrone, ma sempre contraddistinte da una raffinata barratura costituita da macchie nere a forma di V . La coda è corta, marrone scuro con barratura giallastra. La femmina è simile ma più chiara, con piccole macchie nere sulle spalle, mentre le parti superiori sono contraddistinte da barrature composte da piccole macchie nere a forma di  V.  

 Nota:  Essendo le varie sottospecie molto simili tra loro, quindi fotograficamente pressoché indistinguibili, viene considerata, come immagini, solo la forma nominale

Synoicus y. ypsilophora   ( Quaglia di palude della N. Zelanda )..............Bosc........1792          

Foto da :  www.ayuwat.wordpress.com   Autore:  Ayuwat Jearwattanakanok       -     2-3  www.raywilsonbirdphotography.co.uk  Autore:  Ray Wilson

1 - Maschio                                                                                              2 - Femmina                                                                                         3 -  Maschio

Coturnix novozelandiae < estinta >  ( Quaglia della Nuova Zelanda ).......... Quoy e Gaimard..........1830   ( Questa specie è stata dichiarata estinta nel 1875 )

 Monotipica

Distribuzione:  Era ampiamente distribuita in tutte le isole principali della Nuova Zelanda, ed in particolare quelle in cui predominavano le praterie nonostante fosse più abbondante sulla South Island, con particolare riferimento a quelle ad est delle Southern Alps. La sua distribuzione si espanse dopo l'arrivo dei Maori, che bruciarono vaste aree di foresta creando praterie. Verso la metà del 1800, era diventato scarso sulla North Island e diminuì rapidamente a Canterbury come risultato della conversione agricola delle praterie e della caccia. Si presumeva estinto già nel 1875.

Descrizione e note da www.nzbirdsonline.org.nzLa quaglia della Nuova Zelanda era  l'unico rappresentante nativo della famiglia dei fagiani e delle quaglie. È la prima specie di uccelli nota per essersi estinta in seguito alla colonizzazione europea. Precedentemente era comune in tutte le isole del Nord e del Sud, con i Māori che la sfruttavano come fonte di cibo. Poche sono le informazioni disponibili sulla sua biologia, a parte quanto si può determinare dai pochi esemplari conservati nei musei.

                                                                                        

La quaglia della Nuova Zelanda era più strettamente imparentata con la quaglia australiana Coturnix pectoralis rispetto alla Coturnix ypsilophora, introdotta in Nuova Zelanda dal 1871. Sia la femmina che il maschio presentavano marcature bianche e nere sulle piume di base marroni. La nuca variava di colore, dal marrone al marrone rossiccio nei maschi; parti inferiori camoscio con quantità variabili di barre nere. La femmina era leggermente più grande del maschio. Iridi nocciola chiaro;  becco nero; zampe piedi marrone chiaro.

 

Sia i documenti storici archeologici che quelli europei indicano che la quaglia era diffusa in tutta la Nuova Zelanda, apparentemente vivendo in grandi famiglie. Prima dell'arrivo degli umani, la quaglia coesisteva con una vasta gamma di potenziali predatori aviari. Dopo l'insediamento polinesiano, le quaglie furono soggette a caccia e potenziale predazione da parte dei ratti del Pacifico (kiore) e dei kuri ( cani polinesiani ), estinguendosi comunque che topi, ermellini e furetti fossero diffusi, pur essendo state soggette a circa un secolo di predazione da parte di ratti norvegesi e gatti selvatici, nonché a una pressione di caccia notevolmente aumentata in seguito all'introduzione delle armi da fuoco.

Foto pelli da :  1  www.nzbirdsonline.nz   -   2  www.bioportal.naturalis.nl                          Illustrazione da :  1   www.nzbirdsonline.nz   -  2  www.en.wikipedia.org

1 - Maschio ( Pelle montata )                                2 -  Femmina ( Pelle montata )                              1 - Maschio  ( Illustrazione )                                2  - Femmina ( Illustrazione )

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Genere synoicus ( ex Excalfactoria ) ........... Gould.........1843 

Synoicus chinensis ( Quaglia dipinta cinese )...........Linnaeus.........1766   (  A seconda dei casi viene collocata all'interno dei generi Coturnix o Excalfactoria ) 

La specie è suddivisa in 10 sottospecie: 

* Synoicusc. chinensis...............Linnaeus...............1766 - Distribuita nel nord Fujian, Shandong e Taiwan ( Cina ) e attraverso l’Indocina a raggiungere India e Sri Lanka.

* Synoicus c. lineatus................Scopoli...................1786 - Distribuita nelleFilippine, Borneo e Sulawesi ( inclusa l'isola Togian ).

* Synoicus c. lepidus.................Hartlaub................1879 - Distribuita nell'Arcipelago di Bismarck ( eccetto le isole dell'estremo nord ).

* Synoicus c. trinkutensis.........Richmond.............1902 - Distribuita sulle isole Nicobar ( Grande Nicobar, Nancowry e Car Nicobar ); probabilmente si trova anche sulle isole Andamane.

* Synoicus c. colletti..................Mathews...............1912 - Distribuita  nell'Australia occidentale ( regione di Kimberley ) e Nord  Territori del Nord (Arnhem Land - Australia ).

* Synoicus c. victoriae...............Mathews...............1912 - Distribuita nell'Australia orientale.

* Synoicus c. palmeri ................Riley.......................1919 - Distribuita a Sumatra e Java.

* Synoicus c. papuensis............Mayr & Randò...... 1936 - Distribuita nel sud centro e sud-est della Nuova Guinea.

* Synoicus c. lineatulus.............Rensch..................1931 - Distribuita nell'ovest e nel centro delle Piccole Isole della Sonda ( dall'est di Lombok a Timor).

* Synoicus c. novaeguineae.....Rand.......................1941 - Distribuita sulle montagne della Nuova Guinea..

Descrizione: 

Nota :   Essendo le  diverse sottospecie molto simili tra loro, quindi fotograficamente difficilmente distinguibili, perciò viene considerata, come esempio di tipo, solo la forma nominale. Negli allevamenti privati i soggetti geneticamente puri sono diventati estremamente rari. L'elevato numero di mutazioni esistenti e la mancanza di interesse degli hobbisti / allevatori a mantenerne inalterato lo standard, ha fatto sì che pressoché tutti gli esemplari puri importati nei decenni scorsi fossero ibridati / incrociati con soggetti mutanti di colore.

Synoicus c. chinensis   

Foto da :  1  Autore:   Sgjyk   -  2   www.flickr.com   Autore:  Wokoti   -  3    www.flickr.com   Autore:  Myron Tay 

1 - Maschio                                                                                             2 - Femmina                                                                                         3 -  Maschio

Synoicus adamsoni ( Quaglia blu africana ).............Verreaux J.  e Verreaux F.........1851 (  A seconda dei casi può essere collocata all'interno dei generi Coturnix o Excalfactoria )

Monotipica:                 

Distribuzione : Africa sub-sahariana dal Sierra Leone e  sud Mali all'est e nord-ovest del Kenya, Angola meridionale, Zimbabwe, Swaziland, Sudafrica orientale ( a sud fino a KwaZulu-Natal ); assente nelle aree forestali occidentali e ovest-centro dell'Africa e nella Tanzania centrale.    

Descrizione : Molto somigliante al conspecifico S. chinensis. Con quest'ultimo condivide il primato di più piccolo rappresentante dell'ordine dei Galliformi misurando solo circa 14-15 cm di lunghezza per un peso di 40-50 g. Il piumaggio del maschio è marrone scuro più o meno mescolato con il nero sulla parte superiore del corpo e sfumato di blu vicino al collo; parte superiore dell'occhio, lati del collo, torace superiore e tutte le parti inferiori sono blu cobalto scuro; gola è nera, in gran parte incorniciata da un ampio colletto bianco simile a quello del  Synoicus chinensis ( si presume che questo tipo di colorazione serva a spaventare possibili predatori ). Zampe gialle; iris rossastro, becco nerastro.  La femmina è marrone striata di ocra e nero nella parte superiore e ocra striata di marrone sui fianchi e sul petto mentre la zona ventrale è biancastra sfumata di beige; guance grigio-ocra, gola giallastra, iris nero.

Il maschio si distingue dal conspecifico Synoicus chinensis per la totale assenza di rosso nelle parti inferiori e le copritrici delle ali rosse anziché castano-marrone come nel Synoicus chinensis. Le femmine sono pressoché identiche, tuttavia Synoicus adansonii  presenta una colorazione più scura su testa e schiena, con una copritrici alari  chiaramente più striate di nero  a quelle della conspecifica Synoicus chinensis .

I maschi della quaglia blu africana ( Coturnix adansonii ) possono facilmente essere confusi con i conspecifici della mutazione recessiva 'US Red-breasted' della  Coturnix chinensis, fortunatamente, questo non è il caso delle femmine, in quanto totalmente diverse.

Differenze significative sui maschi :

* Nella mutazione "US Red-breasted" i maschi presentano una notevole quantità di piume rosse su petto e ventre, assenti nella quaglia blu africana.

* Nella mutazione "US Red-breasted" i maschi presentano la testa nera mentre è blu nella Coturnix chinensis.

* nella mutazione  "US Red-breasted" i maschi non presentano la pettorina bianca, ma solo un  sottile colletto bianco sotto alla gola.

Illustrazione da: www.bbb.vingolato.be 1 Synoicus adansonii coppia - 2 Synoicus chinensis coppia - per confronto.  

Foto da : 1   www.africanbirdclub.org  Autore: Peter Ginn   -  2   Birding Ecotours  Autore:  Dylan Vaspolli   -   3   Autore:  J. Smith - SA 

1 - Maschio                                                                                              2 - Femmina                                                                                          3 - Maschio

Genere perdicula  (  Hodgson.... 1837 )  -  Per date, luoghi di origine, descrizione, allevamento ecc, vedere in : GENERE Coturnix & Odontophoridae 

Perdicula asiatica   ( Quaglia di macchia della giungla o dei boschi )....Latham..........1790                                   

La specie è suddivisa 5 in  sottospecie:

* Perdicula a. asiatica.......................Latham.............................1790  – Centro  nord e nord-est India, dalle aree ad est di Gujarat sino a Bihar.

* Perdicula a. vidali........................... Whistler & Kinnear..........1936 –  Regioni del sud-ovest India compreso le aree che si trovano a sud di Bombay.

* Perdicula a. ceylonensis................Whistler & Kinnear..........1936 –  Pianure aride che si trovano nel nord-est delle aree centrali e collinose dello Sri Lanka.

* Perdicula a. punjaubi......................Whistler...........................1939 –  Regioni del nord-ovest India, Kashmir meridionale e Uttar Pradesh.

* Perdicula a. vellorei........................Abdulali & Reuben...........1965 –  India meridionale

In Assam la sua presenza è dubbia e mancano ulteriori prove a sostegno. Estinto a livello regionale in Nepal.

Descrizione e note:  Lunga circa 15–18 cm con un peso medio di 60–80 g.  Entrambi i sessi presentano striature rosse e bianche sulla testa e gola rossastra. Il maschio è caratterizzato da mustacchi bianchi e copritrici auricolari marroni; parti inferiori e collo densamente striati di bianco e nero; zone superiori brunastre striate di bianco e nero. La femmina, per contro, presenta parti inferiori contraddistinte da tonalità marrone vinaccia piuttosto uniforme mentre quelle superiori sono simili a quelle del maschio. 

 

Abita foreste aperte decidue sempreverdi e umide così come macchie secche, boscaglie e praterie pietrose ad un altitudine di circa 1200 m. Vive solo, in coppia o riunito in piccoli gruppetti composti da 5-20 esemplari che riposano a terra ammassati gli uni agli altri a formare una sorta di quadrato con le teste rivolte verso l'esterno. Tuttavia se disturbati si alzano improvvisamente in volo disperdendosi in tutte le direzioni per poi ricongiungersi appena possibile.                                                                                                                Monogami, sono soliti formare forti legami di coppia. Il nido viene preferibilmente approntato in zone sassose contraddistinte da cespugli spinosi.  La deposizione consiste in 4-10 uova incubate dalla sola femmina per 20-21 giorni, tuttavia il maschio aiuta la compagna nell'allevamento della prole.

Perdicula a. asiatica.......................Latham.......................1790 

Foto da : 1 - 3    www.orintalbirdimages.org   Autore:   Sudjir Garg     -    2   www.orientalbirdimages.org   Autore: Manjula Mathur

1 - Maschio                                                                                              2 -  Femmina                                                                                        3-  Maschio 

Perdicula a. vidali............Whistler & Kinnear............1936                                                            Perdicula a. ceylonensis............. Whistler & Kinnear............1936                        

Foto da :  www.orientalbirdimages.org  Autori:  1  Aseem Kumar Kothiala  - 2  Arpit Bansal        Foto da : 1-2  www.orientalbirdimages.org  Autore:  Wasantha P. Dissanayake  

1 - Maschio                                                               2 - Femmina                                                                1 - Maschio                                                              2 - Femmina                   

Perdicula a. punjaubi...............Whistler.....................1936                                                         Perdicula a. vellorei..............  ..........Abdulali & Reuben............1965    

Foto da :  1-2  www.orientalbirdimages.org   Autore:  Udayan Rao Pawar                            Foto da : 1-2  Autore:  jainymaria  

1 - Maschio                                                               2 - Femmina                                                                1 - Maschio                                                                      2 - Femmina                   

Perdicula argoondah   ( Quaglia boschereccia di roccia ).........Sykes.....1832

La specie è suddivisa in 3 sottospecie:

* Perdicula a. argoondah.............Sykes.........1832 -  India peninsulare, dal Madhya Pradesh meridionale al Tamil Nadu.

* Perdicula a. meinertzhageni....Whistler....1937 -  Regioni del nord-ovest India. Stati di Punjab, Haryana, Rajasthan, Kutch, Gujarat, Nadhya Pradesh e Maharashtraa.

* Perdicula a. salimalii.................Whistler....1943 - India meridionale, nelle aree centro orientali dello Stato di Karnataka , distretto di Chitradurgati. Tuttavia potrebbe trovarsi anche nei distretti di Bellary ( accertato ), Hiriyur, Vijayanagara ( Hampi ), Tumkur  e nord-est Kerala.  

È difficile delimitare con una certa precisione la gamma di questa specie che, inoltre, sovrappone spesso i propri areali a quelli della conspecifica Perdicula asiatica. Jerdon  afferma che non si trova a nord del Nerbudda, ma questo non è corretto poiché è la specie più comune, e spesso l'unica, in molte parti del Punjab, del Rajputana, dell'Agenzia dell'India centrale e del nord-ovest Province.

E' plausibile che la loro gamma sia  molto simile a quello della conspecifica Perdicula asiatica, tuttavia le località, o meglio, 'habitat in cui stazionano, è sostanzialmente diverso quindi, la loro distribuzione delle due specie, è generalmente complementare l'una all'altra.

Come la  consimile Perdicula asiatica, non si estende né a ovest nel Sind né a est nelle aree alluvionali del Basso Bengala, né, per quanto ne sappiamo, ovunque a est del Gange, e, almeno sino ad oggi, non risulta che si trovi a Ceylon, però si trova sul lato orientale delle penisola indiana fino a raggiungerne l'estremo sud, così come in tutti i distretti orientali più aridi di Madras. Ma anche nei pressi di Coimbatore; pianure di Mysore; pressoché in tutto il Deccan; in molte aree di Nizam e Berar; a Gwalior e in molte zone della Central India Agency e del Bundelkhand; vicino a Bassein, Deesa, nel Panch Mahals ed a Cutch; Ajmere, Beaur, Sambhar Lake, le pianure sotto Abu, Jodhpore e molte altre località meno desertiche del Rajputana; a Jhansi, Allahabad, Cawnpore, Etawah, Agra, Fatehgarh, Meerut e in altre pianure delle province nordoccidentali, ed a Delhi, Gurgaon e Lahore, e sicuramente in altri distretti del Punjab.

Descrizione sommaria e note:  La quaglia rocciosa è molto simile alla Perdicula asiatica.  Lungo circa 17-18 cm con un peso di 65-85 g. Presenta una colorazione che potrebbe essere definita come una sfumatura di marrone più o meno, a seconda della sottospecie interessata, barrato e screziato con un motivo e/o marcature più scure. Una caratteristica diagnostica è che la primaria più esterna è più lunga di quella più interna ed il vessillo interno delle primarie è barrato o macchiato di camoscio.  

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                E' nella natura delle località interessate che, come nel caso della Perdicula asiatica, è da ricercare la chiave della sua distribuzione irregolare; evita le montagne, che non scala mai, le foreste e la fitta giungla, così come non si avventura nei tratti ben irrigati o coltivati; predilige pianure aride, aperte sia sabbiose che rocciose oppure basse collinette con scarsa vegetazione cespugliosa e terreni scarsamente coltivati, e quindi ne consegue che le due specie frequentano ambienti completamente diversi non interferendo l'una con l'altra nonostante le abitudini e l'alimentazione siano gli stessi. 

Nell'India meridionale i nativi sembrano distinguere le due specie mentre nelle province settentrionali definiscono, indiscriminatamente, entrambe "Lowa", termine spesso applicato anche al Turnix taigoor.

La deposizione delle uova può avvenire in qualsiasi momento da agosto a dicembre, per poi ripetersi a marzo, tuttavia, per quanto ne sappiamo, può verificarsi anche in altri periodi favoriti dalle condizioni climatiche, ciò non togli che, sembra essere il periodo compreso tra marzo e settembre il più favorevole. 

Per la costruzione del nido, prediligono sempre lembi di terreno semideserti, con erba alta e nelle vicinanze di coltivazioni. Il nido, come accade per quasi tutte le specie di Galliformi, è approntato direttamente sul terreno, costituito, ma non sempre, da una semplice depressione razzolata dagli stessi uccelli ai piedi di qualche ciuffo d'erba o sotto qualche fitto cespuglio e grossolanamente rifinito con erbe raccolte nelle immediate vicinanze. Di norma, perlomeno da quanto ne sappiamo, la deposizione consiste in sei o sette uova. 

Perdicula a. argoondah.................Sykes...........1832 

Foto da :  www.orientalbirdimages.org   Autori:  1-3  Manjula Mathur  -   2    Siddharth Damle 

1 - Maschio                                                                                              2 -  Femmina                                                                                        3-  Maschio 

Perdicula a. meinertzhageni  ( Q. b del Rajastan )......Whistler.....................1937 

Foto da :  1  Autore:   Subhadra Devi     -    2  Autore:   Savithri Singh    -   3  Autore:  Simon Colenutt 

1 - Maschio                                                                                              2 -  Femmina                                                                                        3-  Maschio 

Perdicula a. salimalii o  laterite.....Whistler....1943  (  Il termine laterite è riferito  ai tipici mattoni di terra rossa, ricca di ferro e alluminio, utilizzati in queste zone )

Dalle note del dott. Salim Ali : "... Whistler, nel 1943, denominò la specie Perdicula argoondha salimalii ( Quaglia di macchia delle rocce di Salim Ali ), mentre lo stesso Salim Ali preferisce chiamarla quaglia di macchia delle rocce di laterite. Nessun ulteriore tentativo venne fatto per cercare, catturare e o fotografare la specie.  In merito a ciò, dal 2007, feci diversi viaggi a Marikanive e Hiriyur, perlustrando la regione con un gruppo composto dai migliori fotografi del Karnataka, nel tentativo di individuare gli uccelli e scattare le prime fotografie immortalando le caratteristiche principali della specie, pensando  che questo avrebbe aiutato a formare una base identificativa  ( di individui simili ) in altre zone del Karnataka e non solo. Dopo aver esaminato  le aree di Namadachilume e Devarayanadurga,  arrivai nel distretto di Chitradurga ( gennaio 2019 ) accampandomi a Hiriyur in attesa di proseguire per il mio Mysore Bird Survey. Mentre vagavo per le terre rosse di Marikanive e Hiriyur, incontrai le Laterite Rock Bush Quails in sei occasioni  osservando 19 uccelli in tutto cercando, soprattutto, le femmine rossastre. In ogni caso queste quaglie erano troppo veloci e svanivano  mostrando la loro brillante colorazione rosso mattone. I primissimi uccelli che vidi furono due femmine celate nel groviglio di una siepe di Lantana. In seguito mi imbattei in altri esemplari e fu emozionante osservare questi uccelli dai colori vivaci, in particolare le femmine, mentre si allontanavano correndo, perdendosi nella colorazione rossastra del terreno. 

Osservando queste insolite quaglie si ha la sensazione che siano molto più diffusi di quanto si possa presumere.  Si differenziano dai conspecifici per il piumaggio delle parti superiori dei maschi e tutto il corpo per le femmine, che si presentano più uniformemente colorati di rosso scuro, con le striature chiare del piumaggio che terminano in una macchia triangolare, mentre la parte inferiore del ventre è lavata in rosso. È incoraggiante notare che la specie sopravvive ancora con popolazioni sane nella sua  gamma tipica e nelle aree circostanti Marikanive e Hiriyur. Non ho dubbi che è solo questione di tempo prima che questi uccelli vengano registrati e fotografati nei distretti adiacenti di Chitradurga.

Il fatto stesso che le pelli di una coppia furono raccolte a Vijayanagara ( Hampi ) nel distretto di Bellary, da G. C. Shortrdige il 20 luglio 1912, dà credito alla mia opinione che la specie non sia circoscritta nel solo distretto di Chitradurga ( gamma tipica ), ma dovrebbe essere cercata anche in altre zone come i distretti di Tumkur e Maidanahalli...."

Foto da : 1   Autore: Tarachand Wanvari    -    2   Autore:  Ruma Sinha   -   3    Autore:  Mallika Rajasekaransearch 

1 - Maschio                                                                                              2 -  Femmina                                                                                        3-  Maschio 

Perdicula a. salimalii o  laterite 

Foto da : 1  Autore:    Prem Prakash Garg    -   2 -  www.jlrexplore.com  Autore:  Raju A. K.    -   3   Autore:   Rahul Singh 

1 - Maschio                                                                                              2 -  Coppia                                                                                              3 - Femmina 

Perdicula erythrorhyncha   ( Quaglia di macchia variopinta )..Sykes.....1832                             

La specie è suddivisa in 2 sottospecie:

* Perdicula e. erythrorhyncha..........Sykes.......................1832  -  Ovest India sulla catena montuosa dei Ghati occidentali  ( a sud di Pune ) 

* Perdicula e. blewitti........................Hume A. D. .............1874  -  India centro orientale, dall'est del Maharashtra e Madhya Pradesh a Bihar, ovest Bengala e Odisha.

Descrizione e note:  Sykes descrisse la forma nominale basandosi su esemplari raccolti nella  valle di "Karleh",  a nord-ovest di Pune), dei Nilgiri e delle colline dell'India meridionale, inclusi i Biligirirangan e gli Shevaroy.  Questa quaglia è piuttosto distintiva quindi, ulteriori descrizioni sarebbero superflue.                                                                                Perdicula erythrorhyncha blewitti Hume la denominò in  onore di F. R. Blewitt che gli inviò alcuni esemplari dal Raipur. Il maschio di P. e.  blewitti è complessivamente più piccolo e chiaro del conspecifico nominale; fascia nera frontale più stretta, mentre quella bianca che la delimita è più larga; colore castagno più chiaro sulla zona ventrale. 

Perdicula e. erythrorhyncha   ( Quaglia di macchia variopinta ) 

Foto da :  1 vasanthan.p.j   ( www.hbw.com  )   -   2  www.orientalbirdimages.org  Autore:  Alexandr Kvasha   -    3   Autore:  Sconosciuto

1 - Maschio                                                                                             2 - Femmina                                                                                         3 - Maschio

Perdicula e. blewitti ( Quaglia di macchia variopinta del nord ) 

 1 - Coppia  

Perdicula manipurensis   ( Quaglia di macchia di Manipur )......Hume.........1881

La specie è suddivisa in due sottospecie non universalmente riconosciute:

* Perdicula manipurensis manipurensis........... Hume...................1881   -  Colline del Manipur e Assam ( a sud del fiume Brahmaputra )

* Perdicula manipurensis inglisi........................ Ogilvie-Grant......1909   -  Bengala e Assam ( a nord del fiume Brahmaputra ). Le colline pedemontane e le pianure adiacenti di Eastern Dooars, Jalpaiguri e Assam East fino a Sadiya.

In generale la loro distribuzione comprende gli stati del Bengala occidentale, Assam, Nagaland, Manipuru e Meghalaya.

Nota e descrizione sommaria relativa alla Perdicula m. manipurensis: Trovata e descritta da Allan Ottaviano Hume durante una spedizione ornitologica nel Manipur  ( 1881 ), questa specie ( Perdicula manipurensis ) vive nell'India nord-orientale e Bangladesh. Popola praterie umide preferendo aree con erba alta. E' elencata come in pericolo ed inserita nella lista rossa IUCN, mentre in un rapporto del 1911 redatto da Frank Finn, basato sulle note del capitano Wood del 1899, affermava che la specie era comune in passato e facilmente intrappolato dalle persone del Manipur dopo gli incendi boschivi. Il nome locale  è lanz-soibol ossia "quaglia trappola". Tuttavia dal 1932 fino a giugno 2006 non ci fu nessun avvistamento sino a quando Anwaruddin Choudhury riferì di aver ritrovato la specie  in Assam. Prediligono vivere all'interno di fitte foreste muovendosi in piccoli gruppi

Sono piccoli Galliformi che misurano circa 20 cm di lunghezza con un peso medio di 80 grammi. Il piumaggio color ardesia è screziato di nero sul dorso e ricco color camoscio sulla parte inferiore; faccia rossa; becco marrone scuro; zampe arancione.

 

Perdicula manipurensis inglisi:  Il maschio adulto differisce dalla forma nominale essendo decisamente più chiaro e meno marcato di nero sia sulle parti superiori che inferiori; iride marrone; becco grigio scuro, base della mandibola più chiara e in alcuni casi sfumata di giallo; tarso rosso-arancio, dita e dorso del tarso più chiari; artigli marrone chiaro. Stesse misure della Perdicula m. manipurensis.

La femmina è più chiara e grigia della conspecifica nominale con marcature nere, sul piumaggio delle parti inferiori, meno cospicue.

I giovani sono contraddistinti da una colorazione più marrone rispetto agli adulti, tuttavia risultano maggiormente marcati di nero. Becco sopra grigio scuro, con punta e base delle mandibole inferiori pallide; tarsi carniccio.   

Pochissima documentazione, ed ancor meno registrazioni fotografiche, ad eccezione di quello che si legge nelle note di Inglis e Primrose, che considerano questa sottospecie molto comune a Goalpara. Nelle abitudini assomigliano molto alla quaglia di Manipur, ma si trovano solo occasionalmente nelle foreste, specialmente quando l'erba alta e secca è stata bruciata. Al mattino e alla sera si nutrono all'aperto, ma mai lontano dai ripari.

Illustrazione da :   www.researchgate.net  Autore: Raju Kasambe  -   2   Ogilvie-Grant - W.R.     -   3  www.wii.gov.in  

1 - Famigliola                                                                                          2 - Maschio                                                                                           3 - Coppia  

Perdicula manipurensis - Raju Kasambe -

Genere anurophasis   (  Van Oort.... 1910  )   

Anurophasis monorthonyx  ( Quaglia delle nevi della Nuova Guinea ).........Van Oort.......1910

Monotipica :                 

Descrizione sommaria e note : Sono uccelli piuttosto grossi (25-28 cm), robusti e dalla coda corta endemici di Papua,  che vivono nel Parco Nazionale Lorentz, e più precisamente nella zona del lago Habema e zone circostanti. Informazione basata su un sondaggio eseguito nel 2015 dal Lorentz National Park Team. Questa specie è inclusa nella  nella lista delle specie in via di estinzione IUCN ( International Union for Conservation of Nature and Natural Resources )

E' una specie alpina insolita e timida che si trova ad altitudini di 3200-3800 m prediligendo le praterie ad alta quota, ma sono spesso visti anche in aree boscose e/o ricche di cespugli in gruppetti di due o tre esemplari.                                        

La crescente realizzazione di strade ( trans-Papua ) che circondano il Parco Nazionale di Lorentz rende questi uccelli vulnerabili ed in pericolo, così come il cambiamento climatico rappresenta una minaccia a lungo termine per questa specie, e non solo. La natura di Papua è straordinariamente ricca di biodiversità, ma se la foresta viene drasticamente distrutta, e se non verranno presi seri quanto immediati provvedimenti, della ricchezza naturale di questi luoghi rimarrà solo un ricordo storico. 

Foto da :  1  Autore:  Carlos N. Bocos     -    2   Autore:  Eric VanderWerf     -   3   Autore:   Mark Sutton                  

1 - Maschio                                                                                             2 - Femmina                                                                                          3 - Maschio  

Genere ophrysia   (  Bonnaterre.... 1856  )   

Ophrysia superciliosa   ( Quaglia himalayana o di montagna )..........Gray J. E. .........1846

Monotipica :                 

Descrizione e note:  Quaglia di medie dimensioni, si teme possa essere estinta.  La specie è conosciuta grazie a 12 esemplari raccolti in soli due località in Uttaranchal ( ovest Himalaya - India ), con l'ultimo record verificabile che risale al 1876 avvenuto nei pressi della stazione a monte di Mussoorie .

Venne descritta nel 1846 da J. E. Gray da soggetti viventi mantenuti nella collezione del conte di Derby a Knowsley Hall, indicando la località "India" con un punto di domanda. Gli esemplari furono catturati a Mussoorie ( India ). Acquistati da Tucker il 1 aprile 1836, e successivamente raggiunsero la collezione del il 13° Conte di Derby che la lasciò in eredita alla città di Liverpool ( National Museums Liverpool e World Museum ).  

Il nome del genere deriva da Ophrys = fronte. Presenta una livrea generalmente scura con una macchia e due caratteristiche strie bianche, non ben definite, davanti e posteriormente all'apertura oculare; colorazione del maschio prevalentemente grigio scuro con striature nere con fronte e sopracciglio bianchi; piume della fronte ispide e rigide; ali corte ed arrotondate; copritrici caudali piuttosto allungate; coda con 10 timoniere più lunghe ( quasi quanto l'ala ) rispetto alla maggior parte delle quaglie; zampe rosse. La femmina è brunastra con striature scure e sopracciglia grigiastre. Come nel caso del maschio, è caratterizzata da due macchie biancastre, una, più grande davanti all'apertura oculare e l'altra dietro.  

Venne trovato per la prima volta in natura nel 1865 da Kenneth Mackinnon che ne uccise una coppia, a novembre, in un avvallamento tra Budraj e Benog, nei pressi di Mussoorie, a circa 1800 m di altitudine. Due anni dopo, sempre a novembre, cinque esemplari furono raccolti vicino a Jerepani ( Jharipani ). Successivamente, nel dicembre 1876, il maggiore G. Carwithen ottenne un esemplare sulle  pendici orientali del Sher-ka-danda, non lontano da Nainital, ad un'altitudine di 2.100 m. Frank Finn suggerì che si potesse trattare di una specie migratrice in arrivo col sopraggiungere dell'inverno,  pur esprimendo dubbi a causa delle corte ali. Gli esemplari di Mussoorie, come osservato da Hutton e altri, si trovavano in piccole gruppi, probabilmente famigliari, composti da sei a dieci soggetti, che si mantenevano nell'erba alta o sterpaglia, nutrendosi di semi e vegetali. Difficili da avvistare, sentendosi in pericolo emettevano un acuto fischio. Sembrava che arrivassero verso novembre, tuttavia in un caso rimasero fino a giugno, dopodiché scomparvero. 

Tutti gli avvistamenti sono avvenuti ad un altitudine compresa tra 1.600 a 2.500 m. Hume A. O. ( Stray Feathers 9 [1880 o 1881]: 467-471 ) ipotizza che, nelle abitudini, fosse  simile alle quaglie di macchia di Manipur ( Perdicula manipurensis ) in quanto viene avvistato molto raramente, all'alba o al tramonto, mantenendosi su prati con erbe alte, muovendosi di pedina piuttosto che alzarsi in volo. Il piumaggio fitto e soffice suggerisce che fosse adattato alle basse temperature; è stato suggerito che potessero migrare in verticale nei mesi estivi raggiungendo le montagne più alte, Tuttavia, la forma e le dimensioni delle sue ali non fanno pensare che potessero volare per lunghe distanze. Per contro,  i siti in cui venne registrato distano quasi 200 km. Se la specie non è un relitto dell'era glaciale, originariamente evolutasi nelle aree più basse durante un periodo in cui il clima era globalmente più freddo e trovato dagli europei solo nelle ultime vestigia del suo primordiale areale un "attimo" prima della sua estinzione, la distanza tra gli avvistamenti sostiene la tesi del migratore stagionale a brevi distanze, con una distribuzione riproduttiva abbastanza contigua ma quartieri invernali disgiunti.

Come indicato dai dati climatici di Mussoorie e Nainital, le registrazioni sembrano suggerire che la specie fosse presente in queste località nel corso dei mesi più freddi ( fine gennaio ) e perlomeno sino al più caldo ( fine maggio-inizio luglio ). Pressochè completamente assente durante il periodo delle piogge ( da fine giugno a metà settembre ).  

La quaglia himalayana non viene registrata, in modo affidabile, dal 1876. Le località storiche nelle quali venne trovata sono attualmente molto alterati da un intensa attività umana, quindi l'habitat in queste aree potrebbe non essere più adeguato alla sua sopravvivenza. Uno studio, effettuato nel 2015 ha esaminato il tasso di estinzione suggerendo che la specie potrebbe essere ancora esistente. Inoltre, la preferenza di habitat simili a quelli dei Lophophorus imejanus indica che potrebbero esserci alcune località intorno a Mussoorie nei quali si dovrebbero tentare sondaggi intensivi.

Illustrazioni da :  1   Autore:  Tomas Cofta   -  2-3  www.planetofbirds.com 

1 - Maschio                                                                                              2 -  Coppia                                                                                              3 -  Femmina

Ophrysia superciliosa  

Pelle ( maschio ) montata da:  Autore:  Naturalis  ( National Museum of Natural History Naturalis via Global Wildlife Conservation. Global Wildlife Conservation )

1 - Maschio                                                                                              2 -  Maschio                                                                                          3 -  Maschio

                                  

TESTO da : http://www.planetofbirds.com/category/galliformes ( Tradotto dall'inglese )

In generale quanto sotto riportato è, a mio parere, piuttosto valido, tuttavia, leggendo il testo si evince che alcune considerazioni, soprattutto in riguardo alla descrizione, non corrispondono a quanto sopra riportato. Infatti, oltre all'indicare la specie come più grande di una quaglia comune, vengono menzionati uno o più speroni per tarso. Ciò non dovrebbe corrispondere al vero in quanto, sia dalle illustrazioni, quanto dalle pelli, si può facilmente constatare che i maschi ne sono privi. Purtroppo, incongruenze di questo tipo. si incontrano piuttosto spesso nella letteratura riguardante i Galliformi, e questo non fa altro che aumentare la già non poca confusione.

  

Rarissimi uccelli del mondo: la quaglia himalayana ( Ophrysia superciliosa )

Una scrittura interessante di Rajiv Kalsi, Rahul Kaul e S. Sathyakumar. È stato pubblicato come parte dello studio in corso su Fagiani e affini in India. A mio parere la più completa rassegna di ricerca cartacea riguardante l'elusiva quaglia dell'Himalaya. Ho chiesto il permesso per poter pubblicare su PoB, ma devo ancora ricevere una conferma. Poiché considero che nessuna nuova notizia sarà una buona notizia, ecco il resoconto pressoché completo relativo alla quaglia himalayana. Ho rimosso la maggior parte dei riferimenti scientifici per migliorare la lettura, tuttavia la versione completa è disponibile su [http://www2.wii.gov.in/envis/galliformes/chapter(7).htm].

Introduzione:

La Quaglia dell'Himalaya Ophrysia superciliosa, è una delle specie di Galliforme più rare al mondo. Nonostante diverse indagini, questa specie non è stata registrata con certezza dal 1876 e potrebbe essere stata gravemente colpita dal degrado dell'habitat e dalla caccia. Tuttavia, è probabile che vi sia ancora, quindi per accertarne lo stato sono ancora necessari sondaggi approfonditi; la specie può essere difficile da individuare (prediligendo terreni con erba densa ed essendo riluttante a volare). Inoltre, nel 2003 è stata individuata in una serie di avvistamenti intorno a Nainital. È probabile che ogni popolazione rimasta sia di dimensioni ridotte e per questi motivi è considerata gravemente in pericolo.

Questa specie è nota attraverso una dozzina di esemplari raccolti nelle province/municipalità di Jharipani, Banog e Bhadraj ( nei pressi di Mussorie) e Sher Ka Danda ( Nainital ). Tutte queste aree sono comprese nel range himalayano occidentale inferiore dello stato di Uttarakhand in India. La maggior parte di questi esemplari sono stati catturati durante l'inverno ( tranne in un caso ) in ripide zone erbose e radure cespugliose abbarbicate su creste a strapiombo esposte a sud, ad altitudini comprese tra 1.650 e 2.400 m dominate da foreste, nella regione dell'Himalaya occidentale dell'Uttarakhand.

L'attuale distribuzione della specie è sconosciuta. Tra il 1945 e il 1950 registrazioni apparentemente affidabili riportano che un esemplare di questa specie fu raccolto ad est di Kumaon, nei pressi del villaggio di Lohagat nel distretto di Dailekh in Nepal, vi fu un altro avvistamento nei pressi di Suwakholi sulle colline di Mussoorie da Negi nel 1992 che riferì di aver incontrato gruppi di quaglie himalayane in due occasioni nel settembre 1984. Tuttavia, le descrizioni di questi uccelli erano molto vaghe e tutti i documenti del ventesimo secolo non sono stati comprovati.

Tutto ciò che si sa sulla storia naturale dell'Ophrysia superciliosa  è la sua dimensione, segnalata grande per una quaglia; becco grosso e corto con la mandibola superiore in verticale sulla parte inferiore; zampe corte e rosse, che nel maschio sono solitamente provviste di uno o più speroni appuntiti;; l'alluce è sempre presente, mentre le unghie sono corte, ottuse, e molto forti, in grado di razzolare il cibo da terra. Le ali si presentano corte e arrotondate; il volo rapido e forte ma non adatto a coprire lunghe distanze; coda relativamente lunga. Generalmente, incontrata in gruppetti di 6-10 unità, dal comportamento estremamente sfuggente, riluttanti all'involo se non in occasioni di estremo pericolo oppure appena prima di essere calpestate. .

Stato:

Le indagini sul campo durante la metà del XIX secolo indicavano che poteva essere relativamente comune, ma fu segnalata come rara alla fine del 1800. L'habitat himalayano di questa specie presenta alcune analogie con quello del Catreus wallichi ( Cheer Pheasant ) che è irregolare, suggerendo che probabilmente questi uccelli non sono mai stati presenti in grande numero.

La mancanza di documenti per oltre un secolo suggerisce che questa specie potrebbe essersi estinta. Le notizie non confermate del suo avvistamento, le recenti revisioni della letteratura e le indagini sul campo, hanno tuttavia tenuto viva la speranza che piccole popolazioni possano ancora sopravvivere in alcune aree della fascia inferiore o centrale dell'Himalaya tra Nainital e Mussorie. C'è stata una mancanza di indagini a lungo termine e dedicate alla riscoperta della quaglia himalayana, che rendono difficile considerare questa specie come estinta. È probabile che questa specie sopravviva da qualche parte nella sua gamma di distribuzione storica, ma non è stata ancora localizzata per mancanza di sforzi ed indagine mirate ? Nonostante il suo status "critico", sono stati fatti pochissimi sforzi per localizzare questa specie nella sua area naturale. L'ultimo lavoro sul campo per individuare l'elusiva quaglia himalayana si è avvalso dei dati satellitari e del sistema di informazione geografica. Tuttavia, nessuno di questi sondaggi è stato in grado di stabilire la presenza di popolazioni di quaglia himalayana, ma hanno permesso di formulare alcuni utili suggerimenti.

Habitat e distribuzione:

La Quaglia himalayana fu trovata in aree dominate da erbe alte  "da seme" ubicate su ripidi pendii collinari, e si involava solo quando incalzata dai cani, o in procinto di essere calpestata. Questa è forse l'unica descrizione disponibile.

Baker (1928) pensò che la quaglia himalayana si riunisse in gruppi di cinque o dieci individui albergando nell'erba alta nutrendosi di semi caduti, potendo cosi essere visti raramente. Nel pomeriggio scendono in aree riparate, a volte occupando pendenze molto ripide con presenza di rado sottobosco. Grant (1896) e Finn (1911) pensarono anche che questo uccello si raggruppasse in nuclei di sei-dieci soggetti che si mantenevano a poca distanza l'uno dall'altro al riparo tra l'erba o sottobosco. Greenway (1967) era dell'opinione che la quaglia himalayana fosse un uccello estremamente timido e guardingo, che abitava su ripidi pendii erbosi, e che poteva essere visto solo quando veniva in qualche modo incalzato.                                                                                                                                                                                                                                                                                                      La quaglia himalayana apparentemente preferiva i pendii ripidi contraddistinti da bassa vegetazione in crescita; in quanto tali caratteristiche consentono a un uccello restio al volo di scappare correndo sul terreno senza incontrare troppi ostacoli. Secondo Ali (1977) la quaglia himalayana si riuniva in gruppetti e abitava l'erba alta che domina colline scoscese inframmezzate da valli boscose e rocciose. Ha inoltre affermato che la maggior parte dei campioni sono stati ottenuti durante o subito dopo trascorso il mese di novembre, quando l'erba sui pendii aperti era più alta ed in grado di fornire una buona copertura. Ali sentiva che le esigenze dell'habitat di questi uccelli erano molto simili a quelli del  Catreus wallichi con pendii ripidi, l'erba e la vegetazione cespugliosa che ne rendevano difficile la localizzazione.

Kaul (1992)  ha "disegnato" un confronto tra il Cheer Pheasant ( Catreus wallichii ) e la quaglia himalayana, basato sulle descrizioni degli habitat delle due specie che sembravano essere abbastanza simili, perlomeno in letteratura. Kaul era del parere che se l'habitat della quaglia himalayana fosse stato quello presentato in letteratura, cioè contraddistinto da pendii scoscesi e ripidi intervallati da impervi dirupi compresi tra 1000 e 3000 metri di altitudine, sarebbe stato il territorio stesso ad imporre alla distribuzione di entrambe le specie. Poiché le aree erbose e cespugliose aperte non formano grandi tratti contigui nell'Himalaya occidentale, l'acclamazione dei fasianidi è sempre stata distribuita in modo irregolare su tutta la sua fascia con popolazioni limitate dalla disponibilità di habitat adeguati. Se Ophrysia superciliosa necessitasse di un simile habitat specializzato, considerato che queste aree sono piuttosto limitate, la maggior parte delle popolazioni dovevano essere, con tutta probabilità, composte da un numero limitato di individui e altamente vulnerabili alle "estinzioni locali". Nel caso vengano identificati con certezza luoghi in cui si trovava la quaglia himalayana, e se tali aree avessero habitat simili a quelli occupati dal Cheer Pheasant, allora c'è la probabilità che vi siano ancora piccole popolazioni .

Quaglia himalayana:

Das (1995) credeva che la quaglia himalayana fosse un uccello timido e furtivo che viveva solo nella fitta boscaglia, grossi grovigli di erba alta, bambù di collina e cespugli, dove si muoveva come un roditore, sempre sotto una sorta di copertura sopraelevata. Egli riteneva che la quaglia himalayana non vivesse su  pendii con una combinazione di cespugli e erba alta (habitat di Cheer Pheasant), ma probabilmente prediligeva ampie macchie con fitta vegetazione, costituite da cespugli, erba e bambù sulle pendici, fondovalle o calanchi. Le sue ipotesi erano basate sulla colorazione e le abitudini dell'uccello come descritto in letteratura.

 

Come ammesso da autori precedenti, la quaglia himalayana prediligeva aree piuttosto estese  con "erba da seme coltivata" la cui semina, nell'Himalaya occidentale, si verifica solo durante i mesi di novembre e inizio dicembre, coincidenti anche con il periodo in cui sono state uccise. Molte specie di Galliformi come il francolino dipinto ( Francolinus pictus pallidus ), Cheer Pheasant e Kalij dalla cresta bianca ( Lophura leucomelana hamiltonii ) si nutrono di semi d'erba quando disponibili. Pertanto, è molto probabile che le quaglie himalayane visitassero aree di "erba da semina" per i semi e vi siano state uccise. Sarebbe interessante sapere se sono rimaste in tali aree con l'arrivo dell'inverno e l'erba è seccata, oppure sono migrate altrove ? Una risposta a questa domanda potrebbe fornire indizi importanti su quali aree si potrebbero considerare per una ricerca dettagliata. È probabile che trascorra l'inverno in una di queste aree o probabilmente a quote più basse in caso di maltempo. Tuttavia, è anche possibile che non trascorra l'intero anno nelle zone sopra menzionate, perché altrimenti sarebbe stata collegata a questi habitat. C'è stato un solo reportage di un gruppetto (una famiglia composta da cinque esemplari ) registrato a Jaripani nel mese di giugno, in tutti gli altri casi le osservazioni sono avvenute in inverno negli habitat con erba alta prima descritti. In primavera, la maggior parte dell'erba è secca ma spuntano freschi germogli; la sola prateria è incapace di fornire un rifugio adeguato ad un uccello delle dimensioni della quaglia himalayana, pertanto è presumibile che compia migrazioni verticali spostandosi a quote più elevate durante l'estate, più in alto rispetto a dove è stato osservato o ucciso, oppure è residente e utilizza altre aree nei pressi di zone erbose aperte per il resto dell'anno.

Considerando la condizione in cui una quaglia himalayana fu uccisa nei pressi di Sher-ka-Danda a Nainital, e un'altra fu vista nelle vicinanze di Sher-ka-Danda  che ora è una piccola collinetta sul lato nord-est di Nainital. Questa collinetta è caratterizzata da una piccola macchia erbosa aperta sulla parte superiore, mentre il resto dell'area, che è piuttosto piccola, è composta da macchia cespugliosa limitante la foresta. Le aree erbose aperte sono generalmente create da pressioni umane come il taglio di alberi, arbusti e da concause quali il pascolo, sradicamento, taglio di arbusti ecc. Un secolo fa, tali pressioni su Sher-ka-Danda sarebbero state sostanzialmente inferiori a quelle attuali perché la popolazione umana a Nainital era in numero trascurabile. Quindi, Sher-ka-Danda aveva probabilmente una porzione molto piccola di "erba da seme", perlomeno più limitata rispetto a quella ora esistente, e che la quaglia himalayana utilizzava un secolo fa ( dove furono uccise nel 1876 ). È quindi difficile ipotizzare che una specie possa prosperare in un habitat così piccolo. Probabilmente utilizzava questo particolare habitat solo per una parte dell'anno, quando forniva risorse sufficienti ( semi di erba, altro materiale alimentare e anche il sole ), e si spostava da qualche altra parte per il resto dei del tempo. L'immediata vicinanza del pascolo era quindi la macchia e la foresta di querce. Sher-ka-Danda è il punto più alto della collina e una specie potrebbe solo spostarsi verso il basso da lì, nell'abisso di querce o arbusti vicino a queste macchie erbose, o migrare a piedi per attraversare le catene e verso le alte montagne all'interno linea. Probabilmente utilizzavano questo particolare habitat solo per una parte dell'anno quando forniva risorse per l'uccello (semi di erba, altro materiale alimentare e anche il sole) e si spostava da qualche altra parte per il resto dell'anno. Quindi il sostentamento derivava sia dalla macchia quanto dalla foresta di querce. Sher-ka-Danda è il punto più alto della collina e dunque la migrazione potrebbe avvenire solo verso il basso, nella foresta di querce o arbusti vicino a macchie erbose, o migrare a piedi attraversando le alte  catene montagnose all'interno della loro gamma.  

Estinto o sfuggente ?

Nel 1990 Reiger e Waltzthony fecero il primo vero tentativo di ritrovare la quaglia himalayana e presentare due modelli per la loro estinzione. Entrambi i modelli suggeriscono che la quaglia himalayana era un uccello che originariamente viveva a basse altitudini, anche a partire da 400 m. Sono stati spinti a quote più elevate dalla pressione antropica sviluppatasi a bassa quota ( a causa del loro comportamento tecnofobico ). Il secondo modello indipendente suggeriva che la ragione per cui la quaglia himalayana si era trasferita a quote più elevate era lo spostamento delle cinture di vegetazione dalle basse altitudini a quelle più elevate a causa dei cambiamenti climatici seguiti alle glaciazioni del Pleistocene. Secondo questi due modelli, la quaglia di montagna continuava a spostarsi a quote più elevate, e poiché le cime dell'Himalaya minore non hanno molte vette che superano i 2.000 m.

Una specie che non è stata osservata per oltre 100 anni potrebbe essere tranquillamente classificata come "eventualmente estinta". Tuttavia, ciò che rende enigmatica la quaglia himalayana è il fatto che anche negli ultimi sondaggi per localizzarla  gli abitanti dei villaggi locali hanno identificato le specie dalle immagini e dalle descrizioni confermando che vivono (?) . Tuttavia, non sono state trovate evidenze dirette o indirette dopo indagini intensive in questi luoghi.

È importante sapere se in queste indagini sono stati utilizzati metodi o tecniche appropriati per l'individuazione di un uccello con colorazione criptica e comportamento furtivo che viveva in in vaste aree con erba densa. Bird Life International ha suggerito di considerare che una piccola popolazione delle specie potrebbe esistere in alcune zone remote, una indagine ben pianificata in habitat apparentemente adatto ( compresa la rivisitazione dei siti in cui la specie era nota ) doveva essere istituita, ed in 'Himalaya estesa attraverso l'uso dei metodi di telerilevamento e dati satellitari. Una volta individuate le potenziali aree, le indagini sul terreno dovevano essere organizzate da un gruppo di ornitologi competenti. Nel tentativo di localizzare gli uccelli si dovrebbero adottate tecniche di indagine adeguate. Una combinazione di flushing ( es. cani addestrati ) e tecniche di trapping ( es: stazioni fotografiche con coltivazioni di  cereali ) che in certi periodi potrebbero essere impiegate in località selezionate. Era inoltre necessario un programma sistematico di interrogazione degli shikariti locali ( cacciatori ), usando illustrazioni recenti, e un manifesto potrebbe essere presentato in tutta la gamma prospettica di questa specie in Uttarakhand. Se la specie condividesse effettivamente l'habitat con il Cheer Pheasant ( Kaul 1992 ), per le indagini dovrebbero forse essere prese in considerazione le aree abituali del Catreus wallichii più simili a quelle  conosciute per la quaglia himalayana. Il metodo del conteggio delle chiamate utilizzato con successo per il rilevamento e il rilevamento di un certo numero di specie galliforme non può essere utilizzato per la quaglia dell'Himalaya in quanto nessuno conosce le sue chiamate. Nel sondaggio di Kalsi et al. ( 2004 ) vi erano siti potenziali pre-selezionati sulla base dei dati forniti dalle immagini satellitari e si svolgevano indagini intensive sul campo con interviste agli abitanti dei villaggi locali,

Le testimonianze e le registrazioni del passato pesano fortemente a favore dell'ipotesi che la quaglia himalayana sia estinta. Questa ipotesi è rafforzata da tre fattori che la specie non è stata vista da più di un secolo, è sempre stata in piccole quantità e distribuita in modo irregolare, e le popolazioni delle aree in cui ne è stata segnalata la presenza, hanno sofferto di pesanti pressioni umane.

Al di fuori delle tecniche di rilevamento sopra elencate, la cerca con cani addestrati, le stazioni attrezzate con trappole fotografiche e pasturazione con cereali, rimangono ancora da utilizzare per il rilevamento della quaglia dell'Himalaya. Pertanto, prima di concludere che questa specie è "estinta", sarà necessario condurre una serie di sondaggi dedicati e ben pianificati nelle località elencate brevemente da Hilaluddin ( 2002 ) e Kalsi ( 2004)  che utilizzarono i dati satellitari. In questi luoghi, le indagini intensive dovrebbero essere condotte con cani addestrati e stazioni con trappole fotografiche con pastura composta da cereali. Deve essere effettuata l'analisi genetica molecolare di piume / gusci d'uovo raccolti e sospettati di appartenere alla quaglia himalayana. Fino al completamento di indagini dettagliate  sul campo, come suggerito sopra, potremmo considerare che la quaglia himalayana è elusiva ed evasiva.