Catreus wallichi

Catreus wallichi coppia.... da  - Jason Boyce  www.ebird.org

LUOGO DI ORIGINE

STATO DI CONSERVAZIONE IN NATURA

ESTINTO |    |    |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |    NON A RISCHIO

                                                                                                                                                                                                                                                                                                 GENERE  CATREUS  ( CABANIS,  1851 )

                                                                                                                                                                                                                                                                CATREUS  WALLICHI   ( HARDWICHE,  1827 )

FAGIANO di WALLICH

 

ORDINE....................GALLIFORMES.

FAMIGLIA.................PHASIANIDAE.

GENERE...................CATREUS.                                                                                                                                                                       SPECIE.....................WALLICHI.

 

Noto  come fagiano di WALLICH, deve il nome volgare CHEER, usato soprattutto                                                                                                                                   in  Inghilterra e America, al  pino CHIR una varietà di conifera molto comune nelle                                                                                                                                 aree in cui vive abitualmente la specie, e sui quali suole molto spesso appollaiarsi                                                                                                                                   per trascorrervi la notte.

 

ITALIANO = Fagiano di Wallich | INGLESE = Cheer pheasant | FRANCESE = Faisan de Wallick | SPAGNOLO = Faisan de Wallick | TEDESCO = Wallich-fasan.

 

SPECIE: Monotipo < CATREUS  WALLICHI >  ( CITES-A )

 

SOTTOSPECIE: Nessuna sottospecie sino ad oggi classificata.

 

LUOGHI DI ORIGINE: Originario del Pakistan, ha raggiunto le regioni Himalayane distribuendosi attraverso il Kashmir, l'Himachal-Pradesh, l'Uttarachal ed il Nepal tra i fiumi Indo e Kali-Gandaki ecc. Nei dialetti locali del Garhwal, area centrale Himalayana, questa specie è nota come < PHUKRANS >.

 

HABITAT NATURALE e COMPORTAMENTO: Prediligono stanziare ad altezze che vanno da 1200 a 3500 metri, con la concentrazione maggiore che si verifica tra 1700 e 2500 metri di altitudine, in zone la cui morfologia appare estremamente frastagliata con cime verticali ricche di falesie, pendii erbosi scoscesi dominati da macchie cespugliose ed erbe alte, con alberi radi intervallati da abbondanti affioramenti rocciosi tra i quali grazie alla colorazione della livrea si mimetizzano perfettamente. Ciò nonostante durante inverni molto rigidi possono scendere a quote decisamente inferiori di 500-600 metri, per contro nei periodi estivi particolarmente favorevoli possono essere avvistati ad altezze di 4500 metri, ai limiti con le nevi perenni. In genere i territori occupati sono caratterizzati da una combinazione di foreste alpine e subalpine di conifere con prevalenza di pini chir e abeti rossi, latifoglie frammentate a ginepri, rododendri, azalee e bambù nano, intervallati da pascoli nei quali l'erba viene falciata regolarmente per fornire il foraggio al bestiame, con preferenza per le zone in cui i loro habitat primari si sovrappongono alle coltivazioni agricole. Vivono comportandosi un po come CROSSOPTILON ed un po da PAVONI, pubblicizzando la loro presenza con richiami penetranti e rumorosi, pur rimanendo quasi impossibili da individuare nonostante ci si possa trovare a pochi metri da loro. La natura errabonda di questi fagiani che li porta a vagare apparentemente senza meta di collina in collina può facilmente trarre in inganno, e non prendere in considerazione la possibilità che invece tendano a rimanere all'interno dei territori conosciuti, o comunque senza mai abbandonarli definitivamente, divenendo in un certo qual modo stanziali. La loro dieta pur comprendendo una certa quantità di proteine, è prevalentemente vegetariana ed in gran parte composta da gemme, fiori e boccioli, germogli, foglie giovani, piselli selvatici, erbe, semi vari di piante selvatiche o di colture cerealicole, frutta e frutti di bosco, bacche di ginepro e altro tipo, che vengono consumate quando disponibili. La parte superiore del becco ( mandibola superiore) con l'apice leggermente ricurvo, risulta ben attrezzata per incidere radici carnose, bulbi, tuberi e rizomi, utilizzandone la parte interna per integrare la dieta soprattutto durante i mesi invernali. L'apporto proteico viene assicurato sia da insetti di superficie come ragni, bruchi, cavallette, millepiedi, farfalle, chiocciole, lumache, coleotteri, scarafaggi, formiche, vermi, larve che stando in coppia o riuniti in piccoli gruppi famigliari trovano scavando, con le potenti zampe dotate di forti unghioni, sino a formare delle profonde buche arrivando anche a sparire dalla vista sbirciando però spesso oltre il bordo per verificare che non si stia avvicinando qualche pericolo. Non disdegnano neppure lucertole, serpentelli ed occasionalmente piccoli roditori. Come accade per la maggior parte dei galliformi i giovani CATREUS durante le prime settimane di vita sono quasi esclusivamente insettivori che però col trascorrere dei giorni verranno gradualmente sostituiti o comunque in gran parte rimpiazzati dai vegetali. Alla ricerca del cibo è solitamente dedicata la maggior parte della mattina e del tardo pomeriggio, mentre nel caso in cui la giornata si presentasse plumbea e uggiosa rimangono al coperto sotto ad alberi dalle ampie fronde, così come soliti fare a metà giornata per riposarsi un poco. Al sopraggiungere della sera, nonostante alcuni asseriscono di averli visti dormire a terra, salgono preferibilmente sui rami più bassi dei pini chir, di folti cespugli o speroni di roccia per passarvi la notte nell'intento di ripararsi sia dal freddo pungente che dalla maggior parte dei loro nemici. Fuori dal periodo riproduttivo, e specialmente durante i mesi invernali, tendono a riunirsi in piccoli gruppi formati il più delle volte da 5 a 15 soggetti guidati da un vigoroso maschio che camminando avanti a tutti lancia forti richiami non finalizzati ad intimorire, ma aventi sicuramente altre funzioni sociali, per quanto siano ancora da decifrare. Con molta probabilità si tratta di nuclei famigliari composti da maschio, femmina e giovani ormai adulti nati lo stesso anno, che si separeranno dai genitori solo all'inizio della stagione riproduttiva per formare nuove coppie. Ed è soprattutto in questo periodo che vengono emessi da entrambi i sessi, dei richiami contraddistinti da vocalizzazioni molto diverse, semplici, complesse e/o schiamazzanti, comunque sempre molto potenti, con le quali soprattutto i maschi dominanti fortemente territoriali dichiarano la loro sovranità su una particolare area, l'avvenuta conquista di uno spazio riproduttivo o di una femmina, dopo aver combattuto se necessario anche in modo cruento con eventuali avversari, o più semplicemente per richiamare l'attenzione dell'altro sesso qualora non fossero ancora accoppiati. Il periodo riproduttivo può tuttavia subire delle variazioni in relazione a condizioni climatiche e luoghi, infatti le coppie che nidificano a quote più basse iniziano circa un mese prima rispetto a quelle che dimorano abitualmente ad altezze superiori, e nel caso in cui la covata per qualche accidente dovesse andare perduta, di norma ne viene approntata una seconda nel mese di giugno, se pur con un numero inferiore di uova. Il nido, che viene solitamente approntato in luoghi impervi ed inaccessibili, consiste in una depressione del terreno trovata o scavata dalla stessa femmina e rifinito con materiali morbidi ed asciutti trovati nelle immediate vicinanze tanto da renderlo pressoché invisibile. Di norma vengono deposte 8-12 uova alla cui incubazione pensa la sola femmina, che con la sua livrea altamente mimetica corrisponde in pieno all'habitat in cui vive, il maschio invece è la sentinella, il custode del territorio nonché il garante della sicurezza di compagna e uova. Una volta nati i pulcini rimangono ancora nel nido per circa 24 ore, ma appena iniziano la loro errabonda esistenza il maschio si unisce alla famigliola occupandosi della prole con lo stesso fervore della femmina, difendendola con l'aiuto della compagna da ogni pericolo e non esitando un attimo ad attaccare avversari o predatori ben più grossi di lui. Sono genitori eccezionali, pienamente coinvolti nella crescita della loro progenie. Le schiuse di solito coincidono con il periodo di massima proliferazione degli insetti che per alcune settimane costituiranno l'alimento principale dei piccoli soddisfacendo in pieno ai loro bisogno proteico.

 

STATO DI CONSERVAZIONE IN NATURA: Allo stato attuale la specie è pressoché circoscritta ad alcune, per quanto vaste, aree del Kashmir e dell'India occidentale, e gli sforzi riguardanti l'allevamento con conseguente reintroduzione in natura non sono nella maggior parte dei casi riusciti nell'intento. Studi iniziali hanno confermato la presenza di popolazioni vitali con concentrazioni di individui in aree estremamente limitate che necessitano però di regole e protezione. In Pakistan è praticamente estinto fatta eccezione per alcuni nuclei stanziali nella Shelum-Valley dove col presupposto di salvaguardarli è stato istituito il Margala-Hills-National-Park. Sempre dal Pakistan arrivano voci, però non confermate, di piccole popolazioni nella valle del Kaghan ed in altre località del distretto del Konistan, tuttavia la loro esistenza in questo Paese rimane perlomeno dubbia, mentre in un recente passato erano piuttosto comuni in diverse province. In molte delle aree in cui abitualmente vivono condividono o condividevano, in quanto non più presenti, i territori con altre due specie, infatti le nicchie ecologiche lasciate libere, o anche solo parzialmente tali, dai CATREUS, sono state ben presto occupate dai KALJI dalla cresta bianca ( Lophura leucomelanos hamiltoni ) con il quale sono stati pure descritti casi di ibridazione che però sono difficilmente verificabili ed ancor'meno quantificabili, mentre la aree più settentrionali sono state colonizzate dai KOKLAS ( Pukrasia macrolopha ) osservati in più occasioni nelle foreste miste di pini chir ( Pinus roxiburghi ), querce, rododendri ed altri ancora, che sono o erano abitualmente frequentati dai CATREUS. La perdita progressiva e costante di intere aree naturali per sfruttarne il legname o favorire nuovi insediamenti umani, nonchè i numerosi incendi che colpiscono in prevalenza le pinete, non a caso i luoghi preferiti dai fagiani CHEER, la caccia indiscriminata per la carne e le belle piume, il commercio di esemplari vivi provenienti da catture illegali, oltre ai numerosissimi predatori, sono alcune delle molte cause che concorrono al declino della specie.

 

CARATTERISTICHE PRINCIPALI e DIMORFISMO SESSUALE: Si tratta di fagiani dalle medie dimensioni non così brillantemente colorati come la maggior parte dei loro consimili, e caratterizzati da un dimorfismo sessuale che se pur poco evidente è comunque accentuato. Il completamento della livrea adulta è raggiunto nel corso del primo anno di vita. In entrambi i sessi il capo è ornato da una cresta occipitale formata da lunghe e strette piume grigio scuro che scendono lungo il fianco del collo simulando una sorta di criniera. Nel suo insieme la livrea del MASCHIO è prevalentemente grigia e bruno-rossiccia con spalle, groppa e le brevi ali tinte in un caldo bruno-rossiccio. La coda composta da 18 penne, con le due centrali lunghe fino a cinque volte in più rispetto alla coppia più esterna, è marrone attraversata da ampie barrature grigio-castano scuro. I lati della testa sono privi di piume e caratterizzati da porzioni di pelle nuda rosso-scarlatto poco papillate che non si espandono, o comunque rimangono poco significative anche durante i rituali di corteggiamento. Becco grigio-avorio così come le forti zampe dotate di grossi speroni.

La FEMMINA pur assomigliando al maschio è generalmente più piccola con le penne del petto che mente nel maschio sono bianche con contorni neri nella femmina si presentano nere con contorni bianchi, ed in generale i colori sono nero delineati, opachi, privi di iridescenze. Porzioni di pelle nuda ai lati della testa poco evidenti; becco grigio-avorio e zampe sui cui tarsi mancano gli speroni o che risultano appena accennati.

 

VALORI FISICI:

MASCHIO: Lunghezza totale 85 – 100 cm.......lunghezza della coda 45 – 55 cm.......peso 1,5 – 1,7 kg.

FEMMINA: Lunghezza totale 70 –   80 cm.......lunghezza della coda 25 – 30 cm.......peso 1,2 – 1,3 kg.

 

STATO DI CONSERVAZIONE IN CATTIVITA': Specie non molto considerata dagli allevatori forse a causa del piumaggio poco appariscente. E' comunque piuttosto comune in Europa, e molto ben rappresentato negli USA.

 

CARATTERE e ADATTAMENTO ALLA CATTIVITA': Sono generalmente timidi e tranquilli senza particolari esigenze rigurdanti il loro allevamento, devono però essere tenuti separati da altri consimili, tipi di fagiani e/o animali in genere con i quali non esiterebbero a battagliare, e soprattutto non consigliati a chi è proprio alle prime armi. Ciò premesso nel pensare di accasare la specie bisogna tenere conto oltre che dell'aspetto caratteriale, anche dei loro potenti richiami che potrebbero disturbare o perlomeno infastidire vicini non troppo ben disposti nel caso la voliera si trovasse nelle immediate vicinanze di altre abitazioni. Di solito sono solo i maschi che essendo per natura fortemente territoriali arrivano a dimostrare soprattutto durante il periodo riproduttivo una notevole aggressività verso chiunque invada il loro territorio, allevatore compreso, ed a volte anche nei confronti delle compagne che stressate dalle loro continue richieste amorose, possono anche smettere di deporre, ne tanto meno pensare alla cova. Tuttavia entrambi i sessi quando sono impegnati nell'allevamento della prole arrivano ad attaccare chiunque osi invadere il loro spazio. Pur essendo dei forti razzolatori-scavatori di solito non arrivano alle “devastazioni” che possono compiere CROSSOPTILON e LOFOFORI, quindi non dovrebbe rendersi necessario ricorrere ai metodi consigliati per salvaguardare il fondo della voliera. Come tutti i fagiani provenienti dalle alte vette il freddo e la neve non rappresentano un grosso problema, ma pur essendo forti, rustici e ben adattati alla cattività sopportano a fatica il caldo asfissiante, che comunque tollerano molto meglio di altri consimili, e l'umidità eccessiva dovuta soprattutto ai ristagni d'acqua ( piedi bagnati ). Sempre in relazione alla loro tendenza a razzolare è curioso constatare che se alloggiati in voliere molto ampie, ricche di erbe, piante e arbusti, come tendano a scavare solo lungo le zone perimetrali lasciando integre quelle centrali. Comportamento che comunque non ha niente di strano, soprattutto per chi vive quotidianamente a contatto con questi animali, dato che la maggior parte di loro, e COLCHICUS in particolare, quand'anche vengano a trovarsi in grandi voliere, tende ad ammassarsi lungo le reti perimetrali, e pasare molto più tempo lungo queste linee di “confine” rispetto al resto dello spazio a disposizione. Considerata la particolare sensibilità a malattie batteriche e fungine, così come a vermi intestinali e della trachea ( singamosi ), dovute in gran parte alla loro naturale predisposizione allo scavo, ma spesso anche a condizioni igenico-sanitarie non adeguate o ad una alimentazione non corretta con cibi somministrati direttamente a terra e lì lasciati a decomporsi, sino al raggiungimento dell'età adulta è preferibile che vengano alloggiati in gabbioni o parchetti che avendo il fondo in rete non consentono il contatto diretto con il terreno. Tuttavia la maggior parte dei problemi sanitari legati al loro allevamento possono essere evitati, o perlomeno tenuti sotto controllo, mantenendo gli animali nelle migliori condizioni igieniche possibili, fornendo nel contempo alimenti di ottima qualità. Sempre in riguardo a vermi intestinali e/o singamosi, si può cercare di risolvere il problema, o comunque gran parte di esso, somministrando regolarmente dell'aglio intero oppure a pezzetti che tra le innumerevoli qualità possiede anche quella di essere un ottimo vermifugo naturale, non ha controindicazioni, costa pochissimo, ed è solitamente ben appetito dai fagiani. Inoltre può essere dato a tutte le età, compreso i soggetti di pochi giorni, per i quali però lo si deve tritare molto finemente in modo che possano ingerirlo, o sotto forma di infuso e aggiunto all'acqua da bere, oppure in polvere miscelato al mangime in uso. Tuttavia di fronte a patologie in essere, per quanto sembrino poco gravi, non bisogna farsi scrupolo di usare i medicinali più idonei e/o interpellare prontamente il veterinario. 

 

ETA' RIPRODUTTIVA: Solitamente entrambi i sessi sono sessualmente maturi, e quindi atti a riprodursi, nel corso del primo anno di vita. Tuttavia non mancano i casi in cui bisogna attendere sino a secondo, durante il quale raggiungono la piena maturità sessuale.

 

TIPO DI ACCOPPIAMENTO: Come confermato da tutte le osservazione ed i dati raccolti sino ad oggi, allo stato naturale sono monogami, nonostante la durata del legame di coppia sia per ora sconosciuto. In cattività viene solitamente rispettata questa regola, che non solo risulta anche la più semplice da mettere in pratica, ma sprattutto quella con la quale si ottengono i migliori risultati. In genere non si hanno problemi nel formare coppie giovani, mentre i ri-accoppiamenti, che succede di dover fare a causa di infecondità, malattia, sopraggiunta incompatibilità o morte di uno dei partner, risultano estremamente difficoltosi. In passato si pensava che l'assenza di colori vivaci fosse in qualche modo associabile alla monogamia, tenendo anche conto della scarsa competizione sessuale e rituali di accoppiamento molto brevi e poco elaborati. In seguito si giunse alla conclusione ( ovvia ) che l'assenza di significativi colori oltre ad essere sicuramente correlata al carattere monogamo della specie, potesse anche avere una funzione mimetica in perfetta sintonia con l'habitat nel quale abitualmente vivono.

 

PERIODO RIPRODUTTIVO: In cattività, così come in natura, l'inizio della stagione degli amori può subire delle variazioni in conseguenza a condizioni climatico-ambientali non favorevoli. Generalmente però l'attività sessuale a inizio intorno alla metà/fine di marzo con il maschio che dimostra la sua indole territoriale e possessiva nei riguardi della partner. Tuttavia più che parata o rituale di corteggiamento, risoltolto sempre in maniera molto sbrigativa, si potrebbe definire come un

semplice atteggiamento assunto dal maschio, nei confronti della femmina, che posizionato lateralmente con un movimenti pressoché simili a quelli dei fagiani comuni, protende e nel contempo allarga la coda mentre cammina impettito verso la compagna. Neppure la lunga cresta occipitale viene sollevata ( contrariamente ai KOKLASS ), ed anche le carrucole rimangono poco evidenti e papillate, così come non viene prodotto il caratteristico frullo delle ali. Di solito sono fra gli ultimi, rispetto a tutte le altre specie di fagiani ad iniziare la deposizione delle uova, con le prime che solitamente si ottengono tra la fine aprile e l'inizio di maggio, per poi   protrarsi sin verso la fine di giugno ed oltre nel caso vengano levate.

 

TIPO DI NIDO: Le femmine di CATREUS quando predisposte alla cova, pur se in cattività si riscontra molto spesso la mancanza di istinto materno, dimostrano di essere piuttosto adattabili e solite utilizzare qualsiasi tipo di cassetta nido e/o contenitore venga loro messo a disposizione, e dato che sembrano preferire gli angoli, ed in special modo a quelli che si trovano nella penombra del rifugio, andranno adeguatamente attrezzati. Può altresì succedere che alcune femmine prima di utilizzare i nidi appositamente preparati o di approntarseli, oppure come dianzi esposto perché non predisposte alla cova, depongano le uova in giro per tutta la voliera e/o rifugio. Nel caso in cui si dovesse malauguratamente constatare il beccaggio delle uova da parte di uno o entrambi i partner, è consigliabile l'uso pur non risolvendo il problema, di cassette nido di sicurezza a doppio fondo, che hanno lo scopo primario di occultare l'uovo prima che possa essere “predato” . Questo tipo di cassetta non può essere utilizzato per la cova. ( Approfondimenti in: PARTE GENERALE - Tipi di nido )

 

UOVA DEPOSTE STAGIONALMENTE: Quando lasciate covare dalla stessa femmina vengono di norma deposte a giorni alterni 8-12 uova di media grandezza con colorazione marrone-castano scuro e macchie bruno-viola. Nel caso in cui la prima covata andasse persa per qualche motivo, ne verrà approntata una seconda a giugno inoltrato, però solitamente costituita da solo 5-6 uova. Tuttavia levandole regolarmente per destinarle ad altro tipo di incubazione se ne possono ottenere anche 20-25.

 

PERIODO DI INCUBAZIONE e SCHIUSA: In condizioni normali l'incubazione si protrae per 25-26 giorni.Purtroppo in cattività si riscontrano con una certa facilità casi di femmine che non sono predisposte alla cova, ne tanto meno dotate di istinto materno. Per contro quando succede che si prestano allo scopo si può stare certi che non solo saranno ottime covatrici ed eccellenti madri, e sarebbe un vero peccato non approfittarne se non altro per selezionare i soggetti da destinare alla riproduzione, dato che i piccoli crescono più velocemente e meglio, non evidenziando tutte le problematiche psico-fisiche che invece spesso si riscontrano negli esemplari nati con incubazione artificiale, apprendendo nel contempo i comportamenti tipici della specie. Nel frattempo il maschio, ad eccezione di casi molto particolari, può tranquillamente rimanere in voliera con la compagna, sicuri che non la disturberà mentre è intenta a covare, ne si dimostrerà aggressivo nei confronti dei nuovi nati, arrivando in alcuni casi ad aiutare la femmina nel loro allevamento. Tuttavia sia con l'incubazione artificiale < temperatura pari a 37, 6 gradi, con il 45% di umidità >, che attraverso la cova semi-naturale utilizzando gallinelle o fagiane di altre specie, si possono ottenere eccellenti risultati. I pullus, che durante primi giorni di vita assomigliano vagamente a quelli di faraona, sono da subito talmente vispi, curiosi ed intraprendenti da poter essere associati ad altri appartenenti a specie notoriamente più pigre ed apatiche, in modo che vengano stimolati dalla loro iperattività a muoversi e ad alimentarsi. E' tuttavia preferibile che il gruppo sia composto da esemplari della stessa età, dato che non di rado i piccoli CATREUS manifestano una certa aggressività associata al vizio di beccare i compagni. In caso di necessità i giovani possono rimanere assieme sino alla fine del loro primo inverno, quando con l'approssimarsi del periodo riproduttivo devono essere necessariamente separati. ( Approfondimenti in: PARTE GENERALE - Incubazione e schiusa )

 

ALIMENTAZIONE PER PULCINI e FAGIANOTTI: Presenta ben poche difficoltà potendosi attuare attraverso normali composti commerciali ( mangimi bilanciati ) da somministrare a seconda dei tipi, ed i relazione ai periodi di vita, con aggiunta di cereali, erbe, verdure e frutta, oltre a proteine, integratori alimentari e vitamine quando e se ritenuti necessari. A circa 3-4 mesi di vita è altresì possibile cambiare il tipo di dieta in uso, portandola inizialmente ad essere mista, cioè composta da mangime e granaglie spaccate o mix per piccioni in parti più o meno uguali in base alle preferenze personali e successivamente, ammesso che ci si voglia orientare verso un tipo di alimentazione di questo genere, costituita esclusivamente da cereali spaccati e/o interi o dal mix per piccioni. Appena si renderà possibile, e cioè a partire dai 15-20 giorni di vita, oltre ad aggiungere alla normale razione una manciatina di miglio, scagliola e panico si inizia a somministrare anche piccole quantità di insalata finemente tritata e frutta a pezzettini o grattugiata aumentandone progressivamente le dosi con l'avanzare della età sino ad arrivare a una generosa integrazione composta da vegetali come erba medica e cipollina trifoglio, tarassaco con foglie e fiori, radicchio, scarola, cicoria, romana, verza, broccoli, porri e cipolle tritati finemente, fave, piselli, fagioli, carote a pezzettini o grattugiate in maniera grossolana, cetrioli, zucche, zucchine e aglio tritato utile anche come vermifugo preventivo naturale, nonché tutti i tipi di frutta, specialmente le mele, angurie e meloni compresi. Una buona integrazione vegetale per questa specie non è necessaria solo al loro benessere fisico, ma specialmente durante le fasi della crescita può prevenire, tenendoli occupati, l'insorgere di turbe nervose che possono portarli a beccarsi anche selvaggiamente.  

 

ALIMENTAZIONE PER ADULTI e RIPRODUTTORI: Poco c'è da aggiungere a quanto appena descritto se non che intorno ai 4-5 mesi di vita, o comunque una volta completato lo sviluppo, si può iniziare a somministrare quello che sarà l'alimento base per la maggior parte dell'anno, che soprattutto per praticità è solitamente costituito da un buon mangime mangime granulare o pellet per fagiani, integrato da una manciata di granaglie spezzate e/o intere, del solo grano o mix per piccioni. Come già precedentemente esposto è altresì possibile, ed in particolare per questa specie, un alimentazione sia mista che costituita esclusivamente dai cereali o dal mix per piccioni. Con l'approssimarsi, e durante il periodo riproduttivo è preferibile sostituire il mangime in uso con un tipo specifico per ovaiole di fagiano.In tutti i periodi dell'anno o tipo di alimentazione, è necessaria una generosa integrazione a base di erbe, verdure e frutta.

( Approfondimenti in: PARTE GENERALE - Alimenti e alimentazione - Progetti e attrezzature ) 

 

PULCINAIA e PARCHETTI PER SVEZZAMENTO: Approfondimenti in: PARTE GENERALE - Pulcinaia e parchetti per svezzamento.

 

VOLIRA PER ADULTI: Pur essendo ben adattati alla cattività è preferibile che la voliera in cui viene alloggiata la coppia sia almeno di 15-20 mq, ed alta non meno di 2, 50-3, 00 metri, tenendo sempre ben presente che più spazio assegneremo ai nostri CATREUS, migliore sarà la loro esistenza, ed il comportamento molto più naturale ed equilibrato, favorendo altresì la riproduzione. Pur se neve e freddo non sono un problema, necessitano di un rifugio che data la loro rusticità può anche consistere in una semplice tettoia, chiusa però almeno su tre lati, comunque in grado di ospitarli comodamente e nel contempo proteggere da luce diretta, vento e pioggia, così come durante i lunghi periodi di maltempo particolarmente umidi e uggiosi, o più semplicemente quando sentono il bisogno di isolarsi in cerca di tranquillità. Con al suo interno alcuni posatoi sistemati a diverse altezze sopra i quali indugeranno a lungo durante le afose giornate estive.

( Approfondimenti in: PARTE GENERALE - Voliere per adulti - Gestione della voliera - Tipi di rifugio )

Catreus wallichi femmina...da - www.hbw.com  Autore: James Eaton 

Catreus wallichi

 Foto da :  1  PV & Sarita Subramaniam  www.Orientalbirdsimages.com   -  2  John Corder   WPA  -  3  Rohit Nayal

Maschio                                                                                          Femmina con prole                                                                        Maschio

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RIFERIMENTI:

Delacour

Beebe

Johnsgard

McGowan P.

Howman K.

Madge S.

Hennache A.

Ottaviani M.

Bernar F.

Uno   speciale   ringraziamento  per  l'aiuto fornitomi a :

James Pfarr                                                 Saul Villagrana                                            Steve Keller                                          Friedrich Esser                                            Njal Bergè 

birdnet.cn

orientalbirdimages.org 

Le informazioni relative allo stato di conservazione in natura sono state tratte da Wikipedia.

 

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