Chrysolophus amherstiae

Chrysolophus amherstiae coppia  ... da - www.birdnet.cn Autore : Musica dal mondo foto                                       

LUOGO DI ORIGINE

STATO DI CONSERVAZIONE IN NATURA

ESTINTO|    |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |    NON A RISCHIO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                       GENERE  CHRYSOLOPHUS  ( GRAY J.E.  1834 )                                                                           

                                                                                                                                                                                                                                                CHRYSOLOPHUS  AMHERSTIAE  ( LEADBEATER,  1829 )

FAGIANO di LADY AMHERST o solo LADY

 

ORDINE..............GALLIFORMES.

FAMIGLIA...........PHASIANIDAE.

GENERE.............CHRYSOLOPHUS.

SPECIE...............AMERSTIAE.

 

Il nome  scientifico gli fu  attribuito in  onore  a Lady Sarah Amherst ( 1762-1838 )                                                                                                                                moglie di  Sir William  Pitt Amherst  governatore  generale  dell'India  dal  1823  al                                                                                                                                   1828,  che  ebbe  il  merito  di  introdurre  la  specie  in  Inghilterra  e  occidente in                                                                                                                                   genere.  Inizialmente  venne  classificato  da,   Leeadbeater, come   PHASIANUS                                                                                                                               AMHERSTIAE.

 

ITALIANO = Fagiano  di  Lady Amherst  o  solo lady | INGLESE = Lady Amherst's pheasant  |  FRANCESE =  Faisan  Lady  Amherst  |  SPAGOLO  =  Faisan Lady  Amherst | TEDESCO = Diamant-fasan.

 

SPECIE: Monotipo < CHRYSOLOPHUS AMHERSTIAE >  ( NO-CITES )

 

SOTTOSPECIE: Nessuna sottospecie sino ad ora classificata.

 

LUOGHI DI ORIGINE: Ovest Sichuan, Yunnan, sud-est Tibet e nord-est Birmania ( Attuale Myanmar ). I cinesi hanno attribuito a questo fagiano il simpatico appellativo di < houa-ze-ki > che  letteralmente tradotto significa “fagiano fiorito”. In alcuni Paesi  sono  stati  effettuati  tentativi  di reintroduzione in ambiente naturale andati più o meno a buon fine. In Inghilterra ad esempio, dopo un buon successo iniziale è ora in evidente declino, e lo  si  può trovare  solo nel Bedfordshire. Capita anche spesso che gli esemplari adulti  rilasciati in natura riescano a sopravvivere grazie alla loro rusticità, però ben difficilmente arrivano a riprodursi.

 

HABITAT NATURALE e COMPORTAMENTO: Prediligono foreste primarie di conifere o miste a latifoglie non troppo fitte né umide, ma si adattano anche ad ambienti secondari costituiti da ceppaie cespugliose, boschetti di bambù e macchie arbustive con radi alberi, ad altezze comprese tra 1800 e 3500 metri, ed in alcune regioni anche notevolmente più in alto. Sono animali piuttosto sedentari che vivono pressoché tutto l'anno nello stesso territorio, pur potendo a volte sconfinare per colonizzarne dei nuovi. Tuttavia durante l'inverno, o comunque in periodi particolarmente freddi, o caratterizzati da abbondanti nevicate, scendono a quote inferiori fermandosi all'interno di valli e canaloni riparati dove il sopravvivere è meno ostico, e la ricerca del cibo più facile. Dal carattere timido e discreto preferiscono il folto della vegetazione alle zone scoperte, fermandosi e rimanendo immobili se allarmati, divenendo praticamente invisibili nel gioco di luci ed ombre del loro ambiente naturale nonostante la vistosa livrea del maschio, oppure si allontanano pedinando o correndo in assoluto silenzio. A causa delle difficoltà che si possono riscontrare nel cercare di osservarli, si conosce molto poco sulle loro abitudini ecologiche ed alimentari, tuttavia e presumibile date le caratteristiche della specie e l'ambiente frequentato, che siano più o meno le stesse del congenere DORATO. Come quest'ultimo durante i mesi freddi o comunque quando non impegnati nella riproduzione, si riuniscono in gruppi spesso molto numerosi comprendenti anche 25-35 soggetti senza che vi sia un rapporto preciso tra maschi e femmine, in una sorta di mutuo assistenzialismo. Al  sopraggiungere della sera si appollaiano sullo stesso albero, tenendosi però a distanza su rami diversi, nel tentativo di difendersi dal freddo e dai numerosi predatori. La stagione riproduttiva può variare a seconda del paese  e delle condizioni climatiche, ma in linea di massima inizia a metà aprile. In questo periodo i maschi diventano particolarmente nervosi e battaglieri determinando dei propri territori che solitamente comprendono anche alcune femmine, tuttavia non è ancora chiaro se siano sempre le stesse a far visita al maschio, esibendosi in parate spettacolari all'interno di piccoli spiazzi ( arene ) così da essere perfettamente visibili, e senza uscire dai confini dei propri domini si accoppiano con quante più femmine possibili, che immediatamente dopo la copula si allontanano, mentre loro rimangono a difenderne la sovranità, combattendo anche ferocemente a colpi di becco e speroni, contro qualsiasi invasore. Il nido viene solitamente posizionato a terra nel fitto della vegetazione e consiste in una piccola buca grossolanamente rifinita con materiali morbidi ed asciutti trovati nelle immediate vicinanze. Occasionalmente può anche trovarsi su rialzi naturali come ceppi, termitai ecc, oppure sulla biforcazione di rami bassi o cespugli, sui quali viene costruita una rudimentale piattaforma,  tuttavia non è ancora stato appurato se sia la stessa femmina a farlo, oppure sfrutti il lavoro iniziato da qualche altro grosso uccello ed abbandonato prima di essere ultimato. La deposizione consiste in 6-12 uova bianco-rosato incubate dalla sola femmina per 22-23 giorni. Dopo la schiusa la madre scalda ancora per qualche ora i piccoli ed una volta che si sono ben rinfrancati li stimola ad uscire dal nido dove non faranno più ritorno, ed a seguirla nella perenne ricerca di cibo. Appena in grado di compiere i primi voletti seguono la madre che si appollaia sui rami più bassi o grossi cespugli, per passarvi la notte lontano dalla maggior parte dei pericoli. Rimangono solitamente uniti sino alla fine dell'inverno che preannuncia l'inizio di una nuova stagione riproduttiva.

 

STATO DI CONSERVAZIONE IN NATURA: Al momento la specie non desta particolare preoccupazione,  con popolazioni ben rappresentate grazie anche alla rusticità e adattabilità che contraddistinguono questi meravigliosi animali.

 

CARATTERISTICHE PRINCIPALI e DIMORFISMO SESSUALE: Nei maschi il finissaggio dei colori viene ultimato entro il secondo anno di vita, tuttavia già nel primo sono solitamente fertili e atti a riprodursi. La purezza nei maschi di questa specie è evidenziata da mantellina e coda che devono essere sempre perfettamente argentati senza alcuna traccia di altri colori.

Le femmine LADY possono essere facilmente confuse con quelle DORATO dagli allevatori meno esperti, generalmente però sono più grosse, con marcature del piumaggio maggiormente accentuate, mentre le zone di pelle nuda attorno ad anelli oculari e le zampe si presentano con colorazione azzurrognola-grigiasta e non giallognola come nella DORATO, e quando mostrano anche se solo impercettibilmente del giallo è indice di ibridazione con quest'ultimo.     

Nel MASCHIO il capo è sormontato da una cresta ( ciuffo ) composta da lunghe piume filiformi rosso scarlatto. Pelle nuda attorno ad anelli oculari di colore azzurrognolo-grigiastro; faccia, mento e gola sono in nero metallico macchiate di verde; parte superiore del petto in un brillante verde metallico con iridescenze bluastre in forte contrasto con il bianco candido ( indice di purezza ) della zona inferiore e ventrale. Mantellina che si presenta molto ampia ed arrotondata, composta da penne bianche con apici esterni bordati di nero cangiante in blu che danno a tutto l'insieme un aspetto squamato. Fianchi blu intenso; dorso e ali blu-verdi con riflessi metallici sfumanti in  nero. Groppone giallo dorato con copritrici superiori della coda e frangiature esterne rosso scarlatto; coda molto lunga bianca con pesanti barrature variegature nere che nel complesso la fanno apparire argentata. Iris bianco-argentea, becco e zampe grigio-azzurrognole con i tarsi dotati di speroni.

La FEMMINA è in generale bruno-camosciato-rossiccio scuro con barrature nere. Iris bruno scuro; pelle nuda  attorno ad anelli oculari, becco e zampe si presentano di colore azzurrognolo-grigiastro con i tarsi che sono privi di speroni o solo minimamente accennati.

Gli IMMATURI assomigliano alle femmine adulte sino a circa un anno di vita, dopodiché i colori si fanno evidenti. Tuttavia possono essere sessati anche molto prima osservando il colore dell'iris che si presenta bruno scuro nelle femmine e bianco-argenteo nei maschi. Oltre a questi tratti distintivi, gli allevatori esperti riescono a cogliere sfumature per quanto impercettibili del piumaggio, forma e/o portamento che differenziano già precocemente i sessi. E' consigliabile che i sessi vengano separati appena si rendono riconoscibili.

 

VALORI FISICI: 

MASCHIO: Lunghezza totale 100-130 cm.......lunghezza della coda 80-110 cm.......peso 0,650-0,900 kg.

FEMMINA: Lunghezza totale   55 - 70 cm.......lunghezza della coda 30– 45 cm.......peso 0,600-0,750 kg.

 

STATO DI CONSERVAZIONE IN CATTIVITA': I primi esemplari arrivarono in Europa all'incirca fra il 1869 ed il1874 ( date molto discordanti ), se non si tiene conto di un esemplare spedito da Sir Amherst a Londra nel lontano 1828, che sfortunatamente morì durante il lungo viaggio, ma che tuttavia permise di descrivere dettagliatamente la specie, e classificarla ufficialmente. Purtroppo quasi tutte le importazioni vedevano una preponderanza di maschi, ed è forse per questo motivo, oltre alla naturale somiglianza, che già a quei tempi veniva spesso incrociato con il DORATO. Ai giorni nostri entrare in possesso di esemplari puri è estremamente difficile, e recenti studi sul loro DNA hanno dimostrato che la quasi totalità dei LADY AMHERST presenti in Europa portano in sé, chi più chi meno, materiale genetico di DORATO nonostante in molti casi siano perfettamente identici alla forma pura, tanto da risultare indistinguibili senza accurati esami.

 

CARATTERE ed ADATTAMENTO ALLA CATTIVITA': Sono fagiani molto conosciuti sia dagli allevatori che dalle persone non prettamente del settore, e grazie alla loro rusticità, frugalità e adattabilità sono molto indicati ai principianti. Per lo stupendo piumaggio vengono spesso lasciati vivere in semi-libertà all'interno di parchi e giardini nonostante siano solitamente meno “trattabili”, caratterialmente più nervosi e selvatici, rispetto ad altre specie. Pur essendo molto riservati e timidi non sono rari i casi in cui famigliarizzano tanto da arrivare a prendere il cibo direttamente dalle mani, o i maschi divenire molto coraggiosi quando si tratta di difendere il loro spazio e le parter. Essendo di indole più aggressiva nei confronti delle femmine rispetto ai congenere DORATO, durante il periodo riproduttivo passano le giornate a controllarle e a corteggiarle esibendosi in spettacolari parate o semplicemente allargando la mantellina in atteggiamento di dominanza. Per questo motivo è preferibile mantenerli in un regime di poligamia in modo che non abbiano continuamente ad infierire sull'unica partner alla quale potrebbero essere associati. Come tutti i fagiani provenienti dalle aree montane tollerano molto bene i rigori invernali potendosi accontentare di un rudimentale rifugio, che oltre a difenderli dalle intemperie, li protegga anche dalla luce troppo intensa che può determinare un rapido sbiadimento degli stupendi colori. Se per esigenze ornamentali o di altro tipo, si rendesse necessario tenere più maschi adulti nella stessa voliera, e dovessero dare segni di intolleranza o iniziare a combattersi, si può cercare di distrarli mettendo una femmina, anche di altra specie, in una voliera o gabbione vicino in modo che possano vederla, sperando che nel tentativo di raggiungerla dimentichino di azzuffarsi. Tuttavia una pratica di questo tipo può dimostrarsi estremamente stressante per i maschi, e deve essere attuata solo per brevi periodi ( ad esempio per fiere, esposizioni, lavori in allevamento ecc. ) e comunque mai durante il periodo riproduttivo. Questa specie convive solitamente molto bene con altri volatili come colombi,  tortore, pappagalli purché resistenti ai nostri climi, turdidi, fringillidi ecc.

 

ETA' RIPRODUTTIVA: Entrambi i sessi possono essere atti a riprodursi nel primo anno di vita. Tuttavia la piena maturità sessuale come il completamento dei colori che coincide con il massimo splendore della livrea maschile, sono raggiunti solo nel corso del secondo.

 

TIPO DI ACCOPPIAMENTO: Possono anche essere tenuti in coppia, ma in considerazione della già citata focosa aggressività dei maschi è consigliabile la poligamia assegnando almeno tre femmine ad un maschio. Nel caso di trio composto da 1 M x 2 F, è probabile che una delle femmine prenda il sopravvento sull'altra divenendo dominante, ed inizi a perseguitarla ben presto imitata dal maschio, ancora più eccitato dal trambusto che si è venuto a creare. Per cui se per questioni personali o di spazio non fosse possibile tenere un numero adeguato di femmine è preferibile, salvo verifica comportamentale dell'eventuale trio, la soluzione monogama, monitorando attentamente il maschio affinché non stressi troppo la compagna con le sue continue richieste amorose. Situazione in parte risolvibile adottando alcuni accorgimenti descritti in: PARTE GENERALE - Come gestire l'aggressività dei maschi.

 

PERIODO RIPRODUTTIVO: Può dipendere dalle condizioni climatiche del luogo o del periodo, ma solitamente la deposizione ha inizio verso la metà di aprile e protrarsi sino a giugno, luglio inoltrato nel caso le uova vengano regolarmente levate.

 

TIPO DI NIDO: Le femmine sono estremamente adattabili non dimostrando particolari preferenze in riguardo al nido, adattandosi ad utilizzare ogni tipo di cassetta nido o contenitore  venga loro messo a disposizione, posti sia a terra che sollevati dal suolo, comunque non oltre i 120-150 cm, in modo da semplificarne il controllo gior-naliero e/o la raccolta delle uova, con posatoi o rami che ne facilitino l'accesso alla fagiana/e. Desiderando posizionare i nidi a terra sarà necessario attrezzare alcuni angoli tranquilli di voliera e/o rifugio utilizzando preferibilmente delle ceste in vimini di media grandezza, o materiale similare, celate dietro a pannelli che possono essere di varia forma e materiale, oppure fascine di legna, stocchi di mais, cannette o altri tipi di vegetali. Molto utili allo scopo risultano le frasche di conifere, oppure un mix tra pannelli e queste ultime, che oltre a rendere visivamente migliore l'angolo nido, sono anche molto più resistenti rispetto a quelle di altre piante, soprattutto decidue. Tuttavia all'estero si dovrebbero privilegiare le cassette nido, ed ancor meglio se mimetizzate con frasche o altro genere di materiale naturale, che oltre a fornire un sicuro riparo contro le intemperie e nel contempo nasconderle alla vista del maschio, danno alle femmine un maggior senso di sicurezza. Sia le cassette nido quanto le ceste e/o i contenitori in  genere, possono essere posizionati a terra o fissati alle pareti perimetrali di voliera e/o rifugio, oppure su appositi supporti che contribuiscono a renderne più semplice e rapido l'impiego. In mancanza di strutture artificiali è probabile che depongano in buche poco profonde scavate in angoli tranquilli e riparati, utilizzando i materiali trovati o appositamente sparsi sul fondo per rifinirle. Può anche succedere che qualche femmina non dotata di istinto materno, ne tanto meno predisposta alla cova, deponga le uova in giro per tutta la voliera.

( Approfondimenti in: PARTE GENERALE - Tipi di nido - Progetti e attrezzature )

 

UOVA DEPOSTE STAGIONALMENTE: Quando lasciate alla cova naturale vengono di norma deposte 6-12 uova, mentre se regolarmente levate possono arrivare anche a 30-40, con deposizione sia quotidiana che a giorni alterni.

 

PERIODO DI INCUBAZIONE e SCHIUSA: In genere l'incubazione si protrae per 22-23 giorni, e spesso le femmine dimostrano di essere non solo ottime covatrici, ma anche stupende madri accudendo amorevolmente la prole. Trattandosi di coppia, durante cova e allevamento dei piccoli, il maschio deve essere allontanato o perlomeno isolato in un grosso gabbione o serraglio che in caso di necessità, e sempre che le misure della voliera lo consentano, può essere realizzato all'interno della stessa utilizzando dei telai in rete metallica, ammesso che non dimostri di essere tollerante nei confronti della compagna intenta a covare, e successivamente con i piccoli. Diversa la situazione nel caso di famigliola, che dovrebbe essere valutata a seconda dei casi, tuttavia dato che ben difficilmente le femmine si apprestino tutte assieme alla cova, o verrà loro concesso di farlo, il maschio è indispensabile che rimanga all'interno del gruppo in quanto continuerà ad accoppiarsi con quelle rimaste rimaste disponibili non compromettendo la fecondità delle uova, indipendentemente che una o più di loro siano intente a covare. Tuttavia sia con l'incubazione artificiale < temperatura pari a 37,5 gradi, con il 45-50% di umidità >, che utilizzando gallinelle nane o fagiane di altre specie si ottengono eccellenti risultati. I piccoli si dimostrano da subito intraprendenti e curiosi, tanto che vengono spesso associati a quelli di altre specie notoriamente difficili, affinché li stimolino a muoversi e ad alimentarsi da soli. Pur essendo meglio dividerli prima, e nel contempo separare anche i sessi, in caso di necessità possono rimanere con la madre o entrambi i genitori sino all'inizio del nuovo periodo riproduttivo, datasi la possibilità che il maschio adulto stimolato anche dalla presenza di parecchi individui, entri prima in estro sessuale ed inizi ad attaccarli,  con particolare accanimento nei confronti dei maschi immaturi.

( Approfondimenti in: PARTE GENERALE - Incubazione e schiusa )

 

ALIMENTAZIONE PER PULCINI e FAGIANOTTI: Presenta ben poche difficoltà potendo essere attuata attraverso normali composti commerciali ( mangimi bilanciati ) da somministrare a seconda dei tipi, ed in relazione ai periodi di vita. Con aggiunta di cereali, erbe, verdure e frutta, oltre a proteine, integratori alimenta e vitamine quando e se ritenuti necessari. Giunti a 3-4 mesi di vita è altresì possibile cambiare il tipo di dieta in uso portandola inizialmente ad essere mista, cioè composta da mangime e granaglie spaccate, o un mix per piccioni, e successivamente, ammesso che ci si voglia orientare verso questo tipo di alimentazione, costituita esclusivamente da cereali spaccati e/o interi o dal mix per piccioni.    ( Approfondimenti in: PARTE GENERALE - Alimenti e alimentazione )

 

ALIMENTAZIONE PER ADULTI e RIPRODUTTORI: Intorno ai 4-5 mesi di vita, ma anche prima per questa specie, si inizia a fornire quello che sarà l'alimento base per la maggior parte dell'anno, che soprattutto per praticità è solitamente costituito da un buon mangime granulare o pellet da mantenimento o riposo per fagiani, integrato da una manciata di granaglie spezzate e/o intere, del solo grano, oppure un mix per piccioni. Come già precedentemente esposto è altresì possibile una dieta mista o costituita esclusivamente da cereali o mix per piccioni. Con l'approssimarsi, e durante il periodo riproduttivo, è preferibile sostituire il mangime in uso con un tipo specifico per ovaiole di fagiano. In tutti i periodi dell'anno e/o tipo di alimentazione una buona integrazione a base di erbe, verdure e frutta, è utile al loro benessere psico-fisico.   ( Approfondimenti in: PARTE GENERALE - Alimenti e alimentazione - Progetti e attrezzature )

 

PULCINAIA e PARCHETTI PER SVEZZAMENTO: Approfondimenti in: PARTE GENERALE - Pulcinaia e parchetti per svezzamento.

 

VOLIERE PER ADULTI: Quando si tratta di specie molto rustiche ed adattabili, non esistono regole particolari riguardanti le misure della voliera, se non quelle dettate dal buon senso, e pur potendo vivere più o meno bene in strutture molto diverse, e nel contempo riprodursi apparentemente senza difficoltà, è preferibile che la vo-liera in cui viene ospitata la coppia o piccola famigliola sia almeno di 10-12 mq, ed alta non meno di 2,50 - 3,00 metri, se non altro per cercare di  preservare la lunga coda del maschio, tenendo tuttavia sempre  ben presente che più spazio assegneremo ai nostri LADY, migliore sarà la loro esistenza, ed il comportamento molto più naturale ed equilibrato favorendo anche la riproduzione. Pur tollerano bene i rigori invernali, necessitano comunque di un grossolano rifugio che può anche consistere in una semplice tettoia chiusa però almeno su tre lati che possa comodamente ospitarli e nel contempo difendere dalla luce diretta così come da vento e pioggia, oppure durante i lunghi periodi di maltempo particolarmente umidi e uggiosi, o più semplicemente quando sentono il bisogno di isolarsi in cerca di tranquillità, con al suo interno almeno un posatoio sistemato ad un altezza adeguata in modo che le lunghe code dei maschi non tocchino il pavimento, e sopra i quali indugeranno a lungo durante le afose giornate estive.

( Approfondimenti in: PARTE GENERALE - Voliere per adulti - Gestione della voliera - Tipi di rifugio )

Crysolophus amherstiae maschio adulto  - da -  www.birdnet.cn

Crysolophus amherstiae femmina....da: www.birdnet.cn - Autore:Zhong Dahan

Crysolophus amherstiae maschio immaturo - Autore Thomas Gut - China Birding Tour.

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Si intende comunque sottolineare che oltre a quanto già sopra esposto, la pubblicazione di materiale fotografico reperito sul WEB da parte della GBP.BIO è altresi intesa a fare un po di chiarezza, limitatamente alle sue possibilità, al caos creato da immagini poste su internet, in maniera alquanto superficiale e probabilmente senza neppure avere le necessarie conoscenze in materia, raffiguranti esemplari la cui classificazione essendo palesemente errata trae in errore l'ignaro lettore/visitatore. Quindi l'utilizzo di immagini deve essere considerato come a scopo puramente educativo - didattico  - informativo.                                                                     

RIFERIMENTI:

Delacour

Beebe

Johnsgard

McGowan P.

Howman K.

Madge S.

Hennache A.

Ottaviani M.

Bernar F.

Uno   speciale   ringraziamento  per  l'aiuto fornitomi a :

James Pfarr                                                 Saul Villagrana                                            Steve Keller                                          Friedrich Esser                                            Njal Bergè 

birdnet.cn

orientalbirdimages.org 

Le informazioni relative allo stato di conservazione in natura sono state tratte da Wikipedia.

 

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