-  Ithaginis cruentus :  Research - Study & Revision  -

Illustrazione  1-3  Ithaginis cruentus holoptilis di:  Yang Ensheng    -    2  di: Henrik Grönvold  ( Ibis 1915 )

Ithaginis.PNG

Ricerca - Studio e Revisione relativi ad alcune sottospecie di Ithaginis cruentus - ( Research - Study and Revision of some subspecies of Ithaginis cruentus )

Per una più ampia esposizione fotografica e informazioni vedere alla pagina: Ithaginis c. sottospecie

Testi e grafica....................................................................... – Autore: Giuliano Forni  

Elaborazione delle immagini............................................. – Autore: Giuliano Forni

Ricerche relative alle varie sottospecie descritte......... – Di.........: Giuliano Forni 

Ricerche relative alla sottospecie Ithaginis c. kuseri... -- Di........: Giuliano Forni e Njal Bergè

Conclusioni, osservazioni e supposizioni....................... -- Di........: Giuliano Forni

Ithaginis cruentus, 11 sottospecie riconosciute più 3 in contestazione. Almeno una delle quali, come vedremo nel proseguo della disamina, vengono mantenute forse per leggerezza, incompetenza o interesse, in una sorta di comune errore letterario. 

Astratto: come suggerito dalle ricerche, I. c. holoptilus non dovrebbe essere contestato e considerato sinonimo di I. c. rocki in quanto presenta alcune caratteristiche distintive che lo differenziano da quest'ultimo, ne più ne meno importanti rispetto a quelle che separano sottospecificatamente altre forme dai relativi conspecie. Per contro, I. c. rocki parrebbe essere un ibrido occasionale prodotto dall'incrocio, a seconda della località nella quale vengono ad interagire le sottospecie, tra Ithaginis c. geoffroyi e Ithaginis c. marionae, sulle Meili Snow Mountain, e aree circostanti, oppure tra Ithaginis c. geoffroyi e Ithaginis c. holoptilus sulle Baima Snow Mountain ( in particolare nella Baima Snow Mountain Nature Reserve ), e aree circostanti con re-incroci tra ibridi e le forme originali così come gli ibridi stessi possono incrociarsi e re-incrociarsi tra loro. Un fattore, a mio avviso, non secondario, riguarda il fenotipo pressoché simile di Ithaginis c. marionae e Ithaginis c. holoptilus. In un tale scenario, Ithaginis c. geoffroyi sembra essere geneticamente dominante sulle altre due forme coinvolte. Stessa ipotesi, ma personalmente ne sono certo, per Ithaginis c. clarkei. Quindi anch'esso un ibrido derivato dall'incrocio tra Ithaginis c. geoffroyi e Ithaginis c. rocki ( già di per se potenziale ibrido ). Questo in qualche modo giustificherebbe ( come nel caso di Ithaginis c. rocki ): colorazione generale del piumaggio, variabilità fenotipica e scarsità di immagini trovate di questa forma. Ammesso che, fotograficamente, Ithaginis c. clarkei non venga scambiato per Ithaginis c. rochi e viceversa.  Dalle ricerche, e conseguente analisi delle immagini risulta che Ithaginis c. clarkei, non si trova solo nell'area identificata come tipica ( Jade Dragon Snow Mountain nella Prefettura di Lijiang o Likiang - Yunnan Cina ), in quanto, alcune indiscutibili prove fotografiche ( e video ) ne confermano la presenza nell'estremo nord-centro-est dello Yunnan ( area Sangri-La ) e probabilmente ( condizionale d'obbligo ) anche sulle Baima Snow Mountain Natural Reverve. Inoltre, ed ammesso che le immagini ( vedere sia nel proseguo di questa disamina che, alla pagina: Ithaginis c. sottospecie ) non mostrino una variante, o altro, di Ithaginis c. rocki, l'Ithaginis c. clarkei abita anche le Meili Snow Mountain, cioè in piena area tipica attribuita a Ithaginis c. rocki.

Sino al concepimento delle teorie sopra esposte, ritenevo che gli esemplari fotografati sulle Baima Snow Mountain Natura Reserve, piuttosto lontane dalle Meili Snow Mountain ( area tipica di Ithaginis c. rocki ) appartenessero a quest'ultima formaSe la mia ipotesi si dimostrasse corretta, cioè che entrambe le sottospecie, in realtà, sono ibridi naturali, ciò significherebbe che potrebbero essere "riassunte" in un unica forma. La prima dalla colorazione del piumaggio, forse, un poco più ricco, dovuto al fatto di essere una sorta di F1, derivato dall'incrocio di due sottospecie distinte. Mentre iIthaginis c. clarkei deve il piumaggio, di norma, meno marcato, più diluito, nonché estremamente variabile, dal fatto di essere il risultato di incrocio tra una sottospecie distinta e probabilmente geneticamente dominante ( Ithaginis c. geoffroyi ) con quello che già di per se potrebbe essere un ibrido ( Ithaginis c. rocki ). Da considerare anche che le Baima Snow Mountain Natural Reserve  sono prossime, se non confinanti con la gamma di Ithaginis c. holoptilus e piuttosto vicine anche al range storico di Ithaginis c. clarkei. Concetto apparentemente confuso, ma che nella realtà dei fatti è molto più semplice di quello che si potrebbe pensare.

Mi rendo conto che quanto è emerso dallo studio in questione, basato sull'esaminazione di immagini e testi, stravolge, perlomeno nei riguardi delle sottospecie prese in considerazione, quella che è la e letteratura sia storica che moderna ma, ciò, è quanto risulta, quindi non vedo il motivo per il quale non debba farne partecipe anche chi, per scopi scientifici o solo curiosità, volesse approfondire le sue conoscenze al riguardo.

Ma non è tutto, in quanto tutte le sottospecie prese in esame nel presente studio, ed in particolare Ithaginis c. kuseri, hanno molto da raccontare......                                                               

Quattordici sottospecie di Ithaginis cruentus sino ad oggi classificate < 11 universalmente riconosciute e 3 contestate da alcuni autori > :

Ithaginis cruentus cruentus…........( fagiano insanguinato himalaiano – nominale ).......Hardwiche……................1821 

Ithaginis cruentus geoffroyi..........( fagiano insanguinato di Geoffroy ) ...........................Verreaux J. P. .............….1867 

Ithaginis cruentus sinensis............( fagiano insanguinato di David )………………................David...............................1873 

Ithaginis cruentus michaelis..........( fagiano insanguinato di Bianchi )..............................Bianchi............................1903

Ithaginis cruentus berezowskii.....( fagiano insanguinato di Berezowski ).......................Bianchi............................1903 

Ithaginis cruentus kuseri................( fagiano Insanguinato di Kuser ).................................Beebe.............................1912

Ithaginis cruentus tibetanus.........( fagiano insanguinato del Tibet )................................Baker E.C.S.....................1914

Ithaginis cruentus clarkei...............( fagiano insanguinato di Clarke )................................Rothschild......................1920

Ithaginis cruentus rocki..................( fagiano insanguinato di Rock )..................................Riley.................................1925

Ithaginis cruentus beicki.................( fagiano insanguinato di Beick ).................................Mayr e Birckhead...........1937

Ithaginis cruentus marionae..........( fagiano insanguinato di Lady Vernay )......................Mayr................................1941

Sottospecie in contestazione:

* Ithaginis cruentus affinis…..........( fagiano insanguinato del Sikkim ( India )..................Beebe…….…....................1912

Dalla maggior parte degli autori non considerata valida, e inclusa nella forma nominale.

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Da molti autori non considerata valida, e inclusa in I. c. rocki.  

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* Ithaginis cruentus annae..............( fagiano insanguinato di Sage )..................................Mayr e Birckhead..........1937

Dalla maggior parte degli autori considerata non valida e inclusa in I. c. berezowskii  

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Un’altra sottospecie fu descritta da Thayer & Bangs nel 1912 e denominata I. c. wilsoni, ma venne subito contestata e la maggior parte degli autori concorde nel trattarla come variazione di  I. c. geoffroyi.

Il maschio è simile a quest’ultimo, ma è di circa un terzo più piccolo, mentre le caratteristiche della femmina non sono note. La classificazione era basata su due maschi adulti catturati sul Wa-San ( Sichuan centro-meridionale ) nel novembre 1908 durante una spedizione inviata dall'Università di Harvard.  

 

Breve sunto tratto dalla monografia di William Beebe: “si può presumere che questi due maschi “nani” rappresentino effettivamente una specie isolata. Che siano adulti è attestato dalle dimensioni dei due speroni completamente sviluppati su ciascun tarso, rosso corallo, per entrambi i soggetti, così come la cera del becco ed il rosso aranciato della porzione di pelle nuda che circonda le aperture oculari. Confrontati con una nutrita serie di I. c. geoffroyi, non presentano caratteristiche legate al colore che separano le due forme, ma le misurazioni mostrano una notevole differenza delle dimensioni. Pur ammettendo I. c. wilsoni come una specie valida alla luce delle nostre attuali conoscenze, è importante sottolineare il fatto che gli I. c.  geoffroyi residenti nella parte occidentale della loro gamma sono di dimensioni notevolmente maggiori rispetto a quelli di Tatsienlu ( Prefettura autonoma tibetana di Garzè – Sichuan – Cina ) e aree circostanti”.  

                      

Nota: In base all’attuale letteratura, delle 14 sottospecie, tra riconosciute ed in contestazione, 9 si trovano esclusivamente in Cina. Le 5 rimanenti  < I. c. cruentus – I. c. tibetanus – I. c. affinis – I. c. kuseri >  vivono solo, anche, o soprattutto in altri Paesi, occupando marginalmente, oppure in profondità, le aree confinanti con la Cina. Dalle ricerche, parrebbe che I. c. kuseri, in contrasto con la letteratura, sia, e probabilmente lo è da sempre, perlopiù isolato in alcuni territori, come vedremo anche successivamente, del solo Tibet.

Curiosità: Nella letteratura cinese, perlomeno quella da me citata, vengono solitamente riconosciute 12 sottospecie: I. c. cruentus - I. c. affinis - I. c. tibetanus - I. c. sinensis - I. c. geoffroyi - I. c. beicki - I. c. michaelis - I. c. berezowskii - I. c. kuseri – I. c. rocki - I. c. clarckei - I. c. marionae.

Precisazione: E’ importante sottolineare che per effetto della variabilità all’interno della stessa specie/sottospecie, luce, iridescenze, periodo dell’anno, condizione del piumaggio, età del/dei soggetti fotografati, bravura del fotografo, ritocchi fotografici, nostra percezione dei colori ecc., ecc., gli esemplari in esame, per quanto appartenenti alla stessa specie/sottospecie, possono apparire molto diversi. In non pochi casi il rosso di macchie, bande e/o strisce su fronte, testa e lati della stessa, per questioni legate alla fotografia, possono apparire nere o nerastre.

Nella letteratura sia classica che moderna non è specificato, ma prendendo in esame le gamme descritte, la sottospecie di Ithaginis che alberga nelle aree più meridionali ( parallelo più o parallelo meno ) è I. c. marionae. Tuttavia ciò, alla luce di quanto ultimamente appurato, e che vedremo di seguito, non è più corretto in quanto I. c. geoffroyi ha palesemente ampliato la sua gamma sino a raggiungere lo Yunnan centrale ed è quindi da considerarsi, senza ombra di dubbio, la sottospecie che attualmente vive più a sud rispetto a tutti i conspecifici. 

La distribuzione complessiva di questa specie, in base sia alla classica, quanto moderna letteratura, comprende il Nepal settentrionale, Bhutan nord occidentale, Sikkim - nord Arunachal Pradesh - nord Nagaland ( India ) e nord ovest Myanmar. Ma anche, Tibet meridionale e sud orientale, Yunnan nord occidentale, Sichuan, Qinghai, Shaanxi meridionale e Gansu ( Cina ). Per  alcune sottospecie la distribuzione non era, ne è, affatto chiara ( Per approfondimenti vederealla pagina:  Ithanis cruentus sottospecie ).

Ciò premesso e, come ho potuto constatare, non solo nei riguardi di questa specie, le gamme  storiche andrebbero per lo più ridisegnate in quanto molte di esse, per innumerevoli cause, comunque principalmente imputabili a cattiva o frettolosa determinazione dei territori da parte degli autori,  migrazioni più o meno forzate, drastici cambiamenti naturali dell’habitat, desertificazione, espansione antropica, imponenti opere ingegneristiche correlate ha profonde quanto devastanti mutazioni ambientali, hanno ampliato i loro areali, ed in alcuni casi sostituito i conspecifici, e non solo questi, nei territori originali. Ithaginis cruentus geoffroyi, per fare un esempio, che da qualche anno, perlomeno dal 2016 ( anche se è presumibile che lo fosse già da tempo ), cioè da quando risalgono le prime testimonianze confermate da immagini e articoli di giornalisti locali,   però stranamente ignorato sia dagli autori cinesi, che da quelli occidentali, si è stabilito anche nello Yunnan centrale ( sud Cina ). Quindi, oltre a quanto già indicato nella letteratura, attualmente si dovrebbe tener conto del fatto che la sottospecie ha ampliato la sua gamma sino a raggiungere le aree centrali di questa Provincia occupando le Jiaozi Mountain, appena a nord di Kunming, che ne determinano, da quanto è dato, per ora, conoscere, il suo nuovo confine meridionale. Molto probabilmente l'espansione è avvenuta partendo dalla Contea di Muli e/o Liangshan ( Sichuan meridionale – Cina ), approfittando del "corridoio" formato da una vasta area del Sichuan che si "incunea" in profondità nella Provincia dello Yunnan. Da li, le Jiaozi Mountain e territori circostanti non sono lontani. Oppure, in relazione anche ad un'altra sottospecie che vedremo nel proseguo, dalle aree nord-occidentali dello stesso Yunnan, dove è da sempre presente. Gli esemplari delle Jiaozi Mountain, perlomeno fotograficamente, appaiono un poco diversi dai conspecifici che vivono nel nord ovest del Sichuan. Più simili agli I. c. geoffroyi che si trovano nelle aree sud-orientali di questa provincia, e probabilmente anche a I. c. wilsoni. Infatti la cresta, cosi come i ciuffi auricolari, sembrano molto più corti e quasi sicuramente anche la taglia è minore, ma ovviamente attraverso le immagini non è possibile stabilirlo con certezza.

Ithaginis c. geoffroyi fotografati sulle Jaozi Mountain Yunnan Cina - Foto da: www.birdnet.cn Autori 1-2  Chu Tianshu - 3  Tōngtōng. Come si evince dalle immagini, gli esemplari delle Jaozi Mountain ( città-prefettura di Kunming Yunnan Cina ) sembrano, perlomeno fotograficamente, più piccoli rispetto ai loro conspecifici che vivono più a nord e con ciuffo ( cresta ) notevolmente più corto. Più simili all'I. c. wilsoni sopra menzionato.

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Ithaginis c. geoffroyi dello Yunnana -Contea autonoma di Luquan Yi e Miao, città di Kunmin

Ithaginis c. geoffroyi definibile tipico del Sichuan ( Cina ) - Foto da: www.birdnet.cn Autori  1  Blow shadow  -  2   Leshan - Xuefeng  -  3   Daocheng 

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Geoffroyi - Daocheng - coraggioso    5.jpg

La breve presentazione è stata necessaria ad introdurre all’argomento principale di questa disamina, sintesi, non facile, del lavoro di ricerca svolto negli ultimi mesi, riguardante 5 sottospecie per certi aspetti definibili emblematiche < I. c. kuseri – I. c. marionae – I. c. holoptilus – I. c. clarkei > e, se pur solo come riferimento, I. c. rocki. Studio, che pur non essendo ancora arrivato ad una conclusione, mi ha dato già modo di formulare diverse ipotesi così come ad avere qualche certezza, in forte contraddizione con la letteratura sia storica che attuale. Teorie certo, ma supportate da ricerca approfondita e prove fotografiche. Del resto, volendo essere critici, gran parte della letteratura, è costituita da teorie. Soprattutto nei secoli scorsi, cioè sino alla metà del 1900, le pratiche descrittive si basavano quasi esclusivamente sull’analisi visiva correlata alla bravura dell’autore. Spesso il lavoro non veniva eseguito sul campo, ma in qualche museo, studio o laboratorio privato utilizzavano, all’occorrenza, i lavori di altri colleghi, così come per determinare le gamme, non di rado, si basavano sulle testimonianze delle genti locali ecc, ecc. Con questo non voglio certo sminuire il grande e minuzioso lavoro fatto dagli autori del passato, per i quali nutro grande ammirazione, stima e rispetto, ma ho trovato, e non solo in riguardo agli Ithaginis, parecchie incongruenze tra i testi e l’attuale realtà. Probabilmente questi sono anche parte dei motivi per i quali ai nostri giorni molte specie/sottospecie risultano in accertamento o contestazione. Nulla di strano, a mio avviso, stiamo semplicemente assistendo al processo evolutivo, sia esso riguardante le caratteristiche fisiche o ambientali delle specie, anche se in quest’ultimo caso l’espansione antropica, in tutti i suoi aspetti, ha contribuito ad accelerarne, e di molto, i ritmi. Tuttavia, la scelta di un criterio univoco e universalmente riconosciuto atto all’identificazione degli esseri viventi, siano essi animali o vegetali potrebbe, in un certo qual modo, non essere del tutto corretto, soprattutto se parametrato ad epoche diverse in quanto il meccanismo evolutivo, in continuo fermento,  non si arresta nel tempo, ad uno specifico momento. Pertanto, ciò che è stato osservato, studiato e classificato nei decenni o secoli scorsi, appartiene ad una frazione di questo inarrestabile processo naturale in costante mutazione che ai nostri occhi potrebbe anche sembrare parzialmente o profondamente diverso.

Ithaginis cruentus kuseri:

Tutto ebbe inizio qualche mese fa ( anno 2020 ) quando, controllando il mio archivio fotografico, ritrovai un'illustrazione di I. c. kuseri tratta dalla Monografia di William Beebe ( descrittore della sottospecie ). Qualcosa che prima non avevo notato attirò la mia attenzione e nel contempo dare modo di formulare una sorta di esclamazione mentale, “questo non è kuseri” !. Perlomeno non è l'Ithaginis c. kuseri che conosciamo oggi. Stavo disquisendo sul lavoro di uno degli autori più conosciuti, quindi avevo bisogno di prove. In seguito scoprii che anche Mayr, nella sua descrizione di I. c. marionae ( sottospecie simile a I. c. kuseri ), mise, senza però rendersene quasi conto, in dubbio la validità di I. c. kuseri, e questo mi fece capire di essere sulla giusta strada, cioè che i miei dubbi avevano fondamento. Per quanto la descrizione del citato Mayr riguardante I. c. marionae, sia piuttosto stringata, risulta, in alcuni passaggi, basilare alla determinazione del livello di conoscenza che all’epoca avevano di queste sottospecie, ed in particolare alcune considerazioni assumono un ruolo fondamentale.

Descrizione originale di William Beebe: 

Ho avuto un grande piacere nel nominare questo bellissimo fagiano in onore del colonnello Anthony R. Kuser, il cui interesse e generosità hanno reso possibili queste ricerche. 

Nome Specifico: kuseri in onore del colonnello Anthony R. Kuser di Bernardsville, New Jersey.

Località tipo: "area Tseku o Tsekou – attuale Yanmen - località del nord-ovest Yunnan - Cina", Beebe, Zoologica, I. 191 2, p. 190. L’esemplare tipo si trova al Musee Nationale d'Histoire Naturelle di Parigi ( immagini allegate a seguito ).

Distribuzione geografica. - Estremo nord-ovest dello Yunnan sino a raggiungere le Mishmi Hills ( Nord est India ).

Un anno e mezzo dopo, mentre studiavo gli esemplari di fagiani nel museo del Jardin des Plantes di Parigi, mi sono imbattuto in due esemplari montati che mostrato quanto l’Ithaginis dell'estremo nord-ovest Yunnan sia una forma molto ben marcata, di gran lunga la più bella e brillantemente colorata del suo genere. In mancanza di dati sugli esemplari intermedi, gli ho concesso un rango specifico completo .

​La conferma di questa decisione, ed un'estensione della gamma dell’Ithaginis kuseri, è stata resa possibile dal Capitano F. W. Bailey, che ha trovato la specie anche nelle Mishmi Hills, cioè molto a ovest della località da me conosciuta, tra 2400 e 3650 metri di altitudine. In totale sono stati catturati altri dieci esemplari, sette maschi e tre femmine. Tutti questi sostengono la validità dei caratteri sui quali ho basato la determinazione della specie. All’inizio di maggio, sono state raccolte anche tre uova, abbastanza simili a quelle del congenere Ithaginis c. geoffroyi, ad un’altezza di 3650 metri, adagiati sulla nuda terra sotto un ciuffo di bambù, non lontano dal manto nevoso

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       

Nel maschio, la fronte, mento, gola e lati della testa sono cremisi; parte superiore del petto attraversata da uno “stretto”  ( ? ) collare di piume nere con frange cremisi che ai lati si unisce al blu-grigio del mantello; parte bassa del petto, quella superiore del ventre e le corrispondenti del corpo sono cremisi intenso, marcato solo sul rachide da linee verde chiaro molto strette; parte inferiore del ventre ed i fianchi, fino alla coscia, sono in verde mela brillante e chiaro. L'intera testa è principalmente nera, senza  colore bianco o  crema, tranne qualche traccia sulla nuca; parte superiore del corpo uniformemente blu-grigio, con vistose strisce bianche sul rachide senza alcuna sfumatura verde; copritrici alari uniformemente in verde chiaro luminoso; copritrici medie e maggiori  molto lunghe con punte ricurve e decomposte. Sulla parte visibile di queste copritrici, il nero manca del tutto, l'unica caratteristica di rilievo è la striscia verde leggermente più chiara. Le basi nascoste mostrano una sfumatura bruno-rossastra, mentre ancora più basalmente le piume diventano grigio-blu con strette linee nere che delimitano il rachide; frange nascoste, così come quelle della coda, si presentano ben sviluppate e di colore cremisi che sulle copritrici inferiori assume una tonalità brillante. 

La descrizione è dell'esemplare designato come tipo ed è un maschio completamente adulto . No. 179A nella collezione montata del Musee Nationale d'Histoire Naturelle. È contrassegnato con "Yunnan. Prince H. d'Orleans, 1896. "Le misure di questo esemplare sono: culmen, 12; ala, 215; coda, 132; tarso, 64; dito medio e artiglio, 53 mm. Ci sono due speroni sulla gamba destra e un unico a sinistra, ciascuno lungo circa mezzo pollice. L'esemplare è notevolmente tarlato e in cattivo stato di conservazione.

 

Un secondo esemplare di Ithaginis kuseri, il n. 179B, della stessa collezione, è un giovane soggetto nel suo primo anno di vita, con speroni che si presentano come semplici noduli piatti. Corrisponde in tutto e per tutto al tipo, tranne per il fatto che c'è un'infusione di nero ancora maggiore in tutto il piumaggio. La coda, più perfetta che nell'altro maschio, è leggermente più lunga. Sull'etichetta è riportato '' Tsekon”, Yunnan. R. P. Soulie, 1897. Questa località si trova nel "dito", cioè un’area molto stretta ed allungata che caratterizza il nord-ovest dello Yunnan, sul fiume Mekong, a 28 ° di latitudine nord e longitudine di circa 99 ° est, dando così una posizione precisa per la specie.

Successivamente, il signor Eagle Clarke fu tanto gentile da mandarmi un Ithaginis  maschio piuttosto giovane in piena muta che sull'etichetta recava la località "Yunnan". Dopo un attento esame sono giunto alla conclusione che si trattava, senza dubbio, di Ithaginis kuseri, ma un individuo anormale. In nessuna specie compresa in questo genere vi è di norma un aumento dello scarlatto pettorale dopo la prima muta post-giovanile, ma in due o tre sub-adulti avevo già riscontrato una condizione anormale di pigmentazione sotto forma di macchie color ruggine sul piumaggio del petto, sostituite da cremisi nella muta successiva.

​Uno di questi è un maschio dal piumaggio eccessivamente consumato a causa della muta autunnale del secondo anno. La gola ed il petto sono un misto di colore scamosciato e grigio blu, con numerose macchie cremisi semi nascoste sulle nuove piume in crescita. La metà delle primarie è evidente, mentre la coda mostra qualche mutilazione dato che restano solo le due timoniere destre. Per cattiva alimentazione o per qualche altra causa, l'uccello è entrato nella sua muta post- giovanile con una colorazione molto impura e sembra che stia recuperando in parte i colori normali nella muta attuale. Due giovani uccelli maschi del Nepal che ho esaminato mostrano la stessa cosa, un eccesso di color cuoio al posto del cremisi.

La femmina di Ithaginis c. kuseri differisce dalla conspecifica I. c. cruentus per essere generalmente più scura. Il rossiccio della forma nominale è sostituito dal marrone, ed il petto, invece di essere semplicemente marrone ruggine o rossiccio, è vermicolato con marrone e color scamosciato. L’ardesia di testa e nuca è molto più scuro, quasi nero, ed il castagno di fronte e lati della testa è molto più ricco e profondo.

Particolare dell'illustrazione ( painted by_Lodge_and_Thorburn - Monograph of the Pheasants, Volume 1 by William Beebe ) di "I. c. kuseri " ( ? ) descritto da Wlliam Beebe 

Kuser's_Blood_Partridge_by_Lodge_and_Thorburn Monograph of the Pheasants, Volume 1 by Will

Illustrazione originale ( painted by_Lodge_and_Thorburn - Monograph of the Pheasants, Volume 1 by William Beebe ) di "I. c. kuseri " ( ? ) descritto da Wlliam Beebe, con evidenziati i particolari che non corrispondono al vero  I. c. kuseri. 

Kuser's Blood Partridge by Lodge and Thorburn Monograph of the Pheasants, Volume 1 by Will

Ithaginis kuseri..... Beebe, Zoologica, I. 191 2, p, 190. Ithagenes cruentus kuseri Baker, Bull. Brit Orn. Club, XXXIII, 191 3, p. 83.

Ithagenes kuseri... Baker, Bull. Brit Orn. Club, XXXV. 1914, p. 18; Baker, Ibis, 1915, pagg. 122; Baker, Jour. Bomba. Nat His. Soc, XXIV. 1916, p. 395.

Pelle olotipo, originalmente montata,  di Ithaginis descritta e denominata Ithaginis c. kuseri  da Wlliam Beebe ( Museo d'Histoire Naturelle de Paris - Francia ) 

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Targhette identificative della pelle, originalmente montata, descritta e denominata Ithaginis c. kuseri  da Wlliam Beebe ( Museo d'Histoire Naturelle  Paris - Francia ) 

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Kuseri descritto da Beebe 1912 -  5 ( ba
Kuseri descritto da Beebe 1912 -  6 ( ta

Sintesi della descrizione originale di I. c. marionae pubblicata di Mayr nel 1941 e considerazioni inserita in questo punto, ma che troveremo anche più avanti, in quanto estremamente importante per comprendere la conoscenza che all'epoca avevano delle varie sottospecie di Ithaginis: “Simile a I. c. kuseri di Beebe ma, con sopracciglia interamente rosse, o rosse con alcune macchie nere; gorgiera nera più o meno interrotta al centro della gola, ed anche le penne nere sparse di quella regione sono in parte rosse; striature bianche più strette e quasi obsolete sulla parte superiore della schiena; petto con maggiore estensione e densità del rosso; ala più corta, 190-200, contro 200-208 mm. Si differenzia dai conspecifici per avere i ciuffi auricolari completamente neri e la notevole quantità di rosso nel piumaggio.

Un confronto della presente serie di pelli con l’illustrazione dell’esemplare tipo di I. c. kuseri ( Beebe, "Monograph of Pheasants, vol. io. pl. i.) e con illustrazioni aggiuntive ( Ibis, 1915, tav. iii. ) e descrizioni ( Greenway, 1933, Bull. Mus. Comp. Zool. lxxiv. p. 115 ) evidenzia che due diverse forme sono state incluse in "kuseri ". Un esemplare con sopracciglia prevalentemente nere e l’altro con sopracciglia prevalentemente rosse. La descrizione originale di I. c. kuseri purtroppo non è molto dettagliata, ma le illustrazioni mostrano chiaramente che l’esemplare tipo presenta sopracciglia più o meno nere. Un soggetto quasi topotipico ( la tipologia è Tseku  o Tsekou – Attuale Yanmen - località del nord-ovest Yunnan - Cina ) raccolto da Rock sul Mt. Uombala presenta sopracciglia completamente nere, ed è quindi ovvio che l'esemplare con le sopracciglia rosse è senza nome. Un solo maschio adulto della valle di Adung è esattamente intermedio tra I. c kuseri I. c. marionae.  Una serie più ampia deve essere esaminata, in considerazione della variazione individuale riscontrata in questa specie, prima che la popolazione della valle di Adung ( nord Myanmar al confine con il Tibet ) possa essere assegnata a una delle due forme.  Nel colore del viso sembra più simile a I. c, marionae, ma con larghe strisce dorsali tipiche di I. c. kuseri di Beebe. Gli Ithaginis delle colline di Mishmi sembrano appartenere a I. c. kuseri, a giudicare dall’illustrazione iii. in "L'Ibis", 1915 (p. 122).]”.

Alcune interessanti note di Mayr, riguardanti i due esemplari ( pelli originali ) descritti da Beebe come “kuseri” raccolte e donate al M.N.H.N de Paris, da R. G. Soulie: La descrizione è dell'esemplare designato come tipo ed è un maschio adulto  No. 179A della collezione montata del Musee Nationale d'Histoire Naturelle di Parigi. Contrassegnato con "Yunnan”. Prince H. d'Orleans, 1896. "Le misure di questo esemplare sono: culmen, 12; ala, 215; coda, 132; tarso, 64; dito medio e artiglio, 53 mm. Presenta due speroni sulla zampa destra e solo uno sulla sinistra, ciascuno lungo poco più di un centimetro. L'esemplare è notevolmente tarlato e in cattivo stato di conservazione.

Un secondo esemplare di Ithaginis c. “kuseri” è il n. 179B della stessa collezione. Si tratta di un giovane maschio di circa un anno, con speroni che appaiono come semplici noduli piatti. Corrisponde in tutto e per tutto al tipo, tranne per il fatto che c'è un'infusione di nero ancora maggiore in tutto il piumaggio. La coda, più perfetta che nell'altro esemplare, è leggermente più lunga. L’ etichetta riporta '' Tsekon, Yunnan. RP Soulie, 1897. "Questa località si trova nel “dito” nord- occidentale dello Yunnan, sul fiume Mekong, a 28 ° di latitudine nord e longitudine circa 99 ° est, dando così una posizione precisa per la specie. 

Mayr, nel corso delle sue osservazioni, a mio avviso, ha frainteso alcuni aspetti del lavoro di Beebe. Aveva intuito che la descrizione di “kuseri” poteva essere il frutto di un errore, pur non avendolo completamente compreso. Infatti  pensa che la pelle con sopracciglia nere, per quanto lo stesso Beebe la definisca come appartenente ad un esemplare giovane, sia quella utilizzata per la descrizione di “kuseri”, mentre l’altra, con sopracciglia più o meno rosse, secondo lui, sarebbe senza nome. In realtà dovrebbe essere esattamente l’opposto, in quanto Beebe, sia dalla illustrazione che dalla stessa descrizione, deve aver esaminato l’esemplare ( adulto ) con sopracciglia più o meno rosse, cioè, con tutta probabilità, quello che oggi conosciamo come I. c. holoptilus, accentuando, seppur di poco, solo il colore della striscia sopraorbitale che in quest’ultimo è nera e rossa. Soprattutto la pelle dell’esemplare adulto era vecchia ed in pessime condizioni, quindi è probabile che nel descrivere e illustrare certe parti, l’autore si sia affidato un poco alla fantasia, oppure abbia fatto una sorta di piccolo collage da entrambe.

 

Il “kuseri” che conosciamo oggi corrisponde alla sottospecie di Ithaginis ritenuta più bella e colorata, con caratteristiche particolarmente distintive riguardanti soprattutto le bande sopraorbitali e ciuffi auricolari completamente neri, ampio ed evidente “collare” bianco quasi puro,  larga gorgiera nera mai interrotta al centro della gola e petto in un esteso quanto marcato rosso cremisi. Quindi tutte particolarità facilmente riscontrabili anche attraverso le immagini. Mayr, descrive I. c. marionae con sopracciglia rosse o macchiate di nero ( I. c. kuseri interamente nere ) e ciuffi auricolari neri ( come in I. c. kuseri ), aggiungendo un particolare importantissimo: < “quest’ultima caratteristica e la notevole quantità di rosso nel piumaggio, distingue I. c. marionae da tutti conspecifici” >. Come si evince anche dall’illustrazione raffigurante il kuseri di Beebe i ciuffi auricolari sono biancastri e la quantità di rosso è tutt’altro che notevole. Inoltre, la descrizione di I. c. marionae è avvenuta nel 1941, cioè quando tutte le altre sottospecie di Ithaginis erano state già descritte, o si presumeva lo fossero, perciò è evidente che Mayr, e probabilmente anche gli altri autori, sino ad allora non si fossero ancora accorti dell’esistenza del vero I. c. kuseri, fors’anche perché apparentemente molto simile, per quanto sia fondamentalmente diverso da I. c. marionae. Quindi ad oggi, e se le mie teorie fossero confermate, la forma che conosciamo come “kuseri”, in realtà sarebbe innominata e Ithaginis c. holoptilus dovrebbe sostituire l'attuale nome con Ithaginis c. kuseri. Purtroppo, nella maggior parte delle descrizioni gli autori, Delacour compreso, sembrano volutamente ignorare, oppure è passata inosservata, la colorazione dei ciuffi auricolari, quando in realtà risulta di fondamentale importanza nella differenziazione delle sottospecie, ed in particolare quelle in esame.

L'Ithaginis c. kuseri oggi conosciuto e che, in realtà, dovrebbe essere considerato innominato - Foto da:  1 Jianlong Tourism Company Jon's Private Tours  - 2  www.birdnet.cn Autore:  Shanjin parrot - 3  www.cnbird.org-cn Autore: Zhang Guolao   Località indicate dai fotografi : Prefettura di Linzhi o Nyingchi - Tibet  - Cina )

#Bird #Birdphotography #Yunnanbird Yunna
Kuseri -  Lankang (Prefettura di Shanna)
+kuseri 5 Zhang Guolao 2011-Spring Tibet Linzhi www.cnbird.org cn.jpg

Ricapitolando: Sulla targhetta della prima pelle descritta da Beebe è riportato solo Yunnan ( comesi evince anche dalla foto sopra poste ), mentre sulla seconda Tsekon o Tseku ( nord-ovest Yunnan ) che, guarda caso, è in piena area I. c. rocki. L’esemplare ritratto nell’illustrazione di Beebe, per ovvi motivi fenotipici non può essere l’I. c. kuseri che conosciamo attualmente, né tantomeno I. c. marionae o I. c. rocki . Tra l’altro, all’epoca della descrizione del presunto “kuseri”, queste forme non erano ancora note. Nell’illustrazione, la colorazione in generale del piumaggio come pure la linea sopraorbitale, i ciuffi auricolari biancastri, il “colletto” biancastro striato ( non bianco quasi puro ) e poco evidente così come il petto non marcatamente rosso cremisi, fanno pensare, ma personalmente ne sono certo, com'anche sopra citato, che l’esemplare ritratto, prendendo spunto dalla pelle del Musee Nationale d'Histoire Naturelle di Parigi, sia I. c. holoptilus, mentre l’altra, attualmente conservata nel Museo di Londra, come da provenienza indicata sulla targhetta, è sicuramente di I. c. rocki. Oltretutto, ed a maggior conferma di quanto appena asserito, non ho mai trovato la benché minima traccia fotografica della presenza di I. c. kuseri. nello Yunnan. Quest’ultima riflessione mi da modo d’allacciami ad un'altra questione, per quanto non ancora del tutto chiarita, riguardante la gamma di questa sottospecie che storicamente dovrebbe comprendere le Mishmi Hills ( Arunachal Pradesh nord-orientale – India ), sud est Tibet ( Cina ) ed estremo nord-ovest dello Yunnan ( Cina meridionale  ). Non considerando lo Yunnan, dalle ricerche, supportate da prove fotografiche, sembra, perlomeno sino ad oggi, che la sottospecie viva solo in alcune aree della Prefettura di Nyingchi, ed in particolare nel Grand Canyon del fiume Yarlung Zangbo. Probabilmente lo stesso Yarlung ne delinea il confine sud-occidentale, mentre i fiumi Nujiang e Lanchang  quello sud-orientale, oltre i quali, tra l’altro, si trova I. c. geoffroyi. Con questo non escludo la possibilità che possa verificarsi anche sulle Mishmi Hills e territori intermedi, ma ad oggi non sono riuscito a trovare prove che lo possano confermare. Pur essendo le Mishmi Hills e aree circostanti, piuttosto frequentate da turisti, fotografi di ogni livello e birdwatching, i fagiani insanguinati che vengono molto spesso immortalati sono I. c. cruentus – I. c. affinis e I. c. tibetanus, di kuseri neppure l’ombra. In effetti qualche foto,, proprio da questa località, esiste: una raffigurante un esemplare non più in vita, probabilmente caduto in qualche trappola perciò di difficile identificazione avendo il piumaggio fradicio e la testa che, essendo piegata da un lato, risulta seminascosta, quindi potrebbe anche essere I. c. marionae, mentre l’altra è di una femmina, quindi pressochè impossibile da analizzare fotograficamente ( il riconoscimento fotografico, per la maggior parte delle femmine di Ithaginis, e non solo loro, è reso alquanto difficoltoso dalla loro somiglianza, differenziandosi in particolari e cromatismi che, solo attraverso l’analisi visiva ravvicinata possono essere riscontrati ). Un altro paio di immagini, sempre dalle Mishmi Hills, anch'esse con un maschio non più in vita caduto in una trappola che, per quanto il piumaggio sia umido e scomposto, mostrano inequivocabilmente che si tratta di Ithaginis c. marionae.   

Qualche passaggio riguardante le osservazioni del Capitano F. M. Baily in cui vengono menzionati alcuni uccelli, ed in particolare un maschio che potrebbe essere il vero kuseri, com’anche marionae:

“Gli esemplari descritti da Beebe, entrambi maschi, vennero collezionati nello Yunnan ( Cina ), ad  una considerevole distanza dalle Mishmi Hills, ed il maschio inviatomi da quest'ultimo luogo differisce da loro in diversi particolari. In generale, i colori sono più profondi e vividi, il grigio è ovunque più scuro e il cremisi più ricco e ancora più esteso nelle parti inferiori. Le strie bianche sul dorso sono più strette e meno cospicue, mentre quelle sulle penne delle ali sono più larghe. Quest’ultime sembrano ancora più scure, mentre le secondarie, specialmente quelle più interne, presentano bordi meno larghi in color cuoio biancastro. Nel kuseri di Beebe, le penne interne sono molto screziate, mentre nel presente esemplare sono immacolate tranne che per le ampie strie bianche, mentre le screziature color cuoio sono generalmente più scure. Il bruno rossastro di I. c. cruentus in I. c. kuseri è sostituito da brunastro e, il petto è vermicolato da un instabile marrone e cuoio quasi un semplice color ruggine. L’ardesia di testa e nuca è molto più scuro, quasi nero, e il castano della fronte e lati del capo di un colore più ricco. 

Nella pelle fresca le zampe del maschio sono di un vivido scarlatto con due corti speroni neri su ciascun tarso; becco brunastro quasi nero. Nella femmina le zampe sono marrone corno opaco, forse più color carne in vita; becco praticamente nero”.

La dimensione di entrambi i sessi ( delle pelli da Mishmi Hills ) sembra essere la stessa di I. c. cruentus.

Sintesi delle osservazioni d E. Baker:

Ithaginis cruentus kuseri (Beebe). [ da: 1.91 3.] E. C. S. BAKER: Birds from the· Mishmi Hills. ]  No. 25380. is, Upper l\1atlln Valley, Mishmi Hills 2500 metri - 28-iii-I3.

“Questo bellissimo fagiano è stato recentemente descritto da W. Beebe da due pelli, una conservata al Museum d'Histoire Naturelle de Paris e l’altra nella collezione del British Museum di Londra. Rispetto a quest'ultima pelle il presente esemplare è notevolmente più luminoso, il nero è più intenso, il cremisi sia del petto che delle altre parti è più vivo e forse più esteso sull'addome, il verde è più ricco, il grigio della schiena più profondo ed in tinta più chiara. Tutte queste difformità, tuttavia, sono probabilmente dovute solo al fatto che la pelle in esame è fresca mentre quelle studiate da Beebe sono, un poco, sbiadite.  Un'altra differenza, richiede un'attenta osservazione, e riguarda le striature bianche sulle parti superiori. Nella pelle dalle Mishmi Hills, queste, sono molto strette, larghe poco più del fusto, mentre nelle pelli dello Yunnan, le striature, sono decisamente più ampie, in alcuni casi fino a mezzo centimetro. Un esame della serie di Ithaginis c. cruentus conservati nel Museo ( non specificato quale ) mostra che la specie è caratterizzata da  una notevole variabilità in riguardo alle sopracitate striature, quindi non sono in grado di asserire che  questa caratteristica sia tutt'altro che individuale. Comunque, se in futuro verranno esaminati altri esemplari e le striature saranno costantemente strette come nel presente uccello, combinate alla colorazione generalmente più intensa, sarà sufficiente dividerlo sottospecificamente da I. c. kuseri. È notevole, ed al tempo stesso molto interessante, che la specie o sottospecie si trovi in un’area tanto vasta da comprendere Mishmi Hills e Yunnan”.

                                                                                                                      Riflessioni personali in riguardo a I. c. kuseri: Dalle osservazioni/descrizioni sia del Capitano Bayli che di Baker traspare la fisionomia piuttosto incerta di una forma che potrebbe sì, essere il vero I. c kuseri, come anche I. c. marionae. Purtroppo entrambi si sono concentrati soprattutto sui cromatismi dorsali, importanti sicuramente, però al fine di differenziare gli esemplari da loro esaminati, dalle pelli descritte da Beebe, ma che a noi risultano di poco aiuto per determinare, con una certa sicurezza, a quale sottospecie appartenessero. Tuttavia, pur se in base a quanto sono riuscito a stabilire, la classificazione di I. c. kuseri, sarebbe da considerare come un evidente sbaglio, quindi andrebbe rivisto e corretto, il “mondo” delle autorità in materia sembra non considerarlo. Anzi, tra le altre cose, continuano ad indicare lo Yunnan come gamma di questa forma. Probabilmente, troppo impegnati nel pubblicare libri o monografie, dispensare consigli e giudizi, non se ne sono neppure accorti. Quindi, gli stessi errori verranno immancabilmente ripetuti nelle varie pubblicazioni.

Conclusione: In riferimento ai sopracitati motivi, e ad altri, che per ragioni di spazio non posso elencare, l’illustrazione ecc., è a me palese, ma a questo punto, credo lo sia a tutti, che la descrizione di Beebe è riferita alla forma denominata, successivamente, da Greenway < holoptilus >, quindi, oltre al fatto che I. c. holoptilus dovrebbe essere riconosciuto come kuseri, spetterebbe a Beebe l’assegnazione di descrittore.  

Tibet 1: in verde l e aree, seppur delimitate in maniera approssimativa,  della Prefettura di Nyingchi, meglio conosciuta come Linzhi, compresa tra i fiumi Yarlung Zangbo, Nujiang e Lanchang dalla quale provengo tutte le immagini, certe, di I. c. kuseri trovate sino ad oggi. 

Tibet ok.jpg

Tibet 2: la Provincia del Tibet con in evidenza la Prefettura di Nyngchi per esteso.

Tibet e Nyingchi Prefecture.jpg

Questo significa, come già sottolineato in precedenza, che il “vero” kuseri ad oggi è senza nome. Inoltre, la gamma di questa sottospecie, perlomeno in base alle descrizioni originali, non è mai stata accertata con chiarezza, quindi la mia ipotesi, supportata da prove fotografiche e ricerche, che in realtà si trovi pressoché circoscritta in alcune aree del Tibet sud-orientale diviene quasi certezza. Infatti sembra ormai plausibile che sulle  Mishmi Hills non viva, e sia stato, il “kuseri” tibetano, quello vero. Forse una forma intermedia, o più verosimilmente che nel nord dell’Arunachal Pradesh ( Mishmi Hills ) e aree circostanti da sempre alberghi I. c. marionae, come alcune immagini di esemplari intrappolati parrebbero confermare. Ciò significherebbe che gli autori, sia del passato, quanto attuali, frettolosamente, senza troppo soffermarsi sui particolari, confusero  e scambiano le due sottospecie, oppure che, senza aver mai visto, o compreso appieno il fenotipo del vero kuseri tibetano, si siano basati sulle differenze cromatiche riscontrabili tra l'Itaginis "kuseri di Beebe e Ithaginis marionae In ogni caso, è evidente che furono, e vengono ancora fatti, dei palesi errori di valutazione e riconoscimento.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                 

Breve descrizione di I. c. kuseri di Delacour: Il maschio è simile al conspecifico I. c. tibetanus, ma ne differisce nei colori rosso e nero ancora più estesi; fronte, gola e petto rosso cremisi quasi puro; sopracciglio, copritrici auricolari, lati della testa e del collo completamente neri con una larga fascia, sempre, nera tra il rosso della gola e del petto.         

Qualche nota in riguardo al maschio esattamente intermedio tra I. c. kuseri e I. c. marionae  della valle Adung ( estremo nord del Myanmar ) menzionato nella descrizione di Mayr. Prima di tutto, serve chiarire che quanto asserito da Mayr, in riguardo alle specie tra le quali il soggetto sarebbe "intermedio", non è corretto, o perlomeno lo è solo in parte dato che all'epoca per I. c. kuseri si intendeva l'I. c. holoptilus descritto da Beebe. Quindi tutto deve essere considerato in un ottica ben diversa. Inoltre servirebbe avere, ma credo non sia possibile, una dettagliata descrizione della forma intermedia in quanto, è probabile che potesse essere ho il sospetto che potesse trattarsi di un ibrido naturale prodotto dall'incrocio tra il vero I. c. kuseri  ( tibetano ) che Mayr non poteva conoscere , e I. c. marionae.   

A supporto di tale riflessione le foto sottoposte, col maschio che in un primo momento avevo pensato potessero essere riferibili all'intermedio citato da Mayr, rappresentano un ottimo materiale di riferimento ed analisi.  Come si evince, la località indicata dal fotografo si trova in area I. c. kuseri, ma non lontano dalla Adung valley, tuttavia l'esemplare ritratto mostra inequivocabili caratteri riconducibili a I. c. marionae. Purtroppo ne vediamo solo le parti frontali, sufficienti comunque ad una prima valutazione della gorgiera nera che si presenta piuttosto stretta e frammentata mentre il sopracciglio è pressochè solo rosso.  

Autore:  Dong Lei. Nel primo piano ( immagine sulla destra ) sono evidenziati i particolari che suggeriscono la possibile natura mista di questo esemplare ( località indicata dal fotografo: Yarlung Zangbo River Grand Canyon, Prefettura di Linzhi < o  Nyingchi > - Tibet  - Cina )

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Rochi o kuseri + www infoglas ru - Copia.jpg

Ithaginis cruentus marionae:

Molto interessante, e non meno complesso, anche quanto è emerso dalle ricerche riguardanti Ithaginis c. marionae, che in molti testi della letteratura classica ( Delacour, per citare uno dei più famosi autori ) è ritenuto, seppur con punto interrogativo, distribuito solo, perlomeno in base alle conoscente di quel tempo, nel nord-est Myanmar ( Nyetmaw Pass - nei pressi del confine con lo Yunnan - Cina  ), mentre è molto probabile, se non quasi certo che, oltre al Myanmar settentrionale, la sottospecie si trovi anche nel Nagaland ( Nord-est India ) lambendo ed occupando parte delle aree storiche attribuite a I. c. kuseri nel nord dell’Arunachal Pradesh ( Mishmi Hills - Nord-est India ), come alcune immagini parrebbero indicare. Così come in quella più recente o moderna nella quale, oltre alle località appena citate, viene menzionato anche l'ovest dello Yunnan ( Cina ) riferito ai Gaoligongshan. Range che parrebbe, comunque, da verificare, se non altro per stabilire la reale posizione di questa forma dato che nelle stesse aree, da nord a sud, le immagini ci "raccontano" che oltre ad esemplari fenotipicmente del tutto simili a Ithaginis c. marionae, ve ne sono altri che sfoggiano lo stesso tipo di piumaggio di questi ultimi ma presentano evidenti ciuffi auricolari bianchi o biancastri e pelle nuda attorno alle aperture oculari che, perlomeno fotograficamente, quindi con tutti i distinguo del caso, si presenta seconda dei soggetti interessati, giallastra o giallasta arancione ( caratteristica di Ithaginis c. holoptilus )  mentre in Itaginis c. marionae è sempre giallastra. Non è chiaro se le due forme interagiscano o meno.

Illustrazioni di I. c. marionae  da: 1  Chinese National Geography www.birdingbeijing.com ( notare, come da letteratura cinese, le coperture auricolari siano biancastre e la linea sopraorbitale interamente rossa. Comunque, entrambe le raffigurazioni possono essere considerate corrette, nonostante l'illustrazione cinese sia sicuramente riferita ad I. c. holoptilus, in quanto come da descrizione, I. c. marionae di norma presenta coperture auricolari mere ma, occasionalmente, alcune piume possono essere biancastre  )  -   2  © Anil DaveDinodia Photo  Dinodia Photo  ( con coperture auricolari interamente nere e linea sopraorbitale rossa ).  

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© Anil DaveDinodia Photo  Dinodia Photo

Sintesi della descrizione originale di I. c. marionae pubblicata di Mayr nel 1941 ( già sopra citata ): “Simile all'Ithaginis c. kuseri di Beebe ma, con sopracciglia interamente rosse, o rosse con alcune macchie nere; gorgiera nera più o meno interrotta al centro della gola, ed anche le penne nere sparse di quella regione sono in parte rosse; striature bianche sul dorso più strette e quasi obsolete sulla parte superiore della schiena; petto con una maggiore estensione del rosso; ala più corta, 190-200, contro 200-208 mm. Si differenzia dai conspecifici per avere i ciuffi auricolari completamente neri e la notevole quantità di rosso nel piumaggio.

Un confronto della presente serie di pelli con l’illustrazione dell’esemplare tipo di I. c. kuseri ( Beebe, "Monograph of Pheasants, vol. io. pl. i.) e con illustrazioni aggiuntive ( Ibis, 1915, tav. iii. ) e descrizioni ( Greenway, 1933, Bull. Mus. Comp. Zool. lxxiv. p. 115 ) evidenzia che due diverse forme sono state incluse in "kuseri ". Un esemplare con sopracciglia prevalentemente nere e l’altro con sopracciglia prevalentemente rosse. La descrizione originale di I. c. kuseri purtroppo non è molto dettagliata, ma le illustrazioni mostrano chiaramente che l’esemplare tipo presenta sopracciglia più o meno nere. Un soggetto quasi topotipico ( la tipologia è Tseku – Località del nord-ovest Yunnan ) raccolto da Rock sul Mt. Uombala presenta sopracciglia completamente nere, ed è quindi ovvio che l'esemplare con le sopracciglia rosse è senza nome. Un solo maschio adulto della valle di Adung è esattamente intermedio tra I. c kuseri e I. c. marionae.  Una serie più ampia deve essere esaminata, in considerazione della variazione individuale riscontrata in questa specie, prima che la popolazione della valle di Adung ( nord Myanmar al confine con il Tibet ) possa essere assegnata a una delle due forme.  Nel colore del viso sembra più simile a I. c, marionae, ma con larghe strisce dorsali tipiche di I. c. kuseri di Beebe. Gli Ithaginis delle colline di Mishmi sembrano appartenere a I. c. kuseri, a giudicare dall’illustrazione iii. in ( "L'Ibis", 1915 (p. 122”).

Ithaginis c. marionae - Foto da: Njal Bergè

marionae -  06-12-2018 Baihualing Bird S
Marionae - ( da Njal ) no autore probabi
Marionae - ( da Njal ) no autore probabi

Innanzitutto dobbiamo considerare che, come già menzionato, I. c. marionae e I. c. holoptilus sono fenotipicamente molto simili e, fors'anche per questo che si è fatta molta confusione. Secondo Delacour I. c. holoptilus, ( descrizione nella parte relativa a questa sottospecie ) è del tutto identico nelle parti inferiori a I. c. marionae che per contro in quest’area del corpo, e non solo, risulta molto diverso da I. c. rochi.  Inevitabile dunque, per quanto solo come riferimento e/o curiosità, fare un certo tipo di ragionamento riguardante le date in cui furono scoperti o descritti: Ithaginis. c. holoptilus – descrizione del 1933 - scoperto però nel 1931, come da riferimento/pelli collezionate -  I. c. marionae descritto nel 1941, cioè 10 anni dopo ). Quindi, posso cercare di capire,  senza condividere, che inizialmente, perlomeno fin quando I. c. marionae non venne descritto, che lo si potesse considerare sinonimo di I. c. rocki, ma non successivamente. Così come non comprendo ( basterebbe leggere attentamente le descrizioni ) come alcuni autori, testi e siti web, possano ritenere I. c. holoptilus una variante geografica di I. c. marionae.  Probabilmente, e come spesso succede, è dovuto allo spirito di “gregge”, al “seguire” una certa linea comune, una sorta di copia incolla, per utilizzare termini attuali, che per superficialità ed incompetenza porta al pensiero unico, dando tutto per scontato, senza preoccuparsi minimamente della correttezza e veridicità di quanto pubblicato. Quindi, considerando le descrizioni, potrei, comunque a fatica,  provare a capire il sinonimo, senza però accettarlo, sapendo quanto le due forme siano diverse in non pochi particolari, ma categoricamente rifiuto che una specie ( I. c. holoptilus - 1931 ) venga considerata variante geografica di un consimile ( I. c. marionae - 1941 ) descritto dieci anni dopo. Mi sembra funambolico come concetto. La logica impone, sempre e comunque, che il primo ad essere scoperto debba considerarsi specie o sottospecie, e non la forma descritta successivamente, che tuttalpiù ne diverrebbe sinonimo o variante. In questi anni mi sono trovato altre volte di fronte ad incongruenze di questo tipo, quindi il mio stupore è comunque contenuto, ed ho imparato a trattare la letteratura e soprattutto quanto trovato sul web, con la dovuta cautela senza mai dare nulla per scontato.

Ora, per poter comprendere a fondo la disamina, diviene indispensabile una breve, quanto doverosa, cronistoria della trattazione dalla quale, ovviamente, è stato estrapolato tutto quanto precedentemente citato in relazione a I. c. geoffroyi - kuseri e marionae. Studio che nel corso dei mesi, con la continua acquisizione di ulteriori informazioni ha cambiato spesso "volto, dando vita a nuove supposizioni ed ipotesi. Essendo stato uno dei primi, se non il primo, perlomeno da quello che si evince dai risultati, ad interessarsi attivamente a questo genere, intenzionato come nel caso di altri, a dare una reale fisionomia a sterili nomi scientifici o comuni, iniziai la non facile ricerca. Per alcune, le più note, non fu troppo complicato, per le altre invece, potendomi basare solo su descrizioni spesso troppo sintetiche ed approssimative, quindi non adatte alla formulazione di valutazioni o confronti attendibili, non è stato affatto semplice. Anzi, ho impiegato circa tre anni per completare la serie di immagini riguardanti tutte le sottospecie di Ithaginis, ed alla fine del 2017 potevo affermare che il mio sito, gbp.bio, era l’unico a poterle mostrare fotograficamente. Tutte, tranne I. c. holoptilus, ma ero per così dire tra l’incudine ed il martello, tra la mia voglia di chiarire il mistero ed i “corridoi” del web, sempre stracolmi di pseudo saggi e/o presunti esperti, che mi facevano capire di non perdere tempo nella ricerca dell’inesistente.

Per fortuna, mia, sono una persona piuttosto indipendente, soprattutto mentalmente, e la contrarietà, quando reputo ingiustificata, è per me un ulteriore stimolo a perseverare. Nonostante tendessi a voler concentrare la ricerca sui Gaoligongshan < Shan in cinese = montagna/e > ( Yunnan - Cina ), il più delle volte trovavo immagini di soggetti, che in un primo momento ritenetti fossero di Ithaginis c. marionae, sui Changshan cioè nella Prefettura di Dali Bai - Yunnan nord-occidentale, geograficamente confinate con il sud del Distretto di Lijiang indicato nella letteratura sia classica che moderna, come area, anche, di I. c. holoptilus  e, relativamente lontano dai Gaoligogshan. Immagini che, aimè pubblicai, senza troppo approfondire, sul Web come I. c. marionae. Tuttavia nessuno, neppure gli autori e/o allevatori più conosciuti, ebbe da obiettare. A dire il vero, mi accorsi di alcune differenze di colorazione del piumaggio e dei ciuffi auricolari biancastri, ma li considerai come naturale variazione. Solo quando, come menzionato nella parte dedicata a I. c. kuseri, notai la difformità tra l’illustrazione di Beebe ed il kuseri che attualmente conosciamo, qualcosa si accese nella mia mente, ed in un attimo tutto, o quasi, mi fu chiaro. Certo, a voler essere pignoli, la gamma storica di I. c. holoptilus si trova più a nord, nel Distretto di Lijiang, ma come avevo, ed ho, potuto constatare in molte altre occasioni, sono distanze non certo proibitive. Particolari che possono sembrare di poco conto, che però mi sono bastati a formulare una serie di ragionamenti in netto contrasto con la letteratura, ed a concentrare le ricerche proprio nell’area menzionata. 

A questo punto era ormai evidente che gli uccelli di Dali non appartenevano alla sottospecie Ithaginis c. marionae. Supposizione, iniziale, dovuta sia alle differenze fenotipiche quanto al presumere che per questioni geografiche e barriere naturali, non fosse mai sceso dai Gaoligongshan e oltrepassato i fiumi Nu-Jang e Lancang per poi dirigersi verso est a raggiungere Dali ed i Changshan. Esaminando la mappa dello Yunnan ( a seguito ) si evince una topografia piuttosto regolare sviluppatasi pressoché solo in verticale ( Longitudine ) con imponenti catene montuose intercorse da estese vallate nelle quali scorrono ampi ed impetuosi fiumi. Quindi, difficile pensare che esemplari appartenenti ad una specie adattata alle alte ed altissime quote, poco inclini al volo, il cui limite a eventuali migrazioni è probabilmente dato proprio da questa loro attitudine o alla possibilità di poter utilizzare per gli spostamenti dei “corridoi” in quota, scendano a valle ed attraversino vasti corsi d’acqua per raggiungere località ignote. Qualche soggetto potrebbe aver utilizzato ponti o altre costruzioni umane similari, ma sarebbero eccezioni, non certo la regola. Perciò uno spostamento di tale portata lo ritengo difficile, per quanto non impossibile, soprattutto se ad intraprenderlo fosse Ithaginis c. holoptilus approfittando di alcune aree della sua gamma favorevoli a tale scopo.

In generale sia da parte degli autori, quanto nella letteratura, i riferimenti a questo genere poco comune, non sono molti, quindi diviene problematico fare affidamento su quanto menzionato nei testi e/o web, relativamente a ricerche complesse. Inoltre, da considerare, perlomeno dalla difficoltà emerse nel reperire immagini di questa sottospecie, ( così come di Ithaginis c. rochi e Ithaginis c. clarkei ) che un altro ostacolo potrebbe essere costituito dal numero apparentemente esiguo di soggetti che costituiscono popolazioni  teoricamente frammentate. Detto questo, ultimamente, perlomeno nello Yunnan, lo stato di  questa forma sembra migliorato, come suggerito da immagini scattate da sud a nord dei Gaoligongshan, alcune delle quali in piena area Ithaginis c. rochi.                                                                                                                                                                    A supporto della teoria che Ithaginis c. marionae possa aver raggiunto i Chanshan ( Dali ) e aree circostanti, non ho mai trovato riferimenti attendibili neppure nella letteratura classica, per quanto relativamente recente, diari e resoconti di viaggio. L'area dello Yunnan interessata , cioè dal confine col Myanmar ( ex Birmania ) ai Changshan ( Dali ) o viceversa, è stata più volte percorsa da esploratori, ornitologi e botanici in diversi periodi ma, per quanto mi è dato sapere, non esistono testimonianze riguardanti osservazioni o catture di Ithaginis provenienti dalle terre “di mezzo” ( aree intermedie ). Ammesso che per "terre di mezzo" non si intenda l'area storica attribuita all'Ithaginis c. holoptlus con, anche, il Laojiun Mountain ( Distretto di Lijiang  - Yunnan - Cina ), che però si trova più a nord-ovest rispetto a Dali. Tuttavia, chi conosce questa stupenda Provincia ( Yunnan ), con una biodiversità probabilmente unica al mondo, sa che la scarsità di notizie o dati provenienti da questi luoghi potrebbero essere messi in relazione alla problematicità nell’esplorare un territorio estremamente difficile dal punto di vista sia topografico quanto per all’aggressiva ostilità dimostrata dalle genti locali, l’imperversare del banditismo organizzato e le violente lotte tribali che all’epoca rendevano l’area estremamente pericolosa, ed in particolare per gli stranieri. Non per nulla definita, con gran parte del Tibet, zona proibita. Considerazione necessaria ma, è altresì vero che anche attualmente dalle aree intermedie sopra citate non è, perlomeno sino ad ora, giunta testimonianza di avvistamenti o catture di Ithaginis. Ciò nonostante, come già sopra accennato, in Cina qualcosa negli ultimi anni è indubbiamente cambiato, e non solo in riguardo a questo genere. Probabilmente dovuto alla crescente sensibilizzazione dei cinesi nei confronti delle specie animali e vegetali, così come la consapevolezza d'essere depositari di un tesoro biologico unico, a portato alla realizzazione di aree protette creando i presupposti necessari al ritorno di specie in territori precedentemente abbandonati a causa, soprattutto, della crescente pressione antropica.  

Dopo il lungo, ma necessario, preambolo, per rimanere in tema con lo studio in questione, è doveroso ricordare che nel 1925 e 1926 Geoge Forrest raccolse alcuni esemplari classificandoli, erroneamente, come I. c. kuseri, essendo, dall'analisi delle pelli, palesemente attribuibili a I. c. marionae, in un area dello Yunnan occidentale compresa tra i fiumi Salween e Sweli ( Salween/Sweli divide ) non ben precisata che potrebbe far parte sia della prefettura di Nujiang quanto trovarsi più a sud di quest’ultima. In ogni caso un'area assolutamente "fuori luogo" per Ithaginis c. kuseri, ma che conferma come facilmente gli autori, esploratori ed ornitologi, per quanto noti, possano cadere in gravi errori. Ciò nonostante, la prima ipotesi risulta essere la più credibile. A complicare ulteriormente le cose è stato il ritrovamento di alcune immagini con esemplari dagli evidenti ciuffi auricolari bianchi su Gaoligongshan. Nonostante sembri sia in aumento, l’esiguo numero di foto scattate sino ad oggi, ritraenti Ithaginis, pur essendo i Gaoligongshan molto frequentati da naturalisti, fotografi e turisti, suggerisce che in queste aree i fagiani insanguinati non sono, o meglio, non dovrebbero essere, numerosi e che gli esemplari con ciuffi auricolari bianchi, immortalati nelle immagini, potrebbero appartenere sia ad una variante geografica di I. c. marionae, ma l'impossibilità di analizzare il piumaggio delle parti superiori, riduce il tutto a semplici ipotesi, comunque, supportata, seppur con non pochi punti interrogativi, dal fatto che le foto, perlomeno quelle trovate sino ad oggi, sono state tutte scattate nelle parti occidentali del fiume Salween ( o Nujiang ). Non lontano si trova anche il Nyetmaw Pass ( nord-est del Myanmar ), località indicata come tipica per I. c. marionae. Poco più ad est il passo di Pianma, che collega il Myanmar con lo Yunnan ( Cina ), sicuramente utilizzato anche da qualche esemplare di I. c. marionae per entrare in territorio cinese e poi, utilizzando il “corridoio” verticale ( longitudine ) in quota offerto dai Gaoligongshan, propagarsi verso sud ed estremo nord  dello Yunnan senza mai ( ? ) oltrepassare il fiume Salween a “conquista” della sponda orientale per poi proseguire verso est. Non da escludere la possibilità che sui Gaoligongshan si trovi anche I. c. holoptilus, che supportata da popolazioni apparentemente più numerose rispetto a quelle del consimile Ithaginis c. marionae, dall’area storica compresa nel Distretto di Lijiang ( oltre ad aver raggiunto  a  sud-est la Contea di Dali stabilendosi soprattutto sui Cangshan ). Ma potrebbe anche essere al contrario. Le nostre cognizioni in materia si basano su quanto menzionato nella letteratura che di prassi cita, come tipica, la località in cui una determinata specie viene scoperta, ma questo non significa che si sia evoluta proprio in quel luogo. Ciò è comunque poco probabile per una serie di fattori troppo lunghi e complessi da condensare in questa disamina, ma comunque possibile, per quanto sia più verosimile che l'espansione verso i Cangshan, dall'area tipo, sia avvenuta in epoca relativamente recente. Questo però avrebbe comportato il difficile attraversamento di due grandi fiumi come il Mekong e Salween, ammesso che non abbiano sfruttato ponti o quant'altro costruito dall'uomo.  Oppure vi siano stati letteralmente portati.

Tuttavia, una tale migrazione non dovrebbe verificarsi in maniera occasionale da parte di qualche individuo, bensì affrontata da piccole o grandi popolazioni che allargando continuamente il raggio d’azione, probabilmente senza mai arrestarsi,  colonizzando nel contempo anche le terre di mezzo.  

Un successivo ed importantissimo ritrovamento di numerose immagini, proprio dall’area storica di I. c. holoptilus, mi convinse definitivamente che anche gli esemplari dei Changshan e territori circostanti ( Dali ) appartengono a questa sottospecie e non a I. c. marionae, come erroneamente avevo sempre ritenuto. Ma anche di essere finalmente al cospetto ( fotografico ) di una sottospecie, sconosciuta, per certi versi quasi mitica, già fotografata, ma mai riconosciuta come tale, quindi le immagini ( solo alcune per ragioni di spazio ) correlate a questo studio, così come quelle visibili alla pagina "Ithaginis cruentus sottospecie" dovrebbero essere considerate come una sorta di piccola, per quanto assoluta, anteprima. 

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Ithaginis cruentus holoptilus:

Descrizione di Delacour: il maschio è intermedio tra i conspecifici I. c. marionae e I. c. rocki ( n.b., per altri autori assomiglia a I. c. kuseri ). Differisce da I. c. rocki nell'avere la banda sopraccigliare e redini neri e rossi anziché solo neri; piume dei lati e del collo bianche delineate da stretta orlatura grigia, piuttosto che grigie con linee del fusto bianco scamosciato caldo; lati della parte superiore del petto più luminoso, di colore rosso e verde, senza la presenza di colore scamosciato; cresta composta da piume corte e lunghe più o meno come le circostanti. Somiglia molto anche al conspecifico I. c. marionae, al quale è del tutto identico nelle parti inferiori; ma se ne distingue per la barratura delle copritrici alari striata di bianco, non completamente nera, le strie sopraccigliari più mescolate al nero; macchia color cuoio sull'occipite che posteriormente sbiadisce in biancastro. La femmina è simile alla conspecifica I. c. kuseri. 

Nota: In riferimento ad una certa approssimazione che traspare dalla descrizione, verrebbe da pensare che Delacour non sia mai stato sul posto o abbia avuto modo di vedere e descrivere I. c. holoptilus attraverso esemplari vivi o pelli fresche, dovendosi quindi basare sul lavoro di altri colleghi. Ciò è possibile, ma il tema del lavoro è comunque confermato anche da altri autori.

Considerazione: Ithaginis c. holoptilus, probabilmente la sottospecie meno considerata e più bistrattata del genere al quale appartiene senza una vera ragione. A mio parere è altresì sbagliato considerarlo sinonimo di Ithaginis c. rocki in quanto, oltre ad essere fenotipicamente piuttosto diverso, presenta colorazione e disposizione delle piume laterali della testa, così come struttura e composizione della cresta, del tutto differenti da quest'ultimo, cioè del tipo sfoggiato da Ithaginis c. marionae o kuseri, mentre in Ithaginis c. rochi sono analoghi ( lunghezza della cresta a parte ) a quelle di Ithaginis c. geoffroyi ( e Ithaginis c. clarkei ). Queste particolarità, sarebbero sufficienti, come in altri casi, a far considerare Ithaginis c. holoptilus sottospecificatamente distinto, ma sembrano passare inosservate agli autori.

Un’altra questione, alla quale non sono ancora riuscito a dare una esauriente spiegazione, riguarda proprio gli esemplari del Changshan ed al, da quando, si trovano in quest’area. La Prefettura di Dali Bai, e la città di Dali in particolare, è stata a lungo il quartier generale di molti esploratori, ornitologi, botanici ecc. Lo stesso Rock < scopritore di I. c. rocki >, nonostante fosse un botanico, per le sue spedizioni nello Yunnan sceglieva spesso questa località come base, ma ne lui, o Clarke < scopritore di I. c. clarkei >, così come altri esploratori o autori hanno mai, da quanto mi è dato sapere, accennato ad una forma di Ithaginis con le caratteristiche di holoptilus nell’area dei Changshan.  Per contro, e sempre relativamente a quanto in mia conoscenza, detti personaggi non hanno mai svolto approfondite spedizioni su queste montagne, quindi è altresì possibile, com'anche già menzionato nella parte relativa a Ithginis c. marionae che potrebbe essere stato al contrario, cioè, la migrazione è avvenuta dai Cangshan al Distretto di Lijiang.  Le nostre cognizioni in materia si basano su quanto menzionato nella letteratura che di prassi cita, come tipica, la località in cui una determinata specie viene scoperta, ma questo non significa che si sia evoluta proprio in quel luogo. Ciò è comunque poco probabile per una serie di fattori troppo lunghi e complessi da condensare in questa disamina, ma comunque possibile, per quanto sia più verosimile che l'espansione verso i Cangshan, dall'area tipo, sia avvenuta in epoca relativamente recente. Tuttavia, una migrazione dall'area tipo o dai Cangshan verso i Gaoligongshan, avrebbe comportato il difficile attraversamento di due grandi fiumi come il Mekong e Salween, ammesso che non abbiano sfruttato ponti o quant'altro costruito dall'uomo.  Oppure vi siano stati letteralmente portati. Inoltre,  una  simile  migrazione  non  dovrebbe verificarsi in maniera occasionale da parte di qualche individuo,

Ithaginis c. holoptilus ( particolare di testa e collo ) 

Holoptilus - Dali Yunnan 17-05-22 - Aichimù 1.jpg

Ithaginis c. rochi ( particolare di testa e collo ) 

ithaginis-cruentus-kawakarpo-mountain-me

bensì affrontata da piccole o grandi popolazioni che allargando continuamente il raggio d’azione, probabilmente senza mai arrestarsi,  colonizzando nel contempo, oltre ai nuovi territori, anche le "terre di mezzo". Solo alcuni testi cinesi, non certo storici, menzionano una forma, da loro riconosciuta come I. c. marionae ( in realtà, Ithaginis c. holoptilus ), che vive nella Contea di Dali e soprattutto sui Changshan ( Prefettura di Dali Bai nello Yunnan nord- occidentale ), quindi non lontano dall’area storica di I. c. holoptilus. Serve altresì considerare, come evidenziato dalle non poche immagini, che la sottospecie è caratterizzata da una certa variabilità, a volte anche rilevante, riguardante soprattutto gli esemplari che vivono nell’area tipica ( Ninety-nine Dragon Lakes – Distretto di Lijiang o Likiang ) che possono presentare la gorgiera nera, esserne del tutto sprovvisti o solo rudimentalmente accennata, mentre nei conspecifici del Changshan è sempre presente ed anche piuttosto evidente. Per cui, variabilità o processo evolutivo in corso? 

Ithaginis c.  holoptilus  - Foto da:  1 Autore: Nandi Lao Shen  -   2   www.tuchong.com  Autore  Wang Jian  -3   www.birdnet.cn Autori  Mingge 1962 e cxm天堂鸟     ( località indicate dai fotografi : 1-3  Laojun Mountain  - Lijiang  31-05-2022 e 20-06-21  - Cina   -  2  Ninety-nine Dragon Lakes Yunnan - non data - Cina ) 

Ithaginis c. holoptilus pare ( forse rocki ) - Yunnan ( non altre indicazioni )  31-05-22
Ninety-nine Dragon Lakes Yunnan - Wang J
Holoptilus - Laojun Mountain - by cxm天堂鸟

thaginis c.  holoptilus  - Foto da:  www.birdnet.cn Autori 1 Mingge 1962  - 2   All empty  -  3  Comandante  ( località indicata dal fotografo:  Cangshan - Dali - Yunnana - no data - Cina ) 

Holoptilus ( Cangshan ) - Versione Area
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Chenguang Yunnan Blood Fagiano - By Coma

thaginis c.  holoptilus  - Foto da:  1-2  Autore:  Aichimù  ( Località indicata dal fotografo: 1-2 solo  Contea di Dali - Yunnan 17-05-22 - Cina )  

Holoptilus - Dali Yunnan 17-05-22 - Aichimù 1_edited.jpg
Holoptilus - Dali Yunnan 17-05-22 - Aichimù 2.jpg

Ithaginis cruentus rocki:  

Descrizione originale di J. F. Rock:

Type, adult male, U.S. National Museum, Nà 296085-Hofiping Mountains Mekong Valley Yunnan – November 1923. Collected by J. F. Rock ( Original N° 1351 ) - Simile a I. c. kuseri -Beebe, ma con copritrici auricolari largamente striate di bianco grigiastro e redini nere non rosse.

Maschio, fronte rosso cremisi e cresta delimitata posteriormente da alcune penne grigie striate di cannella;  cresta complessivamente grigio neutro con striature bianco grigiastre bordate di nerastro su ogni lato; parti superiori, copritrici delle remiganti minori e mediane grigio neutro con striature bianche lungo il rachide delimitate da nerastro su ogni lato; mento gola rosso cremisi; redini e piume che circondano la porzione di  pelle nuda attorno all'apertura oculare nere; copritrici auricolari nere con  ampie striature grigiastro biancastre lungo il rachide che, anteriormente, assumono una colorazione cannella chiaro; gorgiera nera che si estende da dietro le copritrici auricolari sino alla parte anteriore del collo con alcune striature molto fini sui lati dello stesso; collo anteriore e parte alta del petto con alcune striature rosse e cannella; petto rosso cremisi, con striature cannella sulla parte anteriore delle penne e verde chrysolite  bordate da una sfumatura dello stesso colore su quella posteriore; parte centrale del petto verde erba ( crescione ) chiaro con striature verde chrysolite lungo il rachide; piume della parte inferiore del petto basalmente grigio neutro con striature lungo il rachide delimitate da nerastro su ogni lato; ventre grigio neutro chiaro; fianchi grigio neutro con striature bianche lungo il rachide mentre posteriormente risultano bordate di nero su ogni lato, con alcune sfumature e centrate di biancastro; copritrici sottocaudali rosso cremisi con rachide e apici bianchi; porzione esposta delle copritrici alari maggiori e scapolari più lunghe verde erba ( crescione ) con striature lungo il rachide in verde chrysolite, posteriormente bordate di nerastro su ogni lato; primarie e loro copritrici, grigio topo profondo con rachide bianco; secondarie grigio topo profondo con vessillo esterno fulvo dorato e rachide bianco; copritrici caudali superiori grigio neutro con striature bianche lungo il rachide bordato, su ciascun lato, da nerastro, e vessillo esterno ampiamente delimitato da rosso cremisi; coda grigio fumo pallido screziato di grigio topo scuro che, basalmente, diventa di questo colore, vessillo esterno orlato di rosso cremisi ad eccezione della coppia più esterna; cosce grigio neutro con striature bianche ; becco nero con cere salmone ocraceo; zampe rosso corallo ( nella pelle ); iris rosso pesca. La femmina assomiglia alla conspecifica I. c. clarkei, ma la parte posteriore del collo non è così ampiamente contraddistinta da grigio neutro; fronte, guance e gola color cannella rossastra, non fulva oliva; becco rosso più piccolo, e nero solo basalmente.

Osservazioni: il dottor Rock ha ottenuto tre maschi e tre femmine di questo interessante forma. Un maschio assomiglia al tipo, tranne per il fatto che il rosso sul petto presenta più piume centrate sul verde mentre l'altro non ha il nero che si estende lungo la parte anteriore del collo, ma il rosso della gola continua senza interruzione a raggiungere il petto con alcune penne della coda che si presentano grigio fumo senza screziature, diventando biancastre agli apici. L’esemplare tipo e il secondo maschio hanno due speroni sul tarso, il terzo, senza nero sulla parte anteriore del collo, ne è privo; altrimenti sono essenzialmente simili.

Descrizione di Delacour: Nel complesso il maschio assomiglia a I. c. tibetanus, ma con colorazione generalmente più chiara, con meno rosso sul petto, più verde sull'ala; cresta moderatamente lunga e disintegrata, grigia, rossastro fulvo alla base; fronte rossa; redini e sopracciliari neri; copritrici auricolari nere con rachidi bianchi e fulvi, mentre il rosso di gola e guance risulta striato con colorazione fulvo-cannella; copritrici alari interamente verdi con rachide chiaro; parte superiore del petto verde grigiastro con rosso, più fulvo che in I. c. tibetanus; piume del dorso e della groppa grigie senza sfumature verdi, con margini grigio scuro fino a rachide bianco; coda grigio chiaro. La femmina è simile alla conspecifica I. c. tibetanus ma più chiara, più grigiastra e più maculata.

Nota: Ho incluso anche la descrizione di Delacour, ma potrei allegarne anche altre, per far meglio comprendere quanto queste possano essere individualizzate a seconda della bravura non solo scientifica dell’autore, ma anche dalla sua preparazione, convinzione, percezione dei colori, capacità di cogliere i particolari, scrivere ecc., ecc.

Nota: qualche breve commento e considerazione in riguardo ad un’altra sottospecie, Ithaginis c. rocki, sino a qualche anno fa fotograficamente sconosciuta, perlomeno in forma live. Questa tra l’altro, e come già menzionato, è sicuramente una delle due forme ( pelle di un esemplare giovane, attualmente conservata a Londra ) esaminate da Beebe per la descrizione di I. c. kuseri. Da allora, l’essere riuscito a trovare un discreto numero di immagini, mi ha dato modo di comprendere la variazione, talvolta anche notevole, che può presentare questa sottospecie, nonostante nella maggior parte dei casi vi sia una certa uniformità fenotipica. Ed in qualche modo confermano quanto già avevo supposto, cioè che fosse sostanzialmente diverso da I. c. holoptilus, considerato dalla maggior parte degli autori, sinonimo di I. c. rocki. D’accordo, come già accennato, la sottospecie presenta una certa variazione individuale ma, perlomeno dalle immagini, mai da potersi sinonimizzare a I. c. holoptilus.  A tale proposito vedere alla pagina "Ithaginis cruentus sottospecie" dove, tra le altre informazioni, ipotizzo ( vedere ad inizio pagina: Astratto ) che questa forma possa essere un ibrido alla stregua del consimile Ithaginis c. clarkei,  Alcuni esemplari mostrano una tonalità del piumaggio simile ad Ithaginis c. holoptilus ma, oltre ad essere generalmente più chiaro, la colorazione del petto, oltre ad essere meno estesa e marcata, si presenta arancio cannella anziché rossa. Inoltre, la striscia sopraorbitale come le piume che circondano l'apertura oculare in maniera più o meno estesa, sono nere, non rosse o nere e rosse ma, soprattutto, a distinguere le due forme è la cresta che in Ithaginis c. rocki si presenta di fattura e consistenza ( lunghezza a parte ) come in Ithaginis c. geoffroyi, mentre in Ithaginis c. holoptilus è del tutto identica, com'anche le piume laterali della testa, a quella di Ithaginis c. marionae e kuseri. Quindi, posso capire la somiglianza, pur non condividendola, ci mancherebbe, ma la sinonimia tra le due forme, è per me un mistero. Oltre a quanto appena citato, seppur in maniera estremamente succinta, non sembra vi siano altre questioni di un certo rilievo. Così come, la vicinanza, se non sovrapposizione, nelle aree più nord orientali della sua gamma con quelle dei consimili Ithaginis c. marionae e I. c. geoffroyi, potrebbe aver dato origine ad ibridi tipo Ithaginis c. rocki ( per foto e info, vedere alla pagina "Ithaginis c. sottospecie )  e Ithaginis c. clarkei ( vedere nella parte, a seguire, dedicata a questa forma ). Di primo acchito, possono mostrarsi come teorie senza senso, ma analizzando attentamente descrizioni e informazioni, soprattutto in riguardo ad Ithaginis c. clarkei, ciò che in un primo momento sembrava assurdo diventa, invece, molto realistico.

Come già ad inizio pagina menzionato ( Astratto ), i motivi principali che inducono a pensare che (Ithaginis c. rocki possa essere un ibrido naturale ( o intergrado ), quindi sottospecificatamente non distinto, riguardano oltre alla distribuzione tutt'altro che chiara, variabilità fenotipica in generale e colorazione del piumaggio con: colore della fronte; linea sopracciliare e colorazione nera delle piume attorno alle aperture oculari; forma nonché consistenza della cresta; piume laterali della testa che, con le lunghe copritrici auricolari, sono simili a quelle sfoggiate da Ithaginis c. geoffroyi e gorgiera che può essere mancante, rudimentale o, seppur raramente, ben evidente, carattere, quest'ultimo, distintivo di Ithaginis c. kuseri, marionae mentre per Ithaginis c. holoptilus sono valide le tre opzioni prima menzionate. Oltre a questi, solo Ithaginis c. cruentus a volte, e più raramente Ithaginis c. tibetanus, possono presentarne rudimentali tracce, mentre tutte le altre sottospecie ne sono prive, compreso Ithaginis c. geoffroyi e Ithaginis c. clarkei.

A fronte di tali informazioni, fenotipicamente, Ithaginis c. rocki appare come una sorta di collage con livrea in generale, colore della fronte, modello e colore della cresta, forma e colore delle piume laterali della testa e ciuffi auricolari corrispondenti a quelli di Ithaginis c. geoffroyi, che probabilmente è geneticamente dominante rispetto ai consimili. Mentre la gola rosso cremisi, gorgiera più o meno evidente; colorazione cannella rossastra del petto, anch’essa con intensità di tonalità ed estensione estremamente variabili, parrebbero trasmessi da Ithagini c. marionae o, a seconda della località, da Ithaginis c. holoptilus .                                                                                                                                                         Certo, si potrebbe anche presumere che Ithaginis c. rocki possa essere un'evoluzione di Ithaginis c. geoffroyi, oppure un intergrado tra quest’ultimo e Ithaginis c. holoptilus o Ithaginis c. marionae. Tutto è possibile, ma, con l'attuale stato delle cose, faccio fatica a ritenerlo sottospecificatatmente distinto per cui, penso, che le mie osservazioni e relative conclusioni, siano le più veritiere o, perlomeno, quelle che più si avvicinano alla realtà. E’ perciò auspicabile che in un prossimo futuro qualche autore decida di studiare in maniera approfondita, coadiuvato da approfondite analisi del DNA, queste specie che sembrano celare non pochi misteri. Una continua scoperta di stimolati informazioni, il più delle volte, a “portata di mano ma, che stranamente sono passate, per decenni, inosservate

Ithaginis c. rocki  - Foto da:  1-2 Autore Dong Lei    -   3   Autore  Peng Jiansheng  (  località indicata dai fotografi: 1-2-3  Kawakarpo Mountain, Meili Snow Mountain National Park - Yunnan - Cina - Come si evince, la località citata è in piena gamma Ithaginis c. rocki  )

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Ithaginis c. rocki  - Foto da:  1  Autore   Dong Lei   ( località indicata dal fotografo: come sopra  citato )

Rocki -1 By Peng Jiansheng - Località Me
Rocki - Lantsang Mekong river, Kawakarpo Mountain, Meri Snow Mountain National Park, Yunna
21 Kawakarpo Mountain, Meri Snow Mountain National Park, Yunnan Province, China,  Dong Lei

Itahginis cruentus clarkei:

Per ultima ho lasciato quella che per me è forse la più emblematica, nel senso stretto del termine, cioè  Ithaginis c. clarkei, probabilmente anche la “meno” sottospecie, della quale sono riuscito a recuperare solo poche immagini certe, in gran parte neppure troppo buone, ed alcune da verificare, come prospettato nelle foto a seguire, che, ad oggi, potrebbero essere le uniche di questa forma. Da notare che le Yulong Xue-Shan meglio conosciute come Jade Dragon Snow Mountain ( Contea Autonoma di Yulong Naxi nel nord di Lijiang – Yunnan - Cina ) gamma storica di Ithaginis c. clarkei, sono molto frequentate da turisti e fotografi di ogni tipo e livello, quindi sembra quantomeno strano, secondo la mia esperienza in merito, che vi siano così poche foto. Proprio in merito a quest’ultima considerazione, alla ridottissima gamma, perlomeno in base a quanto menzionato nella letteratura, e notevole variabilità che la contraddistingue, credo, il condizionale in certe sedi è d'obbligo, per quanto ne sia fermamente convinto,  che possa trattarsi di un ibrido occasionale naturale elevato, per sbaglio al rango, di sottospecie. Non sarebbe il primo, ne sarà l’ultimo, riscontrabile nella letteratura. Probabilmente, come già menzionato in altre parti di questa disamina, considerando anche la posizione geografica, tra Ithaginis c. geoffroy e Ithaginis c. rocki ( quest'ultimo già di per se potenziale ibrido ). Infatti, Ithaginis c. clarkei, volendo banalizzare, riassume in se alcune caratteristiche dei due consimili citati. Una sorta di collage compiuto dalla natura insomma. Certo, si potrebbe obiettare che in un ibrido, tali espressioni sono normali. Giusto, ma in questa forma, a mio avviso, il concetto è persino troppo evidente, quasi estremizzato. Ma ovviamente solo un approfondita analisi del DNA potrebbe chiarire i dubbi. Per ora resta pura ipotesi per quanto, io ne sia fermamente convinto. Ultimamente ho trovato alcune immagini di questa "sottospecie", anche nella Contea di Shangri-La  ( estremo nord-est della punta nord-occidentale dello Yunnan - Cina ). Questo, a mio avviso, è un'ulteriore conferma del fatto che Ithaginis c. clarkei, sia solo un ibrido naturale occasionale derivato, a seconda della località interessata, dall'incrocio tra Ithaginis c. geoffroyi e Ithaginis c. rocki. Non dimenticando gli esemplari fotogarfati sulle Baima Snow Mountain Nature Reserve ( vedere foto a seguito ), e quelli delle Meili Snow Mountain, cioè gamma storicha di Ithaginis c. rocki ( vedere alla pagina: Ithaginis c. sottospecie ). Ciò spiegherebbe sia la rarità di questa forma quanto l'accentuata variabilità fenotipica che lo caratterizza, nonché la spiccata somiglianza con il congenere Ithaginis c. geoffroyi che nell'incrocio potrebbe rappresentare la forma dominante.  

Mappa dello Yunnan con evidenziate le gamme storiche e località nelle quali sono state scattate le foto delle sottospecie esaminate in questa parte dello studio, compreso quelle incerte per le quali servirebbe una verifica intesa ad accertarne il reale status.   

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Sintetica descrizione di Delacour:   

“Il maschio assomiglia a I. c. rocki ma con colorazione generalmente più chiara, con meno rosso e cresta più lunga; parte superiore maggiormente marcata, con strie bianche che presentano bordi più larghi, pesanti e neri; fronte nera; gola e guance in rosso-fulvo, più pallido e meno brillante; copritrici auricolari e collo, grigi striati di bianco sfumato di rossastro alla base; parte superiore del petto con meno rosso rispetto a I. c. rocki; coda grigio biancastro. In generale la colorazione rossa è leggermente meno brillante rispetto a quest’ultimo.

La femmina è marcatamente grigia su cresta e collo, l'intero piumaggio è minuziosamente sfumato di grigio, ma completamente vermicolato di nerastro e marrone grigiastro chiaro; viso più pallido e colore generale meno fulvo rispetto alla conspecifica I. c. rocki”.

Ithaginis c. clarckei  -  Foto da:  1-3   www.163.com    -   2   www.swild.cn  Authorr  Guo Liang 

Clarkei - www.163 com +.jpg
Ithagins c. clarkei www.swild cn Author
Ithaginis c.jpg

Ithaginis c. holoptilus ( anello di congiunzione ? ) 

Foto da :  1-2  www.birdnet.cn Autore:  Cao Yang Le Pai  (  località indicata dal fotografo: 1-2  Yulong Naxi, Lijiang - Yunnan 19-04-2022 - Cina )

Com'è facilmente intuibile, nelle immagini, purtroppo non delle migliori, è ritratto l'Ithaginis c. holoptilus e che la località indicata dal fotografo si trova compresa nella gamma dell'Ithaginis c. clarkei. Quindi, gli esemplari in oggetto costituiscono, perlomeno per quel che mi riguarda, la prima testimonianza, ed a mio avviso pure la prova, inconsapevolmente menzionata anche da George Forrest, che questa forma ( Ithaginis c. holoptilus ) condivida i suoi areali con l'Ithaginis c. clarkei.   Creando, in tal modo, i presupposti per l’interazione ed crocio con Ithaginis c. geoffroyi, dando così vita all’ibrido naturale che, erroneamente, venne descritto e classificato, come Ithaginis c. clarkei e, mantenuto in tale status, nonostante lo stesso Rothschild ( colui che lo descrisse ) lo ritenesse, come già precedentemente citato,  una variante di Ithaginis c. geoffroyi. Convinzione dovuta anche al fatto di non avere altre opzioni plausibili essendo, all’epoca, Ithaginis c. rocki, holoptilus e marionae, non ancora descritti. tavia, l’indicazione di Forrest, relativa all’Ithaginis c. clarkei che condivideva, e condivide, la gamma con Ithaginis c. kuseri ( ovviamente si tratta del  "kuseri" di Beebe cioè, in realtà Ithaginis c. holoptilus ) avrebbe dovuto far riflettere sia gli autori del passato, quanto gli attuali. Tuttavia, considerando che Ithaginis c. holoptilus sia sui Gaoligongshan ( Yunnan - Cina ) che più a nord sulle Meili Snow Mountain condivide i territori con Ithaginis c. marionae, ammesso che quest'ultimo sia sottospecificatamente distinto, e che le Meili Snow Mountain sono indicate come area tipica di Ithaginis c. rochi, è probabile che sia quest'ultimo quanto l'Ithaginis c. clarkei siano ibridi e la stessa forma oppure che clarkei, ancor più simile a Ithaginis c. geoffroyi, sia il risultato di un ulteriore incrocio tra Ithaginis c. rochi ( già di suo ibrido ) e Ithaginis c. geoffroyi.

Riassumendo: Ithaginis c. rocki dovrebbe essere un ibrido risultante dall'incrocio tra Ithaginis c. geoffroyi ( probabilmente geneticamente dominante ) e Ithaginis c. holoptilus o Ithaginis c. marionae.

Ithaginis c. clarkei  relativamente al tipo di piumaggio e variabilità che lo contraddistingue, dovrebbe essere un ibrido risultante dall'incrocio tra Ithaginis c. rochi ( già di suo ibrido ) e Ithaginis c. geoffroyi.

1 - Ithaginis c.  holoptilus                                                                                                                             2 - Ithaginis c. holoptilus

thaginis c. holoptilus o clarkei -  Yulong Naxi, Lijiang, Yunnan 19-04-22 -  Cao Yang Le P
thaginis c. holoptilus o clarkei -  Yulong Naxi, Lijiang, Yunnan 19-04-22 -  Cao Yang Le P

Ithaginis c. clarkei o rocki ? 

Nota: non potendo personalmente esaminare pelli o esemplari vivi, posso solo basarmi sull'analisi delle immagini ed informazioni relative alle località indicate dai fotografi che, già di per sé,  sono piuttosto importanti e, per certi versi, esaustive.  

Le foto qui sottoposte, scattate sulle Baima Snow Mountain Nature Reserve, e Baima Snow Mountain, senza ulteriori precisazioni, prima della formulazione di determinate teorie, pensavo ritraessero esemplari di Ithaginis c. rochi, nonostante l'area indicata dal fotografo, fosse piuttosto lontano da quella tipo di quest'ultimo. Ora, proprio da una più attenta analisi di piumaggio, seppur solo fotograficamente, informazioni e  località,  sono propenso a pensare, anzi, ne sono certo, che si tratti di  ithaginis c. clarkei  Questo, se fosse in qualche modo provato, confermerebbe la mia teoria che quest'ultimo, quanto il consimile Ithaginis c. rocki, sono ibridi naturali e, probabilmente, includibili in un'unica forma. 

Foto da:  1-2-3   www. flickr.com  Autore: Ugly  ( località indicata dal fotografo: 1-2-3  Baima Snow Mountain - senza data e ulteriori precisazioni ma, è presumibile, come nel caso di pressochè tutte le foto scattate in questo luogo, che sia la Baima Snow Mountain Nature Reserve - Yunnan - CIna ) 

1  Baima Snow Mountain, Yunnan, China By Brutto flickr com.jpg
9  Baima Snow Mountain, Yunnan, China By Brutto flickr com +_edited.jpg
2 Baima Snow Mountain, Yunnan, China By Brutto flickr com.jpg

Ithaginis c. clarckei o rocki ?   

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                      Foto da:  1-3  Autore:  Staffan Widstrand  -   2    www. flickr.com  Autore: Ugly  ( località indicata dal fotografo: 1-3  Baima Snow Mountain Nature Reserve - Yunnan  24-10-12017 - Cina   -   2   come per prima tre serie di foto 

4 Baima Snow Mountain Nature reserve, Yunnan, China - Staffan Widstrand www.naturepl com -
8 Baima Snow Mountain, Yunnan, China By Brutto flickr com.jpg
1 Baima Snow Mountain Nature reserve, Yunnan, China 24-10-17  - Staffan Widstrand www_edit

Ithaginis c. clarckei o rocki ? 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                      Foto da:  1-2  Autore:  Staffan Widstrand  - Nella foto 1, un collage eseguito dallo stesso autore o sito web che ha pubblicato originariamente l'immagine, con due esemplari maschi fenotipicamente molto diversi, ma fotografati nella stessa area.  Il primo, a sinistra riconducibile a Ithaginis c. rocki mentre il secondo, a destra nella stessa foto, del tutto simile ad Ithaginis c. clarkei. Quindi, ed in merito a queste ulteriori informazioni, rimangono, perlomeno per quel che mi riguarda, pochi dubbi sul fatto che entrambi siano ibridi ed includibili in una sola forma - ( località indicata dal fotografo: 1-2  Baima Snow Mountain Nature Reserve - Yunnan  24-10-12017 - Cina  ) 

Foto 1                                                                                                                                                                 Foto 2  

Two Blood pheasant - Baima Snow Mountain Nature reserve, Yunnan, China - Staffan Widstrand
Clarkei - Rocki - Baima Snow Mountain Nature reserve, Yunnan, China - Staffan Widstrand na

Principali, nonché più evidenti, differenze tra le sottospecie di Ithaginis cruentus menzionate in questa pagina:  

Precisazione: nel proporre I particolari  di testa e collo delle sottospecie esaminate, si è cercato di selezionare le immagini di esemplari che più corrispondono alle descrizioni originali, tuttavia non bisogna dimenticare che I. c. rochi e I. c. holoptilus sembrerebbero caratterizzati da una certa variabilità ( vedere alla pagina: Ithaginis c. sottospecie ), sempre e comunque se ritenessimo corrette le informazioni e/o descrizioni menzionate nella letteratura. In realtà, perlomeno da quello che raccontano le immagini, ithaginis c. rocki come da descrizioni, cioè con la fronte rossa e sopracciglio nero, appare fenotipicamente piuttosto uniforme. Ovviamente servirebbe attribuire una posizione agli esemplari che, come già ampiamente menzionato e proposto attraverso le immagini, vivono nella stessa area,  presentano il  piumaggio generalmente identico a quello di Ithaginis c. rocki, ma con fronte e sopracciglio ampiamente neri come in Ithaginis c. clarkei e Ithagins c. geoffroyi. Per contro I. c. holoptilus pur essendo  contraddistinto da una certa variabilità, riferita ad alcune parti della livrea, che può presentare gorgiera nera, così com’essere solo accennata o del tutto assente, con linea sopraorbitale nera e rossa o solo rossa, ed il rosso sul petto più o meno ampiamente distribuito, in generale mostra comunque una buona uniformità che lo rende riconoscibile a prima vista. 

Foto da: 1 www.birdnet.cn   Autore:   Blow shade    -    2    www.birdnet.cn   Autore:  Blue Moonlight   -   3   Autore:  Dong Le

1 - Ithaginis c. geoffroyi                                                                      2 -  Ithaginis c. clarkei                                                                        3 - Ithaginis c. rocki

Geoffroy colori naturali -Soffia ombra.jpg
Ithaginis c. clarckei - Blue Moonlight Yunnan - Yunnan versione pag 12 - 1.jpg
13 Kawakarpo mountain-meri-snow-mountain-national-park-yunnan-province-china-january Dong

Nota: in riguardo all'Ithaginis c. holoptilus ho ritenuto di dover pubblicare due immagini dato che in questa forma la variazione più evidente riguarda la gorgiera nera sulla parte anteriore del collo che può essere totalmente assente oppure presentarsi in vari gradi di larghezza e densità di nero. 

Foto da: 1  Jianlong Tourism Company Jon's Private Tours     -   2    Njal Bergé   -   Autori:  3 < sopra > Niaolin Whispers  -  4  < sotto >  Wang Jian  

1 - Ithaginis c. kuseri                                                                            2 -  Ithaginis c. marionae                                                                           3-4 sovrapposte - Ithaginis c. holoptilus

#Bird #Birdphotography #Yunnanbird Yunna
Marionae - ( da Njal ) no autore probabi
Holoptilus.PNG

Nota: Come già precedentemente menzionato, il riconoscimento fotografico delle femmine Ithaginis e, nello specifico, le sottospecie considerate in questo studio, è piuttosto difficoltoso se non illusorio. Condizioni di luce diverse e/o angolazione della fotografia, possono far apparire la livrea cromaticamente diversa rispetto a quella che è in realtà, come si evince dalle immagini sottoposte. Oltre a ciò, può anche dipendere dal periodo dell'anno, stato delle piume, bravura del fotografo, eventuali ritocchi alle immagini, nostra percezione dei colori e altro ancora.  

Foto da: 1   Autore:   Henry Koh   -   2  www.birdnet.cn Autore:  Hometown Has Treasures   -   3    Autore:  Staffan Widstrand

1 - Ithaginis c. geoffroyi                                                                       2 -  Ithaginis c. clarkei                                                                        3 - Ithaginis c. roki

Henry Koh ( Garzè Tibetan Autonom Prefec
Klarkei%20pare%20Distretto%20di%20Shitou
Roki%20-%20Staffan%20Widstrand%20-%20Wil
4 Baima Snow Mountain Nature reserve, Yunnan, China 24-10-17  - Staffan Widstrand www.natu

Foto da: 1 www.birdnet.cn  Autore:  Shanjin parrot    -   2   Njal Bergé     -    3   www.tuchong.com   Autore:   Wang Jian

1 - Ithaginis c. marionae                                                                      2 -  Ithaginis c. marionae                                                                  3 - Ithaginis c. holoptilus

Kuseri -  Lankang Prefettura di Shanna www.cnbird.org-cn Autore Zhang Guolao  (  Località
Marionae femmina - ( da Njal ) no autore probabile birdnet 3.jpg
Ninety-nine Dragon Lakes Yunnan - Wang J