Lophura bulweri

Lophura bulweri maschio....da - Toby Hutcheson * Facebook

LUOGO DI ORIGINE

STATO DI CONSERVAZIONE IN NATURA

ESTINTO |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |    NON A RISCHIO

                                                                                                                                                                                                                                                                                                 GENERE LOPHURA  ( FLEMING,  1822 )                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                 LOPHURA  BULWERI   ( SHARPE,   1874 ) 

FAGIANO di BULWER

 

ORDINE..................GALLIFORMES.

FAMIGLIA...............PHASIANIDAE.

GENERE.................LOPHURA.

SPECIE...................BULWERI.

 

Il nome commemora Sir Ernest Henry Bulwer Gascoyne, amministratore coloniale del                                                                                                                            Borneo ( 1871 - 1875 ) che ne mandò il primo esemplare, pur se impagliato, al British                                                                                                                            Museum. In epoca successiva alla specie venne attribuito anche il nome Lobiophasis,                                                                                                                            a causa dell'eccezionalità rappresentata da carrucole e bargigli.

 

ITALIANO = Fagiano di Bulwer | INGLESE = Bulwer's  pheasant | FRANCESE =Faisan  de  Bulwer | SPAGNOLO = Faisan de Bulwer | TEDESCO = Bulwerfasan.

 

SPECIE: Monotipo < LOPHURA BULWERI > ( NO-CITES )

 

SOTTOSPECIE: Nessuna sottospecie sino ad oggi classificata.

 

LUOGHI DI ORIGINE: Endemico del Borneo, la sua distribuzione comprende le province  di  Sabah   e Sarawak  (  Malesia ),  Kalimantan  ( Indonesia )   e Brunei.

 

HABITAT NATURALE e COMPORTAMENTO: Prediligono umide foreste primarie dominanti pendii poco scoscesi in aree di bassa collina tra 300 e 1.500 metri, eccezionalmente si possono trovare esemplari stanzianti a quote inferiori ai limiti con le pianure. La giungla è il loro campo d'azione per eccellenza, evitando il più possibile gli spazi aperti e le zone coltivate specialmente quando si trovano nelle immediate vicinanze di insediamenti umani. Si presume che frequentino con più assiduità le foreste primarie di pianura, concentrandosi in gran numero nelle aree più favorevoli, quando la fruttificazione è al culmine, con frutti maturi caduti sul terreno,  ma una volta che questi cominciano a scarseggiare ritornano nei loro territori abituali di collina. Questo adattamento può essere definito come nomade ed opportunistico, in piena corrispondenza alle condizioni che si sviluppano relativamente a tempo e luogo. Tuttavia la specie è per lo più onnivora, con un fabbisogno proteico superiore a quello di altri consimili, infatti il loro menù comprende insetti di ogni tipo, sia terrestri che acquatici,  nonché piccoli vertebrati, integrando con vegetali, semi e bacche di vario tipo. Allo stato naturale si conosce ancora molto poco delle abitudini di questi fagiani, ed ancora meno quello che riguarda le modalità riproduttive, e se siano da considerarsi monogami o poligami. Perlomeno sappiamo che fuori da questo periodo sono soliti riunirsi in gruppi relativamente numerosi composti da entrambi i sessi, e pare che quando durante il loro continuo vagabondare si fermano per riposarsi all'ombra, maschi e femmine si concentrino sotto piante e/o cespugli diversi. Durante il periodo riproduttivo, pur se tale definizione non è del tutto esatta considerato che sembra non esista una vera stagionalità favoriti anche da condizioni climatico/ambientali ottimali, diversi maschi tendono a riunirsi nella stessa area e scelta una postazione iniziano a lanciare richiami, estendendo a dismisura carrucole e bargigli, dispiegando nel contempo le candide penne della coda. Mentre si esibiscono possono venirsi anche a trovarsi gli uni di fronte agli altri ma posizionati in modo da non vedersi, così come non essere necessariamente focalizzati sulle femmine, che pur essendo spettatrici interessate, entrano in scena solo quando si è determinato un vincitore. Solitamente il nido viene approntato direttamente a terra, e consiste in una buca poco profonda scavata dalla stessa femmina e rifinita con vari materiali morbidi e asciutti, celato nel folto della vegetazione e/o a ridosso di grosse rocce, preferibilmente nei pressi di qualche ruscello. Sembra che la deposizione consista in 2 uova, incubate per 24-26 giorni dalla sola femmina.

In natura il primo nido di BULWER, fu scoperto nel nord del Borneo solo nel 1985.

 

STATO DI CONSERVAZIONE IN NATURA: La specie è protetta sia in Kalimantan ( Indonesia ) che a Sarawak ( Malesia ) dove risulta relativamente comune. Tuttavia, pur essendo state registrate alcune nuove popolazioni all'interno di territori protetti, la continua distruzione di intere aree forestali per il pregiato legname immediatamente convertite all'agricoltura, lasciano sempre meno spazio vitale a questi animali, così come la caccia indiscriminata per la carne e le stupende penne associata alle catture illegali di soggetti vivi stanno portando i fagiani di BULWER vicino alla minaccia di estinzione.

 

CARATTERISTICHE PRINCIPALI e DIMORFISMO SESSUALE: Dimorfismo molto accentuato con il maschio che è senz'altro da considerarsi come uno dei fagiani più spettacolari. Le caratteristiche più evidenti riguardano carrucole e bargigli blu cobalto che durante il corteggiamento, o quando il maschio si trova in uno stato di eccitazione, si ingrossano a dismisura allungandosi sotto alla gola ed erigendosi sopra il capo sino a formare due grossi corni carnosi. Colorazione in generale blu scuro estremamente brillante, gola e petto blu con riflessi violacei, coda composta da 32 penne di colore bianco candido, iridi rosse, zampe arancione-rosso con tarsi dotati  di forti speroni.

Come per altre specie, la femmina è per lo più bruna finemente screziata di nero; zone di pelle nuda attorno ad anelli oculari di colore blu cobalto, tuttavia meno brillanti rispetto a quelle del maschio; iridi rosse e zampe arancione-rosso con tarsi privi di speroni, o comunque solo minimamente evidenziati.

 

VALORI FISICI:

MASCHIO: Lunghezza totale 75-80 cm.......lunghezza della coda 40-45 cm.......peso 1, 5-2, 0 kg.

FEMMINA: Lunghezza totale 50-55 cm........lunghezza della coda 15-20 cm.......peso 0, 8-1, 0 kg.  

 

STATO DI CONSERVAZIONE IN CATTIVITA': La prima coppia fu portata in Europa nel lontano 1876,  ma non ebbe progenie, e si dovette attendere sino al 1974 quando il Dr. Jesus Estudillo Lopez in Messico, ne ottenne per primo la riproduzione. A tutt'oggi oggi la specie non è presente in collezioni private europee ed è anche estremamente rara negli Zoo, uno dei quali è il LAUROSA BIRD PARK in Spagna dove occasionalmente si riproduce. Negli USA è relativamente più numeroso, ma tranne uno o forse due fortunati allevatori, possessori di alcuni esemplari, il resto si trova negli Zoo di MIAMI, del BRONX e di SAN ANTONIO mentre nello Zoo di SAN DIEGO l'ultimo esemplare ( maschio ) di L. BULWERI è morto il 5/ 5/2007. Tuttavia a causa del commercio illegale non è dato conoscere con certezza il reale numero dei soggetti mantenuti in cattività in altri paesi, o importanti collezioni private, nelle quali giungono illecitamente. Nonostante ciò è ormai imperativo riuscire a mantenere l'esiguo numero di individui non in consanguineità oppure ben presto i BULWER spariranno da Zoo e allevamenti privati. Una popolazione geneticamente vitale potrebbe in futuro contribuire ad aumentare le speranze di sopravvivenza della specie allo stato naturale.

 

CARATTERE e ADATTAMENTO ALLA CATTIVITA': Sono animali schivi e diffidenti che preferiscono rimanere nella penombra del rifugio o celati nel folto della vegetazione piuttosto che mostrarsi agli esseri umani. E' presumibile che il loro adattamento alla prigionia non sia ancora del tutto completato e con molta probabilità la causa è attribuibile al fatto che la maggior parte degli esemplari provengono da passate catture o sono il prodotto in prima generazione di questi ultimi, ed inoltre non essendoci state, almeno sino ad oggi, riproduzioni regolari, non si è potuto selezionare un ceppo di individui in grado di sopportare bene la cattività. Di norma si considera che una specie possa considerarsi adattata, o comunque prossima ad esserlo, partendo dai soggetti nati in seconda generazione, e quelli successivi ad essi. Alcuni autori sono concordi sul fatto che i problemi normalmente riscontrati nell'allevamento di questi fagiani possano essere causati da un regime alimentare non adeguato infatti necessitando di un apporto proteico superiore ai loro consimili. In tutti i casi è una specie sicuramente “difficile”, quindi solo alla portata di pochi esperti.

 

ETA' RIPRODUTTIVA: Solitamente la riproduzione avviene nel secondo anno di vita, nonostante la piena maturità sessuale sia raggiunta solo al terzo.

 

TIPO DI ACCOPPIAMENTO: In cattività viene mantenuto in coppia, anche a causa della scarsità di esemplari a disposizione. Tuttavia il dimorfismo sessuale accentuato, caratterizzato dai colori brillanti del maschio in contrapposizione a quelli opachi e mimetici della femmina, inducono a pensare che questa specie pratichi la poligamia, ma attente osservazioni avvenute in natura, e riportate da Johnsgaard nel 1999, riguardanti una coppia con pulcini, comunque troppo poco per fare testo, indicherebbero una possibile monogamia. Inoltre ad aumentare la già notevole confusione al riguardo, studi effettuati da John Rowden nel 2001 allo Zoo di New York prima,  e successivamente nei luoghi di origine, mostrerebbero con una certa chiarezza che la selezione naturale della specie è del tipo LEK, quindi ogni maschio dovrebbe essere associato a più femmine potendo nel contempo confrontarsi e/o ascoltare il richiamo di altri maschi, senza però vederli, mentre fuori dalla stagione riproduttiva andrebbero riuniti in gruppi indistintamente composti da entrambi i sessi come avviene normalmente in natura. Ciò non toglie che possano venire praticate sia la monogamia, quanto la poligamia, e forse anche una sorta di poligamia sequenziale/alternata, dipendentemente dalle caratteristiche fisiche e caratteriali di ogni singolo individuo. Nelle sperimentazioni riproduttive fatte in cattività, si è cercato il più possibile di riprodurre quanto avviene in natura, associando il maschio a due femmine, e ponendo vicino alla voliera delle registrazioni di richiami maschili in modo che si sentisse stimolato dalla “presenza” di possibili concorrenti, così come le femmine indotte a pensare di essere in presenza di altri pretendenti. Le chiamate registrate venivano effettuate per circa un'ora sia all'alba che al tramonto, ciò nonostante i soggetti in questione non hanno risposto, com'era presumibile, con l'accoppiamento sperato. Questi studi denotano una ingiustificabile mancanza di sensibilità, dato che non tengono in nessun conto l'aspetto emotivo/adrenalinico, fattori che in momenti come questi rivestono un ruolo  essenziale, se non determinate, e che alcune inanimate registrazioni non possono certo trasmettere.

 

PERIODO RIPRODUTTIVO: Considerata  la scarsità  di  dati  a  tale  proposito, al                                                                                                                                 momento  non  è  possibile  stabilire  con certezza un periodo riproduttivo preciso,                                                                                                                                 pur  essendo  presumibile  che  favoriti  da  condizion i climatico/ambientali  possa                                                                                                                                 protrarsi per tutto l'anno, con il picco da aprile a giugno.

 

TIPO DI NIDO: In   cattività non  esistono  dati  riguardant i costruzioni  di  nidi  ed                                                                                                                                 ancora  meno  di  cova  naturale  da  parte delle stesse fagiane. Le  preziose uova                                                                                                                                 vengono immediatamente raccolte e destinate ad un tipo di incubazione più sicuro.

 

UOVA DEPOSTE STAGIONALMENTE: Come  già  descritto,  in  natura  pare che                                                                                                                                 vengano  deposte  solo 2 uova, mentre in cattività con lo stimolo dalla raccolta, se                                                                                                                                 ne possono ottenere anche 6-8 deposte a giorni alterni.

 

PERIODO DI INCUBAZIONE e SCHIUSA: Di norma l'incubazione delle uova si protrae per 24-25 giorni. Non ci sono dati che riguardano schiusa ed allevamento dei piccoli, è tuttavia presumibile che non si discostino molto dalle pratiche normalmente messe in atto per i L. IGNITA.

 

ALIMENTAZIONE PER PULCINI e FAGIANOTTI: L'alimentazione di questi fagiani può presentare dei  problemi, soprattutto nelle prime settimane di vita, a causa dell'elevato fabbisogno proteico di cui necessitano e mai inferiore al 25%. In genere però si inizia con un buon mangime sfarinato primo periodo o starter per fagiani, arricchito con tarme della farina, che nei primi giorni di vita dovranno essere ridotte a pezzettini, paté per insettivori, uova sode sminuzzate, omogeneizzati di carne ecc. A circa 3 settimane dalla schiusa, pur mantenendo lo stesso regime alimentare, si inizia a fornire insalata finemente tritata e frutta molto matura a pezzetti o grattugiata, aumentandone gradualmente le dosi con l'avanzare dell'età. Giunti 4-5 settimane di vita si passa ad un mangime sbriciolato secondo periodo per fagiani, che di norma ha un contenuto proteico leggermente inferiore al primo, aggiungendovi una manciata di mix composto da semi di miglio, scagliola, canapa, panico e lino integrando il tutto con tarme della farina, carne in scatola o crocchette sbriciolate per gatti o cani, gamberetti secchi, krill, surrogato di polpa di granchio ecc, oltre ad un po di verdura tritata e abbondante frutta molto matura a pezzetti. Volendo adottare un regime alimentare che preveda anche l'uso di cereali, al mangime sbriciolato se condo periodo si inizia ad aggiungere circa il 10% di granaglie spezzate, aumentano progressivamente la percentuale sino ad arrivare al 30% nel giro di 30-40 giorni. Una volta raggiunta l'età adulta, cioè a 4-5 mesi le granaglie possono essere somministrate intere o sostituite da un buon mix per piccioni. Sino dalle prime settimane di vita è consigliato l'uso di integratori alimentari e vitamine. Per questa specie è indicato l'uso di mangime pre-starter per fagiani, da somministrare per circa una settimana dopo la nascita.   ( Approfondimenti in: PARTE GENERARALE - Alimenti e alimentazione )

 

TIPO DI ALIMENTAZIONE PER ADULTI: Simile se non uguale a quella fornita agli adulti della specie L. DIARDI, aumentando la quantità di proteine normalmente fornita a quest'ultimi. Ciò nonostante è altresì lecito presumere, o perlomeno si potrebbe tentare di alimentare questi fagiani, che in cattività manifestano ancora molte problematiche, alcune delle quali legate al cibo, con una dieta simile, se non del tutto uguale a quella fornita agli ARGO.

( Approfondimenti in: PARTE GENERALE - Alimenti e alimentazione - Progetti e attrezzature ) 

 

PULCINAIA e PARCHETTI PER SVEZZAMENTO: Approfondimenti in: PARTE GENERALE - Pulcinaia e parchetti per svezzamento.

 

VOLIERE PER ADULTI: Del tutto uguali a quelle realizzate per la specie L. IGNITA, però molto più grandi, e proprio in riguardo alle problematiche della specie, potrebbe tornare molto utile sia come soluzione quotidiana, quanto riproduttiva, una voliera per certi versi innovativa come la SPAZIO-RIP.  

Lophura bulweri femmina adulta....da - www.pinterest.com

Ibrido tra Lophura nycthemera e Lophura bulweri - Foto scattata in Portogallo.  

Lophura bulweri - ( Fagiano di Bulwer )   

Foto da :  1 - 2 - 3  Al Wabra Wildlife Preservation

1 - Lophura bulweri                                                                   2 - Lophura bulweri                                                                  3 - Lophura bulweri

Lophura bulweri  

Foto da :  1- 2 - 3   Al Wabra Wildlife Preservation

1 - Lophura bulweri ( Maschio  immaturo )                        2 - Lophura bulweri ( Pulcini )                                               3 - Lophura bulweri  ( Pulcini )

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RIFERIMENTI:

Delacour

Beebe

Johnsgard

McGowan P.

Howman K.

Madge S.

Hennache A.

Ottaviani M.

Bernar F.

Uno   speciale   ringraziamento  per  l'aiuto fornitomi a :

James Pfarr                                                 Saul Villagrana                                            Steve Keller                                          Friedrich Esser                                            Njal Bergè 

birdnet.cn

orientalbirdimages.org 

Le informazioni relative allo stato di conservazione in natura sono state tratte da Wikipedia.

 

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