ALImenti e alimentazione....

                                                                                                                                                                                                                                                                    ALIMENTI e ALIMENTAZIONE:

 

La popolarità di cui godono i galliformi in generale, ed i fagiani in particolare, è anche dovuta alla relativa facilità d'allevamento che li contraddisingue, e ad eccezione di alcune specie, che comunque ben difficilmente sono e/o saranno a disposizione della maggior parte degli avicoltori, l'alimentazione somministrata soprattutto agli adulti è pressoché simile a quella del pollame domestico. Tuttavia essendo una pratica molto personale, che ogni allevatore elabora a seconda della propria esperienza, preferenze, nonché disponibilità sia economiche che di materiali, in questa sede mi limiterò a descrivere alcuni dei prodotti più utilizzati e dare alcune indicazioni di massima in relazione a possibili diete.

Gli alimenti per galliformi in generale, e fagiani in particolare, si possono suddividere in proteici, energetici e di compensazione o zavorra, associati ad integratori e vitamine da somministrare quando, e se ritenuti necessari, con il tutto condensabile in due principali tipologie di prodotti : cereali e mangimi bilanciati. Questi'ultimi in relazione alla ditta produttrice possono presentare diciture e programmi d'allevamento anche molto diversi, così come diverse possono essere sia le composizioni quanto i contenuti proteici, che indipendentemente dalle indicazioni dei produttori si possono identificare in:

 

Pre-starter...........................sfarinato............................... solo per quelle specie che necessitano di notevoli apporti proteici.  ( da 1 a max 15 giorni di vita )                

Primo periodo o starter …...sbriciolato ........................... contenuto proteico medio 25-30%................... da     1 a   30 giorni.  ( solitamente )

Secondo periodo …............sbriciolato …........................ contenuto proteico medio 21-23%................... da   31 a   90 giorni.  ( solitamente )

Terzo periodo .....................granulare o pellettato …...... contenuto proteico medio 18-20%................... da   91 a 150 giorni.  ( solitamente )

Mantenimento o riposo …...granulare o pellettato .......... contenuto proteico medio 12-15%................... da 150  giorni in poi, e per la maggior parte dell'anno salvo

                                                                                                                                                                                                                                  diversa  indicazione.

Ovaiole ...............................granulare o pelletttato ......... contenuto proteico medio 19-22%................... da  somministrare durante  il  periodo  riproduttivo, o finché                                                                                                                                                                                                                                      ritenuto necessario.

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OPPURE :

Primo periodo o starter sino a circa 45-50 giorni di vita.

Terzo periodo da 51 a 140-150 giorni di vita, cioè al raggiungimento dell'età adulta, con il cambio che deve essere fatto gradualmente secondo i modi ed i tempi consigliati. Successivamente, in relazione all'utilizzo che si in tende fare degli animali ed al periodo dell'anno, si passa prima al mangime da mantenimento o riposo e poi al tipo specifico per ovaiole, nonostante nell'allevamento amatoriale venga spesso poco utilizzato.

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– Per almeno le prime due-tre settimane di vita ( ad eccezione delle specie che necessitano di un alimento più ricco di proteine ) il mangime somministrato deve contenere almeno il 22-25% di proteine.

– Nel caso in cui fosse difficile reperire il mangime per fagiani, ci si può tranquillamente orientare verso tipi specifici per tacchini o faraone, pur essendo ottimo anche quello per polli, che tra l'altro costa solitamente meno e non di rado ha contenuti proteici superiori agli altri.

– E' preferibile che il mangime somministrato, soprattutto in riguardo ai primi due periodi, contenga anticoccidico, vermifugo e antistress.

– Negli allevamenti intensivi di fagiani il mangime per ovaiole viene mediamente somministrato 40-60 giorni prima del presunto inizio della deposizione delle uova, e mantenuto per tutto il periodo riproduttivo dato che strutture di questo tipo necessitano di rese ben diverse in termini di tempo e  produzione da quelle solitamente

richieste dalla avicoltura amatoriale e/o ornamentale. Utilizzare il mangime specifico ancor prima rispetto ai termini sopra indicati, senza che sia sostenuto da un buon programma di illuminazione inteso ad anticipare la normale deposizione delle uova, può rivelarsi un inutile spreco di tempo e soldi. E' tuttavia opinione di alcuni avicoltori che per alcune specie di fagiani, la somministrazione del sopracitato mangime, pur portando ad una maggiore produzione di uova, ne può compromettere  la fecondità, e questo soprattutto per C. CROSSOPTILON, LOFOFORI e TRAGOPANI.

-- Nondimeno sono apprezzati i cereali, ed una dieta mista o esclusivamente composta da granaglie è solitamente più gradita del solo mangime. Tuttavia per alcune specie come i TRAGOPANI, l'uso dei cereali in generale, e del mais in particolare, dev'essere parsimoniosamente controllato per evitarne l'eccessivo ingrassamento.

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Un buon mix di granaglie intere e/o spezzate per sub-adulti o adulti, può essere così composto:

– 1° esempio:                                                                                                                                

Grano...............................................50%                                        

Mais.................................................10%                                         

Avena decorticata............................10%                                                                                                                                                                                                     Orzo decorticato…............................5%                              

Grano saraceno................................5%                                      

Segale...............................................5%                                                                                         

Sorgo.................................................5%                                      

Miglio.................................................5%

                                     

-- 2° esempio:

Grano...............................................80%

Mais.................................................10%

Orzo decorticato................................5%

Avena decorticata.............................5%

 

-- 3° esempio:

Grano...............................................75%

Mangime da mantenimento.............10%

Mais.................................................10%

Orzo decorticato................................5%

Avena decorticata.............................5%

Quest'ultima variante è particolarmente indicata per il periodo di riposo, cioè dall'autunno alla primavera.                                         

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-- In sostituzione delle granaglie appena descritte si può utilizzare un buon mix per piccioni, che tra l'altro risulta particolarmente indicato in quanto già ottimamente bilanciato.

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Un buon mix di semi da integrare al mangime in uso per pulcini sino a circa 2-3 settimane di vita, può essere così composto:

Miglio...............................................65%

Canapa.….......................................15%

Scagliola.........................................10%

Panico.............................................10%

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Solitamente per arrivare ad una dieta mista si inizia a 6-8 settimane di vita ( eccetto per le COTURNIX o quaglie in genere che a seconda delle specie solitamente a 35-40 giorni dalla schiusa raggiungono già l'età adulta, quindi si può iniziare prima rispetto ai tempi sopraindicati ) aggiungendo al mangime il 10% di granaglie inizialmente spezzate, del solo grano, oppure un buon mix per piccioni, aumentandone progressivamente la quantità sino ad arrivare al 20% nel giro di circa 15-20 giorni. E' tuttavia preferibile che l'aggiunta di cereali in una dieta di tipo misto, non sia superiore al 20-30% rispetto al mangime, dato che in caso contrario finirebbero con tutta probabilità per alimentarsi solo di questi disdegnando il resto. Inoltre a sub-adulti e adulti, ed in particolare ai TRAGOPANI, è preferibile non somministrare il mais, o comunque solo in piccole quantità, dato l'elevato potere impinguante che alla lunga può ripercuotersi sulla salute e vita riproduttiva degli animali. A seconda delle specie può essere distribuito sia intero che spezzato durante i mesi invernali, nel corso dei quali è anche possibile aumentare un poco la dose.

Le aggiunte di cereali al mangime, soprattutto per quel che riguarda le varietà più energetiche, ad eccezione di una manciata di grano 1-2 massimo 3 volte la settimana, possono paradossalmente  compromettere, o comunque  “sbilanciare” un prodotto come il mangime di per sé è già ottimamente bilanciato andando ad incidere sui giusti equlibri tra proteine, grassi, vitamine e aminoacidi.

 

– Tutti i cambi di alimenti necessitano di una graduale fase di adattamento che per quanto forzata non deve essere stressante, miscelando il nuovo alimento in quantità sempre maggiori sino ad arrivare secondo i tempi sopra consigliati, alla sua completa sostituzione, tenendo anche conto sia dell'età degli animali, che del periodo.

 

– Le vitamine possono essere regolarmente fornite a seconda dei casi una, o meglio ancora due volte al mese, mentre durante il periodo riproduttivo, e dipendentemente dal tipo di alimentazione adottato potrebbero essere somministrate anche una volta alla settimana.

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CEREALI – ORTAGGI – VEGETALI:                                                                                                                                                                                               Frumento: è senza dubbio uno dei migliori alimenti che si possono somministrare ai volatili, molto appetito da fagiani e galliformi in genere. Rispetto al mais ha valori nutrizionali superiori, ma è carente di aminoacidi.

Mais: somministrato intero o spaccato a seconda della taglia e/o periodi di vita degli animali, è molto appetito da fagiani e galliformi in genere, inoltre essendo ricco di amido e povero di fibra risulta molto digeribile, quindi adatto anche a piccoli e giovani. Tuttavia l'uso deve essere limitato, se non sospeso del tutto, in caso di alimentazione mista, o di specie come i TRAGOPANI. 

Avena: ha un discreto contenuto di aminoacidi, ma intera e soprattutto quando non decorticata, oltre che a ridurne di molto il valore nutritivo risulta anche poco gradita ai fagiani, ai quali deve essere preferibilmente somministrata spaccata o macinata. 

Orzo: intero o spaccato pur essendo un buon alimento, è poco appetito dai fagiani, deve anche essere preventivamente decorticato in modo che riducendo il contenuto di fibra risulti più digeribile.

Segale: pur avendo buoni valori nutrizionali risulta poco appetita dai fagiani , e inoltre deve essere somministrata con moderazione.

Grano saraceno: considerate le tante proprietà e l'alto valore nutrizionale, in piccole dosi risulta essere indicato nell'allevamento dei fagiani.

Sorgo: può in parte sostituire il mais, tuttavia il tannino contenuto nei grani ne diminuisce sia l'appetibilità che l'assorbimento una volta ingerito.

Semi di girasole: sono un vero concentrato di vitamine, ed inoltre presentano anche buoni contenuti proteici e di fibre, tuttavia dato il potere altamente impinguante devono essere somministrati con moderazione.

Riso o risina: poco utilizzati, pur potendo essere un ottimo “integratore/zavorra” per altri alimenti dato che oltre alla facile digeribilità, può agire anche come rinfrescante. Il primo viene soprattutto somministrato per risolvere blandi stati di dissenteria.

Semi di zucca: sono talmente tante le qualità che accompagnano questi semi che è persino inutile elencarli. Per la somministrazione è tuttavia preferibile utilizzare le varietà senza guscio che essendo piccoli si possono dare interi, anziché dover essere spezzati per facilitarne l'ingerimento.

Miglio: particolarmente gradito agli uccelli, come il mais viene molto utilizzato durante l'allevamento dei piccoli e/o giovani, tuttavia non bisogna eccedere con la somministrazione.

Canapa: è sicuramente uno dei semi più apprezzati anche per il contenuto grassi superiore al 60% che la rendono particolarmente appetibile, mentre quelli saturi, quindi meno digeribili, a malapena raggiungono il 10%, e dunque indicata nell'alimentazione dei piccoli e/o giovani.

Panico: è considerato uno degli alimenti migliori per i volatili, con valori nutrizionali abbastanza elevati, ricco di proteine e fibre, ma nel contempo povero di grassi. In spiga può essere appeso nella pulcinaia e utilizzato come diversivo antistress per i più piccoli. 

Scagliola: ricca di amidi ma povera di aminoacidi, racchiude in sé le caratteristiche dei cereali in genere, quindi molto indicata nell'allevamento dei volatili. Nel caso dei fagiani viene solitamente utilizzato per i piccoli e giovani.

Crusca o cruschello: molto ricche di fibra, sotto forma di pastone umido possono integrare la normale razione dei pulcini e giovani durante le prime settimane di vita.

Farina di castagne – cotte – secche sbriciolate: hanno un alto contenuto di amido, e possono sostituire il mais nell'alimentazione dei piccoli, o comunque costituire una gradita variante al “solito menù”. 

Lenticchie – fagioli e loro baccelli se teneri: pur essendo un ottima fonte di proteine, devono essere somministrati in piccole dosi.

Piselli e loro baccelli se teneri: pur avendo caratteristiche nutrizionali simili alle altre leguminose, hanno un  appetibilità di gran lunga superiore. Inoltre il buon contenuto proteico e la discreta componente aminoacidica li rende molto simili alla soia, ed essendo facilmente digeribili risultano particolarmente indicati nell'alimentazione dei galliformi di tutte le età.

Ceci: quando vengono somministrati secchi devono essere preventivamente sbriciolati per consentirne l'ingerimento, presentano tuttavia lo svantaggio della scarsa digeribilità. Per ovviare a questo inconveniente si può sostituire il prodotto secco lasciandoli ammollare per un paio di giorni nell'acqua salata o lessandoli, rendendoli molto più digeribili. Oppure utilizzando, se pur in piccole dosi, i ceci in scatola per uso umano dopo averli abbondantemente risciacquati per togliere ogni residuo di liquido conservante.

Fave: da somministrare preferibilmente a pezzetti, vengono solitamente utilizzate oltre che come componente alimentare miscelate ad altri legumi, per integrare le proteine dei cereali.

Patate: da somministrare lessate e ridotte a pezzettini o sbriciolate, essendo particolarmente gradite potrebbero in linea di massima sostituire i cereali, o costituire un ottima variante agli stessi. Tuttavia è consigliabile di non eccedere con le dosi, datosi che in alte percentuali possono avere effetti lassativi. Le patate non devono essere fornite crude perché contenendo solanina possono risultare tossiche.

Ghiande: molto apprezzate a alcune specie, devono essere preventivamente decorticate e ridotte a pezzettini o macinate per facilitarne l'ingerimento. In piccole dosi possono essere utilizzate per integrare la normale dieta, è tuttavia consigliabile non fornirle ai riproduttori potendo pregiudicare la schiudibilità delle uova.

Barbabietole e rape: da somministrare lessate o tritate a pezzettini o grattugiate. Nonostante i bassi valori nutrizionali possono servire in autunno/inverno come “integratori/zavorra” agli altri alimenti.

Funghi: sono solitamente ben appetiti dai fagiani, e nonostante i bassi valori nutrizionali possono essere utiliz-zati per variare un poco il “solito menù”.

Verdure: di qualsiasi genere. Tritate finemente possono essere somministrate mediamente dopo i primi 15-20 giorni di vita, aumentano gradualmente le dosi con l'avanzare dell'età, ma sempre in quantità tali da poter essere consumate rapidamente. Le varietà più comunemente utilizzate sono: insalata di tutti i tipi, spinaci, pomodori, cipolle e porri finemente tritatati, cavolo, verza, broccoli, cetrioli, zucca e zucchine e loro fiori, erba cipollina ecc.

Carote: da somministrare soprattutto crude a pezzetti o meglio grattugiate, oppure lessate e “sbriciolate” per i più piccoli, meritano una menzione particolare. Presentano ottime caratteristiche sia alimentari che dietetiche, favorendo nel contempo anche la digestione. Assumono un valore molto importante come integratori alla normale dieta durante i mesi invernali, e unite al mais possono nel caso di ITHAGINIS e PUCRASIA, sostituire completamente l'apporto dei vegetali freschi soprattutto quando per questioni climatiche o di altro genere risultano difficilmente reperibili.

Aglio: pochi ortaggi possono considerarsi al suo livello, infatti possiede caratteristiche tali da farlo considerare un vegetale preziosissimo, ed al pari delle carote merita una menzione particolare. Infatti oltre ad essere un ottimo vermifugo naturale, viene utilizzato anche come antisettico, antibatterico e depurativo, inoltre costa pochissimo e non presenta nessuna controindicazione, potendo essere dato anche ai più piccoli sin dai primi giorni di vita. Per non disperderne le qualità dovrebbe essere somministrato intero oppure a pezzettini.I n alternativa lo si può preparare sotto forma di infuso ( Uno spicchio schiacciato lasciato a macerare per circa 12-15 ore in un litro d'acqua ), o in polvere secca da miscelare al mangime dei più piccoli.                                                                               

Frutta: più o meno tutti i tipi, a pezzetti o grattugiata può essere somministrata dopo i primi 15-20 giorni di vita. Le varietà più comunemente utilizzate sono : mele, pere, pesche, prugne, fragole, uva e uvetta passa, banane, arance e clementine a tocchetti assieme alla buccia, ciliege e amarene molto mature, bacche, frutti di bosco, kiwi e papaia pur non essendo molto apprezzati, anguria, melone, ecc.       

Frutta secca: noci, nocciole, mandorle e arachidi sgusciate e sbriciolate grossolanamente, pinoli ecc. Comunque da distribuire in piccole quantità.

Erbe – germogli – fiori: da somministrare il più fresche/i possibile, ed oltre a controllare che non siano tossiche per i fagiani, è preferibile conoscerne anche la provenienza in modo da poter escludere quelle/i trattate con prodotti anticrittogamici, o provenienti da zone inquinate. I tipi più comunemente utilizzati sono : erba medica, ortica, trifoglio, tarassaco con foglie e fiori, piantaggine, achillea, amaranto, portulaca, centocchio, crespino comune ecc. Germogli e fiori in genere purché appartenenti anch'essi a varietà non tossiche per i galliformi, e comunque in caso di dubbio evitare di fornirli.

Foglie di alberi – aghi di conifere: si possono somministrare foglie e aghi di varie specie purché tenere e non tossiche per i fagiani tipo : gelso, frassino, olmo, tiglio, betulla,  salice, sorbo, vite, erica, pino, abete rosso ecc.

I vegetali in genere, le verdure e la frutta specialmente nei mesi primaverili/estivi sono necessari ad integrare la dieta di molti fagiani, mentre soprattutto la frutta assume un ruolo fondamentale per specie come ARGUSIANUS, RHEINARDIA e POYPLECTRON.

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ALIMENTI DI ORIGINE ANIMALE:

Sono solitamente costituiti da prodotti secchi o umidi sia confezionati che congelati, riassumibili se pur in linea di massima con: paté per insettivori, omogeneizzati di carne per uso umano, uova sode sminuzzate, zooplancton, carne in scatola o crocchette sbriciolate per gatti o cani, bastoncini di surrogato di polpa di granchio, pesciolini, gamberetti secchi o congelati somministrati previo scongelamento, carne in scatola del tipo pressato per uso umano o cruda e macinata, ecc.

Paté, omogeneizzati, uova sode e zooplancton dato il loro alto contenuto proteico e la loro facile digeribilità, risultano particolarmente indicati sin dal primo giorno di vita dei pulcini, con gli ultimi due prodotti che possono essere forniti anche in altre fasi della crescita, nonché agli esemplari adulti. E' tuttavia sconsigliato di somministrare le uova sode ai riproduttori dato che potrebbero essere indotti a mangiare anche le proprie. Inoltre anziché l'uovo sodo intero, è preferibile utilizzarne solo l'albume, che come risaputo è un ottimo integratore proteico. Ottima la carne in scatola per gatti o pressata. E forse ancora meglio sono i bastoncini di surrogato di granchio che essendo confezionati singolarmente si rivelano ideali, igienici, pratici potendosi inoltre conservare a lungo. I rimanenti prodotti sopra elencati sono comunque ottimi e molto apprezzati dai galliformi, e come per tutti gli alimenti in genere, molto dipende dalla disponibilità, facilità di approvvigionamento e preferenze personali. Non dimenticando le crocchette per gatti ( da sbriciolare ) che in quanto secche si conservano a lungo, sono di facile utilizzo, ed una volta somministrate si deteriorano meno rapidamente rispetto ai prodotti umidi e/o freschi.

–  2 parti di mangime secondo periodo + 1 parte di albume d'uovo cotto  produrranno una razione dal contenuto pari a circa il 25-30% di proteine gregge.

–  Parti uguali di mangime secondo periodo, e albume d'uovo cotto produrranno una razione dal contenuto pari a circa il 25-30% di proteine gregge.

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ALIMENTO “VIVO”:

Pur potendo essere costituito da una grande varietà di insetti e/o piccoli invertebrati è bene non fidarsi di quelli catturati nelle campagne perché oltre che contaminati da sostanze nocive, potrebbero a loro volta essere infestati da parassiti interni e/o loro uova, cosa che soprattutto per i lombrichi è molto frequente. Quindi per l'alimentazione sia dei piccoli fin dal primo giorno di vita, che durante i vari stadi della loro crescita, quanto degli adulti in tutti i periodi dell'anno, è preferibile utilizzare le tarme della farina. Tra l'altro oltre ad essere di facile reperimento, sono anche facilmente riproducibili, quindi igieniche e pulite, così che si possa averne sempre un certo quantitativo a disposizione per soddisfare le esigenze dei nostri animali. Inoltre nei negozi specializzati solitamente si possono acquistare anche grilli, lombrichi ecc, che provenendo da colture controllate dovrebbero essere sicuri. Soprattutto durante i primi giorni di vita dei piccoli fagiani, è preferibile che le tarme della farina vengano somministrate nella fase in cui risultano più tenere e morbide, in modo che se anche ridotte a pezzettini, possano essere più facilmente ingerite.

--  Per approfondimenti riguardanti il "vivo", vedere in - STURNDAE - alla voce  < DA SAPERE >

–  Gli alimenti che non costituiscono la dieta base, cioè integrati ad essa come erbe, ortaggi, verdure, frutta e prodotti di origine animale trascorse le prime 3-4 settimane di vita, e salvo diversa indicazione, è preferibile che vengano somministrati 1 max 3 volte la settimana, ed in quantità tali da poter essere velocemente consumati.

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GRIT:

E' molto importante per una buona digestione, ed oltre a utilizzare i prodotti che in commercio vengono proposti già pronti, si può provare a preparalo miscelando il 50-60% di sabbia grossolana dello 0, 5 preferibilmente marina con il 20-30% di terriccio per giardinaggio non trattato, oppure di sottobosco, con la restante parte composta da gusci di uova, di molluschi e osso di seppia macinati.

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VEGETABLE POMACE:

Si tratta di un alimento che viene menzionato a parte in quanto prodotto in America ed è probabile che non sia ancora sul mercato Italiano. Si tratta di una miscela secca adatta a più specie di animali, generalmente sotto forma di pellet e proposta in varie formule, es : carota - sedano - rapa rossa - prezzemolo - lattuga - crescione - spinaci --- oppure pellet composto da bucce di verdure fresche e pasta di legno. Oltre ad individuare la formula più adatta alle nostre esigenze, questo tipo di prodotto appare particolarmente indicato come integratore per la dita di tutte quelle specie particolarmente vegetariane come PUCRASIA MACROLOPHA - ITHAGINIS CRUENTUS - CRATEUS - TRAGOPANI - CROSSOPTION ecc.

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ALIMENTAZIONE PER PULCINI E FAGIANOTTI:

Ad eccezione di quelli appartenenti ad alcune specie molto rare o comunque poco comuni in cattività, l'alimentazione di pulcini e fagianotti presenta ben poche difficoltà, potendosi attuare attraverso normali composti commerciali ( mangimi bilanciati ) che variano di forma e composizione in relazione alle diverse fasi della crescita. Integrati da cereali, erbe e vegetali di vario genere, verdure, ortaggi e frutta a seconda dell'età degli animali, disponibilità di prodotti o stagione, oltre a proteine, integratori alimentari e vitamine quando e se ritenuti necessari. Di norma si inizia sin dal primo giorno di vita fornendo un buon mangime sfarinato primo periodo/starter per fagiani, o con altra destinazione ( per ARGUSIANUS, POLYPLECTRON NOBILI e DIARDI, o comunque specie che necessitano di un notevole apporto proteico durante i primi giorni di vita, può essere indicato l'avvio con mangime pre-starter ). Trascorsi una quindicina di giorni si comincia ad aggiungere alla normale razione piccole quantità di insalata tritata molto finemente e frutta a pezzettini o grattugiata, aumentandone le dosi gradualmente con l'avanzare dell'età. A circa 3-4 settimane di vita, e comunque secondo lo sviluppo dei fagianotti che se risultassero un attimino in ritardo con la crescita è preferibile attendere ancora qualche giorno, si passa ad una dieta composta da mangime sbriciolato secondo periodo per fagiani, o con altra destinazione, con un contenuto proteico leggermente inferiore al primo, arricchito pur non essendo strettamente necessario se non a variare il “solito menù ”, da una manciata 1-2 massimo 3 volte la settimana di granaglie miste ben spezzettate, così come un mix composto da miglio, canapa, scagliola, panico e semi di lino, oppure del solo miglio, oltre a verdure tritate e frutta a pezzetti. Raggiunti i 2-3 mesi di età, si dovrebbe cambiare nuovamente il mangime in uso passando ad un tipo granulare terzo periodo per fagiani, o altro tipo, integrato pur non essendo tassativo, se non a variare il “ menù ”, da una manciata, 1-2 massimo 3 volte la settimana di granaglie spaccate e/o intere, del solo grano o mix per piccioni, oltre a vegetali in genere, verdure, ortaggi e frutta. In questo periodo, cioè dai 90 giorni in poi, ma anche prima per le specie più rustiche, è altresì possibile iniziare a sostituire il tipo di dieta portandola gradualmente e secondo i tempi indicati, ad essere prima mista, cioè costituita da mangime e granaglie intere e/o spaccate o mix per piccioni in ragione del 10% rispetto al composto commerciale, o comunque in base a disponibilità e/o preferenze personali ( come già consigliato, i cereali in una dieta di tipo misto non dovrebbero essere somministrati in percentuali superiori al 20-30% rispetto al mangime, dato che aumentando le quantità finirebbero per alimentarsi solo di questi disdegnando il mangime ), ed in seguito, ammesso che ci si voglia orientare verso questo genere di alimenti, costituita esclusivamente da granaglie o mix per piccioni.

–  Dopo la schiusa è' possibile aumentare l'apporto proteico somministrando ai piccoli una o due tarme della farina al giorno per 2-3 settimane. Trascorso questo periodo ci si deve regolare in base alla specie e/o necessità. Nel contempo un ulteriore fonte di energia può essere data dalla ricotta, che essendo fra l'altro molto ricca di calcio, è perfetta per piccoli e giovani. Lo stesso ruolo è svolto dall'acido lattico aggiunto in ragione di un cucchiaio per litro d'acqua da bere, oppure utilizzando latte scremato o il polvere. Il trattamento viene solitamente protratto per 5-7 settimane dopo la nascita, tuttavia non avendo nessuna controindicazione può essere adatto anche per gli adulti.

 Durante i primi giorni di vita si può aumentare l'apporto energetico del normale alimento in uso, sciogliendo un cucchiaino di zucchero per ogni litro d'acqua da bere fornito.

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ALIMENTAZIONE PER ADULTI E RIPRODUTTORI:

Ad eccezione di alcune specie molto rare o comunque poco comuni in cattività, l'alimentazione dei galliformi in generale, e dei fagiani in particolare, presenta ben poche difficoltà potendosi attuare nella maggior parte dei casi attraverso normali composti commerciali ( mangimi bilanciati ), integrati da cereali, erbe e vegetali in genere, verdure, ortaggi e frutta secondo stagione e disponibilità di prodotti, oltre a proteine, integratori alimentari e vitamine quando, e se ritenuti necessari. A circa 4-6 mesi di vita in considerazione anche alla rusticità della specie, si inizia a fornire quello che sarà l'alimento base sia per i soggetti adulti in genere, che per quelli destinati alla riproduzione durante il periodo di riposo, quindi relativamente alla muta delle penne e mesi invernali, o comunque gran parte di essi, che soprattutto per praticità è solitamente costituito da un buon mangime granulare o pellettato da mantenimento o riposo per fagiani, o con altra destinazione ( ammesso che non si voglia mantenere in uso il terzo periodo o un  tipo similare per le specie che necessitano di particolari apporti proteici ), integrato pur non essendo il più delle volte strettamente necessario, se non a variare un poco il “solito menù”, da una manciata 1-2 massimo 3 volte la settimana di granaglie miste intere e/o spaccate, del solo grano, o mix per piccioni. Come già precedentemente esposto è altresì possibile per la maggior parte delle specie orientarsi verso un tipo di alimentazione misto o che preveda l'esclusivo utilizzo di cereali o mix per piccioni  Nel caso in cui al mangime in uso vengano aggiunte piccole quantità ( manciatine ) di cereali, con l'approssimarsi della stagione riproduttiva è preferibile ridurre ulteriormente, se non sospendere del tutto la distribuzione di questi ultimi ( Pratica comunque soggettiva e subordinata sia alle preferenze personali che al tipo di alimentazione adottato ), e sostituire il mangime in uso con un tipo specifico per ovaiole di fagiano, o con altra destinazione, la cui somministrazione deve cominciare perlomeno 15-20 giorni ( è tuttavia possibile anticipare ulteriormente i tempi indicati ) prima del presunto inizio della deposizione, e proseguire sino al termine del periodo stesso, o comunque finché ritenuto utile, integrando sempre con vegetali vari e frutta a pezzetti in quantità tali da potersi consumare in tempi relativamente brevi. Mentre la frutta, gli ortaggi ed alcune verdure possono essere messe a disposizione in comode ciotole, i vegetali più “lunghi”, compreso le fronde, vanno preferibilmente legati con un sottile filo metallico e temporaneamente appesi in modo che non toccando il terreno s'imbrattino meno facilmente o appassiscano più velocemente. Evitare l'uso di corde e/o spaghi che tendono facilmente a sfilacciarsi e rompersi potendo essere ingeriti, o costituire un pericolo per gli animali. In alternativa al filo metallico si possono utilizzare della pratiche rastrelliere in lamiera zincata e rete metallica elettrosaldata a maglie adeguatamente grandi, con forma tradizionale o conica, che possono essere acquistate o realizzate con base propria o da ancorare alle pareti di voliera e/o rifugio, oppure appese ad appositi supporti per mezzo di catenelle o cavetti dotati di fermo sali/scendi.  ( Approfondimenti in: Progetti e attrezzature )

--  Quando la dieta abituale non è basata su un qualche tipo di mangime non è strettamente necessario, soprattutto nell'allevamento amatoriale/ornamentale, somministrare durante il periodo riproduttivo, il tipo per ovaiole. Tuttavia si può sostenere la doposizione con prodotti adatti allo scopo quali gusci d'ostrica triturati, osso di seppia, gritt, calcio in polvere da miscelare al cibo, ricotta, oltre a integratori e vitamine se e quando ritenuti necessati.

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RIASSUMENDO:

 

      ____________________________________________________________________________________________________________________________      DIETA SEMPLICE:                                                                                                                                                                                                                               Oltre a quanto sopra già ampiamente descritto, è  interessante  constatare che non pochi allevatori adottano per i loro animali un tipo di dieta piuttosto semplice del tutto simile a quella solitamente somministrata al pollame domestico. 

Si inizia sin dal primo giorno di vita con un mangime sfarinato primo periodo, integrato in caso di necessità, da albume d'uovo cotto o crocchette per gatti sbriciolate. Giunti a 6-7 settimane dalla schiusa si può cominciare a miscelare al mangime in uso ( che a quell'età solitamente corrispondere allo sbriciolato secondo periodo ), del granulare terzo periodo, in modo che a 8 settimane sia completamente sostituito. Volendo al mangime possono essere aggiunte percentuali più o meno significative di granaglie intere e/o spaccate a seconda delle preferenze. Durante l'inverno la dieta base potrebbe anche essere composta da mangime da mantenimento e mais ( ad eccezione dei TRAGOPANI, o comunque fornito in piccole dosi ) in parti uguali, così come dal solo mangime da mantenimento. Tuttavia appena prima che inizi la stagione riproduttiva, quindi indicativamente da febbraio-marzo, è preferibile sostituire la dieta in uso con un mangime specifico per ovaiole fino al termine della deposizione. Il mais è particolarmente ricco di energia, ma a basso contenuto proteico, ed inoltre tende ad ingrassare troppo gli animali mentre i mangimi sono stati appositamente formulati allo scopo di fornire una dieta equilibrata in ogni periodo dell'anno. Gusci d'ostrica e/o altri molluschi, e grit sempre a disposizione per favorire la digestione, mentre la frutta come mele e pere in aggiunta ad un poco di erba medica, trifoglio o tarassaco con foglie e fiori, volendo possono essere somministrati una o due volte la settimana.

     ____________________________________________________________________________________________________________________       CONSIDERAZIONI:                                                                                                                                                                                                                                   Ad eccezione di alcune specie, pressoché tutti i galliformi, ed in particolare i fagiani, nel corso delle prime 2-3 settimane di vita richiedono un apporto proteico non inferiore al 22-25%, mentre successivamente, e fino al raggiungimento dell'età adulta dovrebbe essere almeno del 18-20%. Nella fase adulta e/o periodo considerato di riposo, che di norma corrisponde a muta e mesi invernali, o comunque gran parte di essi, il fabbisogno energetico è notevolmente più basso, ciò nonostante il contenuto proteico non dovrebbe essere inferiore al 10%. Per contro durante il periodo riproduttivo è preferibile basarsi su una dieta che oltre a risultare ricca di calcio e vitamine, preveda almeno il 19-20% di proteine grezze.

– I programmi d'alimentazione sopra descritti si devono intendere come indicativi, e suscettibili di variazioni in merito a disponibilità e/o preferenze personali dell'allevatore.

 

– Salvo diversa indicazione o necessità, durante la muta e/o riposo si dovrebbero somministrare dei complessi vitaminici circa un paio di volte al mese, mentre nel periodo riproduttivo una volta a settimana.

 

–  Una maggiore disponibilità di aminoacidi induce un aumento della fertilità dato che sono in correlazione con la formazione degli ormoni sessuali.

 

– In tutti i periodi dell'anno e/o età degli animali, si può integrare la normale razione con una “spruzzatina” di gusci d'ostrica e/o di altri molluschi, oppure con del carbonato di calcio.

 

–  Considerato che con ogni uovo deposto la fagiana elimina/consuma da 11,5 a 13,5 di proteine digeribili, l'alimentazione in uso dovrà contenere almeno il 18-20% di proteine grezze. Inoltre assieme all'uovo vengono anche espulsi da 1,5 a 2,5 grammi di carbonato di calcio, che dovrà essere reintegrato attraverso un mangime specifico per ovaiole e/o il grit.

 

–  Volendo prepararsi da soli il grit, lo si può ottenere mescolando il 50% di sabbia marina grossolana, 20% di terriccio per giardinaggio non trattato con prodotti chimici, 20% di gusci di molluschi o chiocciole macinati ed il 10% d'ossi di seppia anch'essi macinati. 

 

–  Per cercare di evitare l'eccessivo ingrassamento, che riguarda soprattutto specie come i TRAGOPANI, si  deve

sottoporre gli animali ad un razionamento qualitativo riducendo di circa il 20-25% il contenuto energetico presente negli alimenti in uso, integrando se fosse necessario con sostanze “zavorra” che sazino gli animali, come ad esempio il pellet per lepri ( da sbriciolare nel caso fosse troppo grosso per essere ingerito ) perlopiù costituito da erba medica, che essendo particolarmente ricco di fibra risulta anche poco digeribile. Tuttavia bisogna fare attenzione a non eccedere per non provocare stress che specialmente nei giovani potrebbe tramutarsi facilmente in pica e/o cannibalismo, oppure provocare forti diarree e stati di malessere generale.

 

–  TRAGOPANI, KOKLAS e ITHAGINIS ad esclusione delle prime due settimane di vita durante le quali i piccoli hanno necessità pressoché identiche a quelli delle altre specie, abbisognano di apporti proteici inferiori rispetto alla media dei consimili.

 

– A causa del loro modo di alimentarsi, basato su beccate sequenzialmente molto rapide accompagnate da scatti laterali dalla testa, molto del cibo somministrato viene solitamente sprecato o reso di difficile riutilizzo, quindi è preferibile che le mangiatoie siano debitamente attrezzate con dispositivi anti-spreco.

 

–  Salvo casi particolari, evitare per quanto possibile di somministrare il cibo direttamente a terra, e soprattutto di lasciarlo lì a decomporsi, ed ancor meno quando il fondo della voliera è bagnato.

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Si intende comunque sottolineare che oltre a quanto già sopra esposto, la pubblicazione di materiale fotografico reperito sul WEB da parte della GBP.BIO è altresi intesa a fare un po di chiarezza, limitatamente alle sue possibilità, al caos creato da immagini poste su internet, in maniera alquanto superficiale e probabilmente senza neppure avere le necessarie conoscenze in materia, raffiguranti esemplari la cui classificazione essendo palesemente errata trae in errore l'ignaro lettore/visitatore. Quindi l'utilizzo di immagini deve essere considerato come a scopo puramente educativo - didattico  - informativo.                                                                     

RIFERIMENTI:

Delacour

Beebe

Johnsgard

McGowan P.

Howman K.

Madge S.

Hennache A.

Ottaviani M.

Bernar F.

Uno   speciale   ringraziamento  per  l'aiuto fornitomi a :

James Pfarr                                                 Saul Villagrana                                            Steve Keller                                          Friedrich Esser                                            Njal Bergè 

birdnet.cn

orientalbirdimages.org 

Le informazioni relative allo stato di conservazione in natura sono state tratte da Wikipedia.

 

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