- crossoptilon : allevamento -

 Foto da -  Yang Yu  < www.picssr.com >                                                                                            Foto - Autore  -  K. H. Grabowski

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                          GENERE  CROSSOPTILON  ( HODGSON, 1838 )

 

FAGIANI  ORECCHIUTI

                                   

Il < genere > comprende 4 specie:

Crossoptilon auritum …...............................................fagiano orecchiuto azzurro ….........................PALLAS…............................1811.

Crossoptilon crossoptilon …........................................fagiano orecchiuto bianco del Sichuan …......HODGSON….......................1838. 

Crossoptilon mantchuricum ….....................................fagiano orecchiuto bruno …...........................SWINHOE…........................1862.                 

Crossoptilon harmani …............................................fagiano orecchiuto grigio o di Harman ….......ELWES….............................1881.

N.B.

Il CROSSOPTILON HARMANI viene  ritenuto  da  lcuni Autori una sottospecie del C. CROSSOPTILON. Tuttavia studi relativamente recenti sembrano  collocarlo 

   come specie distinta. 

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La specie < C. CROSSOPTILON > comprende 4 sottospecie:

Crossoptilon crossoptilon crossoptilon .…....................fagiano orecchiuto bianco del  Sichuan …....HODGSON….......................1838.

Crossoptilon crossoptilon drouyni ….............................fagiano orecchiuto bianco del Tibet …..........VERREAUX….....................1868.

Crossoptilon crossoptilon dolani …...............................fagiano orecchiuto bianco di Dolan …...........MYER & SCAUENSEE…....1938. 

Crossoptilon crossoptilon linchiangense ......................fagiano orecchiuto bianco dello Yunnan …...DELACOUR….....................1949.

 

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                                                            CROSSOPTILON ALLEVAMENTO

Essendo un genere di fagiani che in cattività presentano esigenze molto simili, permette di essere tratttato con una certa uniformità, pur sottolineando di volta in volta le differenze che possono evidenziarsi tra le diverse sottospecie.

             

CARATTERE e ADATTAMENTO ALLA CATTIVITA': Caratterialmente docili come i TRAGOPANI, dimostrano continuamente la loro natura amichevole e curiosa, lasciandosi addomesticare con una certa facilità,  tanto da arrivare con un poco di pazienza, ed un minimo di addestramento, a prendere il cibo direttamente dalle mani cercando anche di attirare l'attenzione di chi si trova nei pressi della voliera. Ciò nonostante è abbastanza facile imbattersi in maschi che durante il periodo riproduttivo, dimostrano una forte aggressività nei confronti di femmine, altri maschi e animali presenti in voliera, nonché degli esseri umani, allevatore compreso, che deve ben guardarsi sia dalle impietose beccate che dai poderosi unghioni. Purtroppo in alcuni esemplari questa condizione si dimostra permanente, rendendone la gestione estremamente difficoltosa soprattutto per i meno esperti. Oltre che caratteriale, o dovuto a frenesia riproduttiva, potrebbe anche essere sintomo di stress o disagio causati da una cattiva gestione, voliera troppo piccola e/o poco arredata, che possono risolversi parzialmente, come pure totalmente, attraverso cure adeguate e assegnando ai nostri animali un ambiente più consono alle loro esigenze, in caso contrario rimane ben poco da fare, infatti individui di questo tipo risultano solitamente irrecuperabili, perlomeno a livello riproduttivo, e costretti dal loro carattere a condurre una esistenza alquanto meschina e solitaria. Ciò nonostante l'allevamento di queste specie, ad esclusione dei soggetti appena citati, se attuato con un minimo di criterio presenta pochissime difficoltà, per questo consigliabile anche ai meno esperti, specialmente in riguardo dei C. AURITUM che nel complesso risultano meno ostici dei loro congenere. Tuttavia, nel pensare di accasare questo tipo di fagiani bisogna tenere conto, oltre che all'aspetto comportamentale, anche dei loro potenti richiami ( che più o meno a seconda della specie in questione, può assomigliare al raglio di un asino ), che potrebbero infastidire o perlomeno disturbare vicini non troppo ben disposti, nel caso la voliera si trovasse a ridosso, o comunque nelle immediate vicinanze di altre abitazioni. Sono fagiani estremamente rustici, ed è proprio grazie a questa caratteristica che sono riusciti nel corso dei decenni ad adattarsi ai più svariati climi, ciò nonostante tollerano a fatica il caldo asfissiante e l'eccessiva umidità del terreno spesso dovuta a ristagni d'acqua ( piedi  bagnati ), per cui nell'accasarli è necessario predisporre oltre al rifugio, anche un fondo della voliera adeguatamente drenante in modo da escludere il più possibile la formazione di pozzanghere che si trasformerebbero rapidamente in fango, con il quale paradossalmente amano “giocare” al punto da essere indotti a rovesciare i contenitori dell'acqua, qualora non fossero ben fissati, per formarlo “artificialmente”. Tuttavia è lecito presumere che un comportamento di questo tipo, più che da un desiderio prettamente ludico, derivi molto più realisticamente da “reminiscenze naturali” che li portano istintivamente ad associare al fango una maggiore e più facile reperibilità di cibo. A causa della innata predisposizione allo scavo risultano particolarmente sensibili a singamosi ( verme rosso ) e vermi intestinali,  ragion per cui andrebbero sverminati a scopo preventivo, salvo diversa indicazione, almeno un paio di volte all'anno. Sempre in relazione alla facilità con la quale vengono infettati da vermi di vario genere, potrebbe giovare la regolare somministrazione di aglio intero o a pezzetti, che oltre ad essere un ottimo vermifugo naturale, non ha controindicazioni, costa pochissimo ed è solitamente ben appetito dai fagiani. Inoltre può essere dato a tutte le età, compreso i pulcini di pochi giorni di vita, per i quali deve essere tritato finemente in modo che possano ingerirlo facilmente, o sotto forma di infuso in aggiunta all'acqua da bere, oppure in polvere e miscelato al mangime in uso. Oltre a quanto sopra esposto, i CROSSOPTILON in generale, ed i C. CROSSOPTILON in particolare, risultano anche particolarmente ricettivi a infezioni batteriche e fungine, che comunque si possono evitare, o perlomeno tenute sotto controllo, mantenendo gli animali nelle condizioni igienico/sanitarie più appropriate, fornendo nel contempo alimenti di qualità. Tuttavia di fronte a patologie in essere, quand'anche fossero solo presunte, non bisogna farsi scrupolo di utilizzare i medicinali più idonei e/o di chiamare prontamente il veterinario.

Di norma le specie più aggressive risultano essere C. AURITUM e C. MANTCHURICUM, mentre i C. CROSSOPTILON sembrano un poco meno nervosi, ed in particolare la sottospecie DROUYNI appare più resistente e anche meno incline alle malattie rispetto ai conspecie.

 

ETA' RIPRODUTTIVA: Nonostante il finissaggio dei colori avvenga molto prima, la piena maturità sessuale è raggiunta solo al secondo anno di vita. Tuttavia possono essere attivi già nel corso del primo, con i maschi che  però risultano solitamente infecondi, o parzialmente tali, mentre le femmine quando depongono producono uova più piccole ed in numero inferiore rispetto alle adulte. Contrariamente ai suoi congenere i maschi di O. BIANCO durante il loro primo anno di vita non dimostrano nessun interesse per le femmine, né tanto meno tentano di accoppiarsi.

 

TIPO DI ACCOPPIAMENTO: Nonostante ci siano Autori fermamente convinti del contrario, le osservazioni avvenute in natura fanno presupporre un comportamento monogamo, rafforzato dal fatto che non esiste un vero e proprio dimorfismo sessuale tra maschio e femmina, con rituali di corteggiamento solitamente brevi e semplici. Sono pure stati documentati dei casi, a dire il vero non sporadici, in cui coppie ben affiatate rimangono stabilmente unite oltre il periodo riproduttivo, da sole o associate a gruppi formati, a seconda della specie, da diversi individui senza che si abbiano a verificare dimostrazioni di aggressività reciproca. Anche in cattività possono di norma convivere pacificamente quando non sono impegnati nella riproduzione, per la quale viene solitamente rispettata la condizione naturale di monogamia. Tuttavia mentre i C. AURITUM e C. MANTCHURICUM sono rigorosamente mantenuti in coppia, non mancano i casi in cui piccole famigliole di C. CROSSOPTILON composte solitamente da un maschio e due femmine convivono pacificamente, riproducendosi apparentemente senza problemi, con il maschio che si accoppia con entrambe le partner. Certo che la situazione non è delle più comuni per questo genere di fagiani, che comunque è preferibile mantenere in coppia, ma essendo in possesso di esemplari particolarmente tranquilli e soprattutto reciprocamente tolleranti, si può tentare di costituire una famigliola di riproduttori. Inizialmente è tuttavia necessario monitorare attentamente soprattutto le femmine del gruppetto affinché non vengano a crearsi delle gerarchie con la dominante che finirebbe per uccidere, o perlomeno ridurre a mal partito la subordinata. E' presumibile che anche i C. HARMANI siano fonda-mentalmente monogami, tuttavia con un comportamento molto più simile ai C. CROSSOPTILON, rispetto a quello adottato dagli altri congenere. 

 

PERIODO RIRODUTTIVO: Alle nostre latitudini l'attività sessuale incomincia ad evidenziarsi intorno alla metà di marzo mentre la deposizione delle uova inizia generalmente intorno al 15-20 aprile potendo protrarsi, a  seconda delle specie, sino a giugno inoltrato nel caso vengano levate. Tuttavia si possono verificare delle variazioni rispetto ai periodi indicati in funzione non solo della regione in cui si trova l'allevamento ma anche delle condizioni climatiche che possono favorire l'anticipazione, in caso di temperature sopra alla norma stagionale o il ritardo in caso di freddo intenso. Nonostante il richiamo sia una prerogativa di entrambi i sessi,  sono i maschi che soprattutto in primavera ne danno maggiore dimostrazione, quando durante la stagione degli amori sono soliti lanciarli iniziando prima dolcemente, per poi aumentare gradualmente l'intensità, potendo superare anche il minuto di vocalizzazione. Solitamente vengono emessi, pur se più blandamente, nel corso di tutto l'anno, standosene appollaiati su qualche posatoio, roccia, ceppo o ramo che si trovi all'interno della voliera. Durante questo periodo sono presi da un notevole frenesia, che raggiunge il culmine durante il corteggiamento quando il maschio posizionatosi lateralmente rispetto alla femmina abbassa le penne delle ali sino a toccare il terreno, dispiegando nel contempo la setosa coda ed espandendo a dismisura le papillate carrucole, con la corteggiata che in un primo momento sembra essere incurante verso cotanta esibizione maschile, mentre il partner che nel frattempo continua a razzolare beccando nervosamente il terreno come se stesse cercando del cibo, in realtà pur sembrando distratto è vigile e attento ad ogni particolare movimento della femmina che ad un certo punto si accovaccia, e quando si sente pronta inarca il collo come a cercare di nascondere il becco tra le piume del petto, quasi fosse una potenziale arma, compiendo nel mentre dei movimenti rituali, come se volesse comunicare al maschio di essersi completamente arresa. Il preludio all'accoppiamento si ha nel momento in cui questo, emettendo sordi richiami, smette di beccare il terreno e girare intorno alla femmina. L'unione avviene poco dopo. Può altresì succedere che coppie apparentemente ben affiatate per motivi ancora tutti da accertare, non si riproducano regolarmente ogni anno, ed in particolare accade soprattutto tra gli O. BRUNI. Inoltre è proprio durante il periodo riproduttivo che si possono verificare gli inconvenienti più spiacevoli, causati da maschi particolarmente virili ed aggressivi che perseguitano le compagne con continue richieste amorose, non concedendo loro mai un attimo di pace, beccandole e arrivando a stressarle a tal punto che possono persino smettere di deporre le uova.   ( Approfondimenti in: PARTE GENERALE - Come gestire l'aggressività dei maschi - Progetti e attrezzature - Spazio-Rip )

 

TIPO DI NIDO: Le femmine sono dotate di un buon istinto materno, ed anche in cattività mantengono l'abitudine a nidificare in buche di forma ellittica non troppo piccole ( mediamente di 25x40 cm ), con una profondità che va da 8 a 20 cm. Solitamente vengono scavate sotto ad un cespuglio oppure a ridosso di un tronco, ceppo o grossa roccia a condizione che siano circondati da qualche arbusto, e rifinite con materiali trovati in voliera o che molto opportunamente saranno stati messi a loro disposizione. In mancanza di vegetazione e/o arredo può anche succedere che depongano dove capita direttamente sul terreno senza preoccuparsi di approntare il nido. Di fronte ad una tale eventualità sarà necessario che le uova vengano raccolte al mattino presto, e controllare anche che all'imbrunire non ve ne siano altre, perché se lasciate in voliera verrebbero con tutta probabilità rotte e mangiate dal maschio, al quale sarebbe poi ben difficile far perdere il vizio. In alcuni casi arrivano al punto di controllare e seguire le compagne nel momento in cui si appartano per deporre, beccando immediatamente l'uovo appena viene espulso. Per cercare di evitare quanto appena esposto, si dovranno attrezzare alcuni angoli, e volendo non solo quelli, di voliera e/o rifugio utilizzando fascine di legna, stocchi di mais, cannette, saggina, erica o altro tipo di materiale naturale in modo da schermare i nidi e nel contempo nascondere le femmine alla vista dei maschi. Molto adatte a tale scopo risultano le fronde di conifere che oltre a rendere visivamente migliore l'angolo nido e ingentilire un poco l'ambiente, durano molto più a lungo rispetto a quelle di altre piante. Le femmine appartenenti a questo genere di fagiani non sembrano particolarmente attirate dai nidi artificiali, ciò nonostante vale la pena di provare a inserire in voliera alcune cassette nido mimetizzandole con frasche o altro tipo di vegetale in modo da rendere l'insieme il più naturale possibile, che oltre a fornire un sicuro riparo contro le intemperie possano dare alle femmine un maggior senso di sicurezza. Se dovessero servire, ed ammesso che vengano utilizzate, potrebbe tornare utile l'uso di cassette nido di sicurezza a doppio fondo, non adatte alla cova,  che hanno lo scopo di occultare l'uovo appena viene deposto evitando che possa venire predato. ( Approfondimenti in: PARTE GENERALE - Tipi di nido )

 

UOVA DEPOSTE STAGIONALMENTE: Quando lasciate alla cova naturale vengono solitamente deposte a giorni alterni 4-12 uova di colore grigiastro o grigio-verde di grosse dimensioni, mentre levandole se ne possono ottenere anche 20-25, ed eccezionalmente una trentina quando si tratta delle specie più prolifiche.

 

PERIODO DI INCUBAZIONE e SCHIUSA: Le femmine essendo solitamente dotate di un buon istinto materno abbandonando difficilmente il nido, e quando lo fanno è perché sono gravemente minacciate da un predatore oppure a causa di malattia o altro disagio fisico. Di norma si assentano una sola volta al giorno per bere,  alimentarsi, spollinarsi e sgranchirsi un poco le zampe, ma prima di lasciarlo coprono accuratamente le uova con foglie, erbe e piume che la fagiana strappa dal proprio corpo, sia a scopo mimetico che per mantenerne il calore,  e se tutto procede regolarmente l'assenza dal nido non si protrae oltre la mezzora, dopo di che vi fanno velocemente ritorno. I pulcini appena asciutti abbandonano la sicurezza del nido per iniziare la loro esistenza di uccelli erranti assieme alla madre ed al padre che nel frattempo si è riunito alla famigliola aiutando alacremente la compagna nel duro compito di allevare la prole. Durante i primi giorni vengono aiutati da entrambi i genitori a procacciarsi il cibo che in gran parte consiste da piccoli insetti, larve e semi di piante selvatiche e/o infestanti,  insegnando loro a rivoltare foglie e sassi per trovarli più facilmente. In alcuni casi gli adulti si stabiliscono con la propria nidiata presso grossi formicai in modo che i piccoli possano nutrirsi a volontà senza essere costretti a lunghi spostamenti, tuttavia mentre sono alla ricerca del cibo o si alimentano, genitori e pulcini mantengono il contatto attraverso continue emissioni di suoni, ed all'avvicinarsi di un qualsiasi pericolo gli adulti lanciano un richiamo paragonabile ad una sorta di urlo, e mentre i piccoli corrono a nascondersi nell'erba alta o tra i cespugli i genitori si involano nel senso opposto cercando di distrarre il predatore. Cessato il pericolo ritornano nel luogo dal quale erano fuggiti, e attraverso una serie di richiami riuniscono la famigliola. L'incubazione delle uova dura mediamente 26-28 giorni  per C. MANTCHURICUM e C. AURITUM mentre è di soli 24-25 giorni per C. CROSSOPTILON e C. HARMANI, ed anche in cattività le femmine si prestano di buon grado alla cova, dimostrando anche di essere ottime madri accudendo amorevolmente la prole. Il maschio contrariamente a quanto avviene in natura solitamente si disinteressa delle questioni famigliari e quindi può rimanere in voliera, ma nel caso in cui  disturbasse la compagna intenta a covare, o si dimostrasse aggressivo nei confronti dei piccoli, deve essere prontamente tolto, o perlomeno isolato in un grosso gabbione o serraglio che in caso di necessità, ed ammesso che le misure della voliera lo consentano, può essere realizzato all'interno della stessa utilizzando dei telai in rete metallica. Tuttavia sia con l'incubazione artificiale, che può variare un poco a seconda della specie considerata < temperatura mediamente pari a 37,6 - 37,7 gradi con circa il 50% di umidità per C. AURITUM - circa il 45% per C. MANTCHURICUM - circa il 40% per C. CROSSOPTILON e C. HARMANI> nonostante quest'ultimo sia estremamente raro in cattività, che attraverso la cova semi-naturale utilizzando gallinelle di buona taglia o fagiane di altre specie, si possono ottenere buoni risultati, ed in tutti i casi le percentuali di schiusa sono solitamente più che soddisfacenti. I pulcini sono paradossalmente tanto timidi quanto aggressivi, pur essendo quelli di C. CROSSOPTILON solitamente un pochino più tranquilli rispetto ai congenere, e dato che sono anche mediamente più grandi rispetto a quelli di altri fagiani vanno preferibilmente associati a soggetti della stessa età e/o specie o perlomeno che abbiano lo stesso carattere, in caso contrario i più grandicelli finirebbero per uccidere o quantomeno “seviziare” i più piccoli e deboli. Alla nascita pesano mediamente 40-50 grammi mentre a circa 3-4 mesi di vita arrivano a circa 1, 3-1, 5 kg, con il peso da adulti che viene raggiunto intorno ai cinque mesi di vita. Nonostante il carattere che li contraddistingue, i giovani della stessa età crescono bene in gruppo senza creare troppi problemi all'allevatore, nel caso però si dovessero evidenziare degli stati di nervosismo e/o di insofferenza generale, dovranno essere velocemente divisi o perlomeno tolti gli individui più turbolenti che finirebbero con lo spiumare prima e cannibalizzare successivamente i compagni più remissivi e sottomessi. Considerata la sensibilità delle specie raggruppate in questo genere a malattie batteriche, fungine e vermi sia intestinali che della trachea, sino al raggiungimento dell'età adulta sarebbe opportuno che venissero alloggiati in gabbioni per lo svezzamento che avendo il fondo in rete impediscono il contatto diretto con il terreno riducendo, se non eliminando del tutto, la possibilità di contagio. 

 

ALIMENTAZIONE PER PULCINI e FAGIANOTTI: In natura il cibo dei piccoli, soprattutto durante le prime due settimane di vita è in gran parte costituito da piccoli insetti che nel corso di qualche settimana saranno per lo più sostituiti dai vegetali. In allevamento invece si inizia solitamente col somministrare un buon mangime sfarinato primo periodo o starter per fagiani, e trascorsa la prima settimana si inizia ad integrare con insalata finemente tritata e frutta, soprattutto mele, a pezzettini o grattugiata, aumentandone progressivamente le dosi con l'avanzare dell'età. A circa 3-5 settimane di vita, e secondo lo sviluppo dei fagianotti che se fossero un attimino in ritardo rispetto alla normale crescita, si dovrà attendere ancora qualche giorno, si passa ad un mangime sbriciolato secondo periodo per fagiani con un contenuto proteico di poco inferiore al primo, aggiungendovi una manciatina di granaglie ben spezzettate o un mix composto da semi di miglio, scagliola, canapa e panico,  oltre a insalata tritata e frutta a pezzettini. Giunti a 3-4 mesi di età si dovrebbe nuovamente cambiare il mangime in uso passando ad un tipo sbriciolato terzo periodo per fagiani, arricchito da una manciata di granaglie spaccate e/o intere, del solo grano, oppure un mix per piccioni, integrando generosamente, ma comunque in quantità tali da poter essere consumati velocemente, con vegetali e frutta a seconda della stagione e disponibilità tipo: erba medica, trifoglio, tarassaco con foglie e fiori, radicchio, scarola, romana, verza, cavolo, broccoli, carote,  patate, cetrioli, cipolla e porro tritati finemente, aglio a pezzetti, mele, pere, uva, anguria e melone, tanto per fare alcuni esempi, forniti interi o tagliati grossolanamente a seconda della varietà. In questo periodo è altresì possibile iniziare a sostituire la dieta in uso portandola gradualmente e secondo i tempi consigliati a essere prima mista, cioè composta da mangime e granaglie intere e/o spaccate o mix per piccioni, e successivamente, ammesso che ci si voglia orientare verso questo tipo di alimentazione, comunque indicata per questo genere di fagiani, costituita esclusivamente da granaglie intere e/o spaccate o ancora meglio dal mix per piccioni. Considerata la particolare sensibilità della specie a malattie batteriche e fungine ( soprattutto aspergillosi ), così come a vermi sia intestinali e della trachea ( verme rosso ), oltre a condizioni igenico-sanitaria adeguate, è indispensabile che gli alimenti distribuiti ed in particolare quelli freschi, siano sempre in ottimo stato e tolti appena diano segni di decomposizione.

( Approfondimenti in: PARTE GENERALE - Alimenti e alimentazione )

 

ALIMENTAZIONE PER ADULTI e RIPRODUTTORI: Poco c'è da aggiungere a quanto appena descritto se non che a 4-6 mesi di vita, ma anche prima secondo alcuni allevatori, si inizia a fornire quello che sarà l'alimento base per la maggior parte dell'anno, che soprattutto per praticità è solitamente costituito da un buon mangime da mantenimento o riposo per fagiani, integrando abbondantemente con vegetali come erba medica, trifoglio, crescione, tarassaco con foglie e fiori, insalata di tutti i tipi, sedano, spinaci, broccoli, verza, piselli, fagioli,  carote intere o tagliate a pezzetti, ravanelli, barbabietole da zucchero e rape a pezzetti, finocchi, rafano, zenzero,  radici di gigli, bulbi, cipolla e porro tritati finemente, erba cipollina, aglio a pezzetti che oltre ad essere ben appetito è utile anche come vermifugo, nonché frutta in genere a seconda della stagione, disponibilità e convenienza. Come precedentemente esposto, è altresì possibile una dieta sia mista che composta esclusivamente da cereali interi e/o spaccati o dal mix per piccioni. Nel caso in cui al mangime da mantenimento vengano aggiunte piccole quantità ( manciata ) di granaglie, con l'approssimarsi del periodo riproduttivo è preferibile ridurre ulteriormente, se non sospendere del tutto la distribuzione di queste ultime ( pratica tuttavia soggettiva e subordinata a preferenze personali o tipo di alimentazione adottato ), e sostituire il mangime in uso con un tipo specifico per ovaiole di fagiano, la cui somministrazione deve iniziare almeno 10-15 giorni prima del presunto inizio della deposizione, e protrarsi sino al termine della stagione riproduttiva, o comunque finché ritenuto necessario, integrando con vegetali e frutta. ( Approfondimenti in: PARTE GENERALE - Alimenti e alimentazione - Progetti e attrezzature )

 

PULCINAIA e PARCHETTI PER SVEZZAMENTO: Approfondimenti in: PARTE GENERALE - Pulcinaia e parchetti per svezzamento.

 

VOLIERA PER ADULTI: Quando si tratta di specie ben adattate alla cattività, non esistono particolari regole riguardanti le misure della voliera, se non quelle dettate dal buon senso, e pur potendo vivere più o meno bene in condizioni molto diverse, è preferibile che la voliera in cui viene alloggiata la coppia sia almeno di 25 mq, ed alta non meno di 2,50-3,00 metri, tenendo sempre ben presente che più spazio assegneremo ai nostri CROSSOPTILON, migliore sarà la loro esistenza, ed il comportamento molto più naturale ed equilibrato, favorendo nel contempo anche la riproduzione. Provenendo dalle alte vette freddo e neve non rappresentano un problema, ciò nonostante necessitano di un rifugio che può anche consistere in una semplice tettoia chiusa però su almeno tre lati, che possa comodamente ospitarli e nel contempo proteggere sia dalla luce troppo intensa che da pioggia e vento, come pure durante i lunghi periodi di maltempo particolarmente umidi e uggiosi, o più semplicemente quando sentono il bisogno di isolarsi in cerca di tranquillità, con al suo interno almeno un posatoio sopra il quale indugeranno a lungo. Sono grandi fagiani che l'evoluzione ha dotato di forti zampe e poderosi unghioni che anche in cattività utilizzano per scavare nello stesso modo in cui lo farebbero allo stato selvatico,  per questo motivo è preferibile che le reti perimetrali esterne, e/o pannelli, vengano interrate per almeno 40-50 cm,  in modo che pur scavando non arrivino a formare dei tunnel che verrebbero sicuramente utilizzati per fuggire.

( Approfondimenti in: PARTE GENERALE - Voliere per adulti - Gestione della voliera - Tipi di rifugio )

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RIFERIMENTI:

Delacour

Beebe

Johnsgard

McGowan P.

Howman K.

Madge S.

Hennache A.

Ottaviani M.

Bernar F.

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