- quando e come...catturare un fagiano -

                                                                                                                                                                                                                                                                    QUANDO CATTURARE e COME TENERE SALDAMEMTE in MANO un FAGIANO:

 

Durante i mesi estivi, o comunque in giornate caratterizzate da temperature piuttosto elevate, è preferibile che le catture, così come la manualità e/o il governo, vengano effettuati sfruttando le primissime ore del mattino oppure quelle del tardo pomeriggio onde evitare pericolosi colpi di sole e stress agli animali.

L'operazione relativamente facile per chi possiede già una certa esperienza, può rivelarsi ostica per i principianti, quindi la manipolazione di questi nervosi e diffidenti volatili deve avvenire con cautela e cognizione di causa, onde prevenire il più possibile incidenti o infortuni sia agli animali, quanto a chi deve compiere il lavoro. Inoltre è necessario prestare particolare attenzione ad unghie e speroni che possono provocare fastidiosi graffi e profonde ferite. Ogni metodo può essere valido, ma è l'esperienza a conferisce la naturale sicurezza che permette di agire con rapidità senza troppe preoccupazioni, tuttavia per chi non fosse avvezzo a tali pratiche ne descriverò un paio, se pur a grandi linee, fra i più utilizzati dagli addetti ai lavori negli allevamenti intensivi, che hanno spesso la necessità di movimentare decine di migliaia di capi in tempi brevi. Generalmente per la cattura si utilizzano dei retini adeguatamente grandi, non troppo profondi, e con la rete che preferibilmente deve risultare piuttosto “rigida” ( in commercio ne esistono vari tipi e modelli ). Qualsiasi sia il sistema usato, una volta catturato l'animale per nessun motivo lo si deve prendere per le ali aperte o per una sola zampa, o peggio ancora per la coda, come purtroppo mi è capitato di vedere ad opera di qualche scriteriato. Uno dei metodi corretti e fors'anche tra i più utilizzati che si potrebbe identificare in “ala/coscia”, consiste come è facilmente intuibile dal nome stesso, nell'afferrare saldamente il fagiano quando si trova ancora nel retino, oppure appena dopo averlo bloccato nel caso di cattura con le mani, contemporaneamente con una sola mano in modo d'avere l'altra libera, sia l'ala chiusa e aderente al corpo del fagiano, che la coscia. Se l'operazione viene compiuta correttamente la zampa interessata rimane pressoché protesa all'indietro non permettendo all'animale di divincolarsi, salvo blandi tentativi, dandoci modo di operare in tutta sicurezza. Un altro sistema consiste nell'afferrare appena sotto il ginocchio entrambi i tarsi tenendoli saldamente, senza però esagerare ( operazione da non farsi con GALLIFORMI di una certa mole come PAVONI, ARGO, TACCHINI ecc, che invece dovrebbero essere afferrati sopra al ginocchio onde evitare spiacevoli conseguenze ), questo provocherà 1 o 2 tentativi di fuga con l'animale che sbattendo violentemente le ali cerca di liberarsi, nel contempo il braccio deve rimanere “morbido” in modo da assecondare per quanto possibile lo svolazzamento, senza però consentirgli di girare su se stesso per non rischiare danni alle articolazioni, o la rottura di uno o entrambi gli arti. In ogni caso è necessario agire con molta calma dato che basta pochissimo per compromettere il lavoro o le speranze di parecchi mesi, se non di anni. E' altresì interessante constatare come i fagiani, come del resto i GALLIFORMI in generale, quando si trovano immersi nella penombra siano docili e remissivi, quasi non in grado di reagire, tuttavia non bisogna fidarsi troppo delle apparenze perché movimenti bruschi e/o inconsulti da parte nostra possono provocare agitazione e/o frulli improvvisi che spesso li portano a sbattere contro il soffitto o la rete di copertura della voliera con conseguenze che possono rivelarsi anche drammatiche.