Crossoptilon auritum

Crossoptilon auritum  maschio...da - www.birdnet.cn

LUOGO DI ORIGINE

STATO DI CONSERVAZIONE IN NATURA

  ESTINTO|     |    |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   NON A RISCHIO

                                                                                                                                                                                                                                                                                     GENERE  CROSSOPTILON  ( HODGSON,  1838 ) 

                                                                                                                                                                                                                                                                   CROSSOPTILON AURITUM    ( PALLAS,   1811 )

FAGIANO  ORECCHIUTO  AZZURRO

 

ORDINE....................GALLIFORMES.

FAMIGLIA.................PHASIANIDAE.

GENERE...................CROSSOPTILON.

SPECIE.....................AURITUM.

 

ITALIANO =  fagiano  orecchiuto  azzurro  |  INGLESE =  Blue  aered  pheasant |                                                                                                                                   FRANCESE = Okki  bleu  |  SPAGNOLO  =  Fasan  orejudo  azul  | TEDESCO =                                                                                                                             Blauer ohrfasan.

 

SPECIE: Monotipo < CROSSOPTILON AURITUM >  ( NO-CITES )

 

SOTTOSPECIE: Nessuna sottospecie sino ad oggi classificata.

 

LUOGHI DI ORIGINE: La specie è presente nella Cina centro-occidentale, province centrali dello Tsinghai e  nord-occidentali del Sichuan, in aree situate nel nord del Tibet fino ad arrivare a quelle settentrionali del Gansu. I nativi di questi luoghi gli attribuirono l'appellativo di < ma-ky > che letteralmente tradotto significa “pollo cavallo“ in relazione alla sua abitudine a correre anziché involarsi in caso di pericolo, e sempre secondo i nativi,  potendo raggiungere la velocità di un cavallo. Un tempo le sue penne ornavano i cappelli di nobili ed ufficiali cinesi, ma dopo la rivoluzione persero di significato divenendo però di moda in occidente come elemento decorativo per i copricapo delle signore dell'epoca.

 

HABITAT NATURALE e COMPORTAMENTO: Sono tipici fagiani di montagna con abitudini molto simili a quelle del congenere C. MANTCHURICUM, pur vivendo a quote più alte rispetto a quest'ultimo, prediligendo soggiornare all'interno di fitte foreste di conifere miste e latifoglie con ricco sottobosco per lo più composto da bambù, rododendri, azalee, magnolie, ginepri e felci che solitamente si trovano su ripidi ed inaccessibili pendii rocciosi sino a 3500 metri di altitudine. Tuttavia non disdegnano neppure le ampie radure alpine intervallate da aree cespugliose dove possono fare bagni di sole, spollinarsi, razzolare e/o scavare alla ricerca del cibo in gran parte composto da materiale vegetale come erbe, germogli, foglie giovani, fiori e boccioli, semi di piante selvatiche, frutti, bacche, radici carnose, tuberi e bulbi integrando con insetti vari, larve, lumache, chiocciole e occasionalmente piccoli vertebrati. Capita spesso che indugino nei pressi di torrenti o fiumi di montagna dove la ricerca del cibo risulta meno difficoltosa e possono dare sfogo alla loro curiosa abitudine, che condividono in linea di massima con i congenere, di giocare col fango, ma forse non si tratta di un vero e proprio momento ludico inteso come esseri umani, bensì di un particolare comportamento che può sembrare in apparenza tale, che però potrebbe essere originato da una “istintiva euforia” dovuta al fatto di sapere che proprio in quelle particolari condizioni bulbi e vermi sono più abbondanti e facilmente raggiungibili scatenando una sorta di frenetica allegria da abbondanza. Istintivamente non amano soffermarsi a lungo in spazi troppo aperti dove potrebbero essere facili  prede dei rapaci loro acerrimi nemici o di altri predatori, ed al minimo accenno o sentore di pericolo raggiungono il più velocemente possibile il folto della vegetazione. I gruppi che vivono abitualmente a quote superiori possono essere costretti a scendere durante i mesi invernali, o in periodi particolarmente rigidi e nevosi, a quote inferiori cercando riparo e condizioni migliori tra calanchi e vallate. Sono tuttavia animali sociali che passano gran parte dell'anno riuniti in gruppi costituiti da un discreto numero di individui, comprendenti anche coppie stabili, senza che si verifichino significativi episodi di intolleranza e/o aggressività reciproca, ne l'insorgenza di gerarchie o dominanze di alcun genere. Comportamento ancor più evidente quando al sopraggiungere della sera tendono ad appollaiarsi tutti insieme sui rami di un grosso albero rimanendo il più vicino possibile, sia per cercare di ripararsi dal freddo pungente, che difendersi dai numerosi memici. Con l'approssimarsi della bella stagione i componenti dei gruppi di disperdono per formare le coppie con i maschi che presi dal fervore riproduttivo determinano i loro territori combattendo per il dominio e/o le femmine, anche cruentemente se necessario, senza però arrivare, se non in casi particolari, a ferirsi gravemente, e ancora più raramente uno dei contendenti trova la morte. In questo periodo i maschi da sopra un ramo basso di una quercia oppure una grossa roccia o più semplicemente standosene ben ritti sulle zampe, controllano il proprio territorio lanciando potenti richiami prontamente imitati dalle femmine, solitamente al mattino presto e in tarda serata che possono essere uditi sino a qualche chilometro di distanza. In realtà i richiami, che come già accennato sono una prerogativa di entrambi i sessi, vengono prodotti anche fuori dal periodo riproduttivo pur risultando con tonalità nettamente inferiori. Il nido che si presenta con forma ellittica, consiste in una depressione poco profonda del terreno trovata o scavata dalla stessa femmina e grossolanamente rifinita con materiali morbidi ed asciutti trovati nelle immediate vicinanze. Di norma la deposizione consiste in 4 a 8 uova incubate dalla sola femmina con il maschio che rimane nelle vicinanze a fare la guardia, tuttavia una volta che i piccoli sono nati si unisce alla famigliola e partecipa intensamente all'allevamento della prole.

 

STATO DI CONSERVAZIONE IN NATURA: Almeno per il momento la specie gode di una buona stabilità numerica, tanto da risultare l'unica del suo genere a non essere inserita negli allegati CITES.Tuttavia questa apparente “abbondanza” non deve trarre in inganno, considerata la costante crescita demografica e conseguente distruzione di interi habitat naturali per favorire nuovi insediamenti umani, la caccia indiscriminata senza controllo, la raccolta delle uova nonché i numerosissimi predatori naturali possono portarli in breve tempo al limite della vulnerabilità nei luoghi di origine.

 

CARATTERITICHE PRINCIPALI e DIMORFISMO SESSUALE: Sessualmente monomorfici, le differenze tra maschio e femmina si riducono solo ad alcuni particolari come gli speroni che nei maschi risultano a base arrotondata, generalmente grossi e ben evidenti, mentre le femmine ne sono solitamente sprovviste e quando accennati si presentano con base ovale. Nei maschi le carrucole sono molto più evidenti, e oltre ad essere   normalmente più grandi, tendono ad assumere un atteggiamento impettito, fiero e sicuro. I giovani sino al quarto mese di vita presentano un piumaggio grigio-marrone screziato, e successivamente a questo periodo iniziano il finissaggio della livrea adulta, cominciando nel contempo ad evidenziare gli speroni che rendono possibile in linea di massima il riconoscimento di maschi e femmine. Prima del periodo appena indicato il riconoscimento risulta molto difficile, soprattutto per i meno esperti, tanto che spesso è necessario ricorrere al loro sessaggio attraverso l'analisi del DNA. La colorazione d'entrambi i sessi è in gran parte costituita da un uniforme grigio-azzurro tendente al brunastro verso l'estremità delle ali, che risultano brevi e arrotondate. Il capo è ornato da corte e vellutate piume nere che assieme a quelle che ricoprono la testa contribuiscono a dare un certo spessore, se pur vagamente scomposto, mettendo in bell'evidenza una sorta di corona. Partendo dalla base dell'ocipite le zone orbitali sono nude e costituite da pelle di colore rosso-scarlatto fortemente papillata, tipica della famiglia dei fagiani. Una delle caratteristiche principali di questi fagiani, sono i lunghi ciuffi auricolari bianco-crema che da sotto la gola lambendo la base del becco, attraversano per tutta la lunghezza come fossero fasce i lati della testa ergen dosi sulla sommità del capo a guisa di cornetti, ma potendo anche sembrare dei grossi “baffi“ portati a manubrio con le punte rivolte verso l'alto, oppure lunghi e folti “basettoni” ottocenteschi. La coda è composta da penne allungate e ricurve verso l'esterno, di colore grigio-brunastro che tende a divenire più scuro all'estremità delle stesse, con alcune penne che si presentano bianche con apici brunastri quasi a volerne definire la parte inferiore. Che già di per sé ampia, sembra ancora più grande pur avendo una lunghezza relativamente modesta, per effetto della abbondante frangiatura composta da barbe lunghe e filiformi separate le une dalle altre che iniziano già al centro delle penne e proseguono sino all'interno della curvatura che contraddistingue l'apice delle stesse, dando a tutto l'insieme una delicata lucentezza che contribuisce a conferire un aspetto morbido e setoso e nel contempo arruffato da far ricordare le piume di struzzo, caratteristica unica fra i fagiani. Le iridi sono rosse, mentre le forti zampe cremisi.

 

VALORI FISICI: 

MASCHIO: Lunghezza totale 90 – 95 cm.......lunghezza della sola coda 45 – 50 cm.......peso 1,7 – 2,1 kg.

FEMMINA: Lunghezza totale 85 – 90 cm.......lunghezza della sola coda 40 – 45 cm.......peso 1,5 – 1,8 kg.

 

STATO DI CONSERVAZIONE IN CATTIVITA': Ben rappresentato negli allevamenti di tutto il mondo, è sicuramente il più comune dei CROSSOPTILON presenti in cattività, nonostante sia l'ultimo fra i suoi congenere ad essere arrivato in Europa, con i primi esemplari che furono importati da Delacour nel lontano 1929.

 

VEDERE:  < CROSSOPTILON  ALLEVAMENTO > 

Crossoptilon auritum femmina..da - orientalbirdimages.org Autore - Yann Muzika

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RIFERIMENTI:

Delacour

Beebe

Johnsgard

McGowan P.

Howman K.

Madge S.

Hennache A.

Ottaviani M.

Bernar F.

Uno   speciale   ringraziamento  per  l'aiuto fornitomi a :

James Pfarr                                                 Saul Villagrana                                            Steve Keller                                          Friedrich Esser                                            Njal Bergè 

birdnet.cn

orientalbirdimages.org 

Le informazioni relative allo stato di conservazione in natura sono state tratte da Wikipedia.

 

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