gestione della voliera....

                                                                                                                                                                                                                                                                    GESTIONE della VOLIERA:

 

A questo proposito mi limiterò a descrivere alcuni metodi che possono rivelarsi utili a preservare il fondo della voliera soprattutto nel caso di specie dalla spiccata attitudine allo scavo come CROSSOPTILON, LOFOFORI, TRAGOPANI, CRATEUS, KOKLAS ecc.

Per evitare o quantomeno cercare di ridimensionare la devastazione del fondo tornerebbe utile poter mettere in pratica un sistema a rotazione che dipendentemente dall'ampiezza della voliera prevede lo spostamento degli animali da una all'altra dopo una permanenza al loro interno di circa 6 mesi, o perlomeno ogni 1 massimo 2 anni, lasciando libera quella in cui erano ospitati per un periodo analogo, potendo così ripristinare il fondo e dare tempo ai vegetali di ricostituirsi o essere rinnovati.

Non potendo per questioni pratiche mettere in atto quanto sopra descritto, si possono utilizzare dei cassoni “salva” verde utilizzati per coprire i vegetali da salvaguardare. Realizzabili in rete metallica elettrosaldata con filo dal diametro adeguato in modo che non serva un telaio di supporto, o tubolari/angolari e rete metallica, e comunque è prefereibile che le parti laterali non siano cieche in modo che i vegetali non abbiano preclusioni alla luce solare. Invece sia le misure d'ingombro, quanto le forme possono essere diverse, ed in relazione alla tipologia della voliera nella quale verranno inseriti, o uso che se ne intende fare ( vedere in: Progetti e attrezzature la garfica 3 D ). Come soluzione d'emergenza possono essere utilizzati anche dei normali bancali in legno avendo però l'accortezza di “snellire” la base e di alzare il piano quanto basta per non inficiare i vegetali e risultare utile allo scopo.

Un sistema ancora più semplice consiste nel posizionare all'interno della voliera, e se fosse necessario anche del rifugio, alcune pesanti rocce, ceppi di varie altezze, vecchi tronchi contorti segnati dal tempo, grossi rami ben modellati inframmezzati a pianticelle e cespugli che oltre a rendere più piacevole e naturale l'ambiente, quindi molto meno noioso per i nostri ospiti, lasciano poco spazio alla mercé dei loro potenti unghioni.

Sempre in relazione alla particolare attitudine allo scavo che caratterizza alcune specie di fagiani, capita spesso che anche le radici di pianticelle, arbusti e cespugli ne facciano le spese arrivando in un primo momento a collassare, e successivamente alla morte del vegetale. Quindi volendoli rinnovare o preservare quelli esistenti, una buona soluzione può essere quella di utilizzare dei cilindri di adeguata misura in lamiera, cemento, plastica e/o altro materiale ( del tipo solitamente usato nella costruzione di ponticelli, canalizzazioni ecc.), oppure pannelli di materiale vario, assi, codighette o paletti in legno affiancati o grossa rete metallica elettrosaldata con cui realizzare delle “gabbie” su misura che vadano a circondare i tronchi e/o le radici. Lunghezza/profondità, così come larghezza/circonferenza, dovranno essere proporzionati al tipo di vegetale che si intende proteggere.

Questi “involucri” cilindrici, o di qualsiasi altra forma geometrica possa venire suggerita dalla necessità del momento, andranno completamente interrati, mentre la parte superiore o perlomeno quella che rimane libera da tronchi, cespugli ecc, dovrà essere “chiusa” da una sorta di coperchio preferibilmente in rete metallica sistemata qualche centimetro sotto la superficie del terreno andando a cingere i vegetali, oppure posizionando rocce o ceppi che lascino comunque la possibilità alle piante di crescere liberamente. Volendo essere ancora più sbrigativi si possono interrare le piante già contenute nei vasi ai quali è però preferibile asportare anche solo parzialmente il fondo per dare sfogo alle radici in modo che abbiano la possibilità di propagarsi e prosperare, completando il tutto nel modo dianzi consigliato.

Oltre a quanto già descritto, e sempre nel tentativo di evitare la devastazione del suolo ed un poco estetico “effetto cratere”, è possibile ricoprire parzialmente o interamente il fondo con della rete metallica, stendendola in superficie o interrandola per qualche centimetro. In alternativa si possono utilizzare dei pannelli a grosse maglie costituiti da tondini metallici solitamente utilizzati in edilizia per rinforzare sottofondi di pavimenti e solette traballanti, con il vantaggio rispetto alla precedente, di essere più rigidi, e quindi più facili da posizionare, lasciando nel contempo agli animali una certa libertà di razzolamento. Per contro esiste la remota possibilità che possano ferirsi le zampe e/o i piedi nel tentativo di dare sfogo ai loro intinti.

Nel caso di esemplari appartenenti a specie non particolarmente portate alla "devastazione" ospitati in voliere ricche d'erba, a ridosso delle reti perimetrali tornerà utile realizzare una sorta di camminamento profondo almeno 15-20 cm, per 40-50 cm di larghezza, riempito con sabbia grossolana o ghiaia così che il loro continuo andirivieni non vada a trasformare il  il terreno in una pericolosa “trincea fangosa”.                                                                                                                          

Quanto descritto riassume solo una parte dei metodi e/o materiali utilizzabili a tale scopo, e molto dipende sia dalla struttura, che da creatività e disponibilità economica dell'allevatore.

TIPI di  VEGETALI – ARBUSTI e PIANTE:

 

Prato cerealicolo naturale ( alcuni esempi ):

Papaveracee – Papilionacee – Linacee – Urticacee – Malvacee – Cariofillacee – Ombrellifere – Poligonacee – Piantaggine – Solanacee – Convolvulacee – Boraginaceae – Liliacee – Composite – Rubiacee – Aracee – Graminacee – ecc.

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Arbusti ( alcuni esempi ):

Mirto mirtus communis – Corbezzolo arbustus unedo – Lauro laurus nobilis – Lentisco pistacia lentiscus – Viburnus tinus – Vitis vivifera – ecc. 

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Piante ( alcuni esempi ):

Conifere e conifere nane – bamboo e bamboo nano – gelso – frassino – olmo – betulla – salice – sorbo – ecc.

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Piante e vegetali VELENOSI per phasianidi ( alcuni esempi ):  

Aconitum napellus......................................... aconito napello.

Adonis vernalis.............................................. adonide gialla o primaverile.

Aethusa cynapium......................................... prezzemolo velenoso o degli sciocchi.

Agostemma githago...................................... zizzania di campo.

Atropa belladonna......................................... atropa belladonna.

Bryonia SP..................................................... bryonia.

Cavallaria majalis...........................................mughetto.

Cicuta virosa..................................................cicuta d'acqua.

Colchichum autunnale...................................crocus autunnale.

Conitum maculatum...................................... cicuta macchiata.

Daphne mezereum....................................... dafne.

Digitalis purpurea.......................................... foxglove viola o guanto da signora.

Fagopyrum SP............................................... varietà velenosa di grano saraceno.

Helleborus niger.............................................elleboro nero.

Holocus lanatus.............................................erba velluto.

Hyoscyanus niger...........................................giusquisano.

Laburnum anagyroides..................................maggiociondolo ordinaria.

Lolium perenne...............................................loietto. 

Mahonia aquifolium........................................uva dell'Oregon.

Pari quadrifolia...............................................uva volpe.    

Senecio SP.................................................... senecio.

Solanum nigra................................................morella comune.

Taxus SP........................................................ tasso.

Vaccinum uligginosum...................................mirtillo di palude o falso mirtillo.

Vicia...............................................................veccia.

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Si intende comunque sottolineare che oltre a quanto già sopra esposto, la pubblicazione di materiale fotografico reperito sul WEB da parte della GBP.BIO è altresi intesa a fare un po di chiarezza, limitatamente alle sue possibilità, al caos creato da immagini poste su internet, in maniera alquanto superficiale e probabilmente senza neppure avere le necessarie conoscenze in materia, raffiguranti esemplari la cui classificazione essendo palesemente errata trae in errore l'ignaro lettore/visitatore. Quindi l'utilizzo di immagini deve essere considerato come a scopo puramente educativo - didattico  - informativo.                                                                     

RIFERIMENTI:

Delacour

Beebe

Johnsgard

McGowan P.

Howman K.

Madge S.

Hennache A.

Ottaviani M.

Bernar F.

Uno   speciale   ringraziamento  per  l'aiuto fornitomi a :

James Pfarr                                                 Saul Villagrana                                            Steve Keller                                          Friedrich Esser                                            Njal Bergè 

birdnet.cn

orientalbirdimages.org 

Le informazioni relative allo stato di conservazione in natura sono state tratte da Wikipedia.

 

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