Lophura erythrophthalma

Lophura erythrophthalma.....da - www.arkive.org - Autore - Flecher & Baylis

LUOGO DI ORIGINE

STATO DI CONSERVAZIONE IN NATURA

ESTINTO   |     |    |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |    NON A RISCHIO

                                                                                                                                                                                                                                                                                                GENERE LOPHURA  ( FLEMING,  1822 )                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                        LOPHURA ERYTHROPHTHALMA  ( RAFFLES   1822 )

FAGIANO MALESE o CODA GIALLA

 

ORDINE...............GALLIFORMES.

FAMIGLIA............PHASIANIDAE.

GENERE..............LOPHURA.

SPECIE................ERYTHROPHTHALMA.

 

Letteralmente dal greco: erythros = rosso  e opthalmos = occhio ( occhi rossi ).

 

ITALIANO = Fagiano malese o codagialla | INGLESE = Crestless fireback | FRANCESE =  Faisan a queue rousse | SPAGNOLO = Faisan a cola rosa | TEDESCO = Gabelscwanzfasan.

 

SPECIE: Nominale <  LOPHURA ERYTHROPHTHALMA >  ( NO-CITES  come per l'altra sottospecie )

 

SOTTOSPECIE:  La specie è considerata monotipica : La posizione di Lphura e. pyronata pur rimanendo nella sostanza invariata, è incerta e necessita di ulteriori ed approfonditi studi ( Vedere in : Lophura erythrophthalma sottospecie ) 

Lophura e. erythrophthalma …..... fagiano malese o coda gialla …....[ nominale ] ….................RAFFLES ............1822.

Lophura e. pyronata …................  fagiano coda gialla del Borneo .............................................GRAY G. R. .........1841.  

LUOGHI DI ORIGINE: La sottospecie L. E. ERYTHROPHTHALMA è distribuita nella Penisola malese, Sumatra e Sarawak ( Borneo ). Mentre l'enigmatica il L. E. PYRONATA si trova solo in alcune aree del Borneo con registrazioni relativamente recenti nelle localtà di: Long Bawan, Gunung Palung N. P. - Gurung Mulu N. P.  e Sabangau.

 

HABITAT NATURALE e COMPORTAMENTO: Può variare a seconda del paese e/o regione in cui vive, generalmente però la si potrebbe definire come una specie di pianura o al massimo di bassa collina essendo difficilmente trovabile sopra i 300 metri di altitudine. Predilige foreste primarie estremamente fitte entro le quali la luce ed il vento penetrano molto difficilmente, ricche di rampicanti e infestanti di vario genere, terrazze alluvionali con fondo torboso spesso molto umido ed aree paludose. In alcune regioni si adatta a vivere in habitat fortemente degradati dall'attività umana, o in foreste secondarie con ricrescita cespugliosa ai limiti di campi agricoli coltivati o vicine alle rive di fiumi con presenza di lussureggiante vegetazione intervallata da zone di sabbia e sassi, mentre in altri luoghi vive lontano da ogni tipo di presenza umana. Sono uccelli particolarmente timidi e prudenti che preferiscono starsene nel folto della vegetazione dove la loro colorazione altamente mimetica li rende praticamente invisibili. Vivono solitamente accoppiati, pur non essendo raro imbattersi sia in piccoli gruppetti composti da 5-6 individui, quanto in altri più numerosi con anche 25-30 soggetti, che potrebbero rappresentare l'unione di diverse coppie dopo la riproduzione, cosa che però implicherebbe una uguale distribuzione dei sessi. Accade anche abbastanza spesso che al comando di queste bande vi sia un maschio dominante, e questo lascerebbe presupporre una pratica riproduttiva dedita alla poligamia, inoltre un numero apparentemente uguale di maschi e femmine presenti all'interno di un gruppo non necessariamente implicherebbe la monogamia, dato che individui particolarmente vigorosi possono tollerarne altri sottomessi relegandoli al ruolo di subalterni senza il diritto di accoppiarsi, e quando vi riescono è perché il maschio dominante non si trova nelle vicinanze, o impegnato in altre faccende. Le coppie o gruppi dedicano praticamente tutta la giornata alla ricerca del cibo, razzolando continuamente il suolo della foresta ricoperto da un abbondante strato di foglie e marcescenze naturali nelle quali proliferano un infinità di insetti e piccoli vertebrati dei quali sono molto ghiotti, e che compongono gran parte della loro dieta, integrata da vegetali vari, bacche e frutta molto matura. All'imbrunire le coppie oppure tutto il gruppo si appollaiano sui rami di grossi alberi, anche a diversi metri dal terreno, per passarvi la notte al sicuro dalla maggior parte dei predatori. Il periodo riproduttivo può variare a seconda del paese in cui viene a trovarsi la specie, ed a tale proposito già a febbraio sono stati registrati dei combattimenti tra maschi e rituali di corteggiamento allo scopo di attirare le femmine entro i loro territori. Ci sono pochi e confusi dati che riguardadano nidificazione e cova, tuttavia dalle poche osservazioni fatte nei luoghi di origine si è appreso che il nido, solitamente nascosto tra cespugli o l'intrico di erbe alte, oppure sotto ai tronchi di alberi caduti cosi come all'interno di cavità naturali, consiste in una buca poco profonda scavata con molta probabilità dalla stessa femmina nella torba di cui è particolarmente ricco il sottobosco della foresta, e grossolanamente rifinita con foglie, rametti, muschio, penne, piume ecc. Occasionalmente può essere sfruttato il nido abbandonato da qualche altro grosso uccello posto sia a terra che ad altezza comunque non superiore ai 150 centimetri. La deposizione di norma è costituita da 4-6 uova bianco/rosa covate a quanto pare dalla sola femmina con il maschio che si dimostra completamente disinteressato alle questioni famigliari, tuttavia è probabile  che dopo la schiusa si unisca al gruppetto partecipando all'allevamento della prole.

 

STATO DI CONSERVAZIONE IN NATURA: Attualmente la specie sembrerebbe abbastanza comune a livello locale pur non essendoci registrazioni e/o dati certi che avvalorino questa tesi, anzi a causa dell'estesa perdita di foresta primaria, anche all'interno di aree soggette a tutela, subito riconvertite all'agricoltura, incendi spesso dolosi, degrado in generale del territorio, caccia indiscriminata nonché popolazioni di L. ERYTHROPHTHALMA estremamente frammentate e distribuite in vastissimi territori potrebbero portare la specie in un prossimo futuro vicino al rischio di estinzione.

 

CARATTERISTICHE PRINCIPALI e DIMORFISMO SESSUALE: E' una piccola e poco vistosa specie simile per forma e dimensione a L. SALVADORI e L. EDWARDSI. I giovani che assumono il piumaggio adulto all'età di circa 4 mesi.

Nel MASCHIO il capo è caratterizzato dall'assenza di cresta con zone di pelle nuda rosso-scarlatto attorno agli anelli oculari particolarmente ampie che si volumizzano e papillano notevolmente durante le fasi del corteggiamento, o quando il maschio è in uno stato di eccitazione particolare, erigendosi verso l'alto sino a sopraelevare la sommità del capo andando a formare due specie di punte. Corona e collo in nero-vellutato, mantellina ali e fianchi nero violaceo picchettato di grigio-argento;parte posteriore del corpo viola scuro metallico con frangiature marroni. Coda corta diritta e arrotondata composta da 14-16 penne color cannella con la coppia centrale leggermente più corta rispetto alla seconda e terza che viene tenuta puntata leggermente verso l'alto, in maniera molto simile a come viene portata dai polli domestici. Petto nero-violaceo, iride bruno-rossastro, becco bianco-verdastro con del nero alla base e zampe grigio-bluastre dotatiedi forti speroni.

La FEMMINA è interamente nera ad eccezione della testa che invece si presenta marrone e priva di cresta. Le piume sono fortemente cangianti in blu nella loro parte esposta ad eccezione di quelle dell'addome, porzioni di pelle nuda e rossa attorno agli anelli oculari che risultano evidenti, pur essendo molto più piccole rispetto a quelle del maschio, iris marrone, becco che alla base è grigio molto scuro, zampe grigio-bluastre con tarsi dotati di prominenti speroni, però solitamente più piccoli rispetto a quelli del maschio. Nell'insieme generale le femmine di L. ERYTHROPHTHALMA assomigliano ai maschi di L. IGNITA pur essendo distinguibili per l'assenza di piume blu iridescenti, la costituzione meno pesante, ed il becco scuro.

LOPHURA E PYRONATA: il MASCHIO differisce dalla forma nominale per la colorazione della parte superiore e posteriore del collo grigio chiaro finemente punteggiato di nero con rachide a linee bianche, petto e fianchi ricoperti da piume lanceolate di colore nero-violaceo con ampie linee bianche disposte sul rachide;groppa che si presenta marrone scuro con copritrici superiori della coda blu acciaio;penne caudali nere alla base.

La FEMMINA assomiglia molto alla consimile L. ERYTHROPHTHALMA, e solitamente risultano indistinguibili anche se può essere leggermente più grande e presentare una livrea con colori più metallici ed iridescenti.

 

VALORI FISICI: ( la sottospecie pyronata è pressoché simile alla forma nominale )

MASCHIO: Lunghezza totale 45-55 cm.......lunghezza della coda 15-25 cm.......peso 1, 0-1, 2 kg.

FEMMINA: Lunghezza totale 40-50 cm........lunghezza della coda 15-20 cm......peso 0, 8-1, 0 kg.

 

STATO DI CONSERVAZIONE IN CATTIVITA': In Europa si può considerare come relativamente comune nella forma nominale, mentre molto poco rappresentata la sottospecie PYRONATA, negli USA invece entrambe sono considerate molto rare, inoltre a causa delle scarsissime schiuse esiste ormai molta consanguineità che sta portando velocemente la specie al collasso genetico.In genere è più numerosa negli Zoo che non presso avicultori privati.

 

CARATTERE e ADATTAMENTO ALLA CATTIVTA': Sono solitamente docili, fors'anche un po' domestici per così dire, che difficilmente danno preoccupazioni, andandosene tutto il giorno su e giù per la voliera, fermandosi ogni tanto per dare una razzolata qua e là, mentre di notte riposano tranquilli standosene appollaiati sopra ad un posatoio oppure in un angolo protetto del rifugio. Uccelli caratterialmente sociali non amano la solitudine e trovandosi da soli è molto probabile che intristiscano sino al punto di ammalarsi e morire, per cui se per qualche accidente si dovesse perdere uno dei partner, e non avendone un altro della stessa specie, è consigliabile tentare di associare il superstite ad un esemplare quand'anche appartenente ad un altro genere, purché non aggressivo. Di norma i maschi sono abbastanza tolleranti sia nei confronti dei rappresentanti della propria specie che di altre, al massimo possono rifilare qualche beccata alle femmine, senza però affondare il colpo. Per contro ci si può anche imbattere in qualche soggetto caratterialmente molto aggressivo che in qualsiasi momento dello anno, e senza un apparente motivo, può arrivare ad uccidere la propria partner, ed in genere non tollerare nessun altro animale all'interno della voliera. Fra le molteplici cause che possono scatenare una simile reazione, soprattutto nei confronti della femmina, ci potrebbe essere, oltre a fattori puramente caratteriali che contraddistinguono ogni individuo, oppure ad ambienti e/o gestione non adeguata, anche l'incapacità di quest'ultima a riprodursi, con conseguente rifiuto alle esplicite richieste del partner, che sempre più innervosito dall'essere continuamente rifiutato, scarica tutte la sua furia contro la povera tapina. Nonostante le origini tropicali si sono abbastanza ben adattati al nostro clima e difficilmente arrivano al congelamento delle dita come accade invece ad alcuni loro consimili. Un problema abbastanza comune riscontrabile in questa specie ed al quale sino ad oggi non si è riusciti a dare una spiegazione, riguarda la mancanza di deposizione. Ovviamente le cause possono essere diverse,  tuttavia si ipotizza che possa dipendere da un mancato adattamento alla cattività, nonché ad alimentazione, gestione degli animali e clima non adeguati, così come pure da scarsa armonia fra i partner, che indurrebbe la femmina a non deporre.    

 

ETA' RIPRODUTTIVA: Entrambi i sessi sono sessualmente maturi al secondo anno di vita, accade tuttavia con una certa frequenza che la piena maturità per le femmine sia raggiunta solo nel terzo.

 

TIPO DI ACCOPPIAMENTO: In cattività viene solitamente mantenuto in condizione di monogamia anche a causa della scarsità di soggetti. Si presume che come già citato, una delle possibili cause riguardanti la mancanza di deposizione riguardi una scarsa armonia fra i partner, cosa che ritengo possibile, pur non essendo certo la  condizione predominante, e che conoscevano molto bene i vecchi allevatori di starne, pernici e coturnici che usavano accoppiare i riproduttori per simpatia, e non in maniera forzata, con risultati di gran lunga migliori riguardo a gestione delle coppie, riproduzione, fecondità e schiusa. Ed allora mi domando perché non provare con specie monogame, quand'anche di fagiani, con caratteri spesso difficili da gestire a formare coppie per simpatia. In fondo non ci vuole molto, basta la volontà, un poco di esperienza, oltre a qualche esemplare in più.

 

PERIODO RIPRODUTTIVO: Dipende molto dalle condizioni climatiche del luogo, ma generalmente la deposizione delle uova inizia intorno alla seconda metà di marzo, primi di aprile, e può protrarsi sino a fine luglio nel caso in cui le uova vengano levate.

 

TIPO DI NIDO: Le femmine sono generalmente dotate di un buon istinto materno, ma a causa della rarità che contraddistingue la specie, nonché la scarsità di uova prodotte, non viene loro quasi mai concesso di covarle. Ciò nonostante per la deposizione si adattano facilmente, e sono solite utilizzare qualsiasi tipo di nido artificiale venga loro messo a disposizione, posizionato sia a terra che non troppo lontano dal suolo. In mancanza di questi è probabile che depongano in buche poco profonde scavate in angoli tranquilli e riparati di voliera e/o rifugio. E' altresi possibile che alcune femmine prima di utilizzare i nidi appositamente preparati o di approntarseli, oppure perché non predisposte alla cova, depongano le uova in giro per tutta la voliera. 

( Approfondimenti in: PARTE GENERALE - Tipo di nido )

 

UOVA DEPOSTE STAGIONALMENTE: Solitamente vengono deposte 4-6 uova, tuttavia nel caso vengano levate si possono verificare più o meno altre due deposizioni per un totale di 14-18 uova, però mentre durante la prima e seconda covata il numero di uova prodotte è più o meno simile, nella terza è generalmente dimezzato.

 

PERIODO DI INCUBAZIONE e SCHIUSA: L'incubazione si protrae mediamente per 24-25 giorni. Tuttavia a causa della rarità della specie, e scarsità di deposizione, alle femmine non viene quasi mai concesso di covare le proprie uova, pur essendo perfettamente in grado di farlo. Del resto sia con l'incubazione artificiale, che è poi il metodo più frequentemente usato, <  temperatura pari a 37,7 - 37,8 gradi, con circa il 58 - 60% di umidità > che utilizzando gallinelle nane o fagiane di altre specie, si possono ottenere buoni risultati. Ciò nonostante bisognerebbe favorire la cova naturale, così come quella semi-naturale, se non altro per selezionare i soggetti da destinare alla riproduzione, dato che i piccoli crescono più velocemente e meglio, non evidenziando tutte quelle problematiche pscico-fisiche che invece si riscontrano spesso negli individui nati con incubazione artificiale, apprendendo nel contempo i comportamenti sociali della specie che li guideranno nel corso di tutta la loro esistenza. I piccoli si dimostrano da subito vivaci e intraprendenti, alimentandosi autonomamente senza difficoltà, e se mantenuti in condizioni igenico-sanitarie adeguate, il loro allevamento non pone grossi probemi. Inoltre sono abbastanza socievoli da potersi associare a quelli di altre specie purché caratterialmente non aggressive e/o dominanti, tuttavia all'età di circa due mesi devono essere separati, ed anche prima se dovessero insorgere dei problemi di convivenza dovuti a intolleranza reciproca.  ( Approfondimenti in: PARTE GENERALE - Incubazione e schiusa )

 

ALIMENTAZIONE PER PULCINI e FAGIANOTTI: Presenta ben poche difficoltà potendo essere attuata attraverso normali composti commerciali ( mangimi bilanciati ) da somministrare a seconda dei tipi, ed in relazione ai periodi di vita. Con aggiunta di proteine, cereali, verdure e frutta, oltre ad integratori alimentari e vitamine quando e se ritenuti necessari. A 3-4 mesi di vita è altresì possibile cambiare il tipo di dieta in uso, e portarla inizialmente ad essere mista, cioè composta da mangime e granaglie spaccate o da un buon mix per piccioni in parti più o meno uguali un base alle preferenze personali, e successivamente, ammesso che ci si voglia orientare verso questo tipo di alimentazione, costituita esclusivamente da cereali spaccati e/o interi oppure dal mix per  piccioni, che in tutti i casi devono essere adeguatamente integrate da proteine per sopperire al notevole  fabbisogno di cui necessitano. Per questa specie è indicato l'uso di mangime pre-starter da somministrare per circa una settimana dopo la nascita.  ( Approfondimenti in: PARTE GENERALE - Alimenti e alimentazione )

 

ALIMENTAZIONE PER ADULTI e RIPRODUTTORI: All'età di circa 5-6 mesi si inizia a fornire quello che sarà l'alimento base per la maggior parte dell'anno, che soprattutto per praticità è costituito da un buon mangime granulare o pellet da mantenimento o riposo per fagiani, integrato e da una manciata di granaglie intere e/o spezzate, del solo grano oppure un miscuglio per piccioni. Come già precedentemente esposto è altresì possibile una dieta sia mista che costituita esclusivamente da cereali o mix per piccioni. Con l'approssimarsi, e durante il periodo riproduttivo è preferibile sostituire il mangime da mantenimento con un tipo specifico per ovaiole di fagiano. Ammesso che non si voglia mantenere in uso il mangime terzo periodo, o altro tipo equivalente,  tutti gli alimenti sopra citati andranno molto probabilmente integrati con  prodotti di origine animale per sopperire al fabbisogno proteico di cui necessitano. In tutti gli stadi della vita, periodi dell'anno e/o tipi di alimentazione, una buona integrazione a base di erbe, verdure e frutta è necessaria al loro benessere psico-fisico.

( Approfondimenti in: PARTE GENERALE - Alimenti e alimentazione - Progetti e attrezzature  )

 

PULCINAIA e PARCHETTI PER SVEZZAMENTO: Approfondimenti in: PARTE GENERALE - Pulcinaia e parchetti per svezzamento.

 

VOLIERA PER ADULTI: Quando si tratta di specie ben adattate alla cattività, non esistono regole particolari riguardanti le misure della voliera, se non quelle dettate dal buon senso, e se la coppia convive senza particolari problemi, come per fortuna accade spesso, non richiedono grandi strutture, e può essere sufficiente una voliera di 15-16 mq, ed alta comunque non meno di 2, 00-3, 00 metri, tenendo tuttavia ben presente che più spazio assegneremo ai nostri L. ERYTHROPHTHALMA, migliore sarà la loro esistenza ed il comportamento molto più naturale ed equilibrato. Pur tollerando bene i rigori invernali è necessario annettere alla voliera un rifugio preferibilmente coibentato, che nelle aree più fredde dovrà prevedere anche la possibilità di essere minimamente riscaldato nel caso fosse necessario. In grado di ospitarli comodamente e nel contempo difendere dalla luce troppo intesa,  nonché proteggere da pioggia e vento, così come durante i lunghi periodi di maltempo particolarmente umidi e uggiosi, o più semplicemente quando sentono il bisogno di isolarsi in cerca di tranquillità, con al suo interno almeno un posatoio sopra il quale indugeranno a lungo durante le afose giornate estive.

( Approfondimenti in: PARTE GENERALE - Volire per adulti - Gestione della voliera - Tipi di rifugio ) 

Lophura erythropththalma femmina....da - Autore Mike Hellwell

Lophura erythrophthalma pyronata  ( Fagiano coda gialla del Borneo )  -  Foto pelli da :  1 - 2 - 3   James Pfarr

1 -  Lophura e. pyronata                                                             2 -  Lophura e. pyronata                                                     3 -  Lophura e. pyronata

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RIFERIMENTI:

Delacour

Beebe

Johnsgard

McGowan P.

Howman K.

Madge S.

Hennache A.

Ottaviani M.

Bernar F.

Uno   speciale   ringraziamento  per  l'aiuto fornitomi a :

James Pfarr                                                 Saul Villagrana                                            Steve Keller                                          Friedrich Esser                                            Njal Bergè 

birdnet.cn

orientalbirdimages.org 

Le informazioni relative allo stato di conservazione in natura sono state tratte da Wikipedia.

 

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