Meleagris gallopavo

Meleagris gallopavo..... Autore - Donald M. Jones

LUOGO DI ORIGINE

STATO DI CONSERVAZIONE IN NATURA

ESTINTO   |     |    |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |    NON A RISCHIO

                                                                                                                                                                                                                                                                                            GENERE  MELEAGRIS   ( LINNAEUS,   1758 )

 

MELEAGRIS  GALLOPAVO   ( LINNAEUS,  1758 )

TACCHINO  SELVATICO

 

ORDINE.................GALLIFORMES.

FAMIGLIA..............PHASIANIDAE.

GENERE................MELEAGRIS.

SPECIE..................GALLOPAVO.

 

Già  addomesticato  sia dagli  Aztechi, che dagli indigeni locali, a ricoperto un ruolo                                                                                                                                 talmente  importante  nell'evolversi  della  storia  americana, che Benjamin Franklin                                                                                                                               propose di farlo diventare l'uccello simbolo degli Stati Uniti, onore che invece toccò                                                                                                                               alla aquila calva.

 

ITALIANO = Tacchino selvatico   | INGLESE = Wild turkey | FRANCESE = Dindon sauvage  SPANOLO =  Pavo o guajalote salvaje | TEDESCO = Wilde truthahn

 

SPECIE: Nominale  <  MELEAGRIS  GALLOPAVO  >  ( NO-CITES come per le altre sottospecie )

 

SOTTOSPECIE: 6 sottospecie sino ad oggi classificate:

Meleagris gallopavo gallopavo............................................tacchino selvatico........................................ [ nominale ] …........LINNAEUS..............1758.

Meleagris gallopavo silvesrtris............................................tacchino selvatico orientale di foresta..........................................VEILLOT.................1817.

Meleagris gallopavo mexicana............................................tacchino selvatico dorato del Messico.........................................GOULD...................1856.

Meleagris gallopavo intermedia..........................................tacchino selvatico del Rio Grande................................................SENNETT...............1879. 

Meleagris gallopavo osceloa...............................................tacchino selvatico della Florida....................................................SCOTT...................1890.

Meleagris gallopavo merriami.............................................tacchino selvatico di Merriam.......................................................NELSON.................1900.

 

LUOGHI DI ORIGINE: Canada ,Stati Uniti d' America e Messico.

 

HABITAT NATURALE e COMPORTAMENTO: Nei territori originali frequentano habitat molto diversi che si estendono dalle aree paludose della Florida alle foreste montane dell'ovest degli USA sino al Messico. In inverno, così come per la maggior parte dell'anno, vivono riuniti in gruppi relativamente grandi con i maschi separati dalle femmine, mentre i giovani rimangono assieme alle madri ( con alcuni casi in cui i maschi immaturi si uniscono agli adulti ) sino alla primavera successiva a quella della loro nascita. Nei gruppi dei maschi, pur potendo verificarsi anche in quelli delle femmine, vige una ferrea gerarchia, con gli esemplari più vecchi e/o forti che dominano quelli più giovani e/o deboli. Vagano razzolando per quasi tutta la giornata in cerca di cibo perlopiù composto da ghiande, semi di pinte selvatiche di vari tipi, erbe, germogli, foglie tenere, fiori, gemme, bacche e frutti, ma anche mais, grano, orzo, avena, soia ecc, oltre ad una buona integrazione proteica derivante da insetti di ogni genere e piccoli vertebrati, per poi trascorrere la notte appollaiati sui rami di grossi alberi come pini e querce. Al sopraggiungere della bella stagione i gruppi si separano e si iniziano a sentire i richiami gutturali dei maschi che preannunciano il periodo riproduttivo, con gli esemplari dominanti che si esibiscono nelle ben note parate e battagliando fra loro se fosse necessario, cercano di conquistare più femmine possibili, che dopo il non breve accoppiamento se paragonato agli altri galliformi, si allontanano in cerca di zone adatte alla nidificazione, per poi ritornare dal maschio tutte le volte che ne sentiranno la necessità. Questo avviene soprattutto di prima mattina, quando si possono osservare i maschi dominanti circondati dalle femmine, mentre a metà giornata sono solite lasciare i compagni per ritirarsi nel nido, che pur potendosi trovare praticamente in ogni tipo di habitat, sono preferibilmente approntati ai limiti di aree boscose, campi incolti o bordi cespugliosi delle strade. La deposizione consiste mediamente in 8-15 uova incubate dalla sola tacchina per 26-28 giorni. Ed è specialmente durante i primi giorni della cova che le femmine possono dimostrarsi particolarmente suscettibili e permalose,  tanto da abbandonare il nido appena vengono disturbate, ma trascorso questo breve periodo carico di incertezze si tranquillizzano assolvendo il loro compito in maniera esemplare, e non appena l'ultimo nato è ben asciutto la madre porta la covata lontano dal nido. Soprattutto durante le prime 2-3 settimane di vita i piccoli sono particolarmente sensibili a pioggia, freddo e vento e/o condizioni climatiche avverse, inoltre la madre li deve proteggere e purtroppo non sempre è in grado di farlo, rimettendoci non di rado anche la vita, da orsi, linci, lupi, coyote, volpi, procioni, mustelidi in genere e rapaci, oltre a cani e gatti quando vengono a trovarsi nei pressi di insediamenti umani. I tacchinotti pur crescendo in fretta, tanto che dopo 15-20 giorni dalla schiusa sono già in grado di compiere brevi voletti, necessitano di un habitat ricco di cespugli che in qualche modo li difendano dagli attacchi dei predatori alati, ma che nel contempo non li limitino nei movimenti per la ricerca del cibo, o nel caso in cui debbano fuggire di pedina. Nel corso delle prime settimane di vita la loro alimentazione è perlopiù composta da insetti di vario genere ( circa 80% ) ma col passare dei giorni sia i vegetali, quanto i cereali, diverranno sempre più importanti nella loro dieta.

 

STATO DI CONSEVAZIONE IN NATURA: Nel complesso è considerato come non preoccupante e abbastanza comune con la sottospecie M. SILVESTRIS che oltre ad essere quella con la più vasta distribuzione, risulta anche la più numerosa. Tuttavia è spesso difficile stabilire con sicurezza se si tratta di specie selvatiche geneticamente pure, o di esemplari rilasciati in natura, se non addirittura degli ibridi derivati dalle diverse sottospecie, come ad esempio nel caso del M.G. GALLOPAVO che è stato, e viene purtroppo tuttora largamente incrociato con i congenere M. MEXICANA e M. INTERMEDIA, nonché vedere in natura esemplari più o meno di tutte le sottospecie che possono presentare sia alcune penne, quanto intere parti del corpo con colorazioni definibili perlomeno "strane”.

 

CARATTERISTICHE PRINCIPALI e DIMORFISMO SESSUALE: Nella maggior parte dei casi le differenze di un certo rilievo fra le diverse sottospecie sono perlopiù circoscritte dalla colorazione di parte bassa della schiena, groppa, coda e ali. 

 

MELEAGRIS GALLOPAVO GALLOPAVO: ( descrizione di: GHIGI A. 1936-1968 - CORNOLDI G. 1965 )                                    

E' originario del Messico, dove la specie occupa vasti territori.

MASCHIO: le penne della parte dorsale del collo, groppone, le piccole, medie e grandi copritrici delle ali e le parti inferiori sono color rame bronzato cangiante in verde, porporino ed oro focato. Tutte le penne, eccettuato quelle del collo, del manto e del petto marginate di nero, groppone e sopracoda neri, con una stria sub-terminale metallica o riflessi purpurei; le copritrici delle primarie e le penne dell'alula sono percorse da strie alternate pressapoco uguali, bruno nere e bianche; queste ultime più o meno macchiate di bruno sui vessilli interni; le secondarie sono pressapoco eguali, ma le strie bianche sono più strette ed il bruno più pallido e misto a rossiccio specialmente su quelle più esterne, le quali sono più o meno sfumate e cangianti sui vessilli esterni, di verde dorato e di rosso cangiante in oro. Le piume dei fianchi e le copritrici della coda sono nere, con grande stria sub-terminale metallica ed abbondantemente macchiate di bianco. Timoniere macchiate di castagno e di nero con ampia stria sub-terminale nera e bordo bianco; le laterali hanno una debole stria metallica attraverso il mezzo della fascia nera. La pelle nuda del capo è di un pallido rosso cremisi, becco rosso-arancio, zampe e piedi rosso corallo.

FEMMINA: differisce dal maschio perché le piume del collo si prolungano superiormente in una stria che va fino alla base del processo estendibile della fronte. Il mantello è molto simile a quello del maschio, ma non così brillante e tutte le penne delle parti inferiori sono frangiate di bianco come quelle del groppone e sopracoda.

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MELEAGRIS GALLOPAVO SILVESTRIS: è considerata la sottospecie di riferimento essendo quella più largamente diffusa, e con distribuzione geografica più estesa. I territori originali comprendevano le aree meridionali a est del Canada, est degli USA sino ad arrivare nella Florida centrale. In ragione della vastità dei loro areali, possono frequentare habitat molto diversi con foreste di conifere e/o di latifoglie, boschi misti, radure cespugliose, le grandi pianure e/o pascoli aperti così come coltivazioni agricole.                                                                                                                                                                                                                     Nel MASCHIO le piume che ricoprono il petto sono nere, mentre sulle restanti parti del corpo predominano tonalità rame e bronzee, nei quali la presenza di riflessi verdastri si riduce al minimo. Remiganti primarie sono caratterizzate da righe bianche e nere che si estendono per tutta la lunghezza delle penne stesse, mentre le secondarie risultano perlopiù barrate di bianco, che quando le ali si trovano ripiegate sulla schiena vanno a formare su entrambi i lati una sorta di zona triangolare. Copritrici caudali contraddistinte da apici castano-marrone, mentre le penne della coda terminano con barrature color camoscio o marrone cioccolato, anziché bianche come nella forma nominale.

Le FEMMINE sono complessivamente più brunastre, con colori meno brillanti ed iridescenti, pur avendo anche esse frangiature color camoscio o castano.

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MELEAGRIS GALLOPAVO MEXICANA: originari degli altipiani nord-occidentali del Messico, occupano i territori montagnosi della Sierra Madre sino ad arrivare in New Mexico e Arizona, caratterizzati da  foreste con presenza di denso ma non intricato sottobosco, luogo le rive di fiumi e torrenti, o in altre aree cespugliose con radi alberi. E' con la forma nominale la più grossa delle sottospecie, e rispetto a tutte le altre ha timoniere centrali,  zampe e piedi più lunghi. Inoltre sembra possa essere la sottospecie più coinvolta nella formazione delle razze domestiche.

Nel MASCHIO la livrea è complessivamente verde-blu con riflessi metallici;parte bassa della schiena e groppa che si presentano con una colorazione rame, verde e oro cangianti. Copritrici caudali, e penne della coda barrate di bianco alle loro estremità, che durante le fasi del corteggiamento, cioè quando il maschio esibisce la classica ruota, rimangono separate le une dalle altre, caratteristica che distingue il G. MEXICANA da tutti i congenere.

Nella FEMMINA la colorazione verde è meno brillante con iridescenze rosse che invece si presentano maggiormente violacee. 

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MELEAGRIS GALLOPAVO INTERMEDIA: originari delle grandi pianure che caratterizzano le aree centrali americane, nonché introdotti in diversi altri Stati degli USA. Il nome comune Rio Grande deriva dall'omonima regione. Solitamente danno la preferenza a foreste poco fitte di conifere e querce, macchie arbustive, territori cespugliosi e radure nei pressi di corsi d'acqua.

Il MASCHIO non presenta caratteristiche di rilievo, e in linea di massima la colorazione della livrea può essere ritenta come una via di mezzo, intermedia appunto, tra quelle di M. OSCELOA, M. GALLOPAVO e M. MEXICANA, risultando con tonalità più leggere se confrontato alla prima, pur essendo più scuro rispetto alle altre due.

Le FEMMINE sono caratterizzate da piume che su petto e fianchi si presentano con una clorazione fulvo-rosa.

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MELEAGRIS GALLOPAVO OSCELOA: originai delle arre meridionali della Florida, prediligono ambienti palustri o comunque caratterizzati da suolo molto umido ricco di marcescenze naturali. Osceloa era il nome di un grande capo indiano della tribù dei Seminole che per vent'anni combatté contro gli americani. E' di norma più piccolo, e con tonalità di colore più scure se paragonate a quelle del congenere M.G. SILVESTRIS, al quale per altro assomiglia, tuttavia presenta meno venature bianche sulle remiganti, con barrature delle stesse che sono strette nonché irregolari e mancando di continuità non si estendono sino al rachide delle penne, mentre le secondarie sono bruno-grigiastro scuro senza bordature visibili, ma con screziature brunastre sul vesillo. Le copritrici della coda sono complessivamente scure, mentre le parti terminali delle caudali si presentano con larga barratura bruno-marrone.

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MELEAGRIS GALLOPAVO MERRIANI: la sottospecie è maggiormente concentrata in Arizona nelle pinete ponderosa ( Pinus ponderosa Douglas ), ed oltre a trovarsi anche in New Mexico, Colorado e territori montagnosi dell'ovest americano, è stato introdotto in altri Stati sia degli USA che province canadesi. Prediligono foreste di conifere non troppo fitte e praterie cespugliose dalle quali emergono rade piante. Sebbene assomigli per forma e dimensioni ai congenere M. SILVESTRIS e M. GALLOPAVO, si differenzia da questi per avere la schiena contraddistinta da una colorazione nera vellutata, nonché per la tonalità della livrea molto diversa che nel MASCHIO si presenta complessivamente blu-nera intrisa di iridescenze porporine e bronzee. Le piume che ricoprono il petto sono caratterizzate da apici esterni neri con superfici bianche che sulle ali sono molto più estese, apparendo ancora più bianche quando queste ultime sono ripiegate. Parte inferiore della schiena e penne della coda che essendo barrate di bianco opaco distinguono la sottospecie da tutti i congenere, con i contrasti di colore della coda che divengono ancor più evidenti quando questa viene esposta su uno sfondo scuro. Copritrici caudali con piume che essendo fulvo-rossiccio ed apici biancastri, fanno apparire bianco il groppone.

Nella FEMMINA le penne che ricoprono il petto sono contraddistinte da apici esterni con colorazione fulva, anziché nera come nei maschi.    

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VALORI FISICI: Delle diverse sottospecie possono essere riassunti in modo generale, tenendo conto che il peso di M. GALLOPAVO e MEXICANA che sono le più grosse, si aggira intorno agli 8-9 kg per il maschio, e 3-4 kg per la femmina, mentre per il M. OSCELOA che invece risulta la più piccola è di circa 6-7 kg per i maschi, e 2, 5-3 kg per la femmina, con una lunghezza dalla punta del becco all'apice della coda che è di circa 85-120 cm per i maschi, e 60-80 cm per le femmine.

 

STATO DI CONSERVAZIONE IN CATIVITA': Agli inizi del 900 le popolazioni di tacchini selvatici erano sull'orlo dell'estinzione a causa soprattutto della perdita di habitat e caccia senza regole. Tuttavia grazie ad una attenta gestione dei territori e delle specie che vi vivevano, supportata da adeguati programmi di allevamento, hanno portato in pochi decenni le diverse sottospecie non solo fuori dal pericolo di estinzione, ma ad essere considerati come abbondanti con circa 7 milioni di esemplari distribuiti fra USA, Canada e Messico. Purtroppo si devono anche registrare numerosi incroci più o meno involontari fra le diverse sottospecie. 

 

CARATTERE e ADATTAMENTO ALLA CATTIVITA': Dopo decenni di cattività rimangono caratterialmente timidi e selvatici, tendendo a stressarsi molto facilmente, ed il loro allevamento pur non essendo difficile, non deve far cadere nel tranello di considerarli alla stregua dei tacchini domestici perché rimangono comunque appartenenti ad un genere da consigliare a chi è già in possesso di una buona esperienza d'allevamento.

 

ETA' RIPRODUTTIVA: Entro il primo anno per entrambi i sessi.

 

TIPO DI ACCOPPIAMENTO: Poligamo, associando sino a 5-6 femmine ad un maschio.

 

PERIODO RIPRODUTTIVO: Dipendentemente dalla specie ed alla latitudine in cui vive, la stagione riproduttiva, si protrae mediamente da febbraio ad agosto, tuttavia per alcune popolazioni che vivono in Florida può iniziare addirittura a gennaio. Lasso di tempo che comprende: il periodo del corteggiamento, con il primo picco di parate che si può osservare all'inizio della stagione riproduttiva, mentre il secondo solitamente si verifica quando la maggior parte delle femmine sono intente a covare o si apprestano a farlo, la deposizione, cova e allevamento dei piccoli per le prime 2-4 settimane di vita.

 

TIPO DI NIDO: Come nel caso delle congenere appartenenti a razze domestiche, le tacchine selvatiche sono eccellenti madri, e pur dimostrando una certa suscettibilità durante i primi giorni della cova, si adattano ad utilizzare ogni tipo di cassetta nido e/o contenitore di adeguate dimensioni venga loro messo a disposizione, e molto probabilmente anche sollevati dal suolo, purché non di molto. Per il resto nulla di diverso da quanto già descritto per PAVONI REALI e VERDI.   ( Approfondimenti in: PARTE GENERALE - Tipi di nido )

 

UOVA DEPOSTE STAGIONALMENTE: Se lasciate alla cova naturale vengono mediamente deposte a seconda della sottospecie 8-15 uova, qualcuna in più quando regolarmente levate per destinarle ad altro tipo di incubazione.

 

PERIODO DI INCUBAZIONE e SCHIUSA: Mediamente l'incubazione delle uova si protrae per circa 26-28 giorni, e nel caso di allevamento ornamentale/amatoriale viene solitamente utilizzata la cova naturale. Dato che ben difficilmente le tacchine si appresteranno tutte assieme alla cova, e almeno finché l'ultima di loro non si appresti a farlo, il maschio deve rimanere in voliera in quanto accoppiandosi con le femmine rimaste man mano disponibili non verrà pregiudicata la fecondità delle uova. Tuttavia se dovesse dimostrarsi poco tollerante nei confronti della/e femmine intente a covare e/o dei nuovi nati, sarà necessario confinare il maschio in una struttura adiacente, o perlmeno isolarlo all'interno di un grosso gabbione o serraglio che in caso di necessità, e ammesso che le misure lo consentano, può essere realizzato all'interno della stessa voliera utilizzando dei telai in rete metallica. Le particolari condizioni riproduttive che contraddistinguono questi galliformi consentono, contrariamente alla maggior parte dei consimili, alla tacchina di deporre diverse uova feconde con un solo accoppiamento. I piccoli soprattutto durante le prime tre settimane di vita sono particolarmente sensibili a pioggia, freddo, umidità e/o condizioni climatiche avverse in genere, tuttavia se gestiti adeguatamente crescono velocemente così che a circa 2-3 settimane di vita sono già in grado di compiere brevi voletti e seguire la madre sui posatoi più bassi per passarvi la notte. Sopuattutto nel corso del secondo mese di vita devono essere monitorati con attenzione, ed in special modo se nati con incubazione artificiale, dato che in questo periodo vanno solitamente incontro ad una condizione particolare chiamata “crisi del rosso” o “crisi delle carrucole”, cioè quando queste ultime che sono già presenti sui loro colli, prendono a colorarsi di rosso, superato questo delicato momento, per il quale comunque esistono efficaci rimedi veterinari, sono soliti divenire piuttosto rustici e poco inclini alle malattie. A 16 settimane dalla schiusa raggiungono l'età adulta, ciò nonostante possono rimanere con la madre o nel gruppo famigliare con le altre femmine sino alla primavera successiva a quella della loro nascita, dopo di ché almeno i maschi devono essere trasferiti per non incorrere in spiacevoli sorprese. La cova artificiale non si discosta da quella messa in atto per i tacchini domestici < temperatura pari a 37, 6-37, 7 gradi, con circa il 52-55% di umidità > . Tuttavia in Europa non viene quasi mai utilizzata. ( Approfondimenti in: PARTE GENERALE - Incubazione e schiusa - Tipi di accoppiamento )

 

ALIMENTAZIONE PER PULCINI e TACCHINOTTI: Presenta ben poche difficoltà, potendosi attuare attraverso normali composti commerciali ( mangimi bilanciati ) da somministrare a seconda dei tipi, ed in relazione ai periodi di vita. Con aggiunta di cereali, erbe, verdure e frutta, oltre ad integratori alimentari e/o vitamine quando e se ritenuti necessari. A circa 2-3 mesi di vita è altresì possibile cambiare il tipo di dieta in uso portandola inizialmente ad essere mista, cioè composta da mangime e granaglie spaccate o mix per piccioni in base ai tempi e/o percentuali consigliate e successivamente, ammesso che ci si voglia orientare verso un tipo di alimentazione di questo genere, peraltro piuttosto indicata per questa specie, costituita esclusivamente dai cereali interi e/o spaccati o dal mix per piccioni.           ( Approfondimenti in: PARTE GENERALE - Alimenti e alimentazione )

 

ALIMENTAZIONE PER ADULTI e RIPRODUTTORI: A circa 4 mesi di vita si può iniziare a fornire quello che diverrà l'alimento base per la maggior parte dell'anno, che soprattutto per praticità è solitamente costituito da mangime granulare o pellet da mantenimento o riposo per tacchini o fagiani, integrato da una manciata abbondante di granaglie miste intere e/o spezzate o un mix per piccioni. Come già precedentemente esposto è altresì possibile una dieta sia mista che costituita esclusivamente dai cereali o dal mix per piccioni, entrambe piuttosto indicate per questa specie. Con l'approssimarsi, e durante il periodo riproduttivo riproduttivo è preferibile sostituire il mangime in uso ( ammesso che lo si utillizzi ) con un tipo specifico per ovaiole di tacchino o fagiano. In tutti gli stadi della crescita, periodi dell'anno e/o tipo di alimentazione, una buona integrazione vegetale a base di erbe, verdure e frutta è necessaria al loro benessere psico-fisico.                               ( Approfondimenti in: PARTE GENERALE - Alimenti e alimentazione -  Progetti e attrezzature )

 

PULCINAIA e PARCHETTI PER SVEZZAMENTO: Approfondimenti in: PARTE GENERALE - Pulcinaia e parchetti per svezzamento.

 

VOLIERA PER ADULTI: A causa della loro mole necessitano di una voliera piuttosto ampia, che per una piccola famigliola composta da 4-6 esemplari non dovrebbe essere inferiore ai 35-45 mq, ed alta non meno di 2, 50-3, 00 metri, tenendo sempre ben presente che più spazio assegneremo ai nostri TACCHINI selvatici, migliore sarà la loro esistenza, ed il comportamento molto più naturale ed equilibrato può favorire anche la riproduzione. Con annesso un rifugio che a seconda delle zone di provenienza che contraddistingue le diverse sottospecie dovrà essere o coibentato, per quelle che tollerano poco i rigori invernali, così come costituito da una semplice tettoia chiusa però almeno su tre lati, per quelle più rustiche. Qualsiasi sia la soluzione adottata, l'importante è che vi possano stare comodamente alloggiati soprattutto durante i lunghi periodi di maltempo particolarmente umidi e uggiosi, e nel contempo anche protetti sia dal freddo intenso, quanto da pioggia e vento. La struttura chiusa o semplicemente coperta dovrebbe essere di almeno 4-5 metri di lunghezza x 3-4 di profondità e circa 2, 00-2, 50 di altezza nel punto più basso, con al suo interno almeno un posatoio che in considerazione del peso che possono raggiungere questi galliformi, dovrà essere sufficientemente grande nonché resistente, e sistemato ad una altezza di 150-200 cm dal suolo. Se le condizoni dell'allevamento lo consentono, possono essere lasciati vagare  in regime di semi-libertà non dimenticando che nonostante la mole sono ottimi volatori, quindi se fosse necessario bisognerà intervenire spuntando chirurgicamente la punta di un ala, come avviene solitamente per gli uccelli lasciati semi-liberi all'interno di Zoo o parchi sia pubblici che privati. Tuttavia la semi-libertà comporta lo svantaggio di non poterli controllare sia in riguardo a possibili contagi o malanni vari, quanto ad indesiderati, se pur improbabili, incroci con i tacchini domestici.  ( Approfondimenti in: PARTE GENERALE - Voliere per adulti - Gestione della voliera - Tipi di rifugio )

Meleagris gallopavo femmina....da - www.flick.com

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Si intende comunque sottolineare che oltre a quanto già sopra esposto, la pubblicazione di materiale fotografico reperito sul WEB da parte della GBP.BIO è altresi intesa a fare un po di chiarezza, limitatamente alle sue possibilità, al caos creato da immagini poste su internet, in maniera alquanto superficiale e probabilmente senza neppure avere le necessarie conoscenze in materia, raffiguranti esemplari la cui classificazione essendo palesemente errata trae in errore l'ignaro lettore/visitatore. Quindi l'utilizzo di immagini deve essere considerato come a scopo puramente educativo - didattico  - informativo.                                                                     

RIFERIMENTI:

Delacour

Beebe

Johnsgard

McGowan P.

Howman K.

Madge S.

Hennache A.

Ottaviani M.

Bernar F.

Uno   speciale   ringraziamento  per  l'aiuto fornitomi a :

James Pfarr                                                 Saul Villagrana                                            Steve Keller                                          Friedrich Esser                                            Njal Bergè 

birdnet.cn

orientalbirdimages.org 

Le informazioni relative allo stato di conservazione in natura sono state tratte da Wikipedia.

 

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