- Numida meleagris specie e sottospecie -

Numida meleagris by: www.hbw.com                     Mappa distribuzione sottospecie Numidia meleagris                                                                                   Numida meleagris by: www.hbw.com 

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Genere NUMIDAE  Linnaeus.....1764 )  -  Per allevamento, curiosità ecc, vedere in : GENERE NUMIDAE

Nota: Nel corso dell prima epoca riguardante la colonizzazione del Nord America il tacchino selvatico ( Meleagris gallopavo ) era confuso con la faraona. Infatti il termine greco meleagris attribuito a quest'ultima, è condiviso da entrambe le specie, sebbene per la faraona sia il nome della specie, mentre per il tacchino e riferito al genere e  ( in forma flessa ) anche alla famiglia

Tutti gli autori concordano sul fatto che la faraona domestica dalla Numida meleagris africana. Nel corso degli anni sono avvenuti diversi tipi di "addomesticamento" indipendenti che hanno coinvolto più di una sottospecie, ma è probabile che le forme attuali allevate derivino ​​dalla sottospecie Numidia meleagris galatea distribuita nell'Africa occidentale.

Classificazione delle specie selvatiche: Belshaw (1985) inglobò le faraone nell'ordine dei Galliformes e famiglia Numididae. Tuttavia Howard e Moore nel 1984 le inserirono nella famiglia Phasianidae e sottofamiglia Numidinae. Attualmente sono riconosciuti quattro generi < Numida - Acryllium - Guttera - Agelastes > che comprendono sette specie. Il genere Numida  comprende una sola specie < politipica > meleagris e 22 sottospecie. Tuttavia Crowe (1985) semplificato la precedente classificazione di Numidia meleagris, coinvolgento solo 9 sottospecie ben distinte e suddivise in 3 gruppi :

Numidia meleagris e somaliensis......................................................................................... - Africa orientale   

Numidia meleagris galeata e sabyi...................................................................................... - Africano occidentale  

Numidia meleagris reichenowi - mitrata - marungensis - papillosa - coronata.......... - Centro-Sudafrica.

La Numida meleagris è stata suddivisa in diverse sottospecie che presentano l’elmo corneo di foggia assai diversa da una sottospecie all’altra. Grzimek elenca le seguenti: meleagris, sabyi, galeata, mitrata, major.

La nostra attuale faraona domestica sarebbe la forma d’allevamento della Numida meleagris galeata originaria dell’Africa occidentale, introdotta in America e in Europa dai Portoghesi all’epoca delle grandi scoperte geografiche.

Nell’antichità venne dapprima addomesticata solo la sottospecie marocchina – Numida meleagris sabyi, più tardi i Romani importarono in Europa anche la sottospecie dell’Africa nordorientale – Numida meleagris meleagris.

Da: www.summagallicana.it  < La Faraona di Ghigi >  sintesi :

Brano è tratto ancora una volta da Galline di Faraone e Tacchini.

<<Innanzi tutto dobbiamo chiederci in quale epoca e presso quali popoli sia avvenuto l’addomesticamento della gallina di Faraone. La Faraona non figura sui monumenti dell’antico Egitto ove trovansi figurati polli, piccioni, oche, ecc., la qual cosa fa supporre che gli Egiziani non avessero ridotto in schiavitù quest’uccello. Una specie di Faraona fu invece addomesticata per tempo in Grecia; essa era nota ad Aristotele col nome di meleagride, e, secondo Henn, si trova menzionata anche nelle opere di Sofocle, le quali, com’è noto, datano dal V secolo avanti Cristo>>

  

Ghigi così prosegue:

«È infatti a Meleagro, figlio di Eneo re di Caledonia, che le Meleagridi debbono il loro nome. Secondo la mitologia greca, questo principe essendo perito per odio della madre, procurò alle sorelle un dolore così acuto che lo seguirono nella tomba; ma Diana le trasformò in galline di Faraone e volle che il loro manto portasse l’impronta delle lacrime versate. Il nome di Meleagris, conservato da Aristotele a da Plinio, si riferiva a questo mito.

«Dalle cose esposte risulta:

1 - che le galline di Faraone erano conosciute dai Greci fino dai tempi antichi;

2 - che vi erano tenute in ischiavitù, specialmente in vicinanza dei templi, piuttosto come uccelli sacri o destinati ai sacrifici che non come animali da cortile;

3 - che esse avevano le caruncole rosse e che per conseguenza non appartenevano al tipo della Numida ptilorhyncha d’Abissinia che le ha azzurre ( la ptilorhyncha di Ghigi, oggi denominata meleagris meleagris, somiglia alla somaliensis ), ma al tipo della Numida meleagris che le ha rosse. Probabilmente la Grecia traeva questi uccelli da Cirene o da Cartagine, città che avevano relazioni commerciali estesissime e che traevano prodotti dall’Africa tropicale, sia per via di terra, sia per mezzo di navi che oltrepassando le colonne d’Ercole si recavano fino alle Isole Fortunate (Canarie) ed al Senegal.

«In Grecia peraltro le Faraone non vennero mai in voga come oggi in Italia. Ai tempi di Varrone erano ancora rare e considerate come cibo prelibato, riservato alla tavola dei ricchi: “Non Afra avis descendet in ventrem meum”, scrisse Orazio.

<<Columella descrisse due specie di Faraone: una a caruncole azzurre che chiama Meleagris, l’altra a caruncole rosse che chiama gallina africana o numidica. É dunque evidente che i Romani conobbero due specie e cioè la ptilorhyncha e la meleagride: rimane dubbio se quest’ultima, proveniente, come ho già detto, dai territori di Cartagine (Africa dei Romani) e della Numidia, fosse quivi importata dalla costa nord-ovest o se vi si trovasse selvatica, nel qual caso la primitiva distribuzione della meleagride sarebbe stata estesissima procedendo dalla Guinea, alla Senegambia, al Marocco fino alla Numidia>>

In ogni modo, sia che le Faraone allevate in Italia abbiano appartenuto ad una sola o a due specie distinte, esse non hanno sopravvissuto alla caduta dell’impero romano. Peraltro sono indubbiamente Faraone due uccelli rappresentati in un bassorilievo di una pala d’altare a Sant’Agata di Ravenna, chiesa costruita nel VI secolo. Egualmente disparvero quelle allevate in Grecia e per quasi tutto il Medio Evo non si hanno documenti storici che provino la presenza di galline di Faraone in Europa.

«Esse riapparvero come conseguenza delle spedizioni lontane dei Portoghesi e degli Spagnuoli, condotte da Enrico il Navigatore, Bartolomeo Diaz, Vasco de Gama, ecc. Tuttavia non bisogna credere, come suppone l’Oustalet, che ad esemplari di meleagride importati dai Portoghesi si riferisse l’Aldrovandi nel descrivere la sua Gallina africana.

«Fra i dipinti dell’Aldrovandi, conservati nel ricostruito Museo Aldrovandiano di Bologna, si trovano due tavole rappresentanti l’una il maschio, e l’altra la femmina della Gallina africana, le quali corrispondono perfettamente alla Numida ptilorhyncha; anzi non v’è dettaglio che sia stato trascurato.

«Non ignorò l’Aldrovandi che nelle coste occidentali d’Europa i Portoghesi importavano la gallina d’Africa, chiamandola pollo di Guinea, ma egli certamente non vide alcuno di questi esemplari, diversamente avrebbe notato la differenza di colori nelle caruncole delle due specie, né avrebbe cercato di dimostrare come, geograficamente, la Guinea e la Numidia potevano in fondo considerarsi come la medesima cosa, in rapporto alla gallina di Faraone, né avrebbe sciupato tanto inchiostro per dimostrare che la meleagride degli antichi, a caruncole rosse, era nientemeno il tacchino! L’Aldrovandi ha con ciò mostrato di non sapere che il tacchino è di origine americana [4] e questo suo errore, comune al Gesner e ad altri scrittori del Medio Evo naturalistico, i quali hanno dato al tacchino il nome di Meleagris, significa che alcuni di essi, ma non il Gesner, non conobbero la meleagride africana dalle caruncole rosse, ma solo la ptilorinca.

«È certo intanto che nel 1600 l’attuale gallina di Faraone domestica non era ancora stata introdotta in Italia, e che la ptilorinca non era sconosciuta.

«Giacché, se come ho detto sopra, le Faraone non sono ricordate nei monumenti dell’antichissimo Egitto, sarebbe azzardato escludere che gli Egiziani non abbiano conosciuta ed importata la ptilorinca all’epoca della loro conquista dell’Etiopia, avvenuta circa 1700 anni avanti Cristo durante la XVIII dinastia, o, nella peggiore delle ipotesi, non l’abbiano introdotta nell’Egitto medesimo i dominatori etiopi otto o nove secoli avanti l’era cristiana.

Nel 1907 Alessandro Ghigi pubblicava Intorno ad alcune razze di uccelli domestici descritte e figurate da Ulisse Aldrovandi, e così riferisce:

«Innanzi tutto i dipinti di una gallina di Faraone hanno richiamato la mia attenzione; è nota la lunga controversia sull’origine della forma domestica attuale, che da molti, in base ad una erronea affermazione del Darwin, si ritiene derivata dalla Numida ptilorhyncha, specie oggi limitata all’altipiano etiopico; mentre per un complesso di ragioni morfologiche non v’ha alcun dubbio che essa discenda dalla Numida meleagris dell’Affrica occidentale portoghese  Ed è curioso osservare come la maggior parte degli scrittori di avicoltura non abbiano una idea esatta della faraona d’Abissinia, e ne diano spesso una figura la quale corrisponde piuttosto alla Numida meleagris.

«Fra i dipinti dell’Aldrovandi si trovano due tavole rappresentanti l’una il maschio e l’altra la femmina della Gallina affricana, e corrispondono perfettamente alla Numida ptilorhyncha; anzi, non v’è dettaglio di colore che sia stato trascurato. Questa circostanza permette di spiegare alcuni fatti: i Romani parlano di una gallina di Numidia addomesticata, ed è nota la leggenda che le sorelle di Meleagro inconsolabili per la morte di lui, fossero trasformate in questi uccelli che simboleggiano nel loro piumaggio lacrime eterne. Dalle descrizioni degli antichi risulta che codeste Numide avevano le caruncole azzurre; dal che si può dedurre che esse erano ptilorinche: la figura dell’Aldrovandi e le sue spiegazioni date nell’Ornitologia ci attestano che non solamente questa era la specie che ancora viveva selvatica sulle coste affricane del Mediterraneo, ma era altresì quella che si poteva trovare con una certa frequenza in Italia.

«Tornando alla Faraona introdotta in Europa dai Portoghesi, giova notare che questi la denominarono Pintado (uccello dipinto) e gli Spagnuoli Polla pintada, nomi che i Francesi hanno tradotto in Pintade; gli Inglesi la chiamano Guinea-fowl o pollo di Guinea. Tutta questa terminologia indica un’origine occidentale, applicabile alla meleagride e non alla ptilorinca. Soltanto il nome italiano di gallina di Faraone presupporrebbe un’origine egiziana, applicabile più alla ptilorinca che alla meleagride.

«Se i dati storici che ho esposto lasciassero adito a qualche dubbio in proposito, la questione è completamente risoluta dai dati morfologici. I caratteri di forma della Faraona domestica sono, come il lettore può riconoscere dalla parte descrittiva, quelli della meleagride e non della ptilorinca; le due specie sono suscettibili di incrociarsi tra di loro, ma i prodotti offrono caratteri intermedi, diversi da quelli della meleagride, in maniera da escludere nella nostra forma domestica qualsiasi ibridazione. Inoltre, dalle mie ripetute esperienze personali risulta, come ho già esposto, che la ptilorhyncha è forma erratica, di addomesticazione difficile, al contrario della meleagris, che è sedentaria.»

Numida meleagris  (  Faraona comune  )......................... Linnaeus .........1758 

La specie in base alla nuova classificazione è suddivisa in 9 sottospecie. La distribuzione riportata a lato è relativa alla nuova classificazione:

* Numida m. meleagris...........................Linnaeus................1758 -  Faraona comune............. -Distribuita nel Ciad orientale, Etiopia, Eritrea, nord Zaire, Repubblica Democratica del Congo, Uganda e Kenya settentrionale.

* Numida m. mitratus...........................Pallas.....................1764 - Faraona dall'elmo...........-Distribuita in Tanzania, Mozambico, Zambia, Zimbabwe,  Botswana , Sud Afrca settentrionale, settentrionale,Swaziland  orientale. Isole di Zanzibar, Tumbatu  e Madagascar dove non è chiaro se  migrata o introdotta.

* Numida m. galeatus............................Pallas....................1767 - Faraona occidentale.......-Distribuita dall'Africa occidentale ( Mauritania, Senegal ecc ) al Ciad meridionale, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo e nord Angola e Capo Verde.  

* Numida m. coronatus...........................Gurney...................1868  - Faraona di Gurney...........- Distribuita in Sudafrica centrale e orientale e nello Swaziland occidentale. 

* Numida m. marungensis......................Schalow................1884  - Faraona  di Marungu.... ..- Distribuita nel bacino del Congo meridionale verso l'Angola occidentale e lo Zambia.

* Numida m. reichenowi..........................Ogilvie-Grant........1894 -  Faraona di Reichenow....- Distribuita in Kenya e Tanzania centrale.

* Numida m. papillosus...........................Reichenow............1894 -  Faraona papillata............- Distibuita nel sud  Angola, Botswana e Namibia.  

* Numida m. somaliensis........................Neumann..............1899 -  Faraona Somala..............- Distriduita nell'Etiopia nord-orientale e Somalia.

* Numida m. sabyi....................................Hartert..................1919 -  Faraona  Saby..................- Distribuita nel Marocco nord-occidentale                                             

Luoghi di origine, in ordine alfabetico, delle varie sottospecie:

Nativo : esistente e residente :

Angola; Benin; Botswana; Burkina Faso; Burundi; Camerun; Repubblica Centrafricana; Chad; Congo; Repubblica Democratica del Congo; Costa d'Avorio; Guinea Equatoriale; Eritrea; Eswatini; Etiopia; Gabon; Gambia; Ghana; Guinea; Guinea-Bissau; Kenya; Lesotho; Liberia; Mali; Mauritania; Marocco; Mozambico; Namibia; Niger; Nigeria; Ruanda; Senegal; Sierra Leone; Somalia; Sud Africa; Sudan del Sud; Tanzania; Uganda; Yemen; Zambia; Zimbabwe. < Sudan – esistente >

Esistente e introdotto ( Allevamento ) :

Antigua e Barbuda; Cuba; Nuova Zelanda; Portogallol; Puerto Rico; Saint Kitts e Nevis.

Esistente e introdotto ( residente ) :                                                                                                                                                                                                                                                                     Bahrain; Isole di Capo Verde; Isole di Comoro; Repubblica Dominicana; Madagascar; Mauritius; Sao Tome  e Principe; Spagna; USA; Isole Vergini Americane.

Introdotto e Estinto : 

Saint Helena, Ascension e Tristan da Cunha; Siria.

 Satmpa da:  www.pinterest.com                                                                                                                   Sistesi, tradotta dal testo originale in inglese, da: www.howlingpixel.com

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Raffigurazione delle le sottospecie di Numidia meleagris: 1 N. m. coronatus - 2 N. m. galeatus - 3 N. m. murgensis ( immagine non corretta ) - 4 N. m. meleagris ( i bargigli devono essere blu-azzurri e non rossi ) - 5 N. m. mitratus - 6 N. m. papillosus - 7 N. m. reichenowi - 8  N. m. sabyi ( immagine non del tutto corretta ) - 9 N. m. somalensis ( non corretta )

E' una grande uccello di circa 53-58 centimetri dal corpo tozzo  e testa piccola, con un peso di circa 1,3 kg.  La livrea si presenta pressoché solo grigio-nero punteggiato di bianco.  Le varie sottospecie, come si evince dalla stampa posta a fianco, per quanto alcune illustrazioni siano errate, si differenziano soprattutto per la variazione di forma, dimensione e colore di elmi, carrucole e bargigli.

Specie gregaria, al di fuori della stagione riproduttiva forma stormi comprendenti circa 25 esemplari, che al sopraggiungere della sera, si appollaiano tutti assieme sui rami più alti. Risultano particolarmente adatti al consumo di zecche, che altrimenti potrebbero diffondere varie malattie, tra cui quella  di Lyme. Prediligono vivere a terra, ed inclini a correre piuttosto che a volare quando allarmati. Come la maggior parte dei Galliformi, hanno un volo esplosivo, ma  di breve durata, quindi per coprire lunghe lunghe distanze tendono  a veleggiare. Questi uccelli durante la ricerca del cibo, possono camminare, e nel frattempo razzolare, anche per più di 10 km  al giorno. Le loro chiamate, se disturbate, sono forti, aspre ed udibili a grande distanza. La loro dieta, fondamentalmente onnivora, consiste in una grande varietà di vegetali e proteine; erbe. germogli, foglie, semi, frutti, lumache, ragni, vermi e insetti, rane, lucertole, piccoli serpenti e piccoli mammiferi. Sono dotate di forti artigli che utilizzano per razzolare il terreno, anche se raramente sradicano germogli di piante in crescita. Come tutti i Numididae, sono prive di speroni ai tarsi.  In natura possono vivere fino a circa12. 

I maschi mostrano spesso aggressività reciproca e partecipano a violenti combattimenti che possono lasciare sul campo di battaglia esemplari feriti anche gravemente. Il nido, ben nascosto,  consiste in una semplice buca nel terreno, grossolanamente rivestito con alcuni materiali morbidi trovati nelle immediate vicinanze. Normalmente la deposizione consiste in 6-12 uova incubate dalla sola femmina per 26-28 giorni. Si ritiene che i nidi contenenti un numero maggiore di uova siano il risultato di più deposizioni, cioèutilizzati da più femmine nello stesso periodo.; le uova sono piuttosto grandi e una femmina in cova non potrebbe realisticamente coprire un numero di uova più grande rispetto a quello di una normale deposizione.

Perlomeno gli esemplari in cattività, sono noti per la produzione di uova con guscio molto spesso che si riducono in frammenti nel corso della schiusa ( noti come chetoni tra gli allevatori di uccelli ), piuttosto che lasciare due grandi sezioni e piccole scaglie. È stato notato che le faraone domestiche non sono tra le madri migliori, e spesso abbandonano i loro nidi. I piccoli presentano una colorazione criptica, e la rapida crescita delle piume delle ali consente loro di svolazzare sui rami bassi appena una settimana dopo la schiusa.

Le faraone  in natura si riproducono stagionalmente  ( l'estate è la stagione pù produttiva ) in habitat caldi, abbastanza asciutti e aperti con arbusti sparsi e alberi, tipo  savane o terreni agricoli.

Negli ultimi anni stormi di faraone sono arrivati alla periferia nord e sud di Città del Capo ( Sudafrica ), adattandosi perfettamente, vagando lentamente lungo le strade suburbane più tranquille o invadendo campetti erbosi o giardini con recinzioni abbastanza da permettere ad alcuni esemplari di entrare senza sentirsi separati dal gruppo, mentre di notte si posano spesso sui tetti dei bungalow. Di norma i residenti apprezzano le "interferenze" della fauna locale, ma nello specifico le faraone possono causare dei disagi, ostacolare il traffico e fare molto rumore al mattino presto durante la stagione degli amori. Il loro successo può essere attribuito alla loro innata diffidenza: possono difendersi dai gatti, ma non entreranno mai in giardini o cortili custoditi da cani, inoltre, essendo abbastanza visibili, difficilmente vengono investite. Nonostante molte giovani faraone muoiano cadendo nelle fognature ( nella totale indifferenza del gurppo ),  tali perdite  non ne diminuiscono il numero.

Numida meleagris  ( ex Numida ptilorhyncha )

Monotipica secondo la nuova classificazione:          

In base alla vecchia classificazione non più da considerare,  era suddivisa in  11 sottospecie:

Numida meleagris  

* Numida meleagris meleagris.....................................................Linnaeus................1758  - Etiopia, Eritrea, estremo sud ovestArabia Saudita e nord-ovest Yemen.

* Numida meleagris uhehensis………............................................Reichenow……...…..1898 - Prende il nome dal popolo Hehe ( o Wahete ) del centro-sud Tanzania.                                  * Numida meleagris intermedius ( ex marungensis )..............Neumann……….......1898 - Contea di Ankole nel sud-ovest Uganda,  nord-ovest Tanzania ( Regione di Kagera )        * Numida meleagris toruensis…………...........................................Neumann…….........1904 -  Distretto di Toro nel bacino del fiume Moika in Uganda.   

* Numida meleagris macroceras………….....................................Erlanger…………......1904 - Indicativamente: dal sud del Kenya, ad eccezione delle regioni che si trovano più ad est, fino alle Province di Isolo e Samburu  ( Kenya )                                                                                                                                

* Numida meleagris macroceras omoensis................................Newman................1904 - Nelle aree che si estendono nel nord del fiume Omo ( sud Etiopia ) 

Numida meleagris macroceras rendillis...................................Lonnberg...............1912 - Aree a nord-est del Monte Kenya.                                                                                                        * Numida meleagris major major…………………..............................Sclater W. L. …......1924 -  Uganda e sud Sudan del Sud.

* Numida meleagris major neumanni..........................................Erlanger................ 1904  - Nord ovest Lago Vittoria - Uganda 

* Numida meleagris major inermis..............................................Dubois....................1905  - Province orientali della Repubblica Democratica del Congo.

* Numida meleagris major baringoensis....................................Bowen....................1926  - Contea di Baringo  ( Kenia )

Nota: Come esempio, comunque già di per se indicativo, viene considerata fotograficamente la forma nominale per ogni sottospecie.

Numidia meleagris  meleagris

Luoghi di origine della sottospecie N. meleagris meleagris secondo la nuova classificazione:  Distribuita nel Ciad orientale Eritrea, Etiopia, nord Kenya, Uganda nord-occdentale, sud Sudan del Sud,Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Centro Africana, est Ciad. Introdotta nel sud-ovest Arabia Saudita  e ovest Yemen.          

Descrizione :  Adulti (entrambi i sessi): Testa e parte superiore del collo caratterizzati da pelle di base grigio-bluastra sormontata da una prominente cassa ossea color corno con corona rosso-marrone. Bargigli carnosi blu e arrotondati ai lati della bocca. Nella parte bassa e posteriore, i collo  presenta filoplume corte, fitte ed a mazzetti, che si trasformano in un ampio colletto nerastro. La livrea in generale va dal grigio bluastro al nero ardesia, intensamente disseminati da macchie bianche, che diventano progressivamente più grandi sulle parti posteriori inferiori. Le parti superiori presentano anche una fine vermicolatura biancastra, intervallata da macchie, virtuali o quasi assenti sulle parti inferiori. Barrature della coda con macchie ravvicinate e vermiclata di bianco. Remiganti primarie e secondarie caratterizzate da barrature scure intervallate da lìaltre costituite da macchie ( spots ) bianchi; penne esterne delle  secondarie barrate di bianco, mentre quelle interne sono finemente maculate e  fittamente vermicolate di bianco.

Sottospecie N. m. tourensis : Bargigli che si presentano con una colorazione uniforme ( senza macchie rosse ) azzurra molto pallida; due macchie blu-biancastre sulla parte superiore della palpebra; tutti le parti blu sono invece bianco-blu o bianchi. Gola grigiastra, collo senza nessuna macchia rossa. La carrucola  che si trova tra le narici è di colore  bruno-rossastra.  

Foto da :  1-2 birdofsaudiarabia com  birdingforalark.blogspot.com - 3  www.birdingforalark.blogspot.com ( Località - Foto  1-2-3   Malaki Dam Lake  area di Wadi Juwwah  - Jizan - Arabia Saudita )

1 - Numidia meleagris meleagris                                                    2 - Numidia meleagris meleagris                                                    3 -  Numidia meleagris meleagris           

Numidia meleagris macroceras macroceras

Foto da :  1-3 Mike Loomis  www.inaturalis.org  -  2  mauriravasini www.hbw.com  (  Località - Foto 1-3 Contea di Isiolo Kenya - 2  Contea di Meru - Meru National Park  - Kenya )

1 - Numidia meleagris macroceras                                                  2 - Numidia meleagris macroceras                                                 3 -  Numidia meleagris macroceras   

Numidia meleagris meleagris major

Foto da :  1 Zim Zelen < NaturObs Diaries >   - 2 - 3  www.joniecnaturalnie.com 

1 - Numidia meleagris major                                                             2 - Numidia meleagris  major                                                          3 -  Numidia meleagris major           

Numidia meleagris mitratus 

Monotipica, anche secondo la vecchia classificazione:          

Luoghi di origine:  Distribuita in Tanzania, Mozambico, Malawi, Zambia, Zimbabwe,  Botswana , Sud Afrca settentrionale, ovest Transvaal, Swaziland orientale. Isole di Zanzibar, Tumbatu Madagascar dove non è chiaro se  migrata oppure vi è stata introdotta.  Il nome deriva dalla presenza, sul vertice, di un grande e solido casco corneo che ricorda, per la forma, una mitra episcopale.         

Descrizione:   Il nome deriva dalla presenza, sul vertice, di un grande e solido casco corneo che ricorda, per la forma, una mitra episcopale.                                                                          Maschio adulto: Testa e collo nudi, con la parte più bassa del collo nascosta da filopiume corte e dense che alla fine si allargano a formare un ampio colletto grigiastro finemente barrato di bianco. Corona con cassa ossea ( corno ) ricoperta di cheratina marrone-rosso. Resto delle parti superiori, compresa l'ala superiore e copri coda, da grigio scuro a nero con macchie bianche intervallate da un motivo superficiale di linee dense ma irregolari ( vermicolature ) bianche. Coda che si presenta nero opaco, molto meno vernicolata con macchie bianche più grandi rispetto a quelle che si trovano sulle parti superiori, che posteriormente ancora di dimensione. Barrature di remiganti primaires e secondarie con macchie bianche; penne esterne delle remiganti secondarie con barrature regolari perpendicolari all'albero delle penne stesse, intervallate da una densa vernicolatura bianca. Base della mandibola superiore di colore corno brunastro, mentre punta del becco e mandibola inferiore sono grigio chiaro. Zona delle guance attorno all'occhio, cosi come la maggior parte posteriore del collo, sono blu-grigio. Bargigli affusolati blu/azzurro con punte rosse: iris marrone scuro; zampe grigio scuro uniforme. Femmina simile, ma solitamente più piccola. 

Giovani: testa e collo ricoperti di piumino sin quasi all'eta adulta. Piumaggio subadulto assunto a circa 5-6 settimane. : 

Foto da :  1 - 2   philboyle  www.inaturalis.org   -  3    Peter W. Hills  www.worldbirdphoto.com

1 -  Numidia meleagris mitratus                                                      2 - Numidia meleagris mitratus                                                     3 -  Numidia meleagris mitratus          

Numidia meleagris galeatus

Monotipica secondo la nuova classificazione:          

In base alla vecchia classificazione non più da considerare, era suddivisa in 6 sottospecie:

Numida meleagris galeatus 

* Nuida meleagris galeatus galeatus............................................Pallas………............1767 - Africa occidentale e verso est sino al sud del Ciad, Repubblica Democratica del Congo e nord Angola.

* Numida meleagris ( ex reichenowi ) galeatus strasseni.........Reichenow……......1911 - Bacino del fiume Ubanghi in Congo

* Numida meleagris galeatus blancoui……………...........................Grote…………..........1936  - Ciad meridionale ( Goré, Logone Orientale ) e Camerun nord-orientale

* Numida meleagris galeatus marchei……………….......................Grote……………..…...1936 - Savane del Gabon e forse arriva a raggiunge la provincia del Basso Congo ( R.D.C ), mentre a  est si espande fino alla confluenza  dei fiumi Ubanghi e  Congo. 

* Numida meleagris galeatus callewaerti………............................Grote……………….....1932 - Forma Intermedio tra N. m. marchei  e  N. m. murungensis distribuita pre la gran parte del Distretto di Kasai nella Repubblica Democratica del Congo, e probabilmente la sua gamma si estende anche dal corso superiore del fiume Lubilash ( R.D.C. ) e nel nord-ovest Angola. Da tenere presente che nel precedente ordinamento amministrativo del Congo questo ditretto non esisteva nei termini attuali, in quanto facente parte della più ampia provincia del Kasai Occidentale 

* Numida meleagris galeatus bannermani……….........…..............Frade…………........…1976 -  Guinea-Bissau. Introdotta a Capo Verde

Numidia meleagris galeatus galeatus  

Descrizione sommaria :  Assomiglia a N. m. sabyi , ma è più piccola e grigia, con il casco  relativamente più corto e filopume sul collo meno lunghe ed erette.

Foto da :  1 Arthur Grosset  www.arthurgrosset.com   -   2   Corrie van Wyk and  Hilda van Wyk    -   3   Gilles Forget  www.99burning.com 

1 -  Numidia meleagris galeatus galeatus                                   2 - Numidia meleagris galeatus galeatus                                     3 -  Numidia meleagris galeatus galeatus         

Numidia meleagris galeatus bannermani

Foto da :  1-2-3   Daniele Occhiato   www.pbase.com ( Località: Rabil - Boavista - Capo Verde )

1 -  Numidia meleagris galeatus bannermani                            2 - Numidia meleagris galeatus bannermani                              3 -  Numidia meleagris galeatus  bannermani         

Numidia meleagris coronatus

Monotipica secondo la nuova classificazione:          

In base alla vecchia classificazione non più da considerare,  era suddivisa in 2 sottospecie:

Nota: Nella vecchia classificazione era elencato anche N. m. transvalensis anzichè N. m. limpopoensis, tuttavia la Provincia del Transvaal ( estemo nord-est Sudafrica ) non esiste più dal 1902, sostituita dalla Provincia di Limpopo. Quindi N. m. transvaalensis nella vecchia classificazione post 19o2,  da considerarsi solo come N. m. limpopoensis.

Numida meleagris coronatus :

* Numida meleagris coronatus……………………...........................…Gurney J. H. ……...…1868 -  Sudafrica orientale e Swaziland occidentale. Introdotta  nel sud-ovest del Sudafrica

* Numida meleagris coronatus limpopoensis…….....................Roberts…………........1924 -  Provoncia di Lompopo nell'estremo nord ovest del Sudafrica

Numidia meleagris coronatus coronatus

Foto da :  1  Riky Taylor   www.inaturalist.org     -   2   Lasse Olsson  www.igoterra.com   -  3   Hakan Sandin  www.igoterra.com 

1 -  Numidia meleagris coronatus                                                  2 - Numidia meleagris coronatus                                                    3 -  Numidia meleagris coronatus  

Numidia meleagris coronatus limpopoensis

Foto da :  1 Knud Hald www.flickr.com - Entabeni  Limpopo  - 2  Hendrik Swanepoel www.ebird.org  - Mapungubwe N.P.  Limpopo  - 3 Renè www.flickr.com Hannah Lodge - Limpopo

1 -  Numidia meleagris coronatus limpopoensis                       2 - Numidia meleagris coronatus limpopoensis                          3 -  Numidia meleagris coronatus  limpopoensis

Numidia meleagris murungensis

Monotipica secondo la nuova classificazione:          

In base alla vecchia classificazione non più da considerare,  era suddivisa in  5 sottospecie:

Numida meleagris marungensis

* Numida meleagris marungensis marungensis…......Schalow…………...…1884 Congo meridionale, Angola e Zambia, da nord a Luangwa Valley ( est bacino dello Zambesi ) .

* Numida meleagris marungensis maximus…………....Neumann O. .........1898 - Altipiani meridionali e costa orientale  dell'Angola ( Provincia di Benguela ) 

* Numida meleagris marungensis rikwae……………......Reichenow….……...1900 - Arre costiere del Sud  del lago Rukwa - Tanzania sud-occidentale. 

* Numida meleagris marungensis frommi...................Kothe K. ................1911 - Territori a sud del Lago Rukwa - Tanzania sudoccidentale.

* Numida meleagris marungensis bodalyae…………....Boulton……….….……1934 - Provincia di Biè - Angola centrale

Descrizione: Numida meleagris maximus o maxima. L'elmo si presenta con una colorazione giallo rossastro; la maggiore estensione delle strie bianche e nere del collo raggiunge il petto, il cimiero è spesso rivolto fortemente in dietro ed in basso. Le parti nude sono azzuro-rosate, con le punte dei bargigli e la fronte carnei. E' la più grossa Numida conosciuta raggiungendo 68 cm di lunghezza. Abita gli altipiani dell'Angola meridionale, l'esemplare tipo fu catturato a Coconda (Ghigi A., 1968).      

Numidia meleagris marungensis murungensis

Foto da :  1-2-3  Mary Rooken-Smith  - Caprivi River Lodge Manager/Owner · Katima Mulilo -  Namibia - ( Foto scattate a West Lunga National Park  nord-ovest Zambia  )

1 -  Numidia meleagris m. murungensis                                       2 - Numidia meleagris m.  murungensis                                       3 -  Numidia meleagris m. murungensis  

Numidia meleagris marungensis marungensis

Foto da :  1-3   Mary Rooken-Smith   -   2   kovro  www.inaturalist.org    

1 -  Numidia meleagris m. murungensis                                       2 - Numidia meleagris m.  murungensis                                       3 -  Numidia meleagris m. murungensis  

Numidia meleagris reichenowi

Monotipica secondo la nuova classificazione:          

In base alla vecchia classificazione non più da considerare,  era suddivisa in 2 sottospecie:

Numida meleagris reichnowi 

* Numida meleagris reichenowi reichenowi....................Ogilvie-Grant.........1894 - Kenya e Tanzania centrale 

* Numida meleagris reichenowi ansorgei........................Hartert...................1899 - Nakuru lake National  Park  ( Contea di Nakuru  ) - Rift Valley - Kenya centro-occidentale )

Numidia meleagris reichenowi reichenowi

Descrizione:   Assomiglia ad alcune forme comprese nella sottospecie nominale, ma il piumaggio in generale è meno vermicololato; elmo solitamente molto più alto; pelle facciale bianco-bluastra e filoplumi sulla parte posteriore del collo che rimangono confinate  alla linea mediana. Bargigli completamente rossi .       

Foto da :  1   Nik Borrow  www.inaturalist.org   -   2    Roxanna Samii  www.inaturalist.org  -   3   petemorris www.hbw.com  

1 -  Numidia meleagris reichenowi  reichenowi                          2 - Numidia meleagris reichenowi  reichenowi                            3 -  Numidia meleagris reichenowi reichenowi

Numidia meleagris reichenowi ansorgei

Foto da :  1 www.claudioustours.co.ke    -   2   Ron Hay www.flikr.com   -   3   Nicolas Urlacher  www.wildlifeofkenya.com  ( Tutte le foto da: Nakuru Lake National Park - Kenya )

Descrizione sommaria: La parte posteriore del collo  è piumato come in N. m. reichenowi, ma i bargigli e l'elmo ricordano quelli di N. m. coronatus. 

1 -  Numidia meleagris reichenowi  ansorgei                               2 - N. m. reichenowi  ansorgei  ( probabili ibridi )                       3 -  Numidia meleagris reichenowi ansorgei

Nakuru pare - www.claudioustours.co ke.j

Numidia meleagris papillosus  

Monotipica secondo la nuova classificazione:          

In base alla vecchia classificazione non più da considerare,  era suddivisa in 3 sottospecie:

Numida meleagris papillosus

* Numida meleagris papillosus papillosus………………….............Reichenow…......…..1894 - Sud Angola, nord e centro Namibia, ovest nord e cetro Botswana.

* Numida meleagris papillosus damarensis…………...................Roberts…….............1917 - Mamibia centrale                                                                                                                                        * Numida meleagris papillosus mulondensis…….........……........Monard……......……..1934 - Centro ovest Angola  ( Es: Provincia di Huambo )

Luoghi di origine:    Distribuita nel sud  Angola, Botswana e Namibia.           

Foto da :  1-2-3  Mary Rooken-Smith  - Caprivi River Lodge Manager/Owner · Katima Mulilo -  Namibia  

1 -  Numidia meleagris papillosus papillosus                              2 - Numidia meleagris papillosus  papillosus                              3 -  Numidia meleagris papillosus papillosus

Numidia meleagris somalensis  

Monotipica, anche in base alla vecchia classificazione :               

Luoghi di origine:   Sud - centro est ed est Etiopia e Somalia.       

Descrizione : Si differenzia dalla forma nominale ( N. m. meleagris ), per avere le setole sulle cere della narici molto lunghe e le filopiume che caratterizzano la parte posteriore del collo sono, confinate allla sola parte centrale di quest'ultimo; bargigli blu-azzurri che rispetto a N. m. meleagris appaiono di forma più affusolata ( appuntiti ) e leggermente rigirati.    

Foto da :  1  @ Awash National Park  ( Etiopia )   -   2   David Beadle www.hbw.com    -   3   Guy Poisson  www.hbw.com

1 -  Numidia meleagris somalensis                                                2 - Numidia meleagris somalensis                                                   3 -  Numidia meleagris somalensis

Numidia meleagris sabyi ( Si ritiene che questa sottospecie, perlomeno in natura, sia probabilmente estinta, tuttavia le foto sembrerebbero  non confermare questa tesi )

Monotipica, anche in base alla vecchia classificazione:                                                                           Distribuzione < in verde>:  Numida melagris sabyi (  Nord.ovest Marocco )

Luoghi di origine:  Distribuita nella regione di Rabat-Salé-Zemmour-Zaër ( una delle 16 Regioni del Marocco, istituita nel 1997 e soppressa nel 2015 ), ie più precisamente nel distretto di Zemmour, in un territorio circoscritto tra i fiumi Oun Er-Rbia  e  Sebou nel nord ovest Marocco.   Un esemplare non sessato fu  catturato da Paul Saby nel 1919 nella regione di Oulmès - valle di Azemur nel Marocco occidentale, e donato al museo Rothscild

Descrizione: Si differenzia da N. m. meleagris per essere più grande e completamente priva dell'ampio colletto vinoso grigio-bluastro, le piume che si trovano sul petto, sino alla metà del collo formano una sorta di blocco nerastro o marrone macchiato e barrato di bianco; tutte le piume delle ali si presenatno nere cosparse di punti e barre ben definite; il colore di fondo delle penne della coda e delle coperture di quest'ultima è nero quasi puro, tranne le penne più esterne che sono chiazzate di grigio con macchie bianche su copritrici più piccole; barrature molto più scure; parti inferiori più scure; i punti bianchi si presentano con una tonalità più smeraldata ed anche in numero inferiore su molte piume; testa priva di piume e collo ( pressoché nascosti ) sono diversamente piumati rispetto a qualsiasi altra Numida conosciuta; il piumaggio arriva a metà del collo mentre alcune piume ispide raggiungono il mento; sull'occipite un "ciuffetto"  di piume, apparentemente dirette in avanti e rivolte verso l'alto, coprono il corno ( elmo ); pomello osseo e chiazze si presentano come  nei vecchi maschi di N. m. meleagris.

Nota:  La faraona marocchina ( N. m. sabyi ) "era" una sottospecie distinta che ha sofferto per la grave distruzione dell'habitat e la caccia eccessiva. Come già citato in precedenza, l'ultima registrazione certa risale al 1950, mentre quelle di esemplari avvistati nel 1970 erano probabilmente riferite a soggetti domestici. Le voci secondo cui una popolazione in cattività a sopravvisse fino alla fine del Il 1980 non sono state provate (Martinez 1994), ed è probabile che questa sottospecie sia estinta. Herbert (1919) notò da prove illustrative che la N. m. sabyi era nota ai romani 2000 anni fa e  trasportate in italia  dove erano  conosciute come "galline numidiane".  Sembra che in passato la sottsopecie si  trovasse, oltre che in Marocco, anche in Tunisia.

Foto da :  1  George Shaw  -  2-3  www.slideshare.net   (  Nella foto 2 (  3 - ingrandimento )  scattata in Marocco, data la poca chiarezza dell'iimagine non è posibile stabilire con certezza se si tratti di N. m. sabyi ( Colore della testa non sembra essere quello corretto, cosi come su coda e groppone non si evince la colorazione nera quasi puro delle piume, ed i piedi forse presentano macchie giallastre. In ogni modo è un ottimo esempio di come è, o era, N. m. sabyi ). 

1 -  Numidia meleagris sabyi                                                             2 - Numidia m. sabyi o esemplari domestici molto simili              3 -  Numidia m. sabyi o esemplare domestico molto simile 

Sabyi www.slideshare net - Big - Copia.P

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RIFERIMENTI:

Delacour

Beebe

Johnsgard

McGowan P.

Howman K.

Madge S.

Hennache A.

Ottaviani M.

Bernar F.

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