- otididae : specie e sottospecie -

Stampe da :  1 - 2 - 3  www.pinterest.com

pinterest com 5_edited.jpg
pinterest com 5.jpg

OTIDIDAE................................................Rafinesque......................1815

NOTA:   A lungo  classificati tra i Gruiformi, di recente sono stati racchiusi in un proprio ordine  < Otidiformes..... Hackett et al. 2008 >.

Il termine "otarda" <  Otis + tarda = uccello che si muove con lentezza > venne originariamente applicato solo rappresentante più settentrionale e forse meno tipico della famiglia, l'otarda eurasiatica. In realtà il termine è appropriato per l'intera famiglia, essendo tutte le otarde di simili costumi ed imprescindibilmente terragnoli. Le specie più grandi albergano nelle sterminate savane africane e steppe  eurasiatiche. Uccelli di antico lignaggio piuttosto longevi ma poco prolifici, ai limiti di stazza e peso in relazione alla capacità di volo. Un evidente adattamento agli habitat in cui vivono. 

Luoghi di origine:  L'Africa è la culla delle otarde, tanto che soltanto quattro specie nidificano altrove - l'otarda australiana, l'otarda indiana, il florican del Bengala e il florican minore. Il Nordafrica ospita oggi soltanto popolazioni residuali di otarde eurasiatiche e galline prataiole, distribuite in modo irregolare nell'Europa centro-meridionale. L'ubara spazia dai semideserti del Nordafrica all'Asia Minore, sino alla Russia centrale e alla Mongolia. Queste specie boreali sono migratrici nelle parti più fredde del loro areale. L'otarda d'Arabia si rinviene tuttora nel sud della penisola arabica e nel nord-ovest dell'Africa, ma tutte le altre specie di otarde sono esclusivamente africane, insediate essenzialmente nella fascia intertropicale.

In ambito africano si riconoscono due zone distinte dove si sono evolute specie diverse: dallo Zambesi a sud-ovest verso il Capo e dal Nilo al Corno d'Africa, rispettivamente con sette e quattro specie. L'otarda kori frequenta entrambe le regioni, così come l'otarda panciabianca, sebbene quest'ultima conti qualche nucleo sparso nella fascia savanica saharo-saheliana. L'otarda d'Arabia, l'otarda di Nubia e l'otarda di Savile occupano l'area saharo-saheliana spingendosi sino alle coste del Mar Rosso. Soltanto due specie, l'otarda di Stanley e l'otarda pancianera, sono diffuse nell'intera Africa, pur se la prima in molte zone è ormai circoscritta in conseguenza delle attività umane.

Descrizione generale: A seconda delle specie, le otarde misurano 40–120 cm di lunghezza, hanno un'apertura alare di 1-2,5 m e pesano 0,55–18 kg. In qualche specie i maschi sono più grossi delle femmine. La livrea del dorso è mimetica, ma testa e collo presentano disegni peculiari giocati su due o più tonalità di grigio, castano, nero, bianco e rossiccio. I maschi di certe specie hanno colori più vivaci delle femmine.  

Le specie di maggior mole sono in generale mute, mentre quelle di taglia piccola durante la stagione degli amori emettono particolari e persistenti richiami, di solito poco musicali.

Le otarde costituiscono una famiglia omogenea nell'ovvio contesto di differenze strutturali, cromatiche, dimensionali ed etologiche. Tutte sono di collo e zampe lunghe, con corpo atticciato e corto becco, e hanno perduto il dito rivolto all'indietro e la ghiandola uropigiale che caratterizzano la maggior parte degli uccelli. Queste assenze, insieme al perfetto mimetismo del dorso, sovente di squisito disegno, sono a quanto ci è dato di capire adattamenti ai paesaggi aridi e aperti (gli artigli posteriori sono utili per appollaiarsi su alberi o cespugli e l'olio uropigiale ha in genere funzioni impermeabilizzanti)[2]. Due specie di piccole dimensioni, la gallina prataiola e l'otarda crestarossa, zampe e collo relativamente corti, volano, con rapidi battiti delle ali. Sul terreno le otarde si dimostrano camminatrici infaticabili seppure non molto veloci, sempre nervose e sul chi vive: al minimo accenno di pericolo si immobilizzano.

Nella ricerca del cibo procedono serpeggiando senza fretta tra l'erba o i cespugli. Si nutrono soprattutto di invertebrati, acchiappati con rapida mossa dal suolo o da una pianta, ma talora anche stanati con il poderoso becco. Anche qualche piccolo vertebrato finisce a volte nel loro stomaco, spesso dopo un breve inseguimento concluso da un balzo. Ad ogni modo le sostanze vegetali sono assai apprezzate, in particolare i germogli, certi fiori e frutti. Talune specie di grossa stazza, quelle del genere Ardeotis ad esempio, sono ghiotte della resina che trasuda dagli alberi di acacia. L'abbondanza di cibo può indurre un uccello a trattenersi per qualche tempo nello stesso luogo. In Somaliasono stati osservati individui che saltavano per afferrare una bacca altrimenti fuori portata e nello Zimbabwe l'otarda di Stanley gironzola nell'acqua bassa alla ricerca di ranocchie e allontana gli intrusi dai termitai che sta golosamente esplorando. Molte specie usano raccogliersi attorno ai cespugli in fiamme per catturare senza fatica insetti terrorizzati e storpiati. Le otarde non hanno ingluvie, ma il muscoloso ventriglio, il lungo «intestino cieco» e l'accorgimento di inghiottire sassolini agevolano la digestione.

Nessuno ha mai osservato un maschio intento a covare le uova, un'emancipazione dai doveri parentali che sembra essere sfociata in una varietà di sistemi di accoppiamento nell'ambito della famiglia, forse anche all'interno della stessa specie. Risulta ad esempio che l'otarda di Stanley sia monogama nell'Alto Malawi e poligama nel Sudafrica, dove i maschi si distribuiscono a distanza di almeno 700 m e in spettacolare concorrenza cercano di attrarre le femmine di passaggio. Situazione analoga si riscontra nell'otarda eurasiatica, ma in questo caso i maschi in genere non sono territoriali e preferiscono vagabondare all'intorno, tenendosi a distanza di sicurezza l'uno dall'altro ed eseguendo di quando in quando le loro parate. In questa e altre due specie, che a detta degli esperti non formano legami di coppia, l'ubara e l'otarda australiana, la cerimonia che precede la copulazione è interminabile e dev'essere sovente interrotta per scacciare un rivale insidioso.

Le savane e le praterie dell'Africa australe accolgono numerosi rappresentanti del genere Eupodotis, riconoscibili per il ventre nero, che si esibiscono in sorprendenti evoluzioni aeree e apparentemente difendono territori di gruppo entro i quali la coppia svolge le sue funzioni di allevamento. I piccoli nascono interamente ricoperti di piume e lasciano il nido assai precocemente, ma per un certo periodo vengono nutriti becco-a-becco dalla madre e restano in sua compagnia per vari mesi.

STATO IN NATURA:  Le modeste conoscenze che abbiamo delle otarde sono essenzialmente imputabili alla difficoltà di studiare animali apprensivi, ben mimetizzati, dai ritmi riproduttivi lenti, inclini, se spaventati, ad abbandonare il nido per non farvi più ritorno. La suscettibilità a ogni lieve disturbo è una delle cause primarie del loro declino, soprattutto nelle parti settentrionali dell'area di distribuzione della famiglia dove l'avanzata dell'agricoltura riduce sempre più le distese erbose naturali. Le otarde eurasiatiche sono meno vulnerabili alle alterazioni ambientali: non avrebbero potuto colonizzare l'Europa se l'uomo non avesse abbattuto le foreste, ma la meccanizzazione delle pratiche agricole e l'estendersi delle monocolture con impiego di erbicidi e fertilizzanti si sono rivelate disastrose. La trasformazione dei terreni steppici in poderi ben coltivati ha ridotto la popolazione russa, nel decennio 1970-80, da 8650 unità a meno di 3000. Non diverso il destino della gallina prataiola, ormai pressoché estinta quasi ovunque esclusa la penisola iberica in seguito alla scomparsa delle praterie.

Proprio questa perdita di territori vergini ha avuto un impatto dirompente su tutte e tre le specie indiane. Entrambe le specie di florican sono in grave pericolo: quello del Bengalasopravvive esclusivamente in una manciata di aree protette disseminate lungo i contrafforti himalayani, mentre quello minore pare ormai confinata a minuscoli appezzamenti erbosi nell'estremo occidente dell'India, mantenuti a riserva di pascolo ma senza alcun'altra misura di tutela[3]. Sulle pendici himalayane le praterie hanno ceduto il posto alle piantagioni di , mentre nell'India occidentale sono state trasformate in terreni da pastura; in entrambi i casi le povere otarde non sono riuscite a superare lo shock.

Le popolazioni dell'otarda indiana, nonostante una supposta migliore adattabilità alle attività agrarie, sono in costante diminuzione da decenni. Ridotte a meno di 1000 esemplari, recentemente sono state oggetto di un risveglio di sentimenti popolari contro la caccia e nel Rajasthan mostrano confortanti segni di ripresa. Il progressivo deperire del suo parente più prossimo, l'otarda australiana, viene comunemente attribuito al massacro indiscriminato portato innanzi sin dai primi giorni dell'insediamento europeo, ma sembra assodato che la causa principale delle sue difficoltà sia da ricercare nella trasformazione della nicchia ecologica che le è congeniale in terreno agricolo.

Il declino dell'ubara è invece indiscutibilmente legato alla caccia. Questa specie di otarda ha infatti la sfortuna di essere considerata la selvaggina più appetibile nella tradizione araba della falconeria. Negli ultimi anni la tecnologia e la ricchezza scaturita dai giacimenti petroliferi hanno enormemente accresciuto la scala e l'efficienza di questo «sport», e si teme che l'ubara sia scomparsa in gran parte della sua area di diffusione. Disgrazia vuole che questa barbara consuetudine si stia estendendo a macchia d'olio coinvolgendo in modo preoccupante anche altre forme come l'otarda di Nubia. Si ritiene tuttavia che nessun'altra specie di otarda puramente africana sia in situazione di sofferenza. A conclusione, una nota pessimistica: da un capo all'altro dell'Africa si va facendo sempre più inesorabile la richiesta di terra da coltivare e non trascorrerà perciò molto tempo prima che parecchi di questi pacifici animali si propongano come nuovi candidati all'estinzione.

Questa famiglia comprende 11 generi suddivisi in 26 specie + un certo numero di sottospecie:

Genere Otis.............................................Linnaeus ..................1758  

Otis tarda:

La specie è  monotipica:

Luoghi di origine:  

 Descrizione:

Foto da:   

1 -  Maschio                                                                                            2 -  Femmina                                                                                     3 -  Maschio

paradoxus male Purevsuren Tsolmojav.jpg
Male-Pallass-sandgrouse paradoxus.jpg
Pallas ( Kazakistan Autore Wild Chroma

Genere Afrotis..................................... Gray G. R. ......................1855  

Afrotis afra 

La specie è suddivisa in due sottospecie:

Luoghi di origine:   Endemica dell'Africa meridionale ( Sud Africa )

Descrizione:  

Foto da:   

1 -  Maschio                                                                                            2 -  Femmina                                                                                     3 -  Maschio

1 afrotis afra www.hardaker.co za.jpg
afrotis afra Adrian Hopkins www.africanb
1  Afrotis afra Jacques de Speville www.

Afrotis afraoides    

Testi, quando non diversamente specificato, e progetti relativi alle elaborazioni in 3D ( Voliere ed attrezzature ) sono tutelati dalle norme sul < Diritto d'Autore > ( Ad esclusione di tutte le immagini o stampe riguardanti i GALLIFORMI e altri generi di uccelli ), l'autore pertanto mantiene il diritto esclusivo di pubblicare le opere e di utilizzare economicamente le stesse, qualora se ne presentasse l'occasione, in ogni forma e modo, originali o derivati.

 

Precisiamo che non è nostra intenzione violare le norme che tutelano il  COPYRIGHT, ma è altresì vero che sul WEB si trovano immagini e/o materiali per i quali i diritti vengono reclamati da più fonti, e non potendo per ovvi motivi controllare la bontà di ognuna, ci scusiamo anticipatamente nel caso avessimo inavvertitamente pubblicato immagini e/o materiali protetti da COPYRIGHT in violazione alla legge, pregandivi di comunicarcelo prontamente in modo che si possa provvedere alla loro immediata rimozione. 

 

Si intende comunque sottolineare che oltre a quanto già sopra esposto, la pubblicazione di materiale fotografico reperito sul WEB da parte della GBP.BIO è altresi intesa a fare un po di chiarezza, limitatamente alle sue possibilità, al caos creato da immagini poste su internet, in maniera alquanto superficiale e probabilmente senza neppure avere le necessarie conoscenze in materia, raffiguranti esemplari la cui classificazione essendo palesemente errata trae in errore l'ignaro lettore/visitatore. Quindi l'utilizzo di immagini deve essere considerato come a scopo puramente educativo - didattico  - informativo.                                                                   

Texts, unless otherwise specified, and projects related to 3D processing (Aviaries and equipment) are protected by the rules on <Copyright> (With the exception of all images or prints concerning GALLIFORMI and other kinds of birds), l The author therefore retains the exclusive right to publish the works and to use them economically, should the occasion arise, in any form and way, original or derivative.

We specify that it is not our intention to violate the rules that protect the COPYRIGHT, but it is also true that on the WEB there are images and / or materials for which the rights are claimed from multiple sources, and being unable for obvious reasons to control the goodness of each , we apologize in advance if we have inadvertently published images and / or materials protected by COPYRIGHT in violation of the law, asking you to communicate it promptly so that we can arrange for their immediate removal.

It is however intended to underline that in addition to what has already been explained above, the publication of photographic material found on the WEB by GBP.BIO is also intended to clarify, limited to its possibilities, the chaos created by images placed on the internet, in a rather superficial way and probably without even having the necessary knowledge on the subject, depicting specimens whose classification being clearly wrong misleads the unsuspecting reader / visitor. Therefore the use of images must be considered as purely educational - didactic - informative.

RIFERIMENTI:

Delacour

Beebe

Johnsgard

McGowan P.

Howman K.

Madge S.

Hennache A.

Ottaviani M.

Bernar F.

Uno   speciale   ringraziamento  per  l'aiuto fornitomi a :

James Pfarr                                                 Saul Villagrana                                            Steve Keller                                          Friedrich Esser                                            Njal Bergè 

birdnet.cn

orientalbirdimages.org 

Le informazioni relative allo stato di conservazione in natura sono state tratte da Wikipedia.

 

Per accedere a Wikipedia clicca sul logo qui a fianco.

CONDIVIDI QUESTO SITO CON...