Pavo muticus

Pavo muticus imperator.....da - www. ibc.Iynxeds.com - Autore Henrik Bringsoe

LUOGO DI ORIGINE

STATO DI CONSERVAZIONE IN NATURA

ESTINTO  |   |    |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |   |    NON A RISCHIO

                                                                                                                                                                                                                                                                                           GENERE PAVO  ( LINNAEUS,  1758 )                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                          MUTICUS   ( LINNAEUS,  1766 )

PAVONE VERDE di JAVA

 

ORDINE..............GALLIFORMES.

FAMIGLIA...........PHASIANIDAE.

GENERE.............PAVO.                  

SPECIE...............MUTICUS.

 

Riguardo all'etimologia del  nome  esistono  almeno   due  versioni: nella prima il                                                                                                                                   termine  “ MUTICUS ”  deriverebbe  da  “ MUTILUS ”,  nome  con  il quale venne                                                                                                                                   classificato in un  primo momento da Linneo, che forse interpretò  in modo errato                                                                                                                                   una illustrazione tratta da un testo di Ulisse Aldrovandi ( 1522-1605 ), naturalista,                                                                                                                                 botanico ed entomologo italiano, che a sua volta la riprese da una rappresentazione donata al  papa dall'allora imperatore del Giappone, raffigurante due esemplari di pavone, entrambi privi di speroni, e un esemplare, probabilmente una femmina, anche dello strascico, denominati “PAVO IAPONENSIS “. Quindi: privi, mancanti, mutilati degli speroni e anche dello strascico. Nella seconda, per così dire più romantica, ”MUTICUS e/o SPICIFER” deriverebbero dal fatto che il ciuffo è composto da penne che ricordano delle spighe di grano, in latino spica ( vedere P.M. SPICIFER ), prive dei filamenti ( ariste ) che caratterizzano alcune varietà di questo cereale. Mutilate, mutiche insomma, come nel caso del P. MUTICUS e/o SPICIFER, con le penne che compongono il pennacchio prive dei sopracitati filamenti, nonché composte da barbe molto brevi. Inoltre il termine < SPECIFERO > ( PAVO MUTITICUS SPICIFER ), da molti impropriamente usato riferendosi alla specie nominale, in realtà corrisponde ad una sottospecie.

 

ITALIANO =  Pavone verde | INGLESE = Javanese green peafowl | FRANCESE = Paon specifere de Java | SPAGNOLO = Pavo real verde | TEDESCO = Malaiischer ahrentragerpfau.

 

SPECIE: Nominale < PAVO  MUTICUS >  ( CITES-B )

 

SOTTOSPECIE: 3 sottospecie sino ad oggi classificate. Inoltre esistono diverse sub-specie geografico/ecologiche che a seconda delle località in cui vivono possono cambiare in maniera anche notevole le sfumature di colore. ( Vedere sito www.pavo-muticus.com )

Pavo muticus muticus.....................................pavone verde o di Java........... [ nominale ] ........LINNAEUS......................1766.

Pavo muticus spicifer......................................pavone verde birmano.........................................SHAW & NODDER.........1804.

Pavo muticus imperator..................................pavone verde indocinese.....................................DELACOUR....................1949.  

 

LUOGHI DI ORIGINE: Le sottospecie e sub-specie geografico/ecologiche possono essere in linea di massima così riassunte:                                                      

PAVO M. MUTICUS: Si trovaive a Jiava ed in Malesia. Geograficamente suddiviso in P.M. MUTICUS dell'est Jiava e Indonesia e P.M. MUTICUS dell'ovest di Giava e Indonesia.

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PAVO M. SPICIFER: Vive nel nord-est dell'Assan ( India ), nord-ovest Birmania ( attuale Myanmar). Geograficamente suddiviso in P.M. SPICIFER del nord-ovest dei monti Arakan ( Myanmar ) e P.M. SPICIFER del sud Myanmar.

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PAVO M. IMPERATOR: E' la sottospecie con la più vasta distribuzione. Vive nell'estremo sud della Cina, in tutta l'Indocina, nord Thailandia e ovest Myanmar. In Thailandia geograficamente diviso P.M. IMPERATOR dell'ovest Thailandia, e P.M. IMPERATOR del nord Thailandia, inoltre esistono sub-specie geografico-ecologiche anche in Cambogia, Laos, Vietnam ed estremo sud della Cina.

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HABITAT NATURALE e COMPORTAMENTO: Le diverse sottospecie nella maggior parte delle loro aree frequentano territori compresi tra 800 e 1200 metri dominati da foreste sub-tropicali non troppo dense, vivendo soprattutto ai loro margini, boschi costieri radi caratterizzati da sempreverdi ad alto fusto o decidui, zone cespugliose contraddistinte da abbondanti affioramenti rocciosi, radure o nelle immediate vicinanze di coltivazioni agricole, ma comunque sempre nei pressi di fiumi o fonti d'acqua in genere. In natura pare che siano monogami, pur essendoci delle osservazioni che parrebbero confermare l'esatto contrario. Probabilmente come accade spesso tra i galliformi le pratiche riproduttive possono essere diverse e principalmente conseguenti a fattori ambientali, carattere e vigoria fisica dei soggetti interessati. Di norma il nido viene posto a terra in luogo isolato e tranquillo dotato di una buona visibilità circostante. Mediamente la deposizione consiste in  3-6 uova la cui incubazione, che si protrae per circa 26-28 giorni, è un incombenza della sola pavonessa mentre iil maschio pensa solo a “pavoneggiarsi”, e questo da credito alla tesi di chi non è convinto della loro monogamia. I piccoli schiudono con le penne delle alucce già ben sviluppate così che nel giro di una settimana sono in grado di compiere brevi voletti e seguire la madre sui posatoi più bassi. Solitamente i giovani rimangono nel gruppo famigliare per circa 9-10 mesi dopo di che il padre ( o maschio dominante ) inizia ad allontanarli in modo che la femmina possa iniziare un nuovo ciclo riproduttivo.

 

STATO DI CONSERVAZIONE IN NATURA: In un passato non troppo remoto erano distribuiti in vastissime aree che comprendevano la Cina, tutto il sud-est asiatico sino all'isola di Jiava. Attualmente le sottospecie nel loro complesso sono considerate vulnerabili ed in via di estinzione, se non già estinte in alcune località come nel caso del P.M. SPICIFER, a causa della distruzione del loro habitat naturale, espansione demografica e relativa urbanizzazione di vasti territori, caccia per la carne e le spettacolari piume, nonché la cattura di soggetti vivi da destinare al traffico illegale di animali.

 

CARATTERISTICHE PRINCIPALI e DIMORFISMO SESSUALE: È anche più bello, grosso ed elegante del congenere indiano, differenziandosene anche per per le gambe più lunghe, portamento più eretto e colorazione che nel suo complesso si presenta verde brillante. Il maschio raggiunge la piena maturità a circa tre anni, mentre lo strascico ( treno ) composto dalle penne del sopracoda continua a crescere fino a raggiungere il massimo della lunghezza e splendore a 5-6 anni di età, dopo di che sia la misura quanto la qualità rimangono costanti per tutto il resto della vita. Come per il congenere indiano, la “coda” riveste un ruolo fondamentale soprattutto nel periodo riproduttivo ed in particolare durante il corteggiamento, tanto che a fine estate ( agosto/settembre ) quando le lunghe penne cadono per effetto della muta annuale, decreta la fine della stagione degli amori e/o della deposizione. Le nuove penne iniziano quasi da subito a ricrescere, completando il loro pieno sviluppo l'anno successivo nel mese di marzo/aprile. Il P. MUTICUS e conspecie, vengono spesso, o meglio troppo spesso, incrociati con il P. CRISTATUS producendo ibridi fecondi che selezionati e re-incrociati hanno dato origine ad un gran numero di varietà di colore. 

Da nord a sud aumenta la luminosità e l'intensità cromatica delle diverse sub-specie geografico/ecologiche, nel P.M. IMPERATOR che vive nel sud della Thailandia e penisola malese il piumaggio appare molto simile a quello del congenere P.M. MUTICUS, mentre le forme che vivono nel Vietnam e sud della Cina sono molto più simili al P.M. SPECIFER e quindi con tonalità meno brillati.

I colori che già di per sé tendono a svanire nel corso dell'anno per effetto dell'usura e invecchiamento delle penne, sbiadiscono ancora più velocemente se esposti intensamente alla luce solare, potendo assumere tonalità anche molto diverse da quelle presentate appena terminata la muta. Per questo stabilire e/o descrivere i colori del piumaggio che possono completamente cambiare a seconda dell'intensità della luce, angolazione e periodo di osservazione, diventa molto difficile, se non illusorio, ed il particolar modo se riferito a tutte quelle specie che presentano cromatismi particolarmente brillanti e tendenti a cangiare. 

Pur non esistendo uno spiccato dimorfismo sessuale i sessi sono comunque facilmente distinguibili.

Nel MASCHIO la sommità del capo è ornata da un caratteristico ciuffo portato quasi sempre eretto e piuttosto in avanti, composto da penne color bronzo-dorato con apici verdi e munite di barbe lungo tutto il vessillo che le rendono simili alle normali. Fronte e testa caratterizzate da piume brevissime di colore blu-verde metallico che sulle nuca e gola tendono ad apparire blu scuro; lati della faccia con porzioni di pelle nuda azzurre e giallo-aranciato sul quale spicca il nero che delinea i fori auricolari; anelli oculari ornati da una sottile stria nero-bluastra che scende sino a raggiungere la mandibola inferiore; lato anteriore del collo e parte alta del petto verde bronzo-ramato e oro più intenso rispetto alle altre sottospecie; lato posteriore del collo, mantella e parte alta del groppone anch'essi in verde, bronzo-ramato e oro con piume ovoidali disposte a scaglie, che per effetto della colorazione nera che ne orna gli apici assumono un aspetto squamato. Copritrici caudali estremamente allungate di colore verde-ramato metallico con evidente frangiatura composta da barbe filiformi completamente separate le une dalle altre lungo tutto il vessillo che contribuiscono a conferire un aspetto morbido e setoso, intriso di delicata lucentezza, che unendosi agli apici delle penne formano degli ocelli ( occhi ) il cui centro blu-azzurro metallico è circondato da un anello concentrico fulvo-dorato, con le penne più esterne dello strascico che si presentano in una bella tonalità di verde-oro con barbe filamentose che solitamente arrivano sino a terra; coda grigio scuro relativamente corta e piatta formata da 20 penne che funge da sostegno allo strascico. Secondarie e terziarie blu metallico molto intenso; primarie marrone chiaro o fulvo-focato. Parte sternale, ventre e cosce nero-verde scuro. Iiris marrone; becco grigio scuro lungo e sottile; zampe lunghe di colore nerastro, che in alcuni casi possono presentare macchie marroni, con tarsi dotati di speroni che pur crescendo col passare degli anni rimangono sempre relativamente corti, piedi nerastri.

La FEMMINA a differenza della congenere CRISTATUS è molto simile al maschio, tuttavia se ne distingue per essere più piccola, nonostante l'aspetto paffutello possa ingannare, il ciuffo più corto e la mancanza dello strascico ( treno ), anche se la coda composta da 18 timoniere risulta solitamente più lunga rispetto a quella della consimile indiana. Anche la colorazione del piumaggio e delle porzioni di pelle nuda ai lati della faccia che pur essendo meno brillanti rispetto a quelle del maschio, mantengono comunque tonalità e cromatismi metallici molto più intensi rispetto a quelli delle congenere. Le spalle appaiono verdi con riflessi tendenti al bluastro; copritrici delle secondarie grigio scuro con evidenti striature in grigio chiaro; remiganti secondarie e terziarie blu metallico con riflessi verdastri che verso l'esterno delle penne tende a divenire nerastro;primarie marrone-fulvo chiaro; petto verde scuro;zona sterno/ventrale e cosce che si presentano di colore nero;iris marrone;becco grigio scuro lungo e sottile, zampe grigio-nerastre con tarsi solitamente privi di speroni, piedi grigio-nerastri.

I GIOVANI possono essere sessati dopo circa 80-90 giorni dalla nascita con le femmine che si differenziano per le remiganti secondarie bordate di nero ed ampie barrature nerastre sulle copritrici alari e schiena che invece nei maschi risultano grigio-biancastre. Tuttavia i maschi immaturi possono essere facilmente confusi con le femmine adulte, e solo dal secondo anno di vita divengono se pur solo leggermente, più grossi delle coetanee, iniziando ad evidenziare le prime penne copritrici della coda che andranno a formare il lungo “strascico” , completato solo nel corso del terzo anno dopo la nascita.                 

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PAVO MUTICUS SPICIFER: E' la sottospecie dal portamento più eretto e con tonalità meno brillanti. Collo e petto sono generalmente meno verdi, privi delle iridescenze metalliche che invece contraddistinguono la forma nominale. Per il resto la colorazione pur presentando delle differenze cromatiche è molto simile a quella delle altre sottospecie. Come per la forma indocinese, il gomito dell'ala viene caratterizzato da una sorta di triangolo composto da piccole piume semicircolari contraddistinte da una colorazione verde oro. 

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PAVO MUTICUS IMPERATOR: Questa sottospecie pur essendo simile a P. M. MUTICUS è caratterizzata da una colorazione più scura ed in un certo senso anche leggermente meno brillante, con le porzioni di pelle nuda ai lati della faccia che risultano più opache. Tutte le sub-specie geografico/ecologiche di P. M. IMPERATOR presentano differenze più o meno accentuate nella cromaticità della livrea.

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VALORI FISICI: ( essendo le sottospecie piuttosto simili, vengono considerati i valori fisici della forma nominale )

MASCHIO: Lunghezza totale 180-300 cm.......lunghezza della coda 110-220 cm.......peso 4, 00-5, 00 kg.

FEMMINA: Lunghezza totale 100-120 cm.......lunghezza della coda   40 –55 cm.......peso 3, 00-4, 00 kg. 

 

CARATTERE e ADATTAMENTO ALLA CATTIVITA': Per natura sono molto più delicati, sensibili, nervosi, eccitabili e spesso anche aggressivi dei loro congenere indiani, ed a tale proposito potrebbe tornare utile al loro benessere il cercare di abituarli sin da piccoli a vivere situazioni diverse e/o rumori di varia origine, quindi  il loro allevamento pur non essendo particolarmente problematico, è consigliabile a chi possiede già una buona esperienza. Altra caratteristica delle specie sono i richiami, non da tutti apprezzati, che sono soliti emettere quasi esclusivamente durante la stagione primaverile e/o degli amori, nonché meno frequentemenmente e con tonalità più basse/profonde rispetto al PAVONE COMUNE. Non sono resistenti al freddo, anche se trascorso il loro primo inverno sembrano tollerare meglio le basse temperature, per cui necessitano di un rifugio preferibilmente coibentato che nelle regioni più fredde deve prevedere la possibilità di essere minimamente riscaldato, ed in caso di nevicate vi devono essere rinchiusi dato che neve e ghiaccio possono rivelarsi particolarmente dannosi. A causa del nervosismo e facilità con cui tendono a stressarsi quando si è costretti ad entrare in voliera e loro non sono in grado vederci è opportuno farsi sentire o notare in qualche modo, ed una volta entrati non bisogna compiere movimenti bruschi o improvvisi, o perlomeno evitare di farli fin quando non si siano assuefatti alla nostra presenza. Essendo per natura erratici non amano soffermarsi a lungo in un luogo, per questo motivo l'allevamento in semi-libertà è sconsigliato dato che con tutta probabilità finirebbero con lo scappare, ammesso che l'area in cui si trovano non sia completamente recintata e venga loro spuntata chirurgicamente la punta di un ala ( come avviene per gli uccelli lasciati semi-liberi negli Zoo, o parchi sia pubblici che privati ),  per contro in voliere non sufficientemente ampie tendono a riprodursi con fatica e male. Divenuti adulti i maschi, ed in particolare durante il periodo riproduttivo, possono manifestare una notevole aggressività oltre che nei confronti di femmine, maschi conspecie e altri animali in genere, nonché verso gli esseri umani, allevatore compreso, potendo altresì costituire un serio pericolo soprattutto per i bambini. Per questo bisogna cercare di proteggersi, o perlomeno essere pronti quando si entra in voliera, prestando particolare attenzione agli esemplari appollaiati, siano essi maschi o femmine con i piccoli, evitando di passare sotto al posatoio dato che molti di loro non mostrano nessun timore nei confronti degli esseri umani, e non esitando ad attaccare in volo, o sfidare chiunque passi nelle vicinanze o cerchi di entrarvi e si trovi ancora fuori dal cancello. Durante il periodo riproduttivo può rendersi necessario posizionare all'interno di voliera e rifugio una serie di nascondigli che possono consistere anche nelle stesse cassette nido di adeguate dimensioni e/o strutture similari, allo scopo proteggere la femmina dalla aggressiva focosità del maschio, specialmente trattandosi di coppia. Salvo i casi in cui si rendono strettamente necessarie, le catture devono essere effettuate al mattino presto o al tramonto con il favore della penombra ( questo vale per tutte le specie di fagiani, ed in genere per i galliformi ), dato che sono notevolmente più tranquilli e remissivi, lasciandosi catturare più facilmente, spesso anche con le mani, senza il pericolo che possano andare a sbattere contro qualcosa potendosi anche uccidere.

 

STATO DI CONSERVAZIONE IN CATTIVITA': I primi due esemplari arrivarono in Europa verso la fine del 1700 inviati dalle autorità birmane ( attuale Myanmar ) allo Zoo di Londra. Nei decenni scorsi venivano importati frequentemente, mentre attualmente sono diffusi soprattutto presso gli allevamenti amatoriali. Si incrocia facilmente con il P. CRISTATUS producendo ibridi fecondi chiamati “SPALDING”, non privi di una certa bellezza. Inizialmente si ricorse a tale pratica per le difficoltà che si riscontravano nell'allevamento del P. MUTICUS  in quanto più delicato, sensibile, nervoso e meno prolifico del congenere indiano. Tuttavia il valore commerciale di uno “SPALDING” è piuttosto basso, se paragonato alla forma anmcestrale, e considerato che imbattersi in P. MUTICUS geneticamente puri è ormai piuttosto difficile, bisogna prestare la massima attenzione affinché allevatori ( o pseudo-tali ) con pochi scrupoli non tentino di spacciare degli “SPALDING” per P. MUTICUS. Questa pratica che se fosse rimasta entro determinati ambiti poteva risultare anche interessante, sta invece mettendo in serio pericolo la sopravvivenza della stessa specie che in natura è ormai rara, se non addirittura vicina all'estinzione. 

 

ETA' RIPRODUTTIVA: In genere raggiungono la piena maturità sessuale al terzo anno di vita, tuttavia nella maggior parte dei casi entrambi i sessi sono atti a riprodursi nel corso del secondo, con le femmine che possono occasionalmente deporre anche nel primo, e uova fertili se accoppiate a maschi adulti di almeno tre anni.

 

TIPO DI ACCOPPIAMENTO: Solitamente vengono tenuti in coppia, pur essendo possibile la formazione di piccole famigliole associando ad un maschio maturo di almeno tre anni di vita sino ad un massimo di 4 o 5 femmine, tuttavia per una maggiore garanzia di fecondità delle uova la proporzione consigliata è di 1 M x 2 o 3 F. La formazione di coppie o famiglie, quand'anche con esemplari di diverse età, non pone nessun problema.

 

PERIODO RIPRODUTTIVO e DEPOSIZIONE: Di norma i maschi a fine marzo danno inizio ai rituali di corteggiamento esibendosi nelle ben note parate, mentre la deposizione delle prime uova può verificarsi sia verso la metà che alla fine di aprile, dipendentemente dalle condizioni climatiche, potendosi protrarre sino ad agosto/settembre, ma in ogni caso termina nel momento in cui i maschi entrano in muta perdendo le spettacolari penne dello strascico.

 

TIPO DI NIDO: Le femmine pur essendo piuttosto suscettibili, solitamente si adattano ad utilizzare ogni tipo di cassetta nido o contenitore venga loro messo a disposizione, posti sia a terra che sollevati dal suolo, comunque non oltre i 100-120 cm, in modo da semplificarne il controllo giornaliero e/o la raccolta delle uova, con posatoi o rami che ne facilitino l'accesso. Per il resto nulla di più di quanto già descritto per il congenere PAVO CRISTATUS.

( Approfondimenti in: PARTE GENERALE - Tipi di nido )

 

UOVA DEPOSTE STAGIONALMENTE: Quando lasciate alla cova naturale vengono mediamente prodotte a giorni alterni 3-6 uova, mentre se regolarmente levate si possono anche ottenere 3 o 4 deposizioni per un totale di 15-20 uova.

 

PERIODO DI INCUBAZIONE e SCHIUSA: Del tutto simile al congenere PAVO CRISTATUS.    ( Approfondimenti in: PARTE GENERALE- Incubazione e schiusa ) 

-- L'utilizzo di gallinelle, soprattutto se appartenenti a razze di taglia piccola, può presentare alcuni problemi a causa delle misure che contraddistinguono le uova di PAVONE, con un massimo di 2-3 per chioccia, che comunque faticherà a covare.

 

ALIMENTAZIONE PULCINI e PAVONCELLI: Non presenta nessuna difficoltà, potendo essere attuata attraverso normali composti commerciali ( mangimi bilanciati ), avendo l'accortezza di non eccedere con l'apporto proteico di origine animale soprattutto durante i primi 6 mesi, onde evitare la formazione di ernie alle articolazioni delle gambe e infiammazioni ai tendini, oltre ad erbe, verdura e soprattutto frutta, arricchendo il tutto con integratori alimentari e vitamine quando e se ritenuti necessari. Si inizia sin dal primo giorno di vita somministrando un buon mangime sfarinato primo periodo per fagiani o tacchini, e trascorse un paio di settimane dalla nascita alla normale razione si può iniziare ad aggiungere piccole quantità di granaglie ben spezzettate o un mix composto da miglio, scagliola, canapa e panico oltre a frutta a pezzettini o grattugiata. Giunti a 3-4 settimane di vita si passa ad una dieta composta da mangime sbriciolato secondo periodo per fagiani o tacchini, che di norma ha un contenuto proteico leggermente inferiore al primo, integrato oltre che da una manciata di granaglie ben spezzate, da insalata, ortica o tarassaco tritati finemente e frutta a pezzetti. A circa 3-4 mesi dalla schiusa si cambia nuovamente il mangime in uso passando ad un tipo granulare terzo periodo per fagiani o tacchini, arricchito da granaglie spezzate e/o intere, mix per piccioni oppure del solo grano, oltre ad erbe, verdura e frutta a pezzi che se pur forniti in buona quantità, devono poter essere velocemente consumati, specialmente la frutta. In questo periodo è altresì possibile iniziare a cambiare il tipo di dieta in uso, portandolo gradualmente secondo i tempi consigliati ad essere o mista, cioè composta ma mangime e granaglie, o costituita esclusivamente da cereali interi e/o spaccati o dal mix per piccioni.  ( Approfondimenti in: PARTE GENERALE - Alimenti e alimentazione )

 

ALIMENTAZIONE ADULTI e RIPRODUTTORI: A circa 4-5 mesi di vita, ma anche molto prima secondo alcuni allevatori, si inizia a fornire quel che sarà l'alimento base per la maggior parte dell'anno, che per praticità è solitamente costituito da un buon mangime granulare o pellettato da mantenimento o riposo per fagiani o tacchini, al quale può essere aggiunto un 15-20 % di granaglie o mix per piccioni oppure del solo grano, oltre a erbe, verdura e frutta a pezzetti in abbondanza secondo la stagione e disponibilità. Come già precedentemente esposto è possibile una dieta sia mista che costituita esclusivamente da granaglie o mix per piccioni che tra l'altro risulta particolarmente indicato per questa specie. Nel caso in cui al mangime da mantenimento vengano aggiunte piccole quantità di granaglie ( manciata ), con l'approssimarsi della stagione riproduttiva è preferibile ridurre ulteriormente, se non sospendere del tutto l'aggiunta di queste ultime ( pratica tuttavia soggettiva e subordinata a preferenze personali e tipo di alimentazione adottato ), e sostituire il mangime in uso con un tipo specifico per ovaiole di fagiano o tacchino, la cui somministrazione deve cominciare almeno 15-20 giorni prima del presunto inizio della deposizione delle uova, e protrarsi sino al termine del periodo riproduttivo, o perlomeno finché ritenuto utile, integrando sempre con erbe, verdura e frutta a pezzetti in quantità tali da poter essere velo-cemente consumati.  ( Approfondimenti in: PARTE GENERALE - Alimenti e alimentazione - Progetti e attrezzature )

 

PULCINAIA e PARCHETTI PER SVEZZAMENTO: Approfondimenti in: PARTE GENERALE - Pulcinaia e parchetti per svezzamento.

 

VOLIERA PER ADULTI: Innanzitutto bisogna sempre tenere presente che più spazio assegneremo ai nostri pavoni, migliore sarà la loro esistenza, ed un comportamento molto più naturale ed equilibrato può altresì favorire la riproduzione. A causa della loro mole e indole selvaggia necessitano di una grande voliera, o comunque abbastanza ampia e alta da permettere loro di muoversi liberamente, che per una coppia o piccola famigliola dovrebbe essere almeno 10-15 metri di larghezza, 15-20 di lunghezza/profondità e da 3 a 6 metri di altezza, con annesso un rifugio di almeno 4-5 metri di larghezza, 3-4 di lunghezza/profondità e 2, 50-3, 00 metri di altezza nel punto più basso. Consistente in una struttura completamente chiusa e preferibilmente coibentata che nelle regioni più fredde deve anche prevedere la possibilità di essere riscaldata ( lampade ad infrarossi opportunamente protette, radiatori, stufette, posatoi riscaldati ecc.) garantendo una temperatura interna di almeno 5-7 gradi durante le notti più fredde. Finestre in plexiglas o policarbonato protette da telai in rete metallica, rivolte possibilmente a sud-est sia per lasciare penetrare i primi raggi di sole che per meglio illuminare l'ambiente, con porta d'accesso alla voliera dotata di sportello a “ghigliottina“ posizionato su un lato della parte bassa della stessa, ed il più possibile vicino ad una parete perimetrale per facilitare le operazioni di “accompagnamento” degli animali in entrata o uscita, così come per preservare meglio il calore interno. In tutti i casi il rifugio deve poterli comodamente ospitare e nel contempo difendere dalla luce diretta così come da vento e pioggia, nonché durante i lunghi periodi di maltempo particolarmente umidi e uggiosi, o semplicemente quando sentono il bisogno di isolarsi in cerca di pace e tranquillità, con al suo interno almeno un posatoio ad una altezza di 170-200 cm in modo che i maschi non imbrattino e/o rovinino le lunghe piume dello strascico toccando il pavimento che a seconda dei casi e possibilità può essere in terra battuta, cemento, mattonelle, assi di legno o lastricato, e ricoperti da uno strato di terriccio, sabbia, trucioli oppure lolla di riso. La voliera deve essere ubicata in luogo areato ed al tempo stesso riparato dai venti dominanti, con fondo perfettamente drenante in terra e/o ricoperto da almeno 15-20 cm di sabbia molto grossolana o ecosol ( pezzetti di corteccia essiccata usati soprattutto nel giardinaggio ) in modo da poter scongiurare pericolosi ristagni d'acqua. Se non di grandi dimensioni può anche essere priva di vegetazione e/o “arredamento“ per non inficiare i movimenti del maschio, ad eccezione forse di alcune rocce, qualche alberello o cespuglio tanto per ingentilire un pochino l'ambiente, così come un grosso ramo contorto utile anche come posatoio. Oltre a ciò, durante il periodo riproduttivo è necessario posizionare al suo interno, così come nel rifugio, alcuni nascondigli artificiali, che possono consistere nelle stesse cassette nido di adeguate dimensioni, e/o strutture similari, utilizzate dalle femmine sia per la deposizione quanto per nascondersi alla vista del focoso compagno, inoltre la voliera dovrà risultare sufficientemente ombreggiata da materiali artificiali e/o naturali come i rampicanti che oltre ai normali scopi più volte citati, sono necessari per non vedere sbiadire in fretta i loro meravigliosi colori, ma debbono comunque poter accedere alla luce diretta, e soprattutto quando intendono fare bagni di sole e/o spollinarsi. Tuttavia per uccelli tanto imponenti quanto maestosi, le strutture più idonee nelle quali ospitarli rimangono comunque porticati e/o fienili collegati a stalle dismesse, così come capannoni, magazzini ed altro ancora, che hanno come denominatore comune la copertura totale e l'altezza, quindi la possibilità di sfruttare al massimo sia lo spazio sottostante quanto la verticalità spesso notevole offerta da questi ambienti, nonché di mantenere costantemente all'asciutto gli animali.   ( Approfondimenti in: PARTE GENERALE - Voliere per adulti - Gestione della voliera - Tipi di rifugio )

Pavo m. imperator ( femmina )..da www.thailand-naturfotos.de.tl Autore: Crhistoph Keller 

Testi, quando non diversamente specificato, e progetti relativi alle elaborazioni in 3D ( Voliere ed attrezzature ) sono tutelati dalle norme sul < Diritto d'Autore > ( Ad esclusione di tutte le immagini o stampe riguardanti i GALLIFORMI e altri generi di uccelli ), l'autore pertanto mantiene il diritto esclusivo di pubblicare le opere e di utilizzare economicamente le stesse, qualora se ne presentasse l'occasione, in ogni forma e modo, originali o derivati.

 

Precisiamo che non è nostra intenzione violare le norme che tutelano il  COPYRIGHT, ma è altresì vero che sul WEB si trovano immagini e/o materiali per i quali i diritti vengono reclamati da più fonti, e non potendo per ovvi motivi controllare la bontà di ognuna, ci scusiamo anticipatamente nel caso avessimo inavvertitamente pubblicato immagini e/o materiali protetti da COPYRIGHT in violazione alla legge, pregandivi di comunicarcelo prontamente in modo che si possa provvedere alla loro immediata rimozione. 

 

Si intende comunque sottolineare che oltre a quanto già sopra esposto, la pubblicazione di materiale fotografico reperito sul WEB da parte della GBP.BIO è altresi intesa a fare un po di chiarezza, limitatamente alle sue possibilità, al caos creato da immagini poste su internet, in maniera alquanto superficiale e probabilmente senza neppure avere le necessarie conoscenze in materia, raffiguranti esemplari la cui classificazione essendo palesemente errata trae in errore l'ignaro lettore/visitatore. Quindi l'utilizzo di immagini deve essere considerato come a scopo puramente educativo - didattico  - informativo.                                                                   

Texts, unless otherwise specified, and projects related to 3D processing (Aviaries and equipment) are protected by the rules on <Copyright> (With the exception of all images or prints concerning GALLIFORMI and other kinds of birds), l The author therefore retains the exclusive right to publish the works and to use them economically, should the occasion arise, in any form and way, original or derivative.

We specify that it is not our intention to violate the rules that protect the COPYRIGHT, but it is also true that on the WEB there are images and / or materials for which the rights are claimed from multiple sources, and being unable for obvious reasons to control the goodness of each , we apologize in advance if we have inadvertently published images and / or materials protected by COPYRIGHT in violation of the law, asking you to communicate it promptly so that we can arrange for their immediate removal.

It is however intended to underline that in addition to what has already been explained above, the publication of photographic material found on the WEB by GBP.BIO is also intended to clarify, limited to its possibilities, the chaos created by images placed on the internet, in a rather superficial way and probably without even having the necessary knowledge on the subject, depicting specimens whose classification being clearly wrong misleads the unsuspecting reader / visitor. Therefore the use of images must be considered as purely educational - didactic - informative.

RIFERIMENTI:

Delacour

Beebe

Johnsgard

McGowan P.

Howman K.

Madge S.

Hennache A.

Ottaviani M.

Bernar F.

Uno   speciale   ringraziamento  per  l'aiuto fornitomi a :

James Pfarr                                                 Saul Villagrana                                            Steve Keller                                          Friedrich Esser                                            Njal Bergè 

birdnet.cn

orientalbirdimages.org 

Le informazioni relative allo stato di conservazione in natura sono state tratte da Wikipedia.

 

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