voliere per adulti....

 

VOLIERE PER ADULTI:

 

Purtroppo a causa della facilità d'allevamento che contraddistingue alcune specie non sempre vengono rispettate le loro esigenze e costretti ad adattarsi a voliere, o pseudo tali, spesso assomiglianti più a dei lager, che non a delle strutture in cui ospitare animali dotati di tanta bellezza. Bisogna rendersi conto che pur potendo vivere più o meno bene in condizioni molto diverse, riuscendo anche a riprodursi apparentemente senza difficoltà, necessitano di ambienti adeguati, e per questo più spazio assegneremo ai nostri animali, magari allevando qualche specie in meno, migliore sarà la loro esistenza, ed il comportamento molto più naturale ed equilibrato favorendo nel contempo anche la riproduzione. 

Le misure riguardanti gli spazi da assegnare ai nostri animali possono essere trovate nelle schede relative ad ogni singola specie, tuttavia devono essere intese come di riferimento ( volendo impostare l'allevamento sulla cova naturale è preferibile che la voliera sia perlomeno una decina di metri quadrati in più rispetto a quanto  riportato ) e non tassative, potendo variare a seconda della tipologia dell'area in cui vengono realizzate o necessità dell'allevatore. Per cui in questa sede mi limiterò a descrizioni riguardanti l'aspetto tecnico/funzionale delle stesse, nonché proporre alcune soluzioni che reputo non usuete riguardanti voliere da me ideate < Spazio-rip = Vedere in: voliere e attrezzature >, che ritengo possano essere utili non solo a migliorare la vita dei nostri animali, ma soprattutto a tener sotto controllo l'aggressività dei maschi, ed in particolare quelli di alcune specie, durante il periodo riproduttivo e non, nonchè favorire la nidificazione.                                                                                                        

Nella realizzazione di una o più voliere bisogna tener conto di alcuni fattori importanti come il clima, e quindi se la voliera sorgerà in una regione con possibilità di nevicate, freddo, pioggia e lunghi periodi contrassegnati dal maltempo, oppure in aree dove le temperature risultano più miti e costanti, per cui potrebbe essere sufficiente una semplice tettoia, nonché tener conto delle specie che s'intende allevare e relative possibilità finanziarie.

 

Le voliere possono essere di tipologie molto diverse, ma essenzialmente riassumibili in:

–  Voliere fisse................................................... realizzate direttamente sul terreno.

–  Voliere, parchetti e gabbioni.......................... sollevati dal terreno, con fondo in rete metallica.

Le prime sono spazi solitamente rettangolari più o meno grandi, cintati da rete metallica sorretta preferibilmente da paletti e/o telai in ferro o leghe leggere. Il legno pur essendo meno costoso e di più facile utilizzo, risulta molto più delicato e soggetto a deformarsi ed a deteriorarsi in tempi relativamente brevi soprattutto quando il clima è particolarmente umido e piovoso.

Nel caso la voliera facesse parte di una struttura multipla la base della delle pareti di mezzeria, e volendo anche quelle perimetrali esterne ad esclusione della sola parte frontale ( facoltativo ed in relazione alla specie alloggiata ), dev'essere oscurata con pannelli sia in lamiera, che in materiale plastico o di altro tipo, non inferiore a 80-90 cm di altezza dei quali circa 20-30 andranno interrati ( molto più in profondità per le reti perimetrali esterne, o nel caso di specie dall'attitudine allo scavo ), in modo che i maschi non possano vedersi e sfidarsi continuamente mettendo in agitazione tutto l'allevamento, pensando più ai presunti rivali che non alle partner a scapito di una corretta riproduzione/deposizione. Sempre al fine di evitare possibili zuffe un analogo lavoro, utilizzando pannelli più o meno grandi di forme geometriche diverse a seconda delle preferenze o necessità, deve essere realizzato in modo da schermare i posatoi ancorati alle pareti divisorie, o comunque siano vicini ad esse, che attraversando le voliere in tutta la loro larghezza possono formare una linea continua, da sopra i quali i maschi si darebbero battaglia. Le reti di copertura così come quelle perimetrali e preferibile che siano a maglie molto strette in modo da impedire l'ingresso anche ai più piccoli uccelli, sia per il contatto che è sempre meglio evitare per ovvie ragioni sanitarie, quanto per l'enorme quantità di cibo che possono sprecare passeri & C. Inoltre sono un ottima difesa contro i nocivi pur se minuti, non consentono la fuga di pulcini nel periodo delle schiuse, né tanto meno la predazione dall'esterno da parte di corvi, gazze, gatti, topi e mustelidi in genere che invece avviene più spesso di quanto si possa ragionevolmente credere se le maglie sono sufficientemente larghe da consentire l'ingresso a becchi e artigli. Succede soprattutto di notte che improvvisamente spaventati da un qualsiasi rumore, oppure a causa di un rapace, o altro animale posatosi sulla voliera, frullino in verticale con estrema forza sbattendo violentemente il capo o la schiena contro il soffitto del rifugio o la rete di copertura, per poi rimbalzare pesantemente al suolo potendosi procurare gravi lesioni ed anche la morte. Per cercare di porre fine, o quantomeno ridimensionare inconvenienti tanto spiacevoli, oltre ad impianti di sicurezza anti/rapaci e/o nocivi, che comunque comportano una certa spesa iniziale d'istallazione, nonché costi aggiuntivi per la manutenzione, si può iniziare col posizionare della rete in nylon sia sulla voliera, se fosse di altro tipo, che all'interno del rifugio ad almeno 30-50 cm dal soffitto, prestando attenzione affinché quella utilizzata per coprire l'area esterna non sia troppo tesa in modo da attenuare il più possibile l'effetto “molla”, ciò non significa floscia, in quanto diverrebbe una trappola mortale per fagiani ai quali sono stati applicati occhiali, parabecchi ecc. Interventi di questo tipo pur potendo essere necessari più o meno per tutte le specie, riguardano soprattutto COLCHICUS, SYRMATICUS, ed in particolare il fagiano ramato e CRATEUS. L'origine montana di molti galliformi li porta a vedere il mondo in verticale e quindi può giovare al loro benessere psico-fisico il posizionamento di una o più piattaforme aeree all'interno della voliera che pur potendo essere utili, lasciano un poco a desiderare in quando a praticità, ad eccezione forse di alcuni modelli inseriti in contesti molto particolari ( voliera "movimento" ), soprattutto quando poste ad altezze che ne rendono innegabilmente difficoltoso sia il controllo che l'eventuale pulizia, non tenendo conto del disturbo arrecato agli animali. La voliera deve essere esposta preferibilmente a sud nelle regioni più fredde o montane, a sud-est in quelle temperate e verso est in quelle calde. Ubicata in luogo areato ma nel contempo riparata dai venti dominanti, con terreno possibilmente sabbioso e/o pietroso, al fine di consentire un ottimo drenaggio. Se non diversamente richiesto bisogna evitare l'uso della ghiaia che razzolando, soprattutto nel caso di fagiani “scavatori”, verrebbe letteralmente “sparata” in tutte le direzioni, potendo costituire un serio pericolo sia per gli animali presenti in voliera, che per l'allevatore. Se il fondo dovesse risultare particolarmente duro e pietroso o completamente inerbato sarà necessario realizzare una sorta di “piscina” utilizzata per spollimarsi e/o fare bagni di sole, che può anche consistere in una semplice buca di forma e misure adeguate, oppure costituita da telaio o cordulo perimetrale di contenimento ( cassone ) in legno, lamiera, cemento, preformati o altri materiali adatti allo scopo, e riempita con almeno 20-30 cm di sabbia grossolana o terriccio soffice da rinnovare e/o riboccare quando necessario. Inoltre la voliera dovrà risultare sufficientemente “fresca” utilizzando materiali artificiali come teli ombreggianti ecc, e/o naturali tipo stuoie, rotoli di cannette e rampicanti che hanno però lo svantaggio di crescere, oltre che molto rapidamente, anche in maniera alquanto disordinata e se non controllati attraverso regolari potature alla lunga possono appesantire la rete di copertura, e quindi l'intera struttura, col rischio che possa danneggiarsi o sfondarsi, così come costituire un serio intralcio durante le forti nevicate impedendo ai fiochi, o comunque alla maggior parte di essi, il passaggio attraverso le maglie o di essere scrollata in caso di necessità. Ciò nonostante sono da preferirsi a soluzioni “artificiali” in quanto rendono molto più coreografico e/o naturale l'ambiente in cui sono confinati i nostri animali, che pur apprezzando la penombra devono poter accedere alla luce diretta e crogiolarsi al sole quando lo desiderano. Pur non costituendo la soluzione al problema l'utilizzo di reti in nylon a maglie annodate può migliorare un poco la situazione dato che tendono a trattenere meno i fiocchi rispetto agli altri tipi. Quando le misure lo consentono la voliera dovrà risultare ricca di vegetali, pianticelle e arbusti di vario genere, mentre se non di grandi dimensioni può esserne realisticamente priva, ovviando all'inconveniente posizionando all'interno alcuni nascondigli artificiali, che possono consistere anche nelle stesse cassette nido, mentre rocce, ceppi di varie altezze, tronchi contorti interi o cavi, e grossi rami ben modellati ne andranno a completare l'arredo, dando a tutto l'insieme un aspetto naturale e selvaggio ma nel contempo curato. In merito alla ricettività a varie patologie che affliggono soprattutto alcune specie, in gran parte dovute alla loro attitudine allo scavo e/o umidità del terreno, alcuni allevatori sfruttano strutture non convenzionali, o perlomeno non lo sono per la maggior parte delle specie, tipo porticati e fienili collegati a stalle dismesse, capannoni, magazzini, serre riadattate ecc, che hanno come denominatore comune l'altezza e la copertura totale, quindi la possibilità di fruttare sia lo spazio sottostante quanto la verticalità spesso notevole che viene offerta da questi ambienti, nonché la possibilità di mantenere gli animali costantemente all'asciutto ed in forma grazie al notevole esercizio fisico che possono e/o sono costretti a fare. Nel caso di strutture coperte o chiuse con pavimentazione in cemento, mattonelle, legno ecc, un buon materiale da stendere sul fondo, per galliformi non particolarmente razzolatori, in alternativa ai soliti in uso potrebbe essere l'ecosol ( o in altro modo definito dalle ditte produttrici ), costituito prevalentemente da pezzetti di corteccia misti anche ad altri materiali naturali, utilizzato soprattutto in giardinaggio o attività similari.

Non mancano allevatori che preferiscono alloggiare i loro animali in voliere dal fondo ricoperto da un abbondante strato di sabbia grossolana ( 20-30 cm ) da rinnovare quando necessario, nonché frequentemente rastrellata per mantenerla il più possibile pulita. Così come per determinate specie che necessitano di particolari condizioni ambientali vengono utilizzate serre o strutture similari, naturalmente dopo averle adatte al nuovo uso che se ne in tende fare.                           Infine non è da escludere l'ipotesi, soprattutto per le specie più a rischio, o quantomeno per tutta la durata dello svezzamento, di parchetti e/o gabbioni dal fondo in rete metallica, con tutti i vantaggi derivanti dal fatto che non avendo un contatto diretto con il terreno molte delle patologie alle quali sono facilmente soggetti vengono eliminate.

Ciò premesso, ed indipendentemente da quanto continuo a raccomandare in merito allo spazio da assegnare ai nostri animali, sia per dovere di cronaca, quanto per favorire gli aspiranti avicoltori in deficit di spazio, che le dimensioni minime di una voliera nella quale alloggiare una coppia delle specie “più piccole” e rustiche come DORATI, LADY ecc, corrispondono a circa 3 metri di lunghezza x 2 di larghezza, oltre ad una tettoia o rifugio chiuso di almeno 1 metro di profondità x la larghezza della voliera. Mentre per quelle più grandi dovrebbe essere almeno il doppio, con un altezza che in tutti i casi non dovrebbe essere inferiore ai 2 metri, se non altro per facilitare l'ingresso di una persona al suo interno.

Testi, quando non diversamente specificato, e progetti relativi alle elaborazioni in 3D ( Voliere ed attrezzature ) sono tutelati dalle norme sul < Diritto d'Autore > ( Ad esclusione di tutte le immagini o stampe riguardanti i GALLIFORMI e altri generi di uccelli ), l'autore pertanto mantiene il diritto esclusivo di pubblicare le opere e di utilizzare economicamente le stesse, qualora se ne presentasse l'occasione, in ogni forma e modo, originali o derivati.

 

Precisiamo che non è nostra intenzione violare le norme che tutelano il  COPYRIGHT, ma è altresì vero che sul WEB si trovano immagini e/o materiali per i quali i diritti vengono reclamati da più fonti, e non potendo per ovvi motivi controllare la bontà di ognuna, ci scusiamo anticipatamente nel caso avessimo inavvertitamente pubblicato immagini e/o materiali protetti da COPYRIGHT in violazione alla legge, pregandivi di comunicarcelo prontamente in modo che si possa provvedere alla loro immediata rimozione. 

 

Si intende comunque sottolineare che oltre a quanto già sopra esposto, la pubblicazione di materiale fotografico reperito sul WEB da parte della GBP.BIO è altresi intesa a fare un po di chiarezza, limitatamente alle sue possibilità, al caos creato da immagini poste su internet, in maniera alquanto superficiale e probabilmente senza neppure avere le necessarie conoscenze in materia, raffiguranti esemplari la cui classificazione essendo palesemente errata trae in errore l'ignaro lettore/visitatore. Quindi l'utilizzo di immagini deve essere considerato come a scopo puramente educativo - didattico  - informativo.                                                                     

RIFERIMENTI:

Delacour

Beebe

Johnsgard

McGowan P.

Howman K.

Madge S.

Hennache A.

Ottaviani M.

Bernar F.

Uno   speciale   ringraziamento  per  l'aiuto fornitomi a :

James Pfarr                                                 Saul Villagrana                                            Steve Keller                                          Friedrich Esser                                            Njal Bergè 

birdnet.cn

orientalbirdimages.org 

Le informazioni relative allo stato di conservazione in natura sono state tratte da Wikipedia.

 

Per accedere a Wikipedia clicca sul logo qui a fianco.

CONDIVIDI QUESTO SITO CON...